Lega cattolica per la preghiera di riparazione. Intenzioni di preghiera – avvisi per il secondo incontro nazionale – Concludiamo la lettura della “Vita di Antonio” di Sant’Atanasio di Alessandria

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Calendario tradizionale. Giovedì 10 marzo 2016 – per il Martirologio clicca qui

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Gentili amici,
                        riproponiamo le indicazioni già date martedì 1° marzo su Riscossa Cristiana:
Gli ultimi avvenimenti politici, con l’approvazione in Senato della legge sulle unioni civili, indicano chiaramente la deriva anticristiana della società. L’offesa a Dio e alle Sue leggi viene codificata e imposta. La campagna propagandista atea predispone l’opinione pubblica ad accettare ormai tutto, complice anche la meschinità di quanti, pur definendosi cattolici, hanno finora saputo solo avviare negoziati, seguire la teoria del “male minore”, ottenendo emendamenti di pura facciata, che servono solo a rimandare e non a evitare il disastro.
Di fronte a questa situazione possiamo apparire umanamente perdenti, anche perché il livello di corruzione è tale che solo l’intervento divino potrà fermarlo.
Si fa quindi quanto mai urgente e necessario un nostro impegno straordinario di preghiera, in riparazione delle offese continue e legalizzate al Sacro Cuore di Gesù e per chiedere al Signore di salvarci e salvare le nostre famiglie e la nostra società.

Con queste specifiche intenzioni sarà celebrata una S. Messa in Rito antico giovedì 17 marzo alle ore 21.00 nella Parrocchia di S. Antonio Abate a Linarolo (PV)

Proponiamo a tutti di impegnarsi come segue:
Con la celebrazione di S. Messe – ove possibile in Rito antico – di riparazione
Con la recita fedele di almeno una tra queste preghiere:
·         Lettura dei sette salmi penitenziali il mercoledì e il venerdì, accompagnato dal digiuno ecclesiastico  (un solo pasto completo, più due piccole refezioni di cibo);
·         Ogni giorno la recita del S. Rosario, seguito dalle litanie della Madonna, del Sacro Cuore, del Nome di Gesù  alternate;
·         Col mese di marzo, recitare ogni giorno per un mese il Sacro Manto di S. Giuseppe;
·         Ogni sabato, dopo il S. Rosario recitare le litanie mariane domenicane.
Possiamo così vivere intensamente questa Quaresima, facendo del bene con un impegno serio e preciso che ci vedrà uniti spiritualmente nell’opera più preziosa: rendere onore e culto a Dio, confidare in Lui, testimoniare la Fede.
Tutto questo può essere fatto singolarmente o in gruppo. Preghiamo tutti coloro che aderiscono all’iniziativa di darcene informazione scrivendo a info@riscossacristiana.it . Attraverso Riscossa Cristiana terremo al corrente gli interessati sull’andamento dell’iniziativa, di cui faremo un primo bilancio il Primo Maggio nel corso della giornata nazionale della Lega Cattolica per la Preghiera di Riparazione.

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inoltre Vi ricordiamo che domenica 1° maggio abbiamo tutti un appuntamento importante:

Domenica 1° maggio 2016, presso la Parrocchia di Sant’Antonio Abate a Linarolo (PV), si terrà il secondo incontro nazionale della Lega cattolica per la preghiera di riparazione.

CLICCANDO QUI potete leggere e scaricare il programma della giornata, con gli orari e la quota di partecipazione. Per facilitare l’organizzazione, è molto importante che comunichiate al più presto la vostra adesione con una mail a legariparazione@email.it , specificando il numero dei partecipanti.

Inoltre, poiché Linarolo non è raggiungibile per ferrovia, preghiamo tutti coloro che abbiano posti disponibili in macchina, di comunicarcelo, autorizzandoci a pubblicare il loro nome, città di provenienza, numero di posti disponibili e indirizzo mail. In tal modo faciliteremo chi è sprovvisto di automobile, che potrà mettersi in contatto per organizzare il viaggio. Sarà anche l’occasione per conoscersi tra aderenti alla Lega residenti nella stessa zona. Avvisateci con mail a legariparazione@email.it .

Ad oggi sono arrivate le seguenti segnalazioni per disponibilità di posti auto per l’incontro del 1° maggio a Linarolo (gli interessati possono mettersi in contatto via mail):

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Per la nostra formazione, leggiamo la conclusione della “Vita di Antonio” di Sant’Atanasio di Alessandria

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NOTIZIE E AVVISI

– Nella chiesa di Incugnate, frazione di Truccazzano (MI), 20.10, S. Rosario; 20.30 S. Messa in rito antico nelle seguenti giornate: 1° aprile, venerdì dell’ottava di Pasqua, Messa cantata. Incugnate si raggiunge da Pozzuolo Martesana o da Truccazzano, con la strada provinciale 137. Per informazioni: Samuele Segneri, mail samuele@gmail.com

– Ogni domenica e festa di precetto a Milano, nella chiesa di Santa Maria della Consolazione, in largo Cairoli, viene celebrata alle 10.00 la Santa Messa in Rito ambrosiano antico. Per informazioni:http://messatradizionalemilano.blogspot.it/

– Ogni domenica e festa di precetto, a Monza, viene celebrata la Santa Messa in rito antico alle 18.45, nella chiesa delle Adoratrici Perpetue del Santissimo Sacramento, via Italia 37. Per informazioni, cliccare “La Messa di sempre – Monza” . 

– Ogni primo venerdì del mese, al Priorato Madonna di Loreto, a Rimini-Spadarolo, alle ore 21, Adorazione Eucaristica notturna per riparare le offese e gli oltraggi al Sacro Cuore di Gesù.

– Ogni primo venerdì del mese, nella parrocchia di Linarolo (Pavia), alle 16.30 si tengono la recita del Santo Rosario di riparazione e delle Litanie, e alle 17.00 la celebrazione della Messa in rito romano antico secondo le intenzioni della Lega per la preghiera di riparazione.

– a Firenze, nell’Oratorio di S. Francesco Poverino, Santa Messa domenicale in rito antico alle ore 10 e tutti i venerdì, alle ore 18.30, Preghiera di Riparazione (S. Rosario, Litanie del Sacro Cuore, Atto di riparazione ed altre preci anche per impetrare l’aiuto divino alla Chiesa martire della ferocia islamica). Per informazioni: Dante Pastorelli, dante.pastorelli@virgilio.it, tel. 055.600804

– Ogni venerdì un gruppo di fedeli si ritrova per la preghiera a Cremona. Per informazioni: Mauro Faverzani  – mauro.faverzani@gmail.com

– Ogni primo venerdì del mese viene celebrata la Santa Messa in rito antico alle 19.30 a Modena nella parrocchia dello Spirito Santo in via Fratelli Rosselli. Vi partecipano alcuni aderenti alla Lega di riparazione  secondo le intenzioni proposte dalla nostra iniziativa. Ricordiamo che nella medesima chiesa viene celebrata ogni domenica alle 17 la S. Messa (dal 2007) e, a richiesta, anche gli altri sacramenti.

– Se altri sacerdoti fossero disposti a fare lo stesso nella zona in cui operano, ce lo facciano sapere e provvederemo a darne comunicazione.

– Ricordiamo che è possibile anche il semplice incontro tra laici che preghino secondo le intenzioni della Lega come già indicato. Anche in questo caso, sarebbe utile segnalarcelo in modo da poterne dare comunicazione. Rimane il fatto che lo strumento più efficace per la diffusione è il passaparola, che sarebbe meglio chiamare apostolato.

– Nei limiti delle nostre forze, siamo a disposizione per incontrare gli amici che intendono impegnarsi in questa impresa. Per questo, si faccia riferimento all’indirizzo di posta elettronica della Lega di riparazione, legariparazione@email.it , e troveremo il modo e il tempo per farlo.

Paolo Deotto – Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

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LETTURA DI FORMAZIONE

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Dalla Vita di Antonio

di Sant’Atanasio di Alessandria

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Morte di Antonio

Si congeda dai suoi fratelli

89.1. Poiché lo desiderate, è giusto che io ricordi e che voi sappiate anche quale fu la fine della sua vita. Anch’essa è degna di emulazione. 2. Secondo la sua abitudine, si era recato a far visita ai monaci che abitavano nella parte esterna della montagna e, istruito dalla Provvidenza riguardo alla sua morte, parlava con i fratelli e diceva: « Questa è l’ultima visita che vi faccio; mi stupirei se ci vedessimo ancora in questa vita. 3. Anche per me ormai è tempo di sciogliere le vele, dato che ho quasi centocinque anni ». I fratelli, all’udire le sue parole, piangevano, abbracciavano e baciavano l’anziano, 4. ma Antonio, come se dovesse partire da una città estranea per far ritorno alla propria, parlava loro con gioia e li esortava a non scoraggiarsi nelle fatiche e a non perdersi d’animo nell’ascesi, ma a vivere come se dovessero morire ogni giorno e, come ho già detto, li esortava a custodire con ogni cura la loro anima dai pensieri impuri e a emulare i santi. Li esortava ancora a non avvicinarsi agli scismatici meleziani – diceva: « Ben conoscete il loro disegno malvagio e perverso » – e a non aver rapporto con gli ariani perché anche la loro empietà è nota a tutti. 5. « Anche se vedete dei giudici prendere le loro difese, non spaventatevi. Il loro inganno avrà fine, è destinato alla morte, durerà poco. 6. Mantenetevi puri da ogni contatto con loro, custodite la tradizione dei padri, soprattutto la vera fede nel Signore nostro Gesù Cristo, che avete appresa dalle Scritture e che io spesso vi ho ricordato».

Disapprova le usanze funebri degli egiziani

90.1 I fratelli volevano costringerlo a restare presso di loro perché lì portasse a compimento la sua vita, ma Antonio non accettò per diversi motivi che lasciò capire pur senza dirli, e soprattutto per questo: 2. gli egiziani, quando muore un uomo virtuoso e specialmente quando muoiono i santi martiri, amano dare sepoltura ai loro corpi avvolgendoli in lenzuola di lino e non li nascondono sotto terra, ma li dispongono su dei lettucci e li conservano nelle loro case; credono, in questa maniera, di onorare quelli che sono morti. 3. Antonio aveva spesso pregato i vescovi di ammonire il popolo circa quest’uso 4. e aveva dissuaso i laici e ammonito le donne dicendo che ques’usanza non era né lecita, né santa. «Le tombe dei patriarchi e dei profeti, infatti, sono conservate ancora oggi e il corpo del Signore fu deposto in un sepolcro e una pietra, posta all’ingresso, lo nascose fino a che risuscitò il terzo giorno ». 5. Con queste parole dimostrava che quelli che, dopo la morte, non nascondono i corpi dei defunti, anche se fossero santi, trasgrediscono la legge. Che cosa c’è, infatti, di più grande e di più santo del corpo del Signore? 6. Molti, dopo averlo sentito, decisero di seppellire sotto terra i loro morti e ringraziavano il Signore per aver ricevuto questo sapiente insegnamento.

Le sue ultime parole ai fratelli

91.1. Antonio, conoscendo tale usanza e temendo che facessero così anche per il suo corpo, salutò i monaci che stavano fuori del monte e si affrettò a partire. Entrò nella parte interna della montagna, là dove abitava di solito, e pochi mesi dopo si ammalò. Chiamò allora i suoi compagni – erano due che abitavano con lui nella parte interna della montagna e che da quindici anni conducevano vita ascetica e lo servivano poiché era molto anziano – e diceva loro: 2. « Io, come sta scritto, me ne vado per la via dei padri. Vedo che il Signore mi chiama. Voi siate vigilanti, non lasciate che la vostra lunga ascesi si perda, ma preoccupatevi di tener viva la vostra sollecitudine come se cominciaste soltanto adesso. 3. Conoscete le insidie dei demoni, sapete quanto sono feroci eppure deboli. Non temeteli, dunque, ma respirate sempre Cristo e abbiate fede in lui. Vivete come se doveste morire ogni giorno, vigilate su voi stessi e ricordate le esortazioni che avete udite da me. 4. Non abbiate alcun rapporto con gli scismatici, nessun rapporto con gli eretici ariani: sapete come anch’io li evitassi a motivo della loro dottrina avversa a Cristo ed eretica. 5. Cercate piuttosto, anche voi, di unirvi innanzitutto al Signore e poi ai santi perché, dopo la vostra morte, vi accolgano nelledimore eternecome amici e familiari. A questo pensate e riflettete. 6. E se mi volete bene e vi ricordate di me come di un padre, non permettete che il mio corpo sia portato in Egitto per metterlo in qualche casa. È per questo motivo che sono rientrato sulla montagna e sono venuto qui. 7. Sapete anche come cercavo sempre di convincere quelli che così facevano e come li ammonivo a desistere da quest’uso. Seppellite voi il mio corpo, nascondetelo sotto terra e osservate quello che vi ho detto, cosicché nessuno, tranne voi soli, conosca il luogo dove è deposto. 8. Nel giorno della risurrezione dai morti io lo riceverò incorrotto dal Salvatore. Dividevi le mie vesti. Al vescovo Atanasio date una delle mie vesti di pecora e il mantello su cui mi stendevo; me l’aveva dato nuovo e io l’ho consumato; 9. al vescovo Serapione date l’altra pelle di pecora; voi tenete la veste di pelo. E ora, figlioli, addio! Antonio se va e non è più con voi ».

Morte e sepoltura di Antonio

92.1. Dopo queste parole i fratelli lo abbracciarono. Antonio sollevò i piedi e, come vedesse degli amici venire da lui, pieno di gioia per la loro presenza – giaceva sdraiato con il volto radioso – spirò e fu riunito ai suoi padri. 2. I fratelli, secondo l’ordine ricevuto, lo avvolsero in un lenzuolo e lo seppellirono nascondendo il suo corpo sotto terra. Nessuno fino a oggi sa dove sia nascosto, tranne quei due monaci. 3. Ciascuno di quelli che hanno ricevuto la pelle di pecora del beato Antonio e il suo mantello consumato custodisce queste vesti come un grande tesoro. Quando le guardano, è come se vedessero Antonio e, quando le indossano, è come se portassero con gioia i suoi ammonimenti.

Suo ultimo ritratto

93.1. Questa è la fine della vita di Antonio nella carne, quello fu l’inizio della sua ascesi. E anche se quello che ho narrato è molto poco in confronto alla sua virtù, tuttavia già da questo potete comprendere anche voi chi fosse l’uomo di Dio, Antonio, che mantenne identico zelo nell’ascesi dalla giovinezza alla vecchiaia. Non si lasciò vincere nemmeno durante la vecchiaia dal desiderio di cibi raffinati, né si lasciò indurre dalla debolezza del corpo a cambiare il modo di vestire o a lavarsi anche solo i piedi. Tuttavia si conservò in ottima salute. 2. Aveva occhi sanissimi e ci vedeva bene, non gli era caduto nessun dente, erano solo consumati sotto le gengive a motivo dell’età avanzata. Mani e piedi erano sani e appariva sempre più vivace e più forte di quanti si nutrono di cibi svariati e usano lavarsi e indossare vesti diverse. 3. Il fatto che ovunque si parli di lui, che tutti lo ammirino e che anche quelli che non l’hanno visto lo rimpiangano, è segno della sua virtù e della sua anima amante di Dio. 4. Non ho prescritte, né sapienza mondana, né qualche arte, ma solo l’amore di Dio rese celebre Antonio. Nessuno può negare che questo sia un dono di Dio. 5. Come mai fino in Spagna, in Gallia, a Roma e in Africa si sentiva parlare di quest’uomo che viveva nascosto su un monte, se non fosse stato Dio stesso a farlo conoscere, Dio che fa conoscere ovunque i suoi e che fin dall’inizio promise questa fama ad Antonio? 6. Anche se questi uomini restano nascosti e vogliono restare sconosciuti, il Signore li mostra a tutti come lampade, perché chi li ascolta sappia qual è la potenza dei comandamenti e desideri seguire la via della virtù.

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