Lega cattolica per la preghiera di riparazione. Notizie e avvisi: sospensione nei mesi di luglio e agosto di alcune celebrazioni. Una lettura di formazione di Mons. Marcel Lefèbvre

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Calendario tradizionale. Giovedì 21 luglio 2016. Per il Martirologio clicca qui 

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Gentili amici,

il diffondersi di falsi messaggi che, sotto un generico “va tutto bene” vogliono nascondere la grave crisi che la Chiesa sta attraversando e il grave pericolo per la nostra salvezza, deve rafforzare il nostro impegno nella preghiera di riparazione, con le modalità che possiamo rileggere cliccando qui e con l’ausilio del libretto con gli Atti di devozione al Sacro Cuore e le Litanie del Sacro Cuore (clicca qui). In questo periodo di vacanze, a tutti auguriamo giornate di riposo sereno e fruttuoso nel corpo e nello spirito.

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Per la nostra formazione, leggiamo il capitolo “Che cos’è la Tradizione”, tratto dal libro “Lettera aperta ai cattolici perplessi”, di Mons. Marcel Lefèbvre. Il testo potrà anche essere scaricato in formato pdf cliccando qui; in tal modo potrete costituire e conservare la vostra biblioteca di letture di formazione.

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NOTIZIE E AVVISI

 Ogni domenica e festa di precetto a Bergamo, alle ore 9.00, nella chiesa della Madonna della Neve, viene celebrata la Santa Messa in rito antico.

–  Ogni domenica e festa di precetto a San Lorenzo, frazione di Pizzoli (AQ), alle ore 18.00, presso l’Abbazia di Sant’Equizio, viene celebrata la Santa Messa in rito antico.

 – Ogni domenica e festa di precetto a Milano, nella chiesa di Santa Maria della Consolazione, in largo Cairoli, viene celebrata alle 10.00 la Santa Messa in Rito ambrosiano antico. Per informazioni:http://messatradizionalemilano.blogspot.it/ . La celebrazione della Santa Messa è sospesa nel mese di agosto.

– Ogni domenica e festa di precetto, a Monza, viene celebrata la Santa Messa in rito antico alle 18.45, nella chiesa delle Adoratrici Perpetue del Santissimo Sacramento, via Italia 37. Per informazioni, cliccare “La Messa di sempre – Monza” . La celebrazione della Santa Messa è sospesa nei mesi di luglio e agosto.

– Ogni primo venerdì del mese, al Priorato Madonna di Loreto, a Rimini-Spadarolo, alle ore 21, Adorazione Eucaristica notturna per riparare le offese e gli oltraggi al Sacro Cuore di Gesù.

– a Firenze, nell’Oratorio di S. Francesco Poverino, Santa Messa domenicale in rito antico alle ore 10 e tutti i venerdì, alle ore 18.30, Preghiera di Riparazione (S. Rosario, Litanie del Sacro Cuore, Atto di riparazione ed altre preci anche per impetrare l’aiuto divino alla Chiesa martire della ferocia islamica). Per informazioni: Dante Pastorelli, dante.pastorelli@virgilio.it, tel. 055.600804. Si informa che dopo la S. Messa di Domenica 26 Giugno l’attività religiosa, compresa la Preghiera di Riparazione al Cuore di Gesù, è sospesa. La celebrazione della S. Messa riprenderà regolarmente Domenica 4 Settembre, sempre alle ore 10. La Preghiera di Riparazione riprenderà il venerdì successivo come di solito alle 18,30.
Nel corso della pausa estiva saranno effettuati importanti lavori di ristrutturazione all’immobile.

– Ogni venerdì un gruppo di fedeli si ritrova per la preghiera a Cremona. Per informazioni: Mauro Faverzani  – mauro.faverzani@gmail.com

– Ogni primo venerdì del mese viene celebrata la Santa Messa in rito antico alle 19.30 a Modena nella parrocchia dello Spirito Santo in via Fratelli Rosselli. Vi partecipano alcuni aderenti alla Lega di riparazione  secondo le intenzioni proposte dalla nostra iniziativa. Ricordiamo che nella medesima chiesa viene celebrata ogni domenica alle 17 la S. Messa (dal 2007) e, a richiesta, anche gli altri sacramenti.

– Se altri sacerdoti fossero disposti a fare lo stesso nella zona in cui operano, ce lo facciano sapere e provvederemo a darne comunicazione.

– Ricordiamo che è possibile anche il semplice incontro tra laici che preghino secondo le intenzioni della Lega come già indicato. Anche in questo caso, sarebbe utile segnalarcelo in modo da poterne dare comunicazione. Rimane il fatto che lo strumento più efficace per la diffusione è il passaparola, che sarebbe meglio chiamare apostolato.

– Nei limiti delle nostre forze, siamo a disposizione per incontrare gli amici che intendono impegnarsi in questa impresa. Per questo, si faccia riferimento all’indirizzo di posta elettronica della Lega di riparazione, legariparazione@email.it , e troveremo il modo e il tempo per farlo.

Paolo Deotto – Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

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LETTURA DI FORMAZIONE

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Che cos’è la Tradizione

di Mons. Marcel Lefèbvre

 per scaricare il testo in formato pdf, clicca qui

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Che cos’è la Tradizione?

Una delle parole a cui ho maggiormente fatto ricorso finora è la «Tradizione». Ma, in effetti, cos’è la Tradizione? Mi sembra che spesso la parola non sia esattamente compresa. La si assimila alle «tradizioni» come esistono nei mestieri, nelle famiglie, nella vita civile: al mazzo di frasche fissato sul culmine della casa quando è stata posata l’ultima tegola, al nastro che si taglia per inaugurare un monumento, etc…

La Tradizione non è un complesso di usi contingenti, ma il «deposito della fede» rivelato da Dio

Non è di questo che io parlo. La Tradizione non è il complesso delle usanze legate al passato e custodite per fedeltà a questo passato, anche in mancanza di ragioni chiare. La Tradizione si definisce come il deposito della fede trasmesso dal Magistero della Chiesa di secolo in secolo. Questo deposito è quello che ci è stato dato dalla Rivelazione, ossia la Parola di Dio affidata agli Apostoli, la cui trasmissione è assicurata dai loro successori (i Vescovi).

Adesso ci si picca di mettere tutti «in ricerca», come se il Credo non ci fosse stato dato, come se Gesù Cristo non fosse venuto a portare la Verità una volta per tutte. Cosa si pretende di trovare con tutta questa ricerca? Noi cattolici – ai quali vogliono imporre delle «rimesse in discussione» dopo aver fatto «svuotare di contenuto le certezze pregresse», dobbiamo ricordarci di questo: il deposito della Rivelazione è terminato il giorno in cui morì l’ultimo apostolo. È finita, non si può più toccare fino alla consumazione dei secoli. La Rivelazione è irriformabile. Il Concilio Vaticano I l’ha ricordato esplicitamente: «La dottrina della fede che Dio ha rivelato non è stata proposta alle intelligenze come un’invenzione filosofica che esse avrebbero dovuto perfezionare, ma è stata affidata come un deposito divino alla Sposa di Gesù Cristo (la sua Chiesa), per essere da essa fedelmente custodita e infallibilmente interpretata»[1].

I «cambiamenti» del Magistero della Chiesa nel corso del tempo sono solo apparenti

Ma, si dirà, il dogma che riconosce Maria come Madre di Dio risale solamente all’anno 431, quello della transustanziazione al 1215, l’infallibilità pontificia al 1870 e così via. Non c’è stata un’evoluzione? Assolutamente no. I dogmi definiti nel corso dei secoli erano già compresi nella Rivelazione: la Chiesa li ha semplicemente esplicitati. Ad esempio, quando papa Pio XII ha definito, nel 1950, il dogma dell’Assunzione, ha precisato che questa verità della traslazione al cielo della Vergine Maria col suo corpo si trovava già nel deposito della Rivelazione, in quanto esisteva nei testi che ci sono stati rivelati prima della morte dell’ultimo apostolo. Non si può apportare nulla di nuovo in questo campo, non si può aggiungere un solo dogma, ma solo formulare in maniera sempre più esplicita, sempre più chiara e sempre più bella quelli che già esistono.

Questo fatto è talmente certo, da assurgere a regola da seguire per giudicare gli errori che ci vengono proposti quotidianamente e respingerli senza alcuna concessione.

[…] L’argomento che si fa valere di fronte ai fedeli terrorizzati è questo: «Voi vi aggrappate al passato! Fate del passatismo. Invece dovreste vivere nel vostro tempo!». Alcuni, sconcertati, non sanno cosa rispondere. Eppure la replica è agevole: qui non c’è né passato, né presente, né futuro: la Verità è di tutti i tempi, è eterna.

Per battere in breccia la Tradizione, le si oppone la Sacra Scrittura alla maniera protestante, affermando che il Vangelo è il solo libro che conta. Sennonché, a ben vedere, la Tradizione è anteriore al Vangelo. Benché i Sinottici[2] siano stati scritti molto meno tardivamente di quanto oggi si voglia far credere, prima che i quattro evangelisti avessero terminato la loro stesura erano passati già molti anni dai fatti raccontati nel Vangelo; la Chiesa esisteva già, la Pentecoste era già avvenuta, determinando numerose conversioni, ben tremila solo nel giorno dell’uscita dal Cenacolo. Cosa ha creduto la gente in quel momento? Oseremmo forse dire che la loro fede non aveva un oggetto preciso, perché non esisteva ancora il Vangelo scritto? Com’è stata fatta allora la trasmissione della Rivelazione, se non per tradizione orale? Non è quindi lecito subordinare la Tradizione alla Sacra Scrittura né, a maggior ragione, ricusarla.

E non si pensi che coloro che rifiutano la Tradizione in nome delle Scritture abbiano un reale illimitato rispetto per il Testo ispirato. Contestano persino che esso sia tale nella sua integrità: ritengono che nel Vangelo di ispirato ci siano solo le verità che sono necessarie alla nostra salvezza. Di conseguenza, i miracoli, il racconto dell’infanzia, i fatti e i gesti di Nostro Signore vengono relegati nel genere biografico più o meno leggendario.

In Concilio si è discusso persino su questo. C’erano dei Vescovi che volevano diminuire l’autenticità storica dei Vangeli, e ciò mostra fino a qual punto il clero sia infetto di neo-modernismo. Ma non dobbiamo lasciarci abbindolare: tutto il Vangelo è ispirato, e coloro che l’hanno scritto avevano realmente la loro intelligenza sotto l’influsso dello Spirito Santo, di modo che l’intero suo contenuto è Parola di Dio: Verbum Dei.

Non è permesso fare una scelta di tale contenuto e dire oggi: «Prendiamo questa parte, ma non vogliamo quell’altra». […] Ne consegue, logicamente, che è la Tradizione a trasmetterci il Vangelo, e spetta alla Tradizione, al Magistero, di spiegarci quel che c’è nel Vangelo. Senza nessuno deputato da Gesù stesso a interpretarlo, potremmo essere in molti a prendere in modi diametralmente opposti la stessa Parola di Cristo. Si sfocia allora nel libero arbitrio dei protestanti e nella libera ispirazione del fermento carismatico attuale che ci trascina alla mera ventura.

Per ieri, per oggi, per domani: la Tradizione è eterna

Tutti i Concili dogmatici ci hanno dato l’espressione della Tradizione, l’espressione esatta di ciò che gli Apostoli hanno insegnato. È materia irriformabile. Non si possono più cambiare, ad esempio, i decreti del Concilio di Trento, perché sono infallibili, scritti e promulgati con un atto ufficiale della Chiesa, a differenza del Vaticano II, le cui proposizioni non sono infallibili, come si è visto, perché i papi non hanno voluto impegnarvi la loro infallibilità.

Nessuno quindi può dirvi: «Vi arroccate nel passato, siate rimasti al Concilio di Trento». Perché il Concilio di Trento – come ogni altro Concilio dogmatico della storia della Chiesa – non è il passato. È parte della Tradizione. E la Tradizione è rivestita di un carattere a-temporale, adatto a tutti i tempi e a tutti i luoghi.

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[[1] Costituzione sulla fede cattolica Dei Filius, cap. 4.]

[[2] Cioè i Vangeli di san Luca, san Matteo e san Marco, detti «sinottici» perché, riportando gli avvenimenti con un’analoga scansione temporale, possono essere consultati contestualmente come in un prospetto sinottico.]

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Fonte: Mons. Marcel Lefebvre, Lettera aperta ai cattolici perplessi, Albin Michel, Parigi 1985, trad. italiana Spadarolo-Rimini 1986, pp. 128-131.

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