Le trascrizioni dei “matrimoni omosessuali”. Una lettera di Claudio Cia

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Redazione

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera di Claudio Cia, consigliere comunale a Trento. I dati forniti da Cia dimostrano come l’ideologia gender voglia imporsi, al di fuori di ogni contatto con la realtà.

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Signor Direttore,
ho letto sui giornali che la polemica sulle trascrizioni dei “matrimoni omosessuali” celebrati all’estero ha investito anche il nostro comune dove il consigliere Scalfi (Pd) rimprovera a sindaco e giunta di non aver avuto il coraggio di accodarsi alle scelte politiche di Bologna, Milano, Roma come ha fatto ad esempio anche il sindaco di Rovereto, Andrea Miorandi, che su questo tema hanno letteralmente violato la legge innescando un duro braccio di ferro con il Ministro degli Interni ed i Prefetti che, nel pieno rispetto del loro mandato istituzionale, hanno ricordato a tutti che i «matrimoni tra persone dello stesso sesso non sono conformi alle leggi italiane, quindi se ci si sposa tra persone dello stesso sesso, quei matrimoni non possono essere trascritti nei registri dello stato civile italiano, per il semplice motivo che non è consentito dalla legge». Ora ci si mette pure anche Paolo Zanella dell’arcigay di Trento che, per non smentirsi, ha in programma l’invio di due “colombini” arcobaleno al sindaco Andreatta per costringerlo ad uscire allo scoperto con l’intento di fomentare e aggravare la disputa ideologica in corso, pur sapendo di esporre entrambi ad una presa in giro.

Probabilmente sia Scalfi che Zanella ignorano che con delibera n. 47, dopo un duro confronto politico, il Consiglio comunale di Trento già nel 2006 aveva istituito il “Registro delle unioni civili” che oggi (dopo 8 anni) vede iscritte solo 6 coppie dello stesso sesso a riprova di quanto fosse urgente e vitale un tale strumento per la nostra città. Se dunque si vogliono registrare queste tipologie di unioni rampanti nel comune di Trento, uno strumento legale esiste già a meno che non si voglia invece forzare la mano e farsi dettare l’agenda politica delle priorità dalle comunità Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender).

Claudio Cia

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1 commento su “Le trascrizioni dei “matrimoni omosessuali”. Una lettera di Claudio Cia”

  1. Appunto!!!
    Caro Claudio, se i nostri sindaci invece di dare l’esempio sul come trasgredire le leggi, facessero il loro dovere garantendo vivibilità, sicurezza e pulizia sia a Trento che a Rovereto (Città della pace ma che permette l’aggressione di pacifici manifestanti autorizzati),
    Sarebbero più credibili

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