LE LACRIME DI MARIA. UN ITINERARIO MARIANO NELL’ULTIMO LIBRO DI RINO CAMMILLERI – di Luciano Garibaldi

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Tra Medjugorje e Civitavecchia, le apparizioni della Vergine Madre, i miracoli, le conversioni impongono alla comunità cattolica un’attenzione pari a quella richiesta da Fatima e Lourdes. Ce lo spiega Rino Cammilleri nel suo libro dedicato ai due straordinari eventi

 

di Luciano Garibaldi

 

 

csmDopo il meritato successo del suo libro dedicato al fenomeno di Medjugorje («Il cammino del cuore», Mondadori), un autore profondamente cattolico che però è, prima di tutto, un cronista vecchio stile, non poteva non tornare sull’argomento, accostandolo ad un altro evento strettamente ad esso legato. Sto parlando di Rino Cammilleri, che, sempre per Mondadori, ha dato alle stampe il suo secondo libro-inchiesta sulle apparizioni mariane che stanno contrassegnando questo inizio del Terzo Millennio. Il libro s’intitola «Le lacrime di Maria. Da Medjugorje a Civitavecchia, un itinerario mariano». Tutto da leggere. E da meditare. Infatti, le apparizioni mariane iniziate a Medjugorje non possono che diventare argomento di profonda riflessione per chiunque è alla ricerca del vero, sia per il luogo (sono iniziate in un Paese comunista), sia per la durata (si ripetono quotidianamente da 31 anni), sia per il coinvolgimento ormai planetario dei devoti. Troppo imponente – come sottolinea Cammilleri – per poter fare finta di nulla. Le testimonianze di miracoli, e, soprattutto, di conversioni ormai non si contano più. Un milione di pellegrini l’anno, in media. Tra questi, sacerdoti, vescovi e pure cardinali. Papa Benedetto XVI istituì una commissione per monitorare il caso Medjugorje e l’affidò al cardinale Camillo Ruini, che ne è tutt’ora il titolare.

Tra le notizie su cui si sofferma l’Autore, una riguarda una delle veggenti, che ha riempito una diecina di quaderni con il raccolto della vita della Santa Vergine, narratole da quest’ultima. Potrà pubblicarli solo quando ne riceverà il permesso dalla «Gospa» (la Madonna, nella lingua croata). In proposito, Cammilleri ricorda due famosi precedenti: due vite della Vergine, scritte – su rivelazione – dalla beata Anna Katharina Emmerick (vissuta tra il Settecento e l’Ottocento) e da Maria Valtorta (1897-1971). Non si può dimenticare che, proprio seguendo le indicazioni contenute nelle rivelazioni fatte dalla Madonna alla Emmerick, gli archeologi trovarono i resti della casa di Maria a Efeso (oggi Turchia). Papa Leone XIII riconobbe l’evento e la casa di Maria fu visitata da due Papi: Paolo VI e Giovanni Paolo II, che nel 2004 beatificherà la Emmerick.

Ma tornando a Medjugorje, si tratta di una storia che non solo non è finita, ma nemmeno finisce lì, perché ha una singolare appendice in Italia, e per l’esattezza a Civitavecchia, dove ben due Madonne di Medjugorje, ovvero due riproduzioni della «Gospa» acquistate sul posto e colà fabbricate, si sono prodotte in fenomeni straordinari. L’argomento era stato trattato egregiamente da Riccardo Caniato, giornalista e caporedattore di «Studi Cattolici», nel suo libro «La Madonna si fa la strada» (edizioni Ares, 2011). E in proposito, ci è gradito preannunciare l’imminente uscita, sempre per i tipi della ARES, del nuovo lavoro di Caniato che s’intitolerà «Medjugorje: paradiso sola andata».

Civitavecchia non può non essere collegata a Medjugorie. Infatti, come racconta Cammilleri, il 2 febbraio 1995 una statuetta raffigurante la «Gospa» incominciò a versare lacrime di sangue nel giardino della casa di un elettricista di Civitavecchia, Fabio Gregori. Il fenomeno si ripeté per quattordici volte, fino al 15 marzo. A giugno, la statuetta fu portata nella chiesa parrocchiale intitolata a Sant’Agostino, il cui parroco l’aveva  acquistata l’anno prima in un negozio di Medjugorje, dove si era recato in pellegrinaggio, facendone poi dono alla famiglia Gregori (Fabio, la moglie Anna Maria e i figlioletti Jessica e Davide). Era stata Jessica, allora di cinque anni, la prima ad accorgersi delle lacrime. Papà Gregori era corso a chiamare il parroco. Poiché le lacrime di sangue continuavano a formarsi e a scendere, arrivarono dapprima i curiosi, poi i devoti, poi la folla, poi le forze dell’ordine, e, in capo a tre giorni, anche la stampa e i telegiornali. E fu l’inizio di un’altra ventata di fede, arricchita di pellegrinaggi, preghiere, conversioni, guarigioni, miracoli. Come il caso di uno scrittore dato per morto dalla scienza medica, ma strepitosamente ristabilitosi dopo essersi affidato alla misericordia della Madonnina di Civitavecchia.

A tanti anni di distanza da quegli eventi, il silenzio della gerarchia ecclesiastica permane, anche se non si tratta di indifferenza, ma di riserbo non disgiunto dalla massima attenzione. Anche perché non è certo possibile fare finta di niente mentre ormai a Civitavecchia arrivano pellegrini da tutto il mondo. In proposito – e cioè in merito all’atteggiamento della Chiesa – vale quanto raccontato da Cammilleri che riferisce come il vescovo di Civitavecchia, monsignor Girolamo Grillo, dopo avere fatto trasferire in Curia la statuetta lacrimante, per farla sottoporre a tutte le necessarie analisi scientifiche, chiese un favore alla polizia: indagasse discretamente sull’elettricista Gregori per vedere se si aveva a che fare con una persona seria o con un personaggio dubbio. Ebbene, risultò che Gregori era integerrimo, così come i suoi familiari. Ma non è tutto. Ottenuto il dissequestro della statuetta, sulla quale la «scientifica» aveva effettuato radiografie e Tac, l’aveva chiusa in un armadio del suo appartamento in Curia. E qui accadde l’inatteso. La statua riprese a lacrimare sangue, sangue che colava dagli occhi e scendeva sul collo.

Dopo quell’esperienza, che gli tolse ogni dubbio, il vescovo portò in processione la statuetta miracolosa nella chiesa di Sant’Agostino, mettendola a disposizione dei fedeli. E là e rimasta, ad attendere i pellegrinaggi che non sono più cessati: anzi, vanno continuamente aumentando.

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