Lega cattolica per la preghiera di riparazione. Notizie e avvisi. Continuiamo la lettura della “Vita di S. Martino” di Sulpicio Severo

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Calendario tradizionale. Giovedì 18 gennaio 2018   Per il Martirologio, clicca qui

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Gentili amici,

è importante mantenerci fedeli nel nostro impegno per la preghiera di riparazione, perché gli oltraggi al Sacro Cuore di Gesù sono quotidiani e condotti a ogni livello. Altrettanto insistente e continua deve essere la nostra preghiera di riparazione. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà. Possiamo rileggere, cliccando qui, le modalità della preghiera di riparazione. È prezioso anche l’ausilio del libretto con gli Atti di devozione al Sacro Cuore e le Litanie del Sacro Cuore (clicca qui).

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Per la nostra formazione, continuiamo la lettura della “Vita di Martino”, di Sulpicio SeveroIl testo potrà anche essere scaricato in formato pdf cliccando qui; in tal modo potrete costituire e conservare la vostra biblioteca di letture di formazione.

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NOTIZIE E AVVISI

 I sacerdoti della Fraternità San Pio X celebrano la Santa Messa in rito antico in diverse città. Per l’elenco completo delle Cappelle in Italia e orari delle celebrazioni, clicca qui.

Tutte le domeniche e i giorni festivi a Savona, alle 17.30 si recita il S. Rosario e alle 18.00 si celebra la S. Messa in rito antico. Nelle solennità il S. Rosario viene sostituito, alle 17.15 dal canto dei Vespri.

– Tutte le domeniche e i giorni festivi a Bologna si celebra la S. Messa in rito antico alle ore 18.00 nella chiesa di Santa Maria della Pietà in via San Vitale.

 Ogni primo giovedì del mese a Bologna si celebra la S. Messa in rito antico alle ore 21.00 nella parrocchia di San Giuseppe Cottolengo in via Marzabotto.

 Tutte le domeniche e i giorni festivi a Verona si celebra la S. Messa in rito antico alle ore 11.00 nella Rettoria Santa Toscana, in piazza XVI Ottobre n. 27.

– Tutti i sabati e nei giorni delle solennità a Brescia si celebra la S. Messa in rito antico alle ore 18.00 nella chiesa di San Zeno al Foro (piazza Carducci). Alle 17.30, recita del S. Rosario, esposizione del Santissimo Sacramento e benedizione eucaristica.

– Ogni domenica e festa di precetto a Pavia si celebra la S. Messa in rito antico, alle ore 9.30 nella chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, in via Luigi Porta (centro storico).

– Nella diocesi di Prato si celebra regolarmente la S. Messa in rito antico in latino, in seguito al Motu Proprio “Summorum Pontificum” del 2007 nelle seguenti chiese: la chiesa dello Spirito Santo a Prato (piazza del Collegio), ogni domenica e festa di precetto ore 17.00; la chiesa di Santa Cristina a Pimonteogni domenica ore 10.00; la chiesa di San Martino a Paperino a Prato la prima domenica del mese ore 16.00 e ogni giovedì ore 7.30; la chiesa del Sacro Cuore a Prato (Via Benincasa), tutti i primi venerdì del mese ore 21.00; la Badia di Vaiano, da febbraio a giugno, un sabato al mese. Per il calendario dettagliato clicca qui.

 Ogni domenica e festa di precetto a Firenze, alle ore 11.00 e alle ore 19.00, nella chiesa dei Santi Michele e Gaetano, viene celebrata la Santa Messa in rito antico. Al sabato le celebrazioni sono alle ore 7.30 e 11.00 e nei giorni feriali alle ore 7.30 e 18.30.

– Ogni domenica e festa di precetto a Belluno, alle ore 8.30, nella chiesa di San Pietro (parrocchia del Duomo), viene celebrata la Santa Messa in rito antico.

– In Alto Adige/Sud Tirolo viene celebrata la Santa Messa in rito antico: ogni prima Domenica al mese a Silandro in via Ospedale alle ore 18, ogni terza Domenica al mese a Bolzano in via Weggenstein alle ore 18, ogni quarta Domenica al mese a Bressanone nella chiesa Mariahilf/Zinggen alle ore 18, ogni 8 del mese nella chiesa parrocchiale a Cengles alle ore 17.

 Ogni domenica e festa di precetto a Bergamo, alle ore 9.00 e ogni venerdì alle ore 20,30, nella chiesa della Madonna della Neve, viene celebrata la Santa Messa in rito antico. Al termine della S. Messa del primo venerdì del mese, Adorazione Eucaristica e recita delle Litanie del Sacro Cuore di Gesù. Per essere aggiornati sulle celebrazioni in rito antico, cliccare su https://www.facebook.com/madonnadellanevebergamo/

–  Ogni domenica e festa di precetto a San Lorenzo, frazione di Pizzoli (AQ), alle ore 18.00, presso l’Abbazia di Sant’Equizio, viene celebrata la Santa Messa in rito antico.

– Ogni domenica e festa di precetto a Milano, nella chiesa di Santa Maria della Consolazione, in largo Cairoli, viene celebrata alle 10.00 la Santa Messa in Rito ambrosiano antico. Per  informazioni:http://messatradizionalemilano.blogspot.it/ .

– Ogni domenica e festa di precetto, a Monza, viene celebrata la Santa Messa in rito antico alle 18.45, nella chiesa delle Adoratrici Perpetue del Santissimo Sacramento, via Italia 37. Per informazioni, cliccare “La Messa di sempre – Monza” . 

 Ogni domenica e festa di precetto a Legnano, nella chiesa della Madonnina, in via Sempione angolo via Ronchi, viene celebrata alle 17.30 la Santa Messa in Rito ambrosiano antico. Per informazioni: http://www.ambrosianeum.net/ .

– Ogni primo venerdì del mese, al Priorato Madonna di Loreto, a Rimini-Spadarolo, alle ore 21, Adorazione Eucaristica notturna per riparare le offese e gli oltraggi al Sacro Cuore di Gesù.

– a Firenze, nell’Oratorio di S. Francesco Poverino, Santa Messa domenicale in rito antico alle ore 10 e tutti i venerdì, alle ore 18.30, Preghiera di Riparazione (S. Rosario, Litanie del Sacro Cuore, Atto di riparazione ed altre preci anche per impetrare l’aiuto divino alla Chiesa martire della ferocia islamica). Per informazioni: Dante Pastorelli, dante.pastorelli@virgilio.it, tel. 055.600804.

– Ogni venerdì un gruppo di fedeli si ritrova per la preghiera a Cremona. Per informazioni: Mauro Faverzani  – mauro.faverzani@gmail.com

– Ogni primo venerdì del mese viene celebrata la Santa Messa in rito antico alle 19.30 a Modena nella parrocchia dello Spirito Santo in via Fratelli Rosselli. Vi partecipano alcuni aderenti alla Lega di riparazione  secondo le intenzioni proposte dalla nostra iniziativa. Ricordiamo che nella medesima chiesa viene celebrata ogni domenica alle 17 la S. Messa (dal 2007) e, a richiesta, anche gli altri sacramenti.

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– Se altri sacerdoti fossero disposti a fare lo stesso nella zona in cui operano, ce lo facciano sapere e provvederemo a darne comunicazione.

– Ricordiamo che è possibile anche il semplice incontro tra laici che preghino secondo le intenzioni della Lega come già indicato. Anche in questo caso, sarebbe utile segnalarcelo in modo da poterne dare comunicazione. Rimane il fatto che lo strumento più efficace per la diffusione è il passaparola, che sarebbe meglio chiamare apostolato.

– Nei limiti delle nostre forze, siamo a disposizione per incontrare gli amici che intendono impegnarsi in questa impresa. Per questo, si faccia riferimento all’indirizzo di posta elettronica della Lega di riparazione, legariparazione@email.it , e troveremo il modo e il tempo per farlo.

 Sia lodato Gesù Cristo

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LETTURA DI FORMAZIONE

Sulpicio Severo

Vita di Martino / II

per scaricare il testo in formato pdf, clicca qui

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4,1. Frattanto, i barbari invasero le Gallie e il Cesare Giuliano, concentrato l’esercito presso la città di Worms, prese a distribuire un donativo ai soldati; com’è consuetudine, venivano chiamati per nome uno per uno, finché si giunse a Martino. 2. Allora, ritenendo che fosse la circostanza opportuna per chiedere il congedo – infatti pensava che non avrebbe serbato integra la libertà, se avesse accettato il donativo senza continuare il servizio – disse a Cesare: 3. «Finora ho militato ai tuoi ordini, permettimi ora di militare al servizio di Dio. Riceva il donativo chi fa proponimento di combattere per te; io sono soldato di Cristo: combattere non mi è lecito». 4. Allora, a queste parole, il tiranno si adirò grandemente, esclamando che lui rifiutava il servizio militare per timore della battaglia, che si sarebbe svolta il giorno dopo, non già a causa della sua convinzione religiosa. 5. Ma Martino, intrepido, reso anzi più fermo nel suo proposito dal tentativo di spaventarlo, disse: «Se ciò è attribuito a vigliaccheria, e non alla mia fede, domani mi porrò inerme davanti alla schiera, e in nome del Signore Gesù, protetto non dallo scudo o dall’elmo, ma dal segno della croce, penetrerò sicuro tra i reparti dei nemici». 6. Lo si fece dunque afferrare e trascinare in prigione, perché tenesse fede a quanto aveva detto e fosse opposto inerme ai barbari. 7. Il giorno dopo, i nemici mandarono ambasciatori di pace, offrendo di consegnare se stessi e tutte le loro cose. Chi potrebbe dunque dubitare che questa sia stata davvero una vittoria di quell’uomo santo, a cui fu concesso di non essere mandato inerme in battaglia? 8. E sebbene il Signore nella sua bontà avrebbe potuto salvare il suo soldato anche tra le spade e i dardi dei nemici, tuttavia, affinché i suoi santi sguardi non fossero oltraggiati anche dalla morte di altri, soppresse la necessità del combattimento. 9. Infatti Cristo si sentì costretto a offrire in favore del suo soldato soltanto una vittoria nella quale, sottomessi i nemici senza spargimento di sangue, nessuno avesse a morire.

5,1. Poi, lasciato il servizio militare, Martino si recò presso sant’Ilario, vescovo della città di Poitiers, la cui fede, in materia delle cose di Dio, si trovava allora provata e riconosciuta, e presso di lui dimorò un po’ di tempo. 2. Il medesimo Ilario tentò, conferitagli la funzione di diacono, di stringerlo più saldamente a sé e di legarlo al servizio di Dio; ma avendo egli rifiutato più volte, proclamando di essere indegno, quel sacerdote di così alto ingegno comprese che Martino avrebbe potuto essere impegnato in un sol modo, se gli si conferisse un incarico nel quale apparisse una certa umiliazione. E così lo invitò con insistenza a essere esorcista. Egli non ricusò tale ordinazione, perché non sembrasse di averla in dispregio come troppo umile. 3. E non molto dopo, esortato in sogno a visitare con religiosa sollecitudine la patria e i genitori, ancora prigionieri del paganesimo, partì con il consenso di sant’Ilario, da molte sue preghiere e lacrime impegnato a tornare. Con tristezza – così dicono – egli intraprese quel lungo viaggio, avendo assicurato ai fratelli di dover affrontare molte avversità: ciò che poi i fatti confermarono. 4. Per prima cosa, tra le Alpi, seguendo impervi sentieri, cadde in mano ai briganti. E avendo uno di costoro, sollevata la scure, librato il colpo sul suo capo, un altro fermò la mano di chi stava per ferire; legategli tuttavia le mani dietro il dorso, venne consegnato a uno di loro che lo sorvegliasse e lo spogliasse. E questi, condottolo in luoghi remoti, prese a chiedergli chi fosse. Rispose d’essere un cristiano. 5. Gli chiese quindi se avesse paura. Allora con estrema fermezza dichiarò di non essersi mai sentito tanto sicuro, perché sapeva che la misericordia di Dio si sarebbe manifestata soprattutto durante le prove della vita; egli piuttosto si doleva per lui, come di chi, esercitando il brigantaggio, era indegno della misericordia di Cristo. 6. E prendendo a trattare del Vangelo, predicava al brigante la parola di Dio. Perché indugiare più a lungo? Il brigante credette, e mettendosi al seguito di Martino lo ricondusse sulla via giusta, chiedendogli di pregare Dio per lui. Egli stesso, poi, fu visto condurre vita ascetica, così che i fatti appena ricordati si possono dire ascoltati dalle sue stesse labbra.

6,1. Dunque, avendo Martino proseguito il suo viaggio, dopo ch’ebbe oltrepassato Milano, durante il cammino gli si fece incontro il diavolo, preso aspetto umano, chiedendogli dove si dirigesse. Ed essendosi avuta da Martino questa risposta, che là egli si dirigeva dove il Signore lo chiamava, gli disse: 2. «Dovunque andrai e qualunque cosa tenterai, troverai il diavolo davanti a te». Allora Martino rispondendogli con parole del profeta, disse: «Il Signore è il mio sostegno; non temerò che cosa possa farmi l’uomo» (Sal 117,6). E subito il nemico svanì dal suo cospetto. 3. Così, com’egli aveva concepito con tutta l’intenzione dell’animo, liberò la madre dall’errore del paganesimo, mentre suo padre perseverava nel male; tuttavia salvò molti con il suo esempio. 4. Poi, essendo cresciuta l’eresia ariana in tutto il mondo e soprattutto nell’Illirico, trovandosi pressoché solo a opporsi con fierissima energia alla fede corrotta dei vescovi ed essendo stato sottoposto a numerosi maltrattamenti – fu anche pubblicamente battuto con le verghe e infine obbligato a uscire dalla città – ritornando in Italia, trovò la Chiesa travagliata anche nelle Gallie, a causa dell’allontanamento di sant’Ilario, che la violenza degli eretici aveva costretto all’esilio; e si stabilì in eremitaggio a Milano. E anche lì Aussenzio, animatore e capo degli Ariani, accanitamente lo perseguitò, e più volte oltraggiatolo, lo fece scacciare dalla città. 5. E così, stimando che si dovesse cedere alle circostanze, si ritirò nell’isola denominata Gallinaria, in compagnia d’un prete, uomo di grandi virtù. Qui per parecchio tempo si sostentò con le radici delle erbe. E in quel periodo prese come cibo l’elleboro, una pianta, secondo quanto dicono, velenosa. 6. Ma avendo sentito la forza del veleno che l’assaliva, in prossimità della morte, scacciò con la preghiera l’incombente pericolo e subito ogni dolore venne fugato. 7. E non molto dopo, avendo appreso che, grazie al pentimento del sovrano, era stata accordata a sant’Ilario la facoltà di ritornare dall’esilio, egli tentò d’incontrarlo a Roma e partì alla volta della città.

7,1. Poiché Ilario era già passato, tallonandolo lo segui e lo raggiunse, ed essendo stato ricevuto da lui con ogni affettuosità, stabilì una cella d’eremita non lontano dalla città. In quel tempo gli si unì un catecumeno, desideroso di formarsi sulle regole di vita d’un uomo così santo. Trascorsi pochi giorni, colto all’improvviso da malattia, quegli era travagliato dalla violenza della febbre. 2. Proprio allora, per caso, Martino era partito. Ed essendo stato lontano per tre giorni, al suo ritorno ne trovò il corpo esanime: la morte era stata così improvvisa, che quello s’era dipartito dalle cose umane senza battesimo. Il corpo, esposto, era circondato dai fratelli afflitti, intenti a rendergli il triste officio, quando Martino accorse piangente e gemente. 3. Ma allora con tutto l’animo concentrato nello Spirito Santo, ordinò a tutti gli altri di uscire dalla cella in cui giaceva il corpo, e serrata la porta, si prosternò sulle membra esanimi del fratello defunto. Ed essendosi per alquanto tempo immerso in preghiera, avvertito per tramite dello Spirito che la virtù del Signore era presente, sollevatosi un po’ e fissato il volto del morto, aspettava intrepido l’esito della sua preghiera e della misericordia del Signore. Era appena trascorso lo spazio di due ore, e vide il morto riacquistare a poco a poco movimento in tutte le membra, e palpitare nell’uso della vista con gli occhi dischiusi. 4. Allora, rivoltosi a gran voce al Signore, rendendo grazie riempiva di grida la cella. Udito ciò, quelli ch’erano stati immobili fuori della porta subito irruppero dentro. Meraviglioso spettacolo: vedevano vivere chi avevano lasciato morto. 5. Così reso alla vita, subito ricevuto il battesimo, visse poi molti anni, e per primo fu a noi testimone e insieme materia dei miracoli di Martino. 6. Egli medesimo da allora era solito raccontare che, spogliato del corpo, era stato condotto al tribunale del Giudice, e ne aveva ricevuto la triste sentenza di dover essere relegato nei luoghi oscuri e fra le turbe volgari; da due angeli era poi stato osservato al Giudice che lui era quello per cui Martino pregava; così era stato ordinato che fosse ricondotto indietro dai medesimi angeli, e restituito a Martino, reso alla sua vita di prima. 7. Da questo momento, per la prima volta la rinomanza dell’uomo beato risplendette: così chi era già da tutti ritenuto santo, fu anche ritenuto potente e veramente simile agli Apostoli.

 

(2 – continua)

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