Lega cattolica per la preghiera di riparazione. Notizie e avvisi e una lettura di formazione tratta dagli Scritti di Charles de Foucauld

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Calendario tradizionale. Giovedì 8 settembre 2016. Natività della Beata Vergine Maria. Per il Martirologio clicca qui

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Gentili amici,

il diffondersi di falsi messaggi che, sotto un generico “va tutto bene” vogliono nascondere la grave crisi che la Chiesa sta attraversando e il grave pericolo per la nostra salvezza, deve rafforzare il nostro impegno nella preghiera di riparazione, con le modalità che possiamo rileggere cliccando qui e con l’ausilio del libretto con gli Atti di devozione al Sacro Cuore e le Litanie del Sacro Cuore (clicca qui).

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Per la nostra formazione, leggiamo un estratto dagli Scritti di Charles de Foucauld. Il testo potrà anche essere scaricato in formato pdf cliccando qui; in tal modo potrete costituire e conservare la vostra biblioteca di letture di formazione.

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NOTIZIE E AVVISI

 I sacerdoti della Fraternità San Pio X celebrano la Santa Messa in rito antico in diverse città. Per l’elenco completo delle Cappelle in Italia e orari delle celebrazioni, clicca qui.

– In Alto Adige/Sud Tirolo viene celebrata la Santa Messa in rito antico: ogni prima Domenica al mese a Silandro in via Ospedale alle ore 18, ogni terza Domenica al mese a Bolzano in via Weggenstein alle ore 18, ogni quarta Domenica al mese a Bressanone nella chiesa Mariahilf/Zinggen alle ore 18, ogni 8 del mese nella chiesa parrocchiale a Cengles alle ore 17.

 Ogni domenica e festa di precetto a Bergamo, alle ore 9.00 e ogni venerdì alle ore 20,30, nella chiesa della Madonna della Neve, viene celebrata la Santa Messa in rito antico. Al termine della S. Messa del primo venerdì del mese, Adorazione Eucaristica e recita delle Litanie del Sacro Cuore di Gesù. Per scaricare l’elenco delle celebrazioni del mese di settembre, clicca qui.

–  Ogni domenica e festa di precetto a San Lorenzo, frazione di Pizzoli (AQ), alle ore 18.00, presso l’Abbazia di Sant’Equizio, viene celebrata la Santa Messa in rito antico.

– Ogni domenica e festa di precetto a Milano, nella chiesa di Santa Maria della Consolazione, in largo Cairoli, viene celebrata alle 10.00 la Santa Messa in Rito ambrosiano antico. Per informazioni:http://messatradizionalemilano.blogspot.it/ .

– Ogni domenica e festa di precetto, a Monza, viene celebrata la Santa Messa in rito antico alle 18.45, nella chiesa delle Adoratrici Perpetue del Santissimo Sacramento, via Italia 37. Per informazioni, cliccare “La Messa di sempre – Monza” . 

– Ogni primo venerdì del mese, al Priorato Madonna di Loreto, a Rimini-Spadarolo, alle ore 21, Adorazione Eucaristica notturna per riparare le offese e gli oltraggi al Sacro Cuore di Gesù. Nel mese di settembre, in occasione del pellegrinaggio Bevagna-Assisi del 3/4 settembre, l’ Adorazione Notturna viene spostata al venerdì/sabato successivi  (clicca qui).

– a Firenze, nell’Oratorio di S. Francesco Poverino, Santa Messa domenicale in rito antico alle ore 10 e tutti i venerdì, alle ore 18.30, Preghiera di Riparazione (S. Rosario, Litanie del Sacro Cuore, Atto di riparazione ed altre preci anche per impetrare l’aiuto divino alla Chiesa martire della ferocia islamica). Per informazioni: Dante Pastorelli, dante.pastorelli@virgilio.it, tel. 055.600804.

– Ogni venerdì un gruppo di fedeli si ritrova per la preghiera a Cremona. Per informazioni: Mauro Faverzani  – mauro.faverzani@gmail.com

– Ogni primo venerdì del mese viene celebrata la Santa Messa in rito antico alle 19.30 a Modena nella parrocchia dello Spirito Santo in via Fratelli Rosselli. Vi partecipano alcuni aderenti alla Lega di riparazione  secondo le intenzioni proposte dalla nostra iniziativa. Ricordiamo che nella medesima chiesa viene celebrata ogni domenica alle 17 la S. Messa (dal 2007) e, a richiesta, anche gli altri sacramenti.

– Se altri sacerdoti fossero disposti a fare lo stesso nella zona in cui operano, ce lo facciano sapere e provvederemo a darne comunicazione.

– Ricordiamo che è possibile anche il semplice incontro tra laici che preghino secondo le intenzioni della Lega come già indicato. Anche in questo caso, sarebbe utile segnalarcelo in modo da poterne dare comunicazione. Rimane il fatto che lo strumento più efficace per la diffusione è il passaparola, che sarebbe meglio chiamare apostolato.

– Nei limiti delle nostre forze, siamo a disposizione per incontrare gli amici che intendono impegnarsi in questa impresa. Per questo, si faccia riferimento all’indirizzo di posta elettronica della Lega di riparazione, legariparazione@email.it , e troveremo il modo e il tempo per farlo.

Paolo Deotto – Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

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LETTURA DI FORMAZIONE

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Dagli Scritti di Charles de Foucauld

Per scaricare il testo in formato pdf, clicca qui

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“L’ora meglio impiegata della nostra vita è quella in cui maggiormente amiamo Gesù”

Io vorrei tanto per me, e di conseguenza vorrei per voi, – perché mi sembra davvero una buona cosa – un po’ di solitudine e di silenzio. Da una parte sono molto solitario, perché non ho qui una sola persona che abbia verso di me il minimo attaccamento (se non, forse, un povero, fantaccino, Miloud; pregate per la sua conversione! È un’anima semplice e un buon cuore)… C’è anche un furiere maggiore di fanteria, un francese, che mi dimostra vera amicizia. Ma dall’altra parte, dalle quattro e mezzo del mattino alle sei e mezzo della sera, non smetto mai di parlare e di veder persone: schiavi, poveri, malati, soldati, viaggiatori, curiosi. Questi, i curiosi, ormai li ho solo raramente, ma gli schiavi, i malati, i poveri aumentano anziché diminuire… Celebro la santa Messa prima del giorno, per non essere troppo disturbato dal rumore e per fare il ringraziamento un po’ tranquillo; è però inutile che lo faccia di buon’ora, durante il ringraziamento vengo sempre chiamato tre o quattro volte…

L’amore consiste non nel sentire che si ama, ma nel voler amare; quando si vuol amare, si ama; quando si vuol amare sopra ogni cosa, si ama sopra ogni cosa. Se accade che si soccomba a una tentazione, è perché l’amore è troppo debole, non perché esso non c’è: bisogna piangere, come san Pietro, pentirsi, come san Pietro, umiliarsi, come lui, ma sempre come lui dire tre volte: «Io ti amo, io ti amo, tu sai che malgrado le mie debolezze e i miei peccati io ti amo». L’amore che Gesù ha per noi, egli ce l’ha dimostrato abbastanza perché noi possiamo crederci senza sentirlo; sentire che noi l’amiamo e ch’egli ci ama, sarebbe il paradiso; il paradiso, salvo rari momenti e rare eccezioni, non è per quaggiù. Narriamoci spesso la duplice storia delle grazie che Dio ci ha fatto personalmente dopo la nostra nascita, e delle nostre infedeltà; vi troveremo – soprattutto noi che abbiamo vissuto per molto tempo lontani da Dio – le prove più sicure e più commoventi del suo amore per noi, come anche, purtroppo, le prove sì numerose della nostra miseria. C’è motivo per immergerci in una fiducia senza limiti del suo amore (egli ci ama perché è buono, non perché noi siamo buoni, le madri non amano forse i loro figli traviati?) e motivo per sprofondarci nell’umiltà e nella diffidenza verso di noi.

L’ora meglio impiegata della nostra vita è quella in cui maggiormente amiamo Gesù. Ricordarsi soltanto di Gesù, pensare soltanto a Gesù, considerando un guadagno qualsiasi perdita con la quale riusciamo a dare in noi maggior posto al pensiero e alla conoscenza di Gesù, al cui confronto tutto il resto è nulla.

Solo guardando al di là di questo mondo in cui tutto passa e muore, si trova la vera gioia nella speranza di un’altra vita di cui questa è solo il preludio; vita in cui il bene fatto, l’amore di cui sono assetati i nostri spiriti e i nostri cuori, saranno pienamente ed eternamente soddisfatti. In questa speranza e nella fede nelle verità che Dio ci ha rivelate e che sono belle come un poema, come il più bello dei poemi non v’è poema più bello d’un semplice trattato di teologia dogmatica, è il poema dell’amore divino, ben più meraviglioso e avvincente dei nostri poemi pieni dei nostri poveri amori terrestri – in questa fede, in questa speranza, nella contemplazione di queste bellezze e nel compimento della legge di carità – «ama gli uomini come Dio li ama» – che è la base della morale cristiana, sono felice, molto felice, e i miei giorni trascorrono in una pace profonda.

Ho un grande fondo di orgoglio. Non tengo conto a sufficienza della presenza di Dio. Mi lascio assorbire da ciò che faccio o dalle distrazioni, dalle fantasie. Non ho sufficientemente lo sguardo rivolto a Gesù, che è qui. Non lo vedo a sufficienza in ogni uomo. Non sono sufficientemente sovrannaturale con loro. Né sufficientemente dolce né sufficientemente umile, e neppure accurato come si dovrebbe nel fare loro del bene ogni volta che lo potrei. Gli esercizi di pietà lasciano a desiderare. Li faccio tiepidamente, talvolta in modo breve oppure troppo rapido, pieno di distrazioni. Mi capita in certi casi di essere vinto dal sonno o di rinviare di ora in ora le cose da fare. Una così grande tiepidezza che mi fa soffrire fino ad umiliarmi. Ometto le piccole penitenze, curo troppo il mio corpo. Invece di amare il disprezzo, mi compiaccio degli atti buoni.

La mia vita continua, sempre la stessa: occupatissima esteriormente benché molto calma: ogni giorno la stessa cosa: poveri e malati che si succedono; interiormente, mi rimprovero di non dare abbastanza tempo alla preghiera, alle cose puramente spirituali: di giorno, non smettono mai di bussarmi alla porta e la notte, che sarebbe il tempo propizio, m’addormento meschinamente: è per me una vergogna e una sofferenza, questo sonno che prende più posto di quanto vorrei; io non ho tempo per esso, ed esso se lo prende… Il mio esame di coscienza mi rimprovera soprattutto tre cose: tiepidezza verso Gesù; non Lo prego né tanto né così teneramente come potrei o dovrei; tiepidezza verso il prossimo: non vedo abbastanza, nel prossimo, Gesù, non lo amo come me stesso; tiepidezza dinanzi alla croce: non cerco di soffrire, sono pigro e ingordo…

Più tutto ci manca, più siamo simili a Gesù crocifisso. Più siamo attaccati alla croce, più stringiamo Gesù che vi è inchiodato. Ogni croce è un guadagno, perché ogni croce ci unisce a Gesù. Più noi abbracciamo la Croce più stringiamo strettamente Gesù che vi è attaccato. Quanto più tutto ci manca sulla terra, tanto più noi troviamo ciò che può darci di meglio la terra: la Croce. Vivere come se io dovessi morire oggi Martire. È grazie alle croci che Gesù ci manda, più che alle mortificazioni che noi stessi scegliamo, che berremo nel calice dello Sposo e saremo battezzati nel suo battesimo, perché meglio di noi stessi egli sa crocifiggerci.

Mi chiederete qual è la mia vita. È la vita di un monaco missionario fondata su tre principi: Imitazione della vita nascosta di Gesù a Nazareth. Adorazione del Santissimo Sacramento esposto. Residenza tra i popoli infedeli più trascurati da tutti, facendo tutto il possibile in vista della loro conversione. Vita d’austerità uguale a quella della Trappa, ma molto più dura per la sua maggiore povertà e perché il clima è duro e snervante e l’alimentazione ben diversa da quella europea, né si può pensare a introdurre qui quella dei nostri paesi perché ciò sarebbe un lusso costoso. Si deve vivere di ciò che la regione offre: grano, datteri e latticini. Come vesti e abitazione non troverete che quanto v’è di più povero e di più rustico, nulla che assomigli alle tonache curate e ai conventi di Francia, ma qualcosa di molto simile probabilmente a ciò che dovettero essere il vestito e l’umile casa di Gesù di Nazareth. Avrete una vita diversa da quella della Trappa in questo che, benché tutto vi si faccia secondo un orario e nella più stretta ubbidienza, non vi esistono quelle piccole prescrizioni esteriori la cui minuzia è una caratteristica della Trappa; si tratta di una semplicissima vita di famiglia. Diversa, anche perché non avrete alcun ufficio cantato, né altra preghiera vocale all’infuori del breviario, ma molta orazione e adorazione, molta preghiera o lettura silenziosa ai piedi dell’altare. Sono e sono sempre stato solo da dieci anni. Se Dio mi concederà ora dei Fratelli da convertire, dividersi per la salvezza delle anime in piccoli gruppi di tre o quattro, moltiplicando tali gruppi al massimo; ciò riuscirà più efficace per la salvezza delle anime che la fondazione di monasteri con maggior numero di frati… Vedo questi distaccamenti, questi romitaggi di tre o quattro monaci missionari, come delle avanguardie, votate a preparare la via per cedere il posto agli altri religiosi organizzati e al clero secolare, quando il terreno sarà stato dissodato.

Quando abbiamo da sopportare una grave prova, da affrontare un pericolo od una sofferenza, passiamo nella preghiera solitaria gli ultimi momenti, l’ultima ora che ce ne separa. Amiamo e pratichiamo ogni giorno la preghiera solitaria e segreta, quella preghiera che solo il Padre celeste vede, in cui siamo assolutamente soli con lui e nessuno sa che preghiamo, colloquio a due, segreto delizioso, in cui apriamo il nostro cuore in libertà, lontano da ogni sguardo ai piedi del Padre.

Bisogna passare attraverso il deserto e dimorarvi, per ricevere la grazia di Dio; è là che ci si svuota, che si scaccia da noi tutto ciò che non è Dio e che si svuota completamente questa piccola casa della nostra anima per lasciare tutto il posto a Dio solo… Gli ebrei passarono per il deserto; Mosé ci visse prima di ricevere la sua missione; san Paolo, uscito da Damasco, andò a passare tre anni in Arabia; anche il vostro patrono san Girolamo e san Giovanni Crisostomo si prepararono nel deserto… E’ indispensabile. E’ un tempo di grazia. E’ un periodo attraverso il quale ogni anima che vuol portare frutti deve necessariamente passare. Le sono necessari questo silenzio, questo raccoglimento, quest’oblio di tutto il creato in mezzo ai quali Dio pone in essa il suo regno e forma in essa lo spirito interiore… La vita intima con Dio… La conversazione dell’anima con Dio nella fede, nella speranza e nella carità… Più tardi, l’anima produrrà frutti esattamente nella misura in cui si sarà formato in essa l’uomo interiore.

Il sacerdote imita più perfettamente Nostro Signore, Sommo Sacerdote, che ogni giorno offriva se stesso. Io debbo collocare l’umiltà dove l’ha collocata nostro Signore, praticarla come l’ha praticata lui e perciò praticarla nel sacerdozio, secondo il suo esempio. I fratelli sacerdoti, al pari di Maria e Giuseppe, hanno ogni giorno Gesù tra le loro mani… siano sale della terra, facciano risplendere dinanzi agli uomini le loro buone opere affinché questi glorifichino Dio, muoiano a tutto ciò che non è Gesù, poiché «se il chicco di grano non muore resta solo; se viceversa muore produce molto frutto». Ricordino i fratelli sacerdoti che si fa bene agli altri nella misura di ciò che si ha dentro di sé, quanto a spirito interiore ed a virtù. I1 prete è un ostensorio, suo compito è di mostrare Gesù. Egli deve sparire e lasciare che si veda solo Gesù… Mai un uomo può imitare più compiutamente Nostro Signore come quando offre il Sacrificio o amministra i Sacramenti. Una ricerca d’umiltà che si staccasse dal sacerdozio non sarebbe buona perché si staccherebbe da nostro Signore il quale è «la sola via». Chiedo di ricevere l’Ordine sacro per glorificare, per quanto sta in me, con l’offerta del divino Sacrificio, il nostro amato Signore Gesù Cristo. Predicare il Vangelo, salvare i figli di Dio, distribuir loro con le proprie mani il Corpo di Cristo, quale vocazione.

Sono sempre solo; ora, anzi, non ho più nemmeno un chierico per la messa: il giovane negro che me la serviva non è più con me. Qualche giorno dopo la sua partenza il Buon Dio mi ha mandato un mio vecchio e buon amico, un orientalista che è venuto qui per studiare la lingua tuareg e che per questo rimarrà con me cinque o sei mesi.

Grazie alla sua presenza posso celebrare la santa messa. Gesù è buono e mi colma di grazie nonostante la mia miseria. Mi abbandono a Lui per questo e per tutto. L’unica cosa che mi manca, lo sento, è la mia conversione. Preghi per me, padre amatissimo, affinché io sia finalmente ciò che devo essere, affinché mi decida a corrispondere a tante grazie ed incomincia ad amare Gesù. Alla fine di ottobre saranno vent’anni che lei mi ha ricondotto a Gesù, vent’anni che è mio padre. Quante grazie ottenute da Dio in questo tempo e quanti benefici ricevuti da lei! Ed io rimango miserabile, insignificante, indolente e freddo! Preghi per il suo figliolo, che prega pure fervorosamente per lei e che si mette ai suoi piedi chiedendole di benedirlo…

Ho chiesto al Signore, come mia sorte, di condividere tutte le sue tristezze… di essere seppellito in Nostro Signore. Stiamo attenti, stiamo attenti a non attaccare il nostro cuore ad una cosa creata, qualunque essa sia, bene materiale, bene spirituale, corpo, anima. Vuotiamo, vuotiamo il nostro cuore di tutto ciò che non è la cosa unica.  Nient’altro sia il nostro tesoro che Dio. Né il prossimo, né noi stessi, né i santi, né gli angeli, ne i principati, né le potenze; non attacchiamoci a nulla. A nulla diamo il nostro amore, di nulla facciamo il nostro tesoro. I1 nostro unico tesoro sia Dio, il nostro cuore sia tutto di Dio, tutto in Dio, tutto per Iddio. Lui solo; siamo vuoti di tutto, tutto il creato, distaccati anche dai beni spirituali, anche dalle grazie di Dio, vuoti di tutto per poter essere completamente pieni di Dio… Noi non vogliamo, non accettiamo altro tesoro che lui, perché non sopportiamo che ci sia nel nostro cuore altra cosa che lui. Egli ha diritto a tutto, tutto il nostro cuore; noi lo conserviamo tutto, tutto intero per lui solo. Svuotiamoci dunque di tutto e stiamo bene attenti perché nulla vi rientri e perché questo cuore dato a Dio e svuotato per lui resti sempre perfettamente vuoto e puro, e appartenga veramente a lui solo.

Rendersi estranei ai modi di pensare, di parlare, di agire delle persone del mondo; non occuparsi di quel che pensano, dicono, fanno; fare ciò che è più perfetto, imitare Gesù, non cercare di essere eccentrico, originale – Gesù non lo era – ma nemmeno aver paura di sembrarlo, se le persone del mondo giudicano tale quel che facciamo perché è il più perfetto, perché Gesù l’avrebbe fatto… Se il mondo ci giudica male e ci trova pazzi, tanto meglio, saremo più simili a Gesù!

Si può sempre far molto con l’esempio, la bontà, la preghiera, stringendo più strette relazioni con anime tiepide o lontane dalla fede, per ricondurle, a poco a poco, a forza di pazienza, di dolcezza, di bontà, per effetto della virtù più che dei consigli ad una vita cristiana oppure, ancora, entrando in relazioni d’amicizia con persone del tutto contrarie alla religione, per far cadere, con bontà e virtù, le prevenzioni che nutrono e per ricondurle a Dio… Bisogna estendere le nostre relazioni con i buoni cristiani per sostenerci nell’ardente amore di Dio e con i non praticanti, cercando di avere con loro, non solo rapporti mondani, ma legami di affetto cordiale, conducendoli ad aver per noi stima e confidenza e, per questo tramite, a riconciliarsi con la nostra fede. Bisogna essere missionari in Francia come nei paesi infedeli, e questo è compito di tutti i cristiani: sacerdoti e laici, uomini e donne.

Ciò che va a fare la Santa Vergine nella Visitazione non è una visita a una cugina per consolarsi ed edificarsi a vicenda col racconto delle meraviglie di Dio in loro; è ancora meno una visita di carità materiale per aiutare sua cugina negli ultimi mesi della sua gravidanza e nel parto; è assai più di tutto questo. Essa parte per santificare san Giovanni, per annunciare la buona novella, per evangelizzarlo e santificarlo, non con le sue parole, ma portando in silenzio Gesù presso di lui, nella sua casa. Così fanno i religiosi e le religiose votate alla contemplazione nei paesi di missione. Essi vi vengono per evangelizzare e santificare i popoli infedeli, senza parole, portando Gesù in mezzo a loro nella santa Eucaristia, e portandolo nella loro vita, la vita evangelica di cui danno l’esempio e di cui sono le immagini viventi.

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1 commento su “Lega cattolica per la preghiera di riparazione. Notizie e avvisi e una lettura di formazione tratta dagli Scritti di Charles de Foucauld”

  1. don MUGUREL D. PUIA

    L. J. Ch. et M.!
    Grazie, Stimatissimi e Carissimi P. Deotto e A. Gnocchi! Per aver iniziato a far conoscere questo Santo importante della nostra Cattolica! Riguardante il Pellerino Russo dovete sapere che alcuni bizzantini lo usano spesso contro la prassi cattolica del S. Rosario, della Confessione almeno mensile dei catt. e contro l’Imitazione di Cristo, paragonandole sempre in un modo tramite cui le devozioni catt. vengono sempre messe in inferiorità se non addiritura getate all’anatema! I RUSSI NON SI SONO ANCORA CONVERTITI AL CATTOLICESIMO! LA PROFEZIA DI FATIMA SI RIFERISCE CHIARAMENTE ALLA CONVERSIONE CATTOLICA DELLA RUSSIA! CHIUNQUE SPECULA LE PSEUDOCONVERSIONI DELLA RUSSIA è UN INGANATORE E MANIPOLATORE ERETICO-ECUMEN.-MODERN. DELLA PROF. DI F.! Questo non vuol dire che gli americani sono la parte da scegliere! SIAMO CATTOLICI EUROPEI E DOBBIAMO FONDAMENTARE QUESTO A CASA NOSTRA E BASTA! I russi possono diventare alleati ed amici cattolici in tempo ma rimane da vedere quando e come! don…

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