Lega cattolica per la preghiera di riparazione. Terzo incontro nazionale. Notizie e avvisi. Proseguiamo nella lettura di S. Aelredo di Rievaulx

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Calendario tradizionale. Giovedì 9 febbraio 2017. San Cirillo Vescovo, Confessore e Dottore della Chiesa. Per il Martirologio clicca qui

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LUNEDI’ 1° MAGGIO 2017 SI TERRA’ IL TERZO INCONTRO NAZIONALE DELLA LEGA CATTOLICA PER LA PREGHIERA DI RIPARAZIONE

Comunicheremo a breve il programma – annotate la data nella vostra agenda per partecipare a questa giornata di formazione spirituale e di sana amicizia cristiana

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Gentili Amici,

Ogni giorno assistiamo a nuovi oltraggi al Sacro Cuore di Gesù; le verità di Fede vengono stravolte anche da chi dovrebbe invece guidare gli uomini verso la salvezza. E’ quindi di massima importanza restare fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione. Rinnoviamo anche le preghiere affinché il Signore doni Santi Pastori alla Sua Chiesa. Possiamo rileggere, cliccando qui, le modalità della preghiera di riparazione. È prezioso anche l’ausilio del libretto con gli Atti di devozione al Sacro Cuore e le Litanie del Sacro Cuore (clicca qui).

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Per la nostra formazione, leggiamo un altro estratto da L’Amicizia spirituale di S. Aelredo di Rievaulx  . Il testo potrà anche essere scaricato in formato pdf cliccando qui; in tal modo potrete costituire e conservare la vostra biblioteca di letture di formazione.

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NOTIZIE E AVVISI

 I sacerdoti della Fraternità San Pio X celebrano la Santa Messa in rito antico in diverse città. Per l’elenco completo delle Cappelle in Italia e orari delle celebrazioni, clicca qui.

 Tutte le domeniche e i giorni festivi a Verona si celebra la S. Messa in rito antico alle ore 11.00 nella Rettoria Santa Toscana, in piazza XVI Ottobre n. 27.

– Tutti i sabati e nei giorni delle solennità a Brescia si celebra la S. Messa in rito antico alle ore 18.00 nella chiesa di San Zeno al Foro (piazza Carducci). Alle 17.30, recita del S. Rosario, esposizione del Santissimo Sacramento e benedizione eucaristica.

– Ogni domenica e festa di precetto a Pavia si celebra la S. Messa in rito antico, alle ore 9.30 nella chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, in via Luigi Porta (centro storico).

– Nella diocesi di Prato si celebra regolarmente la S. Messa in rito antico in latino, in seguito al Motu Proprio “Summorum Pontificum” del 2007 nelle seguenti chiese: la chiesa dello Spirito Santo a Prato (piazza del Collegio), ogni domenica e festa di precetto ore 17.00; la chiesa di Santa Cristina a Pimonteogni domenica ore 10.00; la chiesa di San Martino a Paperino a Prato la prima domenica del mese ore 16.00 e ogni giovedì ore 7.30; la chiesa del Sacro Cuore a Prato (Via Benincasa), tutti i primi venerdì del mese ore 21.00; la Badia di Vaiano, da febbraio a giugno, un sabato al mese. Per il calendario dettagliato clicca qui.

 Ogni domenica e festa di precetto a Firenze, alle ore 11.00 e alle ore 19.00, nella chiesa dei Santi Michele e Gaetano, viene celebrata la Santa Messa in rito antico. Al sabato le celebrazioni sono alle ore 7.30 e 11.00 e nei giorni feriali alle ore 7.30 e 18.30.

– Ogni domenica e festa di precetto a Belluno, alle ore 8.00, nella chiesa di Santo Stefano, viene celebrata la Santa Messa in rito antico.

– In Alto Adige/Sud Tirolo viene celebrata la Santa Messa in rito antico: ogni prima Domenica al mese a Silandro in via Ospedale alle ore 18, ogni terza Domenica al mese a Bolzano in via Weggenstein alle ore 18, ogni quarta Domenica al mese a Bressanone nella chiesa Mariahilf/Zinggen alle ore 18, ogni 8 del mese nella chiesa parrocchiale a Cengles alle ore 17.

 Ogni domenica e festa di precetto a Bergamo, alle ore 9.00 e ogni venerdì alle ore 20,30, nella chiesa della Madonna della Neve, viene celebrata la Santa Messa in rito antico. Al termine della S. Messa del primo venerdì del mese, Adorazione Eucaristica e recita delle Litanie del Sacro Cuore di Gesù. Per essere aggiornati sulle celebrazioni in rito antico, cliccare su https://www.facebook.com/madonnadellanevebergamo/

–  Ogni domenica e festa di precetto a San Lorenzo, frazione di Pizzoli (AQ), alle ore 18.00, presso l’Abbazia di Sant’Equizio, viene celebrata la Santa Messa in rito antico.

– Ogni domenica e festa di precetto a Milano, nella chiesa di Santa Maria della Consolazione, in largo Cairoli, viene celebrata alle 10.00 la Santa Messa in Rito ambrosiano antico. Per informazioni:http://messatradizionalemilano.blogspot.it/ .

– Ogni domenica e festa di precetto, a Monza, viene celebrata la Santa Messa in rito antico alle 18.45, nella chiesa delle Adoratrici Perpetue del Santissimo Sacramento, via Italia 37. Per informazioni, cliccare “La Messa di sempre – Monza” . 

– Ogni primo venerdì del mese, al Priorato Madonna di Loreto, a Rimini-Spadarolo, alle ore 21, Adorazione Eucaristica notturna per riparare le offese e gli oltraggi al Sacro Cuore di Gesù.

– a Firenze, nell’Oratorio di S. Francesco Poverino, Santa Messa domenicale in rito antico alle ore 10 e tutti i venerdì, alle ore 18.30, Preghiera di Riparazione (S. Rosario, Litanie del Sacro Cuore, Atto di riparazione ed altre preci anche per impetrare l’aiuto divino alla Chiesa martire della ferocia islamica). Per informazioni: Dante Pastorelli, dante.pastorelli@virgilio.it, tel. 055.600804.

– Ogni venerdì un gruppo di fedeli si ritrova per la preghiera a Cremona. Per informazioni: Mauro Faverzani  – mauro.faverzani@gmail.com

– Ogni primo venerdì del mese viene celebrata la Santa Messa in rito antico alle 19.30 a Modena nella parrocchia dello Spirito Santo in via Fratelli Rosselli. Vi partecipano alcuni aderenti alla Lega di riparazione  secondo le intenzioni proposte dalla nostra iniziativa. Ricordiamo che nella medesima chiesa viene celebrata ogni domenica alle 17 la S. Messa (dal 2007) e, a richiesta, anche gli altri sacramenti.

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– Se altri sacerdoti fossero disposti a fare lo stesso nella zona in cui operano, ce lo facciano sapere e provvederemo a darne comunicazione.

– Ricordiamo che è possibile anche il semplice incontro tra laici che preghino secondo le intenzioni della Lega come già indicato. Anche in questo caso, sarebbe utile segnalarcelo in modo da poterne dare comunicazione. Rimane il fatto che lo strumento più efficace per la diffusione è il passaparola, che sarebbe meglio chiamare apostolato.

– Nei limiti delle nostre forze, siamo a disposizione per incontrare gli amici che intendono impegnarsi in questa impresa. Per questo, si faccia riferimento all’indirizzo di posta elettronica della Lega di riparazione, legariparazione@email.it , e troveremo il modo e il tempo per farlo.

Paolo Deotto – Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

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LETTURA DI FORMAZIONE

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L’AMICIZIA SPIRITUALE

(estratti)

di S. Aelredo di Rievaulx  (1109 o 1110 – 1167. Abate dell’Abbazia cistercense di Rievaulx)

per scaricare il testo in formato pdf, clicca qui

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L’amicizia: un gradino verso Dio

Aelredo: Non avere di questi timori, perché sul bene dell’amicizia abbiamo ancora tante cose da dire che, se una persona saggia volesse proseguire il discorso, ti accorgeresti che quanto ho detto fin qui è poca cosa. Ora, in breve, in che modo l’amicizia costituisce un gradino che porta all’amore e alla conoscenza di Dio? Nell’amicizia, non può esserci niente di disonesto, niente che sia finto o simulato, in essa tutto è puro, spontaneo e vero. Questa è proprio la caratteristica della carità. La qualità particolare dell’amicizia risplende nel fatto che fra coloro che sono uniti nel vincolo dell’amicizia tutto è fonte di gioia, tutto dà una sensazione di sicurezza e di dolcezza. In nome della carità perfetta noi amiamo molti che ci sono di peso e ci fanno soffrire: ci occupiamo di loro in tutta onestà, senza finzioni o simulazioni, ma con sincerità e buona volontà, e però non li ammettiamo nell’intimità della nostra amicizia. Nell’amicizia, invece, si ricongiungono l’onestà e la dolcezza, la verità e la gioia, l’amabilità e la buona volontà, il sentimento e l’azione. Tutte queste cose vengono da Cristo, maturano grazie a lui, e in lui raggiungono la perfezione. Dunque non è troppo impervio né innaturale il cammino che, partendo da Cristo che ispira in noi l’amore con cui amiamo l’amico, sale verso di lui che ci offre se stesso come amico da amare: cosi si aggiunge meraviglia a meraviglia, dolcezza a dolcezza, affetto ad affetto.

I VARI TIPI DI AMICIZIA: I TRE BACI

L’amico, dunque, che nello spirito di Cristo entra in sintonia con un altro amico, diventa con lui un cuor solo e un’anima sola, e così, salendo insieme i diversi gradini dell’amore fino all’amicizia di Cristo, diventa un solo spirito con lui in un unico bacio. Questo era il bacio che un’anima santa desiderava quando diceva: “Mi baci con il bacio della sua bocca”. Consideriamo adesso le caratteristiche di questo bacio carnale, per poter passare dalle cose carnali a quelle spirituali, da quelle umane a quelle divine. La vita dell’uomo si sostenta con due alimenti: il cibo e l’aria. Senza il cibo si può sopravvivere per un po’, ma senza l’aria neanche un’ora. Per vivere, con la bocca inspiriamo aria e la espiriamo. E ciò che viene inspirato o espirato lo chiamiamo “spirito”, o “fiato”. Per questo diciamo che in un bacio due fiati si incontrano, si mischiano e si uniscono. Da qui nasce una sensazione gradevole che stimola il sentimento di quelli che si baciano e li stringe l’uno all’altro. C’è dunque un bacio corporale, un bacio spirituale e un bacio intellettuale. Il bacio corporale si fa unendo le labbra, il bacio spirituale unendo gli animi, il bacio intellettuale con l’infusione della grazia mediante lo Spirito di Dio.

Il bacio corporale

 Il bacio corporale si deve dare e ricevere solo a certe condizioni che lo rendono onesto: per esempio, come segno di riconciliazione, quando due che prima erano nemici ridiventano amici; come segno di pace, quando coloro che stanno per ricevere l’Eucaristia esprimono esternamente col bacio la pace che hanno nel cuore; come segno di amore, tra lo sposo e la sposa, oppure tra amici che si incontrano dopo una lunga assenza; come segno dell’unità cattolica, come si usa fare quando si riceve un ospite. Ma come molti usano cose buone per natura – come l’acqua, il fuoco, il ferro, il cibo e l’aria – per farne strumento della propria cattiveria o della propria voluttà, così persone perverse e turpi si servono di questo bene, voluto dalla legge naturale per esprimere le cose di cui abbiamo parlato, per addolcire in qualche modo i loro misfatti, sporcando il fatto stesso del baciare in modo così vergognoso che un bacio del genere non è che adulterio. Ogni persona onesta si rende conto di quanto sia detestabile e odioso un simile bacio, che deve essere evitato e rifiutato.

Il bacio spirituale

Viene ora il bacio spirituale, caratteristico di quegli amici che sono legati dalla vera legge dell’amicizia. Non è un contatto della bocca, ma un sentimento del cuore; non è un congiungere le labbra, ma un fondere gli spiriti, e lo Spirito di Dio che rende pura ogni cosa infonde con la sua presenza il gusto delle realtà celesti. Non troverei sconveniente chiamare questo bacio il bacio di Cristo, perché in realtà è lui che lo dà, non direttamente con la sua bocca, ma con quella dell’amico, ed è lui che ispira in quelli che si amano quell’infinito affetto che li fa sentire uniti al punto da sembrar loro che in corpi diversi abiti una sola anima, fino a dire con il Profeta: “Come è bello e gioioso stare insieme come fratelli”.

Il bacio intellettuale

Allora l’animo abituato a questo bacio, sapendo che tutta questa dolcezza viene da Cristo, si trova a riflettere e a dire: “Se venisse lui, in persona!”, e così desidera il bacio intellettuale, e con tutto la forza del desiderio dice: “Baciami con i baci della tua bocca”, e allora, calmati gli affetti terreni, e assopiti gli affanni e i desideri di questo mondo, troverò la mia gioia solo nel bacio di Cristo, e mi riposerò nel suo abbraccio, e dirò al colmo della felicità: “La sua sinistra mi sostiene il capo, e la sua destra mi abbraccia”. Luca: Mi pare che un’amicizia così non sia comune, né assomiglia a quella che noi di solito immaginiamo e vediamo. Non so cosa ne pensi Marco; per conto mio ho sempre ritenuto che l’amicizia non sia altro che un’identità di vedute tra due persone, così che uno non voglia quello che non vuole l’altro, ma ci sia una tale sintonia nella buona e nella cattiva sorte che quello che uno possiede, vita, ricchezza, onore o qualsiasi altra cosa, sia condiviso con l’altro perché ne usi secondo il suo desiderio. Marco: Ricordo di aver imparato cose molto diverse dal primo dialogo: è stata proprio la definizione dell’amicizia che là è stata data che ha suscitato in me il grande desiderio di riesaminare tutto con maggiore profondità, per vedere quali frutti produca. Visto che su questo sappiamo già abbastanza, dobbiamo proporci di determinare quali siano i limiti dell’amicizia e fin dove possa arrivare, anche perché ci sono pareri diversi in proposito. Ci sono alcuni che ritengono di dover aiutare l’amico anche contro la lealtà, contro l’onestà e contro il bene comune o privato. Altri ritengono che, fatta eccezione per la lealtà, tutto il resto sia permesso. Altri ancora pensano che, per l’amico, uno debba disprezzare il denaro, rifiutare gli onori, subire l’inimicizia dei potenti, accettare anche l’esilio se è il caso, perfino perdere la faccia in azioni turpi e disoneste, purché non ne venga un danno alla collettività o non si rovini un altro contro il lecito. C’è anche chi pone in questo la meta dell’amicizia: provare per l’amico gli stessi sentimenti che uno prova per se stesso. Altri credono di soddisfare alle esigenze dell’amicizia ricambiando ogni volta il favore o il servizio ricevuto dall’amico. Questa nostra conversazione mi ha fatto capire che non si può accettare nessuna di queste opinioni. Quindi ti prego di fissare per l’amicizia dei confini che siano certi, soprattutto per il nostro Luca, perché non capiti che, volendo fare il bene, finisca incautamente col comportarsi male.

Luca: Ti sono grato per la sollecitudine che hai nei miei confronti; potrei anche restituirti subito il favore, se non me lo impedisse la voglia di imparare. Allora ascoltiamo insieme quale può essere la risposta alle tue domande. Aelredo: Un confine preciso all’amicizia è stato posto da Cristo stesso, quando ha detto: “Nessuno ha un amore più grande di chi offre la sua vita per gli amici”. Ecco fino a dove deve tendere l’amore tra gli amici: che siano disposti a morire l’uno per l’altro. Vi basta? Luca: Dato che non può esserci amicizia più grande, perché non dovrebbe bastare? Marco: Diremo allora che, se dei malviventi o dei pagani sono d’accordo nel perpetrare crimini e malvagità e si amano a tal punto da essere disposti a morire l’uno per l’altro, sono arrivati al vertice dell’amicizia?

Aelredo: Nemmeno per sogno: non può esserci amicizia tra malviventi.

Luca: Allora, per favore, spiegaci tra quali persone l’amicizia può nascere e durare per sempre.

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