Lega cattolica per la preghiera di riparazione. Terzo incontro nazionale. Notizie e avvisi. Concludiamo la lettura di “Detti e fatti dei Padri del deserto”

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Calendario tradizionale. Giovedì 6 aprile 2017Per il Martirologio clicca qui

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LUNEDI’ 1° MAGGIO 2017 A PAGNANO (frazione di Merate – LC), presso il teatro OP (via Cappelletta) con inizio alle ore 09.45 e chiusura con la S. Messa, che verrà celebrata alla ore 17.30,

SI TERRA’ IL TERZO INCONTRO NAZIONALE DELLA LEGA CATTOLICA PER LA PREGHIERA DI RIPARAZIONE

COMUNICATE LA VOSTRA PARTECIPAZIONE ENTRO IL 15 APRILE

Per il programma dettagliato, cliccate qui.

Sarà possibile pranzare presso il ristorante Caminun (via Lunga, 19), al costo di euro 15,00, oppure mangiare al sacco.

Per esigenze organizzative vi preghiamo di comunicare la vostra partecipazione entro il 15 aprile, specificando se desiderate pranzare al ristorante. In caso di nuclei familiari vi raccomandiamo di indicare il numero dei componenti. Tutte le comunicazioni andranno fatte all’indirizzo legariparazione@email.it

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Gentili Amici,

è importante mantenerci fedeli nel nostro impegno per la preghiera di riparazione, perché gli oltraggi al Sacro Cuore di Gesù sono quotidiani e condotti a ogni livello. Altrettanto insistente e continua deve essere la nostra preghiera di riparazione. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà. Possiamo rileggere, cliccando qui, le modalità della preghiera di riparazione. È prezioso anche l’ausilio del libretto con gli Atti di devozione al Sacro Cuore e le Litanie del Sacro Cuore (clicca qui).

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Per la nostra formazione, concludiamo la lettura di “Detti e fatti dei Padri del deserto”. Il testo potrà anche essere scaricato in formato pdf cliccando qui; in tal modo potrete costituire e conservare la vostra biblioteca di letture di formazione.

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NOTIZIE E AVVISI

 I sacerdoti della Fraternità San Pio X celebrano la Santa Messa in rito antico in diverse città. Per l’elenco completo delle Cappelle in Italia e orari delle celebrazioni, clicca qui. Per le celebrazioni della Settimana Santa, clicca qui.

 Tutte le domeniche e i giorni festivi a Verona si celebra la S. Messa in rito antico alle ore 11.00 nella Rettoria Santa Toscana, in piazza XVI Ottobre n. 27.

– Tutti i sabati e nei giorni delle solennità a Brescia si celebra la S. Messa in rito antico alle ore 18.00 nella chiesa di San Zeno al Foro (piazza Carducci). Alle 17.30, recita del S. Rosario, esposizione del Santissimo Sacramento e benedizione eucaristica.

– Ogni domenica e festa di precetto a Pavia si celebra la S. Messa in rito antico, alle ore 9.30 nella chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, in via Luigi Porta (centro storico).

– Nella diocesi di Prato si celebra regolarmente la S. Messa in rito antico in latino, in seguito al Motu Proprio “Summorum Pontificum” del 2007 nelle seguenti chiese: la chiesa dello Spirito Santo a Prato (piazza del Collegio), ogni domenica e festa di precetto ore 17.00; la chiesa di Santa Cristina a Pimonteogni domenica ore 10.00; la chiesa di San Martino a Paperino a Prato la prima domenica del mese ore 16.00 e ogni giovedì ore 7.30; la chiesa del Sacro Cuore a Prato (Via Benincasa), tutti i primi venerdì del mese ore 21.00; la Badia di Vaiano, da febbraio a giugno, un sabato al mese. Per il calendario dettagliato clicca qui. Per le celebrazioni della Settimana Santa e Tempo pasquale clicca qui.

 Ogni domenica e festa di precetto a Firenze, alle ore 11.00 e alle ore 19.00, nella chiesa dei Santi Michele e Gaetano, viene celebrata la Santa Messa in rito antico. Al sabato le celebrazioni sono alle ore 7.30 e 11.00 e nei giorni feriali alle ore 7.30 e 18.30.

– Ogni domenica e festa di precetto a Belluno, alle ore 8.00, nella chiesa di Santo Stefano, viene celebrata la Santa Messa in rito antico.

– In Alto Adige/Sud Tirolo viene celebrata la Santa Messa in rito antico: ogni prima Domenica al mese a Silandro in via Ospedale alle ore 18, ogni terza Domenica al mese a Bolzano in via Weggenstein alle ore 18, ogni quarta Domenica al mese a Bressanone nella chiesa Mariahilf/Zinggen alle ore 18, ogni 8 del mese nella chiesa parrocchiale a Cengles alle ore 17.

 Ogni domenica e festa di precetto a Bergamo, alle ore 9.00 e ogni venerdì alle ore 20,30, nella chiesa della Madonna della Neve, viene celebrata la Santa Messa in rito antico. Al termine della S. Messa del primo venerdì del mese, Adorazione Eucaristica e recita delle Litanie del Sacro Cuore di Gesù. Per essere aggiornati sulle celebrazioni in rito antico, cliccare su https://www.facebook.com/madonnadellanevebergamo/

–  Ogni domenica e festa di precetto a San Lorenzo, frazione di Pizzoli (AQ), alle ore 18.00, presso l’Abbazia di Sant’Equizio, viene celebrata la Santa Messa in rito antico.

– Ogni domenica e festa di precetto a Milano, nella chiesa di Santa Maria della Consolazione, in largo Cairoli, viene celebrata alle 10.00 la Santa Messa in Rito ambrosiano antico. Per informazioni:http://messatradizionalemilano.blogspot.it/ .

– Ogni domenica e festa di precetto, a Monza, viene celebrata la Santa Messa in rito antico alle 18.45, nella chiesa delle Adoratrici Perpetue del Santissimo Sacramento, via Italia 37. Per informazioni, cliccare “La Messa di sempre – Monza” . 

– Ogni primo venerdì del mese, al Priorato Madonna di Loreto, a Rimini-Spadarolo, alle ore 21, Adorazione Eucaristica notturna per riparare le offese e gli oltraggi al Sacro Cuore di Gesù.

– a Firenze, nell’Oratorio di S. Francesco Poverino, Santa Messa domenicale in rito antico alle ore 10 e tutti i venerdì, alle ore 18.30, Preghiera di Riparazione (S. Rosario, Litanie del Sacro Cuore, Atto di riparazione ed altre preci anche per impetrare l’aiuto divino alla Chiesa martire della ferocia islamica). Per informazioni: Dante Pastorelli, dante.pastorelli@virgilio.it, tel. 055.600804.

– Ogni venerdì un gruppo di fedeli si ritrova per la preghiera a Cremona. Per informazioni: Mauro Faverzani  – mauro.faverzani@gmail.com

– Ogni primo venerdì del mese viene celebrata la Santa Messa in rito antico alle 19.30 a Modena nella parrocchia dello Spirito Santo in via Fratelli Rosselli. Vi partecipano alcuni aderenti alla Lega di riparazione  secondo le intenzioni proposte dalla nostra iniziativa. Ricordiamo che nella medesima chiesa viene celebrata ogni domenica alle 17 la S. Messa (dal 2007) e, a richiesta, anche gli altri sacramenti.

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– Se altri sacerdoti fossero disposti a fare lo stesso nella zona in cui operano, ce lo facciano sapere e provvederemo a darne comunicazione.

– Ricordiamo che è possibile anche il semplice incontro tra laici che preghino secondo le intenzioni della Lega come già indicato. Anche in questo caso, sarebbe utile segnalarcelo in modo da poterne dare comunicazione. Rimane il fatto che lo strumento più efficace per la diffusione è il passaparola, che sarebbe meglio chiamare apostolato.

– Nei limiti delle nostre forze, siamo a disposizione per incontrare gli amici che intendono impegnarsi in questa impresa. Per questo, si faccia riferimento all’indirizzo di posta elettronica della Lega di riparazione, legariparazione@email.it , e troveremo il modo e il tempo per farlo.

Paolo Deotto – Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

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LETTURA DI FORMAZIONE

estratti da

Detti e fatti dei Padri del Deserto – a cura di Cristina Campo e Piero Draghi  (Bompiani)

per scaricare il testo in formato pdf, clicca qui

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DELLA CUSTODIA DELLA MENTE

 

L’abate Sisoe diceva: « Rettifica le inclinazioni del tuo corpo e per il cuore non ti sarà richiesto nulla ».

Si domandò un giorno all’abate Agatone: « Che cosa è meglio: l’ascesi corporale o la custodia della mente? ». «Gli uomini», rispose, « sono come gli alberi; il lavoro del corpo ne è il fogliame e la custodia della mente ne è il frutto: ora, tutti gli alberi che non danno frutto, sta scritto, saranno tagliati e gettati nel fuoco.  In vista dei frutti, dunque, bisogna sorvegliare quello che accade in noi, vale a dire, custodire la nostra mente. Abbiamo anche bisogno dell’ombra e della bellezza del fogliame, che rappresentano l’ascesi corporale ». Del resto l’abate Agatone era molto accorto e infaticabile nel lavoro; bastava a se stesso in tutto; assiduo al lavoro manuale, si accontentava di poco cibo e di semplici vesti.

Un anziano disse: « Credete forse che Satana voglia introdurre in voi tutti i pensieri? No, è per mezzo di un pensiero solo che vince l’anima e spera condurla a perdizione. Egli abbandona in essa quell’unico pensiero, non occorre altro. Atténti dunque a non mostrar compiacenza verso un solo cattivo pensiero ».

Disse un anziano: « Compito del monaco è veder giungere fin da lontano i propri pensieri ».

Si racconta che vi era alle Celle un anziano di dura ascesi. Un giorno che recitava l’Uffizio, un sant’uomo venne alla sua cella, e dall’esterno lo udì che si adirava contro i propri pensieri. « Fino a quando », diceva, « per una sola parola continuerò a perdere tutto il resto? ». Quello che stava fuori immaginò che l’anziano stesse disputando con qualcun altro: bussò, onde entrare e riportare tra di loro l’accordo. Entrando, però, vide che oltre il vecchio non c’era nessuno. E poiché con lui parlava schietto, gli domandò: « Abba, con chi ti accapigliavi?». « Con i miei pensieri », gli fu risposto. « Ecco, ho mandato a memoria quattordici libri, e fuori di qui non ho udito che una sola, povera parola. E quando mi sono ritrovato a compiere l’opera di Dio, tutto avevo dimenticato: solo quell’unica, povera parola era nella mia mente al momento di adempiere all’Uffizio. Ecco perché mi accapigliavo con i miei pensieri ».

Un fratello interrogò uno dei padri: « Ci si macchia se si pensano cose riprovevoli? ». Dopo aver esaminato la cosa tra loro, alcuni padri dissero: «sì certamente ci si macchia ». Altri invece dissero: «No, se ci si macchiasse la salvezza diventerebbe impossibile perché noi siamo deboli; al contrario, è possibile salvarsi dal momento che noi non compiamo, corporalmente, ciò che pensiamo ». Il fratello che aveva posto la domanda giudicò che queste risposte discordanti dei padri non gli erano sufficienti. Se ne andò da un anziano di maggiore esperienza e lo consultò su questo punto. L’anziano gli rispose: « Si chiedono compiti a ciascuno secondo la sua misura ». – Il fratello insistette: « Te ne prego nel nome del Signore, spiegami questa parola ». Il vegliardo disse: « Supponiamo che si trovi qui un vaso e che non lo si possa vedere senza desiderarlo. Due fratelli entrano; uno ha ottenuto grandi virtù con l’ascesi della vita, l’altro poche. Se lo spirito del monaco perfetto si turba nel vedere questo vaso e se si dice: “Voglio averlo immediatamente, ma ricaccia il desiderio, non resta macchiato. Quanto a colui che non è ancora giunto a un alto grado di virtù, se brama questo vaso e ne rimugina a lungo il pensiero perché il desiderio ve lo spinge, ma di fatto non lo ruba, neppure lui si macchia”.

Un fratello disse all’abate Sisoe: « Perché le mie passioni non si allontanano? ». « Gli strumenti delle passioni sono in te », gli rispose, « ma se renderai loro i loro pegni, se ne andranno ».

L’abate Geronte di Petra disse: « Molti di coloro che sono tentati dalle voluttà del corpo non peccano con il corpo, ma commettono impurità nel pensiero. E pur conservando la verginità del corpo commettono impurità nella loro anima. Dunque, miei diletti, fate come sta scritto: “Ciascuno custodisca il suo cuore con attenta vigilanza” ».

Un fratello domandò all’abate Arsenio: « Che cosa devo fare, Abba? Un pensiero mi angustia: poiché non riesci né a digiunare né a lavorare, visita almeno gli ammalati. Questo merita ricompensa ». L’anziano riconobbe in ciò la semente del diavolo: « Su», gli rispose, « mangia, bevi, dormi; soltanto, non uscire dalla tua cella ». Sapeva infatti che la fedeltà alla cella rende il monaco tale quale deve essere. Tre giorni dopo, il fratello fu colto dall’accidia Trovando poi qualche piccola palma, la spezzò, e il giorno dopo si mise a farne una corda. Quando ebbe fame, si disse: « Ecco qualche altra piccola  palma: terminiamole e poi mangerò ». Fatto questo, si disse ancora: «Voglio leggere un poco, e poi mangio». E, dopo aver letto: « Recitiamo qualche breve salmo, e dopo mangeremo senza scrupoli ». E così, con l’aiuto di Dio, progrediva a poco a poco, sino a diventare ciò che doveva essere, e padroneggiando i suoi cattivi pensieri, ne trionfò.

Un fratello, perseguitato dal pensiero di lasciare il monastero, se ne aperse con il suo abate. Questi rispose: « Rimani in cella, da’ il tuo corpo in pegno ai quattro muri della tua cella. Non preoccuparti di quel pensiero. Che il tuo pensiero vada dove vuole, ma che il tuo corpo non esca dalla cella »

L’abate Ammon interrogò l’abate Pastor sui pensieri impuri e i vani desideri del cuore umano. L’abate rispose: « Un’ascia può vantarsi di far qualcosa senza colui che se ne serve per tagliare?  Ebbene tu non coltivare questi pensieri ed essi saranno senza effetto su di te ».

Anche l’abate Giuseppe interrogò l’abate Pastor sui pensieri impuri. L’abate Pastor gli rispose: « Se si chiude un serpente o uno scorpione in un vaso e poi lo si tappa, dopo un certo tempo finirà per soffocare. Lo stesso avviene per i cattivi pensieri che il demonio fa germogliare in noi; a poco a poco soffocati dalla pazienza di colui che li ha avuti ».

Un fratello visitò l’abate Pastor e gli disse: « Mi vengono molti pensieri e mi mettono in pericolo». L’anziano lo portò allora all’aria aperta e gli disse: « Distendi il tuo abito e chiudici dentro il vento! Il fratello gli risp6se: « Questo non lo posso fare! ».   «Dunque», rispose l’anziano, « se non puoi far questo, ancor meno potrai impedire il sorgere di quei pensieri; ma ciò che puoi fare è resistere loro ».

Un fratello interrogò un anziano: « Che fare? Una moltitudine di pensieri mi fa guerra e non so come resistere ». Disse l’anziano: « Non lottare mai contro tutti, ma contro uno solo. Poiché tutti i pensieri dei monaci hanno una testa sola. Bisogna dunque esaminare quale sia realmente quell’unico pensiero e quale la sua natura, poi lottare contro di esso. Allora tutti gli altri pensieri perderanno la loro forza».

Quando l’abate Pastor si preparava a uscire per l’Uffizio, sedeva dapprima in disparte per circa un’ora onde sbrogliare i propri pensieri. Poi usciva.

« A ogni pensiero che ti sopravviene », dicevano i vecchi, « tu domanda: “Sei dei nostri o vieni dal nemico?”. E non potrà non confessartelo».

Un anziano ha detto: « L’oblio è la radice di tutti i mali».

Un fratello assillato dai cattivi pensieri era molto addolorato e, per grande umiltà, diceva: « Io, con tali pensieri, non sono in grado di ottenere salvezza ». Se ne andò dunque presso un grande anziano e gli raccomandò di pregare perché questi pensieri gli fossero tolti. L’anziano gli disse: « Questo non ti è utile, figlio mio». Ma lui insisteva con violenza. E come costui ebbe pregato, Dio tolse la lotta al fratello; e subito egli cadde nella presunzione e nell’orgoglio. E se ne andò a pregare l’anziano che gli ritornassero i pensieri e l’umiltà che aveva.

Se tu sei assillato dai pensieri impuri, non nasconderli, ma raccontali subito al tuo padre spirituale e così dominali. Poiché, nella misura in cui si nascondono i propri pensieri, essi si moltiplicano e prendono forza. Allo stesso modo di un serpente che esce dalla sua tana e subito fugge correndo, così i pensieri malvagi una volta palesati dileguano subito. E come un verme in un legno, così i cattivi pensieri corrompono il cuore. Chi palesa i propri pensieri è rapidamente guarito; chi li nasconde fa peccato d’orgoglio. Poiché, se non hai abbastanza fiducia in qualcuno per svelargli le tue lotte, questa è la prova che non hai  l’umiltà. Poiché a colui che è umile tutti appaiono come santi e buoni, mentre considera se stesso come l’unico peccatore. D’altronde, se qualcuno invoca Dio con tutto il suo cuore e interroga un uomo sui propri pensieri, l’uomo gli risponde o piuttosto è Dio che per la mediazione dell’uomo risponde come si deve, lui che aprì la bocca dell’asina di Balaam, anche se l’interrogato è indegno e peccatore.

Un fratello domandò a un anziano: « Che devo fare, Abba, per combattere i pensieri che vengono dalle passioni? ». Egli rispose: «Prega il Signore, affinché gli occhi della tua anima  vedano gli aiuti che Dio manda all’uomo per fargli da baluardo e proteggerlo.

Un fratello domandò a un anziano: « Che devo fare quando i miei pensieri mi turbano? ». Egli rispose: di’ loro: “Ciò mi riguarda? Che ho da fare con voi?”. E avrai i1 riposo. Non contarti per niente, butta la tua volontà dietro te, sii senza alcuna preoccupazione, e i pensieri fuggiranno lontano da te ».

Un fratello interrogò un anziano e gli disse: « Che vuoi che faccia di questi cattivi pensieri che penetrano nel mio cuore? ». L’anziano gli rispose: « Vedi il vestito che riponi in una cassapanca e dimentichi là, senza toglierlo né sbatterlo: sarà perduto, non sarà più di alcuna utilità a nessuno. Ma se tu sbatti il vestito e lo porti costantemente, non si rovinerà ma durerà. Così è per i cattivi pensieri, se tu parli loro e te ne compiaci, essi spingeranno sempre più la loro radice nel tuo cuore, cresceranno e non se ne andranno più. Se, al contrario, tu non gli parli e se, anziché compiacertene, li hai in odio, periranno e usciranno dal tuo cuore ».

Un anziano parlò intorno ai pensieri impuri: « E’ per negligenza che noi li tolleriamo; perché se fossimo convinti che Dio abita in noi, mai vi introdurremmo qualcosa di estraneo: il Signore Cristo, che vive in noi e con noi è testimone della nostra vita. Per questo noi che lo portiamo e lo contempliamo, non dobbiamo trascurarci ma santificarci, poiché egli stesso è santo. Teniamoci sulla Pietra, e il fiume potrà rovesciare contro di noi le sue onde, si sarà senza timore e non si potrà cadere. Canta l’anima tranquilla: “Quelli che hanno fiducia nel Signore, somigliano al monte Sion: mai sarà scosso colui che abita Gerusalemme” ».

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