Lega cattolica per la preghiera di riparazione. Intenzioni di preghiera in riparazione dello spettacolo sacrilego di Vicenza, avvisi e una lettura di formazione di San Francesco d’Assisi

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Calendario tradizionale. Giovedì 17 settembre 2015: Impressione delle Stimmate a S. Francesco d’Assisi – per il Martirologio clicca qui

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Gentili amici, siamo tutti chiamati a partecipare al S. Rosario in riparazione dello spettacolo blasfemo che verrà messo in scena al Teatro Olimpico di Vicenza nei giorni 18 e 19 settembre. Il S. Rosario sarà recitato domani, venerdì 18, alle ore 20 a Vicenza, in via Giuriolo, a lato di piazza Matteotti. Vi invitiamo a cliccare qui per leggere l’articolo pubblicato martedì 15 u.s. su Riscossa Cristiana, con i dettagli dell’iniziativa e i link di rimando agli articoli che trattano dello spettacolo teatrale in programma a Vicenza per i giorni di venerdì 18 e sabato 19 settembre.

Invitiamo tutti alla partecipazione, ricordando che chi non può intervenire personalmente può però fruttuosamente unirsi nella recita di un Santo Rosario, con le stesse intenzioni e all’orario indicato.

Come lettura di formazione questa settimana proponiamo la prima parte delle “Ammonizioni”, tratta dagli scritti di San Francesco d’Assisi.

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NOTIZIE E AVVISI

– Ogni primo venerdì del mese, al Priorato Madonna di Loreto, a Rimini-Spadarolo, alle ore 21, Adorazione Eucaristica notturna per riparare le offese e gli oltraggi al Sacro Cuore di Gesù.

– Ogni primo venerdì del mese, nella parrocchia di Linarolo (Pavia), alle 16.30 si tengono la recita del Santo Rosario di riparazione e delle Litanie, e alle 17.00 la celebrazione della Messa in rito romano antico secondo le intenzioni della Lega per la preghiera di riparazione.

– a Firenze, nell’Oratorio di S. Francesco Poverino, Santa Messa domenicale in rito antico alle ore 10 e Preghiera di Riparazione al Cuore di Gesù. Per informazioni: Dante Pastorelli, dante.pastorelli@virgilio.it, tel. 055.600804

– Ogni venerdì un gruppo di fedeli si ritrova per la preghiera a Cremona. Per informazioni: Mauro Faverzani  – mauro.faverzani@gmail.com

Ogni primo venerdì del mese viene celebrata la Santa Messa in rito antico alle 19.30 a Modena nella parrocchia dello Spirito Santo in via Fratelli Rosselli. Vi partecipano alcuni aderenti alla Lega di riparazione  secondo le intenzioni proposte dalla nostra iniziativa. Ricordiamo che nella medesima chiesa viene celebrata ogni domenica alle 17 la S. Messa (dal 2007) e, a richiesta, anche gli altri sacramenti.

– Se altri sacerdoti fossero disposti a fare lo stesso nella zona in cui operano, ce lo facciano sapere e provvederemo a darne comunicazione.

– Ricordiamo che è possibile anche il semplice incontro tra laici che preghino secondo le intenzioni della Lega come già indicato. Anche in questo caso, sarebbe utile segnalarcelo in modo da poterne dare comunicazione. Rimane il fatto che lo strumento più efficace per la diffusione è il passaparola, che sarebbe meglio chiamare apostolato.

– Nei limiti delle nostre forze, siamo a disposizione per incontrare gli amici che intendono impegnarsi in questa impresa. Per questo, si faccia riferimento all’indirizzo di posta elettronica della Lega di riparazione, legariparazione@email.it , e troveremo il modo e il tempo per farlo.

Paolo Deotto – Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

LETTURA DI FORMAZIONE

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AMMONIZIONI (prima parte)

di San Francesco d’Assisi

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I. Il corpo del Signore.
Il Signore Gesù dice ai suoi discepoli: “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per me.Se aveste conosciutome, conoscereste anche il Padre mio; ma da ora in poi voi lo conoscete e lo avete veduto“. Gli dice Filippo: “Signore, mostraci il Padre e ci basta”. Gesù gli dice: ” Da tanto tempo sono con voi e non mi avete conosciuto? Filippo, chi vede me, vede anche il Padre mio“.

Il Padre abita una luce inaccessibile, e Dio è spirito, e nessuno ha mai visto Dio. Perciò non può essere visto che nello spirito, poiché è lo spirito che dà la vita; la carne non giova a nulla. Ma anche il Figlio, in ciò per cui è uguale al Padre, non può essere visto da alcuno in maniera diversa dal Padre e in maniera diversa dallo Spirito Santo.

Perciò tutti coloro che videro il Signore Gesù secondo l’umanità, ma non videro né credettero, secondo lo spirito e la divinità, che egli è il vero Figlio di Dio, sono condannati. E così ora tutti quelli che vedono il sacramento, che viene santificato per mezzo delle parole del Signore sopra l’altare nelle mani del sacerdote, sotto le specie del pane e del vino, e non vedono e non credono, secondo lo spirito e la divinità, che è veramente il santissimo corpo e il sangue del Signore nostro Gesù Cristo, sono condannati, perché è l’Altissimo stesso che ne dà testimonianza, quando dice: ” Questo è il mio corpo e il mio sangue della nuova alleanza [che sarà sparso per molti”], e ancora: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, ha la vita eterna”.
Per cui lo Spirito del Signore, che abita nei suoi fedeli, è lui che riceve il santissimo corpo e il sangue del Signore. Tutti gli altri, che non partecipano dello stesso Spirito e presumono ricevere il santissimo corpo e sangue del Signore, mangiano e bevono la loro condanna. Perciò: Figli degli uomini, fino a quando sarete duri di cuore? Perché non conoscete la verità e non credete nel Figlio di Dio?
Ecco ogni giorno egli si umilia, come quando dalla sede regale discese nel grembo della Vergine; ogni giorno egli stesso viene a noi in apparenza umile; ogni giorno discende dal seno del Padre sull’altare nelle mani del sacerdote. E come ai santi apostoli si mostrò nella vera carne, così anche ora si mostra a noi nel pane consacrato. E come essi con gli occhi del loro corpo vedevano soltanto la carne di lui, ma, contemplandolo con gli occhi dello spirito, credevano che egli era lo stesso Dio, così anche noi, vedendo pane e vino con gli occhi del corpo, dobbiamo vedere e credere fermamente che questo è il suo santissimo corpo e sangue vivo e vero.
E in tale maniera il Signore è sempre presente con i suoi fedeli, come egli stesso dice: ” Ecco, io sono con voi sino alla fine del mondo”.
II. Il male della propria volontà
Disse il Signore a Adamo: “ Mangia pure i frutti di qualunque albero, ma dell’albero della scienza del bene e del male non ne mangiare“. Adamo poteva dunque mangiare i frutti di qualunque albero del Paradiso; egli, finché non contravvenne all’obbedienza non peccò.
Mangia, infatti dell’albero della scienza del bene colui che si appropria la sua volontà e si esalta per i beni che il Signore dice e opera in lui; e così, per suggestione del diavolo e per la trasgressione del comando, è diventato per lui il frutto della scienza del male. Bisogna perciò che ne sopporti la pena.
III. L’obbedienza perfetta
Dice il Signore nel Vangelo: “ chi non avrà rinunciato a tutto ciò che possiede non può essere mio discepolo“, e “ Chi vorrà salvare la sua anima, la perderà“.

Abbandona tutto quello che possiede e perde il suo corpo colui che sottomette totalmente se stesso all’obbedienza nelle mani del suo superiore. E qualunque cosa fa o dice che egli sa non essere contro la volontà di lui, purché sia bene quello che fa, è vera obbedienza.

E se qualche volta il suddito vede cose migliori e più utili alla sua anima di quelle che gli ordina il superiore, volentieri sacrifichi a Dio le sue e cerchi invece di adempiere con l’opera quelle del superiore. Infatti questa è l’obbedienza caritativa, perché compiace a Dio ed al prossimo.
Se poi il superiore comanda al suddito qualcosa contro la sua coscienza, pur non obbedendogli, tuttavia non lo abbandoni. E se per questo dovrà sostenere persecuzione da parte di alcuni, li ami di più per amore di Dio. Infatti, chi sostiene la persecuzione piuttosto che volersi separare dai suoi fratelli, rimane veramente nella perfetta obbedienza, poiché sacrifica la sua anima per i suoi fratelli.
Vi sono infatti molti religiosi che, col pretesto di vedere cose migliori di quelle che ordinano i loro superiori, guardano indietro e ritornano al vomito della propria volontà. Questi sono degli omicidi e sono causa di perdizione per molte anime con i loro cattivi esempi.
IV. Che nessuno si appropri la carica di superiore
Dice il Signore: ” Non sono venuto per essere servito ma per servire“. Coloro che sono costituiti in autorità sopra gli altri, tanto devono gloriarsi di quell’ufficio prelatizio, quanto se fossero deputati all’ufficio di lavare i piedi ai fratelli. E quanto più si turbano se viene loro tolta la carica che se fosse loro tolto il servizio di lavare i piedi, tanto più mettono insieme per sé un tesoro fraudolento a pericolo della loro anima.
V. Che nessuno si insuperbisca, ma ognuno si glori nella croce del Signore.
Considera, o uomo, in quale sublime condizione ti ha posto il Signore Dio, poiché ti ha creato e formato a immagine del suo Figlio diletto secondo il corpo e a similitudine di lui secondo lo spirito.
E tutte le creature, che sono sotto il cielo, ciascuna secondo la propria natura, servono, conoscono e obbediscono al loro Creatore meglio di te. E neppure i demoni lo crocifissero, ma sei stato tu con essi a crocifiggerlo, e ancora lo crocifiggi quando ti diletti nei vizi e nei peccati. Di che cosa puoi dunque gloriarti?

Infatti se tu fossi tanto sottile e sapiente da possedere tutta la scienzae da saper interpretare tutte le lingue e acutamente perscrutare le cose celesti, in tutto questo non potesti gloriarti; poiché un solo demonio seppe delle realtà celesti e ora sa di quelle terrene più di tutti gli uomini insieme, quantunque sia esistito qualcuno che ricevette dal Signore una speciale cognizione della somma sapienza.

Ugualmente, se anche tu fossi il più bello e il più ricco di tutti, e se tu operassi cose mirabili, come scacciare i demoni, tutte queste cose ti sono di ostacolo e non sono di tua pertinenza, ed in esse non ti puoi gloriare per niente; ma in questo possiamo gloriarci, nelle nostre infermità e nel portare sulle spalle ogni giorno la santa croce del Signore nostro Gesù Cristo.

VI. L’imitazione del Signore.
Guardiamo con attenzione, fratelli tutti, il buon pastore che per salvarele sue pecore sostenne la passione della croce.

Le pecore del Signore l’hanno seguito nella tribolazione e persecuzione nell’ignominia e nella fame, nella infermità e nella tentazione e in altre simili cose; e ne hanno ricevuto in cambio dal Signore la vita eterna. Perciò è grande vergogna per noi servi di Dio, che i santi abbiano compiuto queste opere e noi vogliamo ricevere gloria e onore con il semplice raccontarle.

VII. La pratica del bene deve accompagnare la scienza.
Dice l’apostolo: “La lettera uccide, lo spirito invece dà vita“. Sono morti a causa della lettera coloro che unicamente bramano sapere le sole parole, per essere ritenuti i più sapienti in mezzo agli altri e potere acquistare grandi ricchezze e darle ai parenti e agli amici.

Così pure sono morti a causa della lettera, quei religiosi che non vogliono seguire lo spirito della divina Scrittura, ma piuttosto bramano sapere le sole parole e spiegarle agli altri. E sono vivificati dallo spirito della divina Scrittura coloro che ogni scienza che sanno e desiderano sapere, non l’attribuiscono al proprio io, ma la restituiscono con la parola e con l’esempio all’altissimo Signore Dio, al quale appartiene ogni bene.

VIII. Evitare il peccato d’invidia.
Dice l’apostolo: “Nessuno può dire: Signore Gesù se non nello Spirito Santo”, e ancora: “Non c’è chi fa il bene, non ce n’è neppure uno“.

Perciò, chiunque invidia il suo fratello riguardo al bene che il Signore dice e fa in lui, commette peccato di bestemmia, poiché invidia lo stesso Altissimo, il quale dice e fa ogni bene.

IX. Amare i nemici.
Dice il Signore: “Amate i vostri nemici [e fate del bene a quelli che vi odiano, e pregate per quelli che vi perseguitano e vi calunniano]”. Infatti, veramente ama il suo nemico colui che non si duole per l’ingiuria che quegli gli fa, ma brucia nel suo intimo, per l’amore di Dio, a motivo del peccato dell’anima di lui. E gli dimostri con le opere il suo amore.
X. La mortificazione del corpo.
Ci sono molti che, quando peccano o ricevono un’ingiuria, spesso incolpano il nemico o il prossimo. Ma non è così, poiché ognuno ha in suo potere il nemico, cioè il corpo, per mezzo del quale pecca. Perciò ebeato quel servo che terrà sempre prigioniero un tale nemico affidato in suo potere e sapientemente si custodirà dal medesimo; poiché, finché si comporterà così, nessun altro nemico visibile o invisibile gli potrà nuocere.
XI. Non lasciarsi guastare a causa del peccato altrui.
Al servo di Dio nessuna cosa deve dispiacere eccetto il peccato. E in qualunque modo una persona peccasse e, a motivo di tale peccato, il servo di Dio, non più guidato dalla carità, ne prendesse turbamento e ira, accumula per se come un tesoro quella colpa. Quel servo di Dio che non si adira ne si turba per alcunché, davvero vive senza nulla di proprio. Ed egli è beato perché, rendendo a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio, non gli rimane nulla per sé.
XII. Come riconoscere lo Spirito del Signore.
A questo segno si può riconoscere il servo di Dio, se ha lo spirito del Signore: se, quando il Signore compie, per mezzo di lui, qualcosa di buono, la sua “carne” non se ne inorgoglisce – poiché la “carne” è sempre contraria ad ogni bene – ma piuttosto si ritiene ancora più vile ai propri occhi e si stima più piccolo di tutti gli altri uomini.
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1 commento su “Lega cattolica per la preghiera di riparazione. Intenzioni di preghiera in riparazione dello spettacolo sacrilego di Vicenza, avvisi e una lettura di formazione di San Francesco d’Assisi”

  1. Ieri sera ho partecipato al S. Rosario in Riparazione alloscenità contro il Santissimo Crocifisso. E’ stato un momento edificante. Hanno partecipato più di un centinaio di persone. Tra i presenti persone venute da lontano: da Rimini, Ferrara, Chioggia, Treviso, Verona e naturalmente da Vicenza e periferia. I pennivendoli vicentini hanno strumentalizzato l’incontro e hanno scritto che ci sono state contestazioni al vescovo e che erano presenti una cinquantina. NULLA di più falso!!! Sulle notizie web si sprecano i pollicini all’insù per criticare l’iniziativa ripatratoria e il pienone all’oscenità. La questura ha sguinzagliato una decina di agenti ( ma il Rosario fa così paura?) e ci hanno destinato un posto scomodo e rumoroso. Alcuni passanti hanno sgnignazzato. Poveretti anche di questo dovranno rendere conto a Dio. Con Lui non si scherza. Grazie a chi ha organizzato e diretto la Santa Preghiera.

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