Le mani della massoneria satanista americana sulla città di Firenze – di Pucci Cipriani

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di Pucci Cipriani (ha collaborato Giulia Bianco)

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Per leggere “Il diavolo nell’Opera del Duomo di Firenze”, clicca qui

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z111fnlAbbiamo assistito a un indecente spettacolo nella nostra Firenze: il Comune e la Curia (possiamo chiamare così l’onnipossente Mons. Thimothy  Verdon?) appecorati – a “mamma d’agnello” come, ormai, tutti dicono a Firenze – di fronte al branchetto satanista terzomondista che nella città del Fiore, nella città che ha per emblema il Battista e per compatrono Sant’Antonino, nella città in cui Dante – non quello caricaturale del giullare Benigni o di Dan Brown – ma il poeta tomista che, a ogni rigo del suo poema, fa alta teologia (ricordiamo a Mons. Verdon che la “teologia”, anche se termina in “ia”, è cosa diversa dalla Massoneria), toccando cime che solo la meditazione, il silenzio, la fede, possono raggiungere…

Dunque, nel Museo dell’Opera del Duomo sono stati festeggiati, oltre a Dan Brown, il regista e gli attori del film tratto dal romanzo “L’Inferno”, che è quanto di più lurido e ripugnante si possa pensare, che rimastica la spazzatura del “Codice da Vinci”:

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Il tutto si apre con un suicidio, proprio a Firenze, dove un sedicente religioso si getta dalla Badia fiorentina, successivamente entra in “batteria” il professor Lagdon, protagonista del romanzo, già personaggio dei libelli del Brown. Lo storico sembra affetto da un’amnesia ed è ricoverato presso l’ospedale, dove ha delle visioni continue e spaventose. Il romanzo, del resto, si dispiega, in primis, proprio a Firenze dove Lagdon deve risolvere determinati enigmi, mentre gira con una capsula di titanio, ritrovata casualmente nella sua giacca.

E ora ecco l’insalata russa che cambia luoghi, personaggi, verità assodate, e con la mentalità dello “storico della domenica”, e dell’orecchiante, – proprio alla maniera del clown Benigni – allorché all’interno della capsula si trova la mappa dell’inferno dantesco disegnata dal Botticelli (con la consulenza di Mons Verdon, che sembra essersi diplomato al Cepu?), e seguendo proprio questa mappa Lagdon visita tutti i luoghi simbolo della città (Battistero compreso, chiuso per l’occasione ai fedeli – n.p.c.).

E’ inutile dire quanto le pagine di questo libro, di enigma in enigma, delineano una sorta di cammino iniziatico verso una presunta conoscenza/ liberazione illuminata come nella Massoneria.

Una serie di falsi storici e citazioni di inesistenti opere d’arte condiscono le pagine di Dan Brown, che fa addirittura varcare le “Porte del Paradiso” del Ghiberti al protagonista come fosse un’anima elevata verso Dio, ma chiaramente in un uno scenario al rovescio (la “simia dei” ovvero la “scimmia di Dio” ovvero Satana) decisamente satanista.

Qui entra nella storia tutta la questione delle malattie genetiche; infatti dietro la maschera mortuaria del Dante che il protagonista si trova ad analizzare, è posto un indizio che sposta l’azione della storia; nel libro compare anche la massonica organizzazione mondiale della sanità ovvero l’ONU, quivi magnificato come una sorta di chiesa della nuova era.

Il protagonista giunge poi a Venezia e Istanbul, dove continua questa sorta di cammino iniziatico a tappe, sempre a indovinelli, che gli fa scoprire questo virus mortale che dovrebbe uccidere gran parte della popolazione mondiale. Anche l’organizzazione che trama contro Lagdon, dallo scrittore chiamata CONSORTIUM , sembra una lobby manipolatrice decisamente massonica che vuole proteggere il virus e diffonderlo nel mondo. Obbiettivo dunque quello di sterminare gran parte della popolazione mondiale (non vi vengono a mente le operazioni di sterilizzazione di massa promosse dalla fondazione Rockefeller e da Soros? – n.p.c.), i temi sono quelli del sovraffollamento della terra e il sottofondo della malvagità umana (idea più che protestante).

Una full immersion in quel che può essere definito bioterrorismo, con una particolare virata verso la costruzione di un genoma umano perfetto. Tutti invocano una nuova era e l’inferno dantesco diventa quindi una sorta di maxi purificazione.

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Insomma siamo alla “gnosi” e vi possiamo svelare anche il perché di quella cena sacrilega nel Museo dell’Opera del Duomo, voluta dalla banda satanista e da Mons. Verdon, quell’omino, per dirla con il Collodi : “… tenero e untuoso come una palla di burro, con un visino di melarosa, una bocchina che rideva sempre e una voce sottile e carezzevole, come quella d’un gatto che si raccomanda al buon cuore della padrona di casa” , ma al momento giusto, proprio come l’Omino del Paese dei Balocchi, risoluto e cangiante tanto che al povero ciuchino: “si accostò pieno di amorevolezza…facendo finta di dargli un bacio,(e) gli staccò con un morso la metà dell’orecchio destro”.

La Chiesa non poteva che condannare l’opera di Dan Brown e infatti Benedetto XVI volle condannare il famigerato “Codice da Vinci” e, per di più, lo fece in diretta mondiale a un “Regina coeli”, la preghiera domenicale di mezzogiorno del periodo pasquale.

Il Papa volle condannare, quel romanzo non a torto definito: “…un romanzo pervicacemente anticristiano …pieno di calunnie, offese, errori storici e teologici”, accusandolo di negare la Resurrezione e quindi di negare la Fede, in quanto: “La Resurrezione è il dato centrale del Cristianesimo, verità fondamentale da riaffermare con ogni vigore e in ogni tempo”…e via di questo tenore…

Ora questi “Illuminati” (scrittore regista, attori e, naturalmente, i “burattinai” incappucciati, con grembiulino) avrebbero voluta una riunione conviviale con dignitari ecclesiastici, proprio a Roma, che “consacrasse” l’evento. Iniziativa portata avanti da Giuliano Di Bernardo, gran Maestro della Massoneria fino al 2000, ma saltata per una soffiata di DAGOSPIA . Lo scopo era dunque di far “digerire” il film tratto dall’ultimo libro di Dan Brown “Angeli e Demoni”, affinché non si levassero le solite proteste ecclesiastiche che accompagnarono l’uscita cinematografica – come ben abbiamo documentato – del “Codice da Vinci”. La “cena”, sotto il simbolo del GADU, alla quale avrebbe dovuto essere presente anche il cardinale Wetter, emerito di Monaco di Baviera, apprendemmo che fu rimandata a nuova data a metà giugno in un castello dell’Alto Adige e prevedeva tra gli invitati: Suzanne Nora Johnson, Vicepresidente della Goldman Sachs e nel Comitato dell’ASPEN Institute, Vincent Cannistraro, già Capo dell’antiterrorismo della CIA, già capo del programma “Intelligenze”  al National Security Council, ed ora attivo pensionato, consulente su questioni di spionaggio e terrorismo per importanti clienti tra cui ABC News; Marcel Ospel, Presidente della UBS BANK (Union de Banques Suisses) e architetto di una fusione – monstre fra UBS e Merrill Lynch…fallita per oscuri complotti…

Insomma amici, dai, dai, e poi dai…ed eccoti la realizzazione del “sogno” degli Illuminati proprio a Firenze…una “cena” con tanto di sindaco e autorità, con esponenti del mondo loggiatico: bianchi, rossi e VERDINI, fatta proprio in casa clericale, nello stesso palazzo, accanto alla Cappella contenente la Sacra Reliquia della Croce, con dame e damazze, e, stavolta, alla faccia della Curia che per la verità ha condannato la pellicola, ma che poi, incredibilmente, ha subito il diktat  del reverendissimo Mons. Verdon: congrua dello Stato italiano, 40.000 euro dall’Opera del Duomo, stipendio all’Università americana…un altro “cortigiano” del pauperismo imperante …che non si sa se risponda a Cristo o alla Gran Loggia d’Inghilterra…

E così a Firenze – alla faccia delle condanne curiali – si è consumato questo nuovo sbrego. E si continua a vedere Don Santoro che “sposa” i fro…(pardon, i gay), Don Jacopuzzi che, dopo aver celebrato il rito Indù, fa lezione di eresia in seminario, Don Stinchi che, dopo aver invocato Maometto durante la consacrazione (si fa per dire!), con il prete di Pistoia Don Biancalani (e su Pistoia pubblicheremo presto un “servizio”) ha organizzato il gay pride ante litteram, Don Mazzinghi che delira durante le omelie, non so se pronunziate in chiesa o alla Casa del Popolo, insieme all’eremita, che contesta l’acqua e il sapone, Don Giannoni….Insomma tutto pronto per metterci la museruola dopo che verranno approvate le leggi liberticide di Renzi sull’omofobia…e guai a dissentire… Chi sa se Mons. Verdon non stia già arruolando le squadracce della “gaystapo” per ridurre alla ragione, a colpi di bastonate e olio di ricino, chi come noi ha deciso di adottare il motto guareschiano : “Non muoio neanche se mi ammazzano”….già, a comandarle, le squadracce, si capisce, potrebbe essere Don Mohamed Maurizio Tagliaferri, il rappresentante della chiesa gnostica “con veggente” fondata da Don Lelio Cantini (clicca qui per leggere “Il prete che ha fatto vergognare la chiesa” sul sito Giornalettismo)…impetuoso, palestrato, arrogante e già allenato ad aggredire, come fece con un altro sacerdote – durante un funerale, profanando così la morte – celebrante il rito romano antico – che, da lui stesso aveva avuto, precedentemente, il permesso – nella maniera più vergognosa e vigliacca, in chiesa, nella Casa del Signore, al grido di “Qui sono in casa mia e faccio i c….i miei…potrò fare icché voglio, vero, in casa mia!” ….mostrando così tutta la sua carità cristiana, la sua “pietas”, la sua Fede, la sua “misericordia”…

Ma vedi un po’ tu dove ci ha portato Dan Brown…tra tutti questi incappucciati!

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9 commenti su “Le mani della massoneria satanista americana sulla città di Firenze – di Pucci Cipriani”

  1. io non ho davvero più parole..sono ancora scioccata da quella statua di m….fatta entrare in vaticano il 13 ottobre e ora pure sto’ schifo immondo…

    1. Un papa che, nella ricorrenza dell’ultima apparizione della Vergine a Fatima, invece di ricordare il miracolo del sole roteante e richiamare il popolo di Dio alla recita quotidiana del Santo Rosario, inaugura in Vaticano una statua di Lutero, l’eresiarca, tra l’altro pure orrenda (come tutta l’arte sacra modernista, del resto) non merita proprio nessuna attenzione e nessun seguito, amici miei. Anzi, bisogna pregare per lui, ché magari l’Onnipotente possa illuminarlo, come fece con Saulo, poi divenuto San Paolo, ma forse con questo signore è cosa impossibile. Ripeto fino alla nausea : lasciamolo perdere, non merita la nostra attenzione.

      1. Può anche esser vero che non merita la nostra attenzione, caro Catholicus, ma purtroppo non è una persona qualsiasi, visto che è classificato come papa. E’ per questo particolare che, per il bene di tutte le anime, specialmente le più ingenue che si fidano a occhi chiusi, non possiamo non pregare affinché dall’unico al mondo che viene indicato come Vicario di Cristo, se davvero è tale, venga indicata senza fraintendimenti la vera strada della salvezza. La sua è una responsabilità infinita, un compito terribile che non può esaurirsi sottraendosi con faciloneria a pronunciamenti assolutamente indiscutibili ( “…Interpellate i teologi che ne sanno più di me”: incredibile!). Che il Signore provveda a salvarci da questo marasma coi mezzi che solo Lui conosce.

      2. Ma quale papa… similis cum similibus, tra bergoglio papa e lutero santo non c’è differenza…

        sono due buaggini….

  2. La misericordia porta tantíssime ánime nel inferno. Non sono parole mie. Il pontificato bergogliano supostamente vuole aprire le porte del cielo, ma stá aprendo quelle del inferno.

    1. Ormai (i preti “normalizzati”) usano l’espressione “in nome della Misericordia” in luogo di “in nome di Dio”.
      C’era una canzone degli U2 (irlandesi) che si intitolava “In the name of Love” – molto meglio

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