Le parole di padre Livio e la misericordia bergogliana – di Stefano Arnoldi

Viva Bergoglio! è il leit motive che riecheggia in ogni dove e che pare aver contagiato il mondo intero: una fiumana di osanna che da un anno a questa parte i media, la gente, ogni essere vivente, rivolgono al Pontefice Francesco, il misericordioso…

di Stefano Arnoldi

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fstgznViva Bergoglio! è il leit motive che riecheggia in ogni dove e che pare aver contagiato il mondo intero: una fiumana di osanna che da un anno a questa parte i media, la gente, ogni essere vivente, rivolgono al Pontefice Francesco, il misericordioso. Di contro, chi solo osi porsi davanti alle parole del Papa con senso critico viene tacciato di essere un “cristiano ideologico”; e più pone domande, interrogativi, richieste di spiegazioni e chiarimenti, ecco ricevere con disprezzo l’appellativo di lefebvriano (il fatto poi di far parte o meno della FSSPX è un dettaglio), cioè un fottuto tradizionalista.

Per la verità Papa San Pio X scrisse nell’enciclica Pascendi Dominici Gregis che “i veri amici del popolo non sono nè rivoluzionari, nè novatori, ma tradizionalisti …” ma non ditelo alla chiesa postconciliare di oggi, tutta intenta ad aggiornarsi… Quindi: giù dalla torre Papa San Pio X e non se ne parli più: anche la misericordia bergogliana prevede eccezioni.

Per la verità un caso simile è accaduto ai malcapitati Francescani dell’Immacolata: spiaccicati anche loro al suolo. L’accusa è di quelle che lasciano un marchio infamante e di tremenda vergogna: sono troppo …cattolici!

Ricapitolando: fedeli alla ricerca di far rispettare un loro diritto (la celebrazione della Messa di sempre), Papi preconciliovaticanoII messi alla gogna, frati Francescani dell’Immacolata alle prese con la violenza di un commissariamento staliniano … insomma, cominciano ad essere un po’ tantine le eccezioni e con esse il numero di quelli che sono fatti fuori. Un pò strana questa misericordia.

In ogni caso, quando di mezzo ci sono i pronunciamenti del Pontefice, di questo Pontefice in particolare, è compito del buon cattolico chinarsi e adulare; ne consegue che la ragione deve diventare un optional, e di quelli più irrilevanti, dal momento che deve bastare la totale e cieca fiducia del fedele nei confronti del suo pastore, anche quando tale pastore non ritiene affatto di dover pascere il gregge a lui affidato ma di essere un pellegrino ne più ne meno uguale a tutte le pecorelle (come da lui stesso specificato) incamminate sulla strada della vita al motto “fai ciò che vuoi purché tu ritenga che sia il bene per te…così il mondo è già migliore” (colloquio/intervista del Papa con Scalfari).

Mah, se fosse davvero questa la filosofia insegnata da Cristo, quell’optional da irrilevante diviene assolutamente indispensabile perché non ci vuole molto a capire che un conto è vivere da pecorelle e un conto vivere da pecoroni, dove la differenza, cioè la scelta se vivere da pirla o alla ricerca della Verità, la fa proprio il cervello prima ancora che la fede…

Ma non divaghiamo e torniamo agli evviva rivolti a Francesco I: a questo Pontefice va riconosciuto infatti un grande merito avendo ottenuto ciò che i suoi predecessori non sono stati in grado di raggiungere: la chiarezza. Per la verità, non proprio in merito ai suoi pronunciamenti, che non sono per nulla chiari o, forse sì, lo sono fin troppo…. ma chiarezza che si manifesta nei fedeli. Sicchè ognuno si sta rivelando per quello che è veramente: ciò che era celato nel cuore, ora viene a galla; i pensieri prima tenuti nascosti ora affiorano in superfice; ciò che prima era sconosciuto ora viene svelato: l’ambiguità ha lasciato il posto alla trasparenza e la natura di ognuno, come d’incanto, si materializza: ora si appare per ciò che si è veramente, non per ciò che si dava intendere di essere.

Tutto questo non può che essere ricondotto ad una grande Grazia che è piovuta dal Cielo: miracolo di Papa Bergoglio, che non si sa come, pare riesca a stimolare come non mai il “meglio” che c’è in tanti papaboys. Un esempio?

Giusto qualche giorno fa, il noto direttore di Radio Maria, padre Livio Fanzaga (un vero ultrà del vescovo di Roma) ha pensato bene di mostrare ai suoi radioascoltatori quanto fosse profonda la sua indole misericordiosa (proposta da Papa Bergoglio quale panacea per curare tutti i mali degli uomini) e soprattutto come vada messa in pratica tanta attenzione per il prossimo.

Accade cosi che il Nostro, proprio il giorno dopo il funerale di Mario Palmaro (espulso dalla Radio, insieme ad Alessandro Gnocchi e Roberto de Mattei, altri due cattolici rompipalle che proprio faticano ad indossare la museruola di “cattolico pecorone”), abbia pensato bene di fornire una edificante performance di sensibilità e rispetto nei confronti di un uomo…defunto e di vicinanza cristiana alla sua famiglia ancora alle prese con un dolore lancinante…”In questi ultimi tempi ho dovuto fare un bel ‘repulisti’ fra i conduttori di Radio Maria… A qualcuno ho dovuto farlo scendere dalla cattedra e metterlo su un semplice seggiolino… Perchè deve essere ben chiaro: o si mangia questa minestra o si salta dalla finestra…” Queste le edificanti e misericordiose parole di padre Livio, in riferimento implicito a Palmaro, Gnocchi e de Mattei. Non c’è che dire: tempismo perfetto! E il solito atteggiamento: meglio evitare di entrare nel merito delle questioni (quelle sollevate dai tre epurati); meglio mettere da parte i contenuti e porre il tutto sul piano personale, vomitando un inspiegabile rancore per di più nei confronti di chi non può nemmeno replicare, poichè appena sepolto al Campo Santo.

Da dove proviene tutto questo risentimento, per di più goffamente celato dal tentativo maldestro di chi vuole apparire come il difensore della sana dottrina cattolica? Certo è risaputo che di uomini cinici ne è pieno zeppo il mondo, ma quando questi tali sono anche uomini consacrati, si percepisce una stretta al cuore e si rimane interdetti: sarebbero questi i punti di riferimento a cui un fedele dovrebbe affidarsi per la salvezza della propria anima? Eppure padre Livio dispensa consigli: “Già a Buenos Aires il card. Bergoglio non godeva delle simpatie di ambienti tradizionalisti. E così è anche oggi in Italia, cari amici… Sono i rigoristi, gli eticisti, i tradizionalisti, insomma i cristiani ideologici… Non bisogna stupirsene. Andiamo avanti tranquilli seguendo i nostri Pastori…“. Ora, vien da chiedersi: seguire quali Pastori? Forse quelli che strizzano l’occhio al mondo e alle pretese della mentalità dominante? O forse quelli che amano giocare con le parole, come è ormai prassi diffusa, sicchè basta dare al vizio il nome di virtù ed il gioco è fatto? Oppure ancora, quelli tutti intenti a manifestare la misericordia di questa chiesa bergogliana? Abbiamo visto di che misericordia si tratti… Ne risulta un quadro inquietante. Altro che non stupirsi! Altro che andare avanti tranquilli!

C’è da pregare, da pregare tanto, affinchè il buon Dio ci indichi i veri pastori perchè scambiare lucciole per lanterne è il più grande rischio che si possa correre oggi in questa Chiesa mal ridotta, simile ad una barca nella tempesta che procede incerta, sballotatta ai quattro venti…

Ma non disperiamo: con l’avvento di Papa Francesco ora si hanno le idee più chiare su chi siano i lupi travestiti da agnelli. Ora c’è chiarezza. Una Grazia inaspettata!

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fonte: Corsia dei Servi

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17 commenti su “Le parole di padre Livio e la misericordia bergogliana – di Stefano Arnoldi”

  1. Grazie per questo articolo da me condiviso in pieno. Mi ha fatto tornare in mente che appena eletto Bergoglio il nostro sacerdote cattolico “ideologico” dopo la messa domenicale che frequentiamo ebbe ad dire con tutta serenità che Bergoglio avrebbe fatto molto più per la cause dei Cattolici tradizionalisti degli stessi tradizionalisti. E aggiungo che anche P. Livio e gli altri fan e apologeti adulatori – non solo in Italia – contribuiscono fortemente alla causa.

  2. Il numero di consacrati come p. Livio sta aumentando in maniera esponenziale. Sono quei pastori che puzzano dello stesso odore delle pecore. Tutto desiderano, fuorché salvare anime. Nel mio sofferto percorso di vera conversione, da pecorella smarrita alla ricerca del buon pastore, che mi riconducesse all’ovile pulita, purificata, risanata nel cuore, nella mente e nello spirito, ho incontrato alcuni lupi travestiti da agnelli. Lupi con sembianze da pastore che puzzano di superbia anziché profumare d’amore e misericordia divina. Lupi che ti rimproverano se ti confessi con frequenza, ti riprendono di fronte all’assemblea se ti genufletti per prendere l’eucarestia, ti negano la direzione spirituale perché non hanno tempo, ti aggrediscono verbalmente se manifesti dubbi e perplessita’ riguardo la situazione della chiesa. Pastori indegni, che anziche’ condurre sulla retta via coloro che cercano la verita’, generano confusione, sconcerto e smarrimento.
    Certamente ci sono anche i santi pastori che profumano dell’amore di Cristo. Ma sono pochi e di quei pochi gia’ alcuni, nel profondo nordest dove vivo, subiscono persecuzione da parte di quei confratelli pastori che emanano il fetore del falso buonismo, della falsa misericordia, della falsa solidarieta’, della falsa poverta’. Pura ipocrisia.
    Si, mai come ora bisogna pregare, pregare e pregare tanto.

  3. Mi viene da pensare ciò che accadde a Pio IX: inizialmente fu osannato dai liberali, ma poi il papa si accorse che quello i liberali volevano non coincideva proprio con il suo essere papa, quindi si ritrasse: allora giù: “traditore, sacco di vermi, …….” disprezzato fino alla fine. Così forse capiterà a papa Francesco: prima o poi quelli che oggi lo osannano, lo tratteranno allo stesso modo, e sarà una croce pesantissima per lui, oltre come sempre per la Chiesa.

    1. Vinicio CatturelliI

      Per cortesia abbiate rispetto per la Storia: paragonare il Beato Pio IX a Bergoglio è semplicemnte improponibile.Poi, chi sa che questo papa non cambi ma per il momento si comporta coerentemente proprio come il suo Maestro italiano Cardinal Martini e come i “cattivi maestri” latinoamericani della teologia della liberazione ampiamente condannata dal Beato Giovanni Paolo II e da Ratzinger. Tutto il resto è fuffa.

  4. P. Livio ha certamente i suoi difetti, ma l’estensore dell’articolo si è presa la sua bella rivincita usando il metro che condanna in p. Livio. Così siete pari …
    La cosa che ha dimenticato – e doveva saperlo -, l’estensore dell’articolo, è che il Papa, da lui così ben demolito, ha telefonato a Palmaro, con grande sorpresa ed emozione dello stesso, dicendogli he non era per nulla offeso per quanto scritto da Mario. Non so se p. Livio lo sa … Ma lo sa certamente! Un po’ di completezza dell’informazione, per favore!

    1. OK, l’autore non ha scritto della telefonata fatta dal Papa a Palmaro. Però P. Livio, con il comportamento che ha tenuto subito dopo i funerali di Palmaro, è ormai indifendibile. Ha mostrato una totale mancanza di rispetto, oltretutto verso una persona che aveva fatto un lungo cammino di sofferenza. Quindi non vedo cosa cambia nel fatto di non aver citato la telefonata

      1. E allora???? anche se Bergoglio ha chiamato Palmaro cosa cambia in tutto questo? le cose scritte da Palmaro nei suoi libri o articoli restano, uno può essere d’accordo con lui o meno, ma non è certo una telefonata a combiare un anno di confusione totale in cui la Chiesa è precipitata. Non è con le telefonatine che si fa il papa, caro signor Claudio. Qui si tratta di guidare i fedeli di tutto il mondo, di guidare la Barca che il Signore ha affidato a Pietro e ai suoi successori nella tempesta del mondo. Il fatto che Bergoglio abbia fatto una telefonata per sapere come stava Mario Palmaro avrà potuto suscitare in qualcuno (sicuramente anche in Palmaro stesso) un sentimento di simpatia o commozione, ma non cambia assolutamente NULLA! Qui ci si nasconde dietro un ditino per non vedere come stanno veramente le cose e di tutte le argomentazioni assolutamente chiare che sono riportate nell’articolo e sulle quali nè lei, nè alcun altro può ribattere niente di serio, se non protestare che sono secondo lei troppo dure (perchè la Verità fa male a chi non la vuole sentire), lei non risponde nulla se non che però il Papa ha telefonato per sapere come stava Mario Pamaro……come direbbe Totò: “MA MI FACCCCCIA IL PIACERE!!!!”

  5. Purtroppo non condivido per nulla quello che osserva Ottavio….sono sicura che così non sarà, perchè Bergoglio e il mondo sono una cosa sola….ma questa è una mia opinione personale.
    Per quanto riguarda p.Livio io sono veramente sconcertata! ho seguito per anni R.Maria e trovavo veramente edificanti le catechesi di p.Livio che consideravo un saldo punto di riferimento e un vero sacerdote difensore dell’ortodossia della fede. Me lo ricordo quando tuonava contro i vizi e i peccati dei nostri tempi e spiegava con molta chiarezza i vizi capitali e le virtù cristiane. E ora? è proprio vero che negli ultimi tempi della Chiesa i pensieri veri dei cuori saranno svelati. Forse che per p.Livio conta di più essere nel numero dei servi devoti di Bergoglio e della sua corte, qualunque nuova dottrina pseudo-cattolica venga proposta, piuttosto che rimanere fedele a Gesù Cristo?! Ma noi non dobbiamo seguire Gesù, anche se il pontefice stesso e tutta la gerarchia si ribellasse a Lui (il che non è impossibile che accada)? dalla parte di chi vogliamo stare? purtroppo, volenti o nolenti, lo scisma è già in atto!

  6. OTTIMO ARTICOLO!
    CONDIVISIBILE AL 100%!!
    Purtroppo noto che c’è ancora chi si ostina a difendere l’indifendibile!

  7. Ottimo articolo e ottimi commenti; non sono però d’accordo con Ottavio e con Claudio: i commenti di Padre Livio SONO
    STATI FATTI IL GIORNO DOPO I FUNERALI DI PALMARO!!!!
    Sarebbero stati non cristiani anche se fosse stato vivo, ma dopo la sua morte!!!!!
    Faccio fatica a ritenerli veri !!!!!

  8. La misericordia e’ nulla senza la giustizia, come anche la giustizia e’ nulla senza la misericordia, parlano di misericordia, ma praticano la giustizia, ( vedi i francescani dell’ immacolata) e’ vero ora si appare per ciò che si è veramente, non per ciò che si dava intendere di essere, ma rimane il grosso problema che molte anime si perdono 🙁
    PACE E BENE

  9. Condivido il pieno anch’io questo bell’articolo.
    Attenzione però lo scisma è prossimo nella Chiesa Cattolica. C’è solo da pregare.

  10. Quanto dolore! Hai ragione Andrea, misericordia e giustizia camminano a braccetto. La grande piaga è che molti accecati mettono in gioco l’Anima .
    Signore Gesù,non permettere che molti bambini abbiano a seguire l’esempio del lupo vestito d’agnello ma concedi il dono del discernimento ad ognuno di noi e che i francescani abbiano tanta forza e tanto sostegno . Grazie a chi ci mette in guardia.

  11. luciano pranzetti

    Dice Aristofane, a proposito dei varii padri Fanzaga: leoni in casa e volpi in battaglia. Cioè: spavaldi con le minoranze “tradizioniste” e agnellini con le maggioranze massoniche sempre pronti a correre in aiuto del vincitore, come diceva Flaiano

  12. Lasciamo perdere la telefonata di Bergoglio (le telefonate sue sono pubblicitarie, visto che qualcuno non l’ha capito, oltre che strumentali per ridurre al silenzio: la caramella se stai buono)… il falso profeta dell’apocalisse fa bene il suo mestiere, da 2000 anni è stato detto che l’avrebbero applaudito e così è , come pure che sarebbe rimasto solo un piccolo resto e così è. Forza al “piccolo resto” e ottimo articolo. Non si giustifica un tale atteggiamento di Padre Livio per una persona che ha lavorato per lui per 10 anni, è inaccettabile, la SUPERBIA è UNA BRUTTA BESTIA

  13. Certo che se – come è scritto nel Vangelo -, il metro di misura che avremo utilizzato per giudicare gli altri, sarà usato per noi, qualcuno dei giudici potrebbe avere qualche sorpresa. Io ho scritto personalmente a p. Livio dicendo la mia contrarietà riguardo al suo agire, qui invece si spargono per il web giudizi giudizi su un fratello di fede, che sarà pure lui giudicato da Chi ne sa molto più di noi.
    comunque siamo fortunatamente in democrazia. Noto però che molti si autoschierano tra i buoni catolici, mentre li altri sono certamente i cattivi. Si, molti invitano alla preghiera, però si sentono divinamente autorizzati a a tranciare ogni tipo di giudizio sugli altri. Lo ripeto, p. Livio stesso – avendo una responsabilità enorme parlando per un uditorio enorme, sarà giudicato nei suoi sbagli con maggior severità … ma dal Signore!

    1. Mi scusi Claudio ma non capisco cosa intendi quando dici “Nota però che molti si autoschierano tra i buoni cattolici, mentre li altri sono certamente i cattivi. Si, molti invitano alla preghiera, però si sentono divinamente autorizzati a tranciare ogni tipo di giudizio sugli altri”. Che vuol dire?

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