L’enigma Papa Francesco (seconda parte) – di Patrizia Stella

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Meglio agitarsi nel dubbio che riposare nell’errore (Manzoni)

di Patrizia Stella

per leggere la prima parte, clicca qui

.

francobollo-papa-francescoMancava solo che il 4 gennaio, in pieno tempo natalizio, Bergoglio tornasse a rimarcare quella frase ambigua sui gay con una nuova espressione: “le coppie gay propongono sfide educative inedite”. Cosa significa? Ormai sono troppe le sue frasi sibilline, ognuno se le tira dove vuole, hanno sempre bisogno di padre Lombardi che le chiarisca e le riconduca “acrobaticamente” all’ortodossia per evitare ulteriori scandali tra i fedeli. Non per nulla la più grande rivista gay americana ha proposto Papa Francesco come “Uomo dell’Anno”, non certo perché costoro si siano convertiti, ma perché si sono sentiti confermati nelle loro azioni dal Papa che è come se li avesse benedetti e invogliati a proseguire su quella strada confidando nella “misericordia” di Dio. E un po’ ovunque sembra che il mondo gay esalti il Papa come “paladino ufficiale” dei loro diritti. Forse non è quello che Bergoglio voleva dire, ma la gente lo capisce così e ridicole sono le precisazioni di chi vuol rettificare sempre i suoi discorsi. Il Papa ha il dovere di parlare chiaro, “poco ma chiaro”, e invece risulta il contrario, parla “molto e nebuloso”.

Qui c’è un netto contrasto con la dottrina perenne della Chiesa che considera “il peccato impuro contro natura” (non il peccatore che ha diritto al nostro rispetto e che solo Dio potrà giudicare) tra i quattro peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio, assieme all’omicidio volontario, all’oppressione dei poveri e alla frode nel salario agli operai.  Interessante a tale proposito un libretto di Fabio Bernabei dal titolo “Chiesa e omosessualità” Ed. Fede & Cultura, laddove segnala con ampia documentazione l’atteggiamento della Chiesa nei confronti di questa realtà sin dai primi apostoli, S. Paolo ad esempio, e via via, le condanne dei Padri della Chiesa, dei grandi Santi, dei Papi, dei vari Concili, del diritto canonico fino ai più recenti documenti della Congregazione per la dottrina della fede. San Pier Damiani ad esempio afferma che “questo vizio supera per gravità tutti gli altri vizi”, e la grande Santa Caterina da Siena non usa certamente espressioni accomodanti quando afferma che “è un vizio maledetto schifato dagli stessi demoni”.

            Già Papa Benedetto e lo stesso Papa Francesco avevano denunciato la presenza di inquietanti lobby gay in Vaticano, forse le stesse, sostengono molti, che hanno costretto Papa Benedetto alle dimissioni forzate per intronizzare questo Papa di “più larghe vedute” (se ciò fosse si potrebbe pensare a una elezione papale invalida). Ma coraggiosa oltre misura è stata la denuncia di un sacerdote polacco, don Dariusz Oko, dottore di ricerca del dipartimento di filosofia dell’università pontificia Giovanni Paolo II di Cracovia, il quale ha colpito nel segno parlando addirittura di una specie di nuova “corrente teologica” in seno alla Chiesa, che egli chiama “omoeresia”, così potente da proteggere tutti i sacerdoti gay contro coloro che osano dissentire. Don Oko inizia così il suo inquietante articolo: “Se la salvaguardia degli omocolpevoli dovesse essere più importante della sorte dei ragazzi e degli adolescenti, della sorte della Chiesa intera, se questo fosse fatto in modo del tutto consapevole, sarebbe un alto tradimento della Chiesa, un tradimento compiuto dalla Chiesa nei confronti dei giovani”.

            E il fatto che questo peccato sia sempre stato presente sin dall’inizio dell’umanità, come d’altronde qualunque altro peccato tipo l’aborto, l’infanticidio, l’adulterio, il furto, l’omicidio ecc., perché la vita dell’uomo sulla terra è un perenne combattimento contro tutti i suoi istinti più bassi, non significa che debba all’improvviso diventare un fatto normale, anzi un diritto da legalizzare e portare in trionfo. Già dall’Antico Testamento questo peccato è stato condannato da Dio con il castigo di Sodoma e Gomorra, e se pensiamo che anche le leggi civili di molte Nazioni fino a pochi anni fa consideravano questo comportamento degno di gravi sanzioni, dovremmo avere sufficienti prove per essere convinti della sua pericolosità sia per l’anima che per il corpo. Infatti il corpo viene gradualmente invaso da una forma di infezione o setticemia irreversibile che lo avvolge portandolo spesso alla morte.  E questo perché, a detta di medici e psicologi che stanno aiutando queste persone a uscirne, non essendo i due corpi “complementari” nell’atto sessuale come tra maschio e femmina, ma “usati” impropriamente e forzatamente contro la loro stessa conformazione anatomica, provocano danni fisici e anche psicologici irreparabili, tanto che molti gay sono costretti a stordirsi con la droga prima di affrontare il sesso.

            E anche se moltissimi gay nel mondo riescono ogni anno a uscire egregiamente da questa situazione, vedi Luca di Tolve che sta portando avanti una campagna stupenda, oppure molti altri che accettano di vivere in castità offrendo a Dio questa loro sofferenza, purtroppo le lobby europee vogliono “legittimare il disordine morale” partendo dai presunti diritti gay per poi allargarsi al crimine del gender, coinvolgendo nel sesso creature innocenti fin dall’asilo. E chi osa dissentire, rischia grosso, come nei peggiori regimi totalitari. Questa profanazione dell’innocenza voluta dai nemici dell’uomo e di Dio, è peggio dell’aborto e attira sul mondo le punizioni di Dio. Quando ciò dovesse accadere, non chiediamo a Dio il perché mettendolo sul banco degli imputati, ma battiamoci il petto chiedendogli perdono per la nostra malvagità o per la nostra silenziosa complicità. Ci troviamo ormai a un bivio della storia così drammatico, che dobbiamo essere disposti a tutto per la Verità e per Gesù Cristo, anche a subire persecuzioni fino a dare la vita, come stanno facendo migliaia di nostri fratelli cristiani nel mondo.

            Papa Francesco parla spesso di misericordia ma non di peccato e della necessità della conversione! Se si ignora il peccato, qualunque esso sia, cioè la cattiva azione che offende, in modo più o meno grave, la legge e l’amore di Dio, non si arriverà mai al pentimento, condizione indispensabile per avere il perdono di Dio, e pertanto del tutto inutile risulta essere la misericordia perché questa non potrà mai sostituire la giustizia divina e la grazia del perdono che Dio concede solo a chi lo invoca con cuore sincero. Senza dire che tutti sarebbero invogliati a fare ciò che gli fa più comodo, anche negli affari loschi, se la misericordia divina alla fine copre e cancella i loro misfatti come un segreto complice. Papa Francesco dice che Dio perdona sempre e tutti, però tace su peccati gravi tipo aborto, omosessualità, adulterio, gender, sterminio di cristiani… per addossarci invece responsabilità e sensi di colpa che non abbiamo, quali la morte di centinaia di immigrati in mare, fatti che dispiacciono molto, ma che non sono un peccato per noi, ma semmai per chi li avvia per lucro a questi rischiosi viaggi.

Gesù Cristo, invece, afferma e ribadisce più volte nel Vangelo (e il Catechismo della Chiesa cattolica lo espone chiaramente in vari paragrafi che non sto a citare perché li troviamo un po’ dappertutto) che c’è il giudizio di Dio su ciascuno di noi e sul nostro operato, che esiste Paradiso, Purgatorio e Inferno, la Geenna di fuoco inestinguibile! Che per essere perdonati bisogna essere consapevoli del male che si è fatto e desiderosi di cambiare vita, chiedendo perdono a Dio nel sacramento della Confessione, anche delle colpe e del male fatto agli altri che non riusciamo a vedere bene nella loro gravità a causa della nostra cecità, superbia o debolezza. Che vale la pena fare qualche rinuncia, qualche sacrificio, anche eroico, e non solo quelli di carattere sessuale, in vista del fatto che la nostra vita sulla terra è precaria, provvisoria, che è tutta una battaglia fra il bene e il male che è dentro di noi, che gli anni volano e ci aspetta una gioia che non ha fine, e che oltretutto il peccato non appaga assolutamente, ma lascia sempre tanta amarezza, tanto odio, solitudine, invidia e disperazione, proprio perché il peccato cancella l’amore e senza l’amore l’uomo diventa peggio di una belva.

           Ma a far crescere in modo tumultuoso uno tsunami di reazioni è stato soprattutto il fatto che Papa Francesco si definisce “un autentico rivoluzionario che vuole cambiare la Chiesa per portarla verso la modernità”, una modernità intrisa di relativismo, ateismo e razionalismo, e va a confidare pubblicamente questi suoi progetti proprio ad un ateo incallito come Scalfari, rilasciando un’intervista a dir poco scandalosa che poi è stata censurata, ovvero eliminata dal blog del Vaticano dal solito padre Lombardi. Qui elenco solo qualche passaggio tratto dall’originale completo in mie mani:

  • Il Papa sprona Scalfari a seguire la sua coscienza come fonte del bene e del male senza confrontarsi con la Verità;   nega che vi siano certezze per il cristiano, ancor meno “Verità assolute” perché siamo sempre in cammino alla ricerca di verità;  nega il valore del proselitismo cioè della evangelizzazione considerata una “solenne sciocchezza” perché bisogna rispettare “la fede” di tutti senza interferenze;   propone un generico Dio misericordioso, non necessariamente “cattolico” che sorvola sul peccato e perdona tutti; parla dell’Incarnazione del Figlio di Dio come mezzo per infondere negli uomini il sentimento della fratellanza;   denuncia come primo, grave pericolo per il mondo la disoccupazione giovanile anziché la mancanza di fede che è sotto gli occhi di tutti, tanto che glielo ha fatto notare con un certo stupore lo stesso Scalfari e lui lo ha ribadito per la seconda volta con molta sicurezza, ecc.

E la gente legge e beve il tutto come se fosse parola di Dio. Invece non è né Parola di Dio, né Magistero ordinario, perché sono semplicemente suoi pensieri personali, opinabili, e in alcuni punti assai pericolosi per la fede. E’ per questo che occorre chiedere luce allo Spirito Santo.

Anche nella successiva intervista con il gesuita padre Spadaro, Papa Francesco ha in un certo senso confermato la precedente in quanto propone, come massimo rimedio ai mali del mondo, un generico amore e aiuto per il prossimo da parte di una ipotetica “Chiesa ospedale da campo”, che finora è stata troppo “imbrigliata”, secondo lui, in questioni dottrinali e teologiche, ignorando che oltre l’80% delle opere umanitarie nel mondo sono state realizzate dalla Chiesa cattolica lungo i secoli, nonostante le orribili mattanze di cristiani e la distruzione delle loro meravigliose opere artistiche e umanitarie nel mondo da parte per lo più di musulmani, quei poveri cristiani martirizzati a migliaia ogni anno che il Papa mai ha ricordato, nemmeno nella Messa dei defunti del 2 novembre. Però si premura di scrivere una lettera all’Iman, per complimentarsi per “i frutti” del Ramadan, proprio quei “frutti” previsti dal Corano che sono la causa diretta di tante persecuzioni contro i cristiani.!

            Una Chiesa che perde la sua identità soprannaturale conferitale da Cristo come “salvezza per l’umanità” per essere ridotta a una “Chiesa da campo” che si limita a curare le ferite significa fare il gioco della massoneria. Ma chi ci salverà non solo dalla perdizione eterna, ma anche dalla fame, dalla guerra, dalle ingiustizie, dalle calamità, dalla morte se non la forza e il potere di Gesù Cristo, nostro vero Salvatore e Redentore? Ci salverà Napolitano? Ci salverà Obama, o la Nato? O la regina d’Inghilterra? Ci salverà l’Unione Europea che ci sta mettendo in ginocchio per dominarci a suo gusto e piacere? Neppure il Papa ci potrà salvare se lo si idolatra come uno dei tanti big che attirano le folle esaltate piuttosto che come Vicario di Cristo che viene all’insegna dell’umiltà e della Verità.

*****************

Dicevamo nella lettera precedente che Papa Francesco ha rifiutato oggetti e indumenti personali tipici ed esclusivi del Papa (mozzetta, abito bianco speciale, anello, pettorale ecc.). Ma non solo questo perchè Bergoglio ha dichiarato più volte di voler rifiutare anche l’uso di quei Paramenti sacri che, nella Chiesa cattolica, costituiscono un patrimonio di arte, di fede, di sapienza e di bellezza che sa di paradiso: casule, pianete, tovaglie d’altare, piviali, camici, amitti, ecc. finemente ricamati lungo i secoli anche su rari broccati e con l’incastro di pietre preziose, con una perfezione che dimostra l’amore della creatura per il suo Creatore! E quei calici meravigliosi, le patene, pissidi, ostensori, tiare, pastorali, ecc. molti dei quali in filigrana d’oro e d’argento e rivestiti di pietre preziose… perché destinarli alla freddezza dei musei per privilegiare dei miserabili calici di legno o di coccio per il culto divino come segno di povertà?  Quelle suppellettili sacre preziose devono essere destinate all’uso per il quale sono state fatte che è il culto divino in onore della Maestà di Dio, Uno e Trino, proprio nel momento più sconvolgente che si possa mai avere sulla terra, che è quello della celebrazione liturgica della Santa Messa, laddove Cielo e Terra si incontrano per accogliere la presenza viva, vera e reale di nostro Signore Gesù Cristo che si fa presente nell’Ostia consacrata e nel Calice per farsi cibo e bevanda per la nostra salvezza. Una celebrazione così sublime come la Santa Messa esige un luogo adatto e, dove è possibile, l’uso di oggetti di alto valore come questi, sull’esempio di Gesù che ha istituito e celebrato solennemente la prima Eucaristia in un Cenacolo riccamente addobbato e con suppellettili di pregio.

  • Ebbene, Papa Bergoglio ha definito tutte queste meraviglie dell’arte, della storia e della fede tramandate lungo i secoli che tutti ci invidiano “ORPELLI INUTILI!”  E’ bastata questa sola frase per far crollare la fiducia di molti fedeli in lui!

Viene da pensare a questo punto che, tra questi “orpelli inutili”, Bergoglio consideri anche certe nostre chiese, romaniche, gotiche,… e molti nostri conventi antichi perché più volte ha consigliato di cederli o venderli per soddisfare i bisogni dei clandestini i quali, per lo più musulmani, finirebbero per intronizzare la mezzaluna al posto della croce, mentre noi rischiamo di finire presto nei capannoni o nelle catacombe per la Messa, se ancora avremo qualche sacerdote disposto a celebrarla!   E così si crea il paradosso per cui, mentre una volta i nostri poveri, consapevoli dell’importanza di avere una chiesa in mezzo a loro, si privavano di parte dei loro soldi e del loro tempo libero per edificare la loro chiesa al centro delle loro abitazioni, anzi facevano a gara a chi di loro costruisse la chiesa più bella, come vediamo in certi paesini poveri con chiese e campanili che troneggiano maestosi, adesso viene suggerito di fare il contrario proprio da un Papa che si chiama Francesco!  

(continua)

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18 commenti su “L’enigma Papa Francesco (seconda parte) – di Patrizia Stella”

  1. Questo papa e’ il castigo di Dio inflitto ad una Chiesa troppo accomodante con lo spirito del mondo. Purtroppo, come sempre accade, la sferza colpisce piu’ i santi ( come i Francescani dell’ Immacolata) che i reprobi ( o i scismatici, gli eretici..) . E’ un momento di grandissima prova; e a Dio e alla Vergine dobbiamo chiedere la forza per restar fedeli a quell’ ortodossia che, partendo dagli Apostoli, mai e’ venuta meno.

  2. lucianopranzetti

    Seneca, non cristiano ma assai vicino, si dice, a san Paolo, nella lettera 5 a Lucilio afferma: ” Magnus ille est qui fictilibus sic utitur quemadmodum argento, nec ille minor est qui argento utitur quemadmodum fictilibus; infirmi animi est pati non posse divitias = E’ un uomo eccezionale chi si serve delle stoviglie di terracotta come se fossero d’argento e non è da meno chi utilizza quelle d’argento come se fossero di terracotta. E’ tipico di un animo debole sentirsi a disagio nella ricchezza.
    Ma più chiaro è il profeta Aggeo che così grida: ” Mio è l’argento, mio è l’oro – afferma il Signore degli eserciti; la gloria futura di questo Tempio sarà più grande di quella del primo. . .( 2, 8 ).
    Ma per papa Bergoglio, i solenni e preziosi paramenti pontificali sono “carnevalate”. Apparire con un pettorale di ferro non è solo un voler piacere al mondo?
    Luciano Pranzetti

    1. Il pettorale di papa Francesco non è di ferro, è d’argento. L’orafo che lo fece, raccontò qualche giorno dopo l’elezione di Bergoglio, che ricordava bene quel cardinale. Si presentò nel suo negozio perché, ovviamente, gli serviva una croce pettorale. L’orafo gliene mostrò tre: due dorate e quella famosa del “buon pastore”. Quelle dorate neppure le guardò – conclude l’orafo – e prese quella d’argento. Inoltre, l’orafo fa notare una cosa, che quella croce pettorale costa più di quelle dorate, perché lavorata in certo modo. Capite? Bergoglio preferì spendere più soldi pur di non avere una croce pettorale d’oro. Questa non è povertà. Questa è ideologia pauperista.

  3. Sempre grata alla dott.ssa Patrizia Stella, per le lucidi e dotte analisi, risultato di un vero Amore per la Chiesa e il Papato.

    Sottoscrivo a caratteri cubitali l’ultima parte:

    ***
    E così si crea il paradosso per cui, mentre una volta i nostri poveri, consapevoli dell’importanza di avere una chiesa in mezzo a loro, si privavano di parte dei loro soldi e del loro tempo libero per edificare la loro chiesa al centro delle loro abitazioni, anzi facevano a gara a chi di loro costruisse la chiesa più bella, come vediamo in certi paesini poveri con chiese e campanili che troneggiano maestosi, adesso viene suggerito di fare il contrario proprio da un Papa che si chiama Francesco!
    ***
    Infatti ci sono Chiesette di paesini sperduti che sono veri e propri gioielli di Architettura e Scrigni di Arte Sacra, dove la demoniaca burocrazia delle Sovraintendenze gestite dallo stato ( s minuscola)pare facciano a gara per laciarle morire….. e così sono divenute di loro proprietà e gestione…. e ovviamente per salvaguardarle non ci sono mai soldi…. quelli li dobbiamo impiegare al mantenimento degli extracomunitari nostri invasori…. persone di altre religioni che fanno il bello e il cattivo tempo …. un ottimo sistema studiato a tavolino per eliminare non solo la Dottrina Cattolica, ma anche le Pietre e le Immagini che narrano di Essa…..ma ci abbiamo mai pensato?

  4. Mi scusi Patrizia ma ho l’impressione che non ci sia niente ‘di più’ nell’originale “completo” che dice di avere tra le mani a proposito del dialogo-intervista tra Papa Francesco e Scalfari. Io non ci trovo nulla di ‘originale’ che già non sapessi leggendo il pezzo su “la Repubblica”, che poi è quello che è stato riportato alla lettera sul sito vaticano rimanendovi per oltre un mese. Lei ha fatto semplicemente un elenco essenziale di tutti i punti a dir poco problematici contenuti nel pezzo scalfariano. E poi mi pare che faccia confusione quando afferma:” Anche nella successiva intervista con il gesuita padre Spadaro, il Papa ha confermato la precedente…”. Mi scusi ma non è stato esattamente il contrario? Prima c’è stata l’intervista di Spadaro a Papa Francesco e poi quella di Scalfari. Per il resto delle sue considerazioni concordo pienamente e mi complimento.

  5. Voglio commentare con un timbro diverso perchè il pensiero del papa è molto distante dal nostro modo comune di pensare e per questa diversità si richiede fatica a entrare nel suo intimo ,abituato alla miseria delle favele sudamericane che penso non sia immaginabile da persone che vivono nelle case straricche della nostra Italia .Poi ci ritroviamo sul blog a parlare :

    1. che penso non sia immaginabile da persone che vivono nelle case straricche della nostra Italia .Poi ci ritroviamo sul blog a parlare
      ***
      Scusi ma lei, che Italia conosce? Quella delle case “straricche?” Sa, io invece conosco anche case Italiche povere e misere…. e poi si…ha ragione, alcuni benpensanti che vedono solo la “povertà” del terzomondo…. non riescono a vederla in casa propria..

      Ho già scritto, che il disordine e la sporcizia non è sinonimo di povertà…. ma di olio di gomito … massì ha ragione… poi alcuni si ritrovano a scrivere e a parlare sul blog….

  6. oltre alla confusione che invece di diminuire aumenta, mi pare di poter dire, oltre a tutto il resto, che ci si sta allontanando sempre più dalla via della Bellezza, in tutte le sue accezioni, che non è assolutamente vana ostentazione esteriore, ma via (autostrada meglio) a Dio, Bellezza suprema, e che porta l’uomo a dare il meglio di sè quando le sue capacità creative si volgono all’Assoluto. Basta dare un’occhiata a certa arte moderna/contemporanea/postmoderna (arte ??? ma smettiamola di prenderci in giro e diamo il giusto nome alle cose …) per capire dove l’umanità sta precipitando… purtoppo certe scelte (che tra l’altro non impegnerebbero il “portafoglio”) non fanno che incarognire l’uomo nella sciatteria quotidiana che lo circonda.
    C’è chi sottolinea come il Signore sia venuto al mondo tra gente umile e Sua Madre per molte sue apparizioni abbia pure scelto posti infimi … è vero, ma loro sono la Luce che illumina e trasforma l’oscurità (e di fatto l’hanno trasformata, eccome), sono pura Bellezza … dire che certi aspetti esteriori sono solo “orpelli inutili” è dimostrazione di cecità (almeno di forte miopia) sulla profonda ed innata tensione dell’uomo al Bello, al bello che è nella natura creata innanzitutto, e nelle cose grandi fatte dall’uomo quando da davvero il meglio di sè e guarda in alto, e che si riflette sull’uomo stesso facendolo migliore … Non puoi mettere Dio in una scatola di cartone. Offendi Dio e tarpi le ali all’uomo.

  7. Ariel S. Levi di Gualdo

    “E quei calici meravigliosi, le patene, pissidi, ostensori, tiare, pastorali, ecc. molti dei quali in filigrana d’oro e d’argento e rivestiti di pietre preziose… perché destinarli alla freddezza dei musei per privilegiare dei miserabili calici di legno o di coccio per il culto divino come segno di povertà?”

    Carissima.

    Un saggio proverbio popolare diffuso più o meno in tutta Italia dice che “non si può togliere sangue dalle rape”.
    Rispondo a questo quesito pertinente dicendo che i vasi sacri che lei cita nascono quasi tutti dalla fede e dalla generosità del popolo, spesso dai fedeli più semplici e poveri.
    Quante volte, una povera vedova, come la vedova di cui narra il Vangelo, ha offerto la fede nuziale sua e quella del defunto marito, i due soli e unici pezzi d’oro che aveva, per contribuire alla produzione di un prezioso calice per la chiesa?
    La povera vedova ha offerto i due unici pezzi d’oro che aveva perché era consapevole e felice all’idea che in tal modo avrebbe contribuito a creare col suo oro un vaso sacro che avrebbe contenuto il preziosissimo Sangue di Cristo.
    Esiste però a questo modo – dai livelli più bassi a quelli più alti – una terribile malattia chiamata ignoranza.
    Chi ignora e semmai è pure fiero di ignorare, per nulla interessato a sapere e conoscere, può forse capire il vero significato di certi tesori d’arte sacra, che sono anzitutto i tesori dei poveri, nati dalla fede popolare e dalla generosità dei fedeli?

    Come dice il saggio detto: “Non si può” né si deve provare “a togliere il sangue dalle rape”, quindi meno che mai ci si può stupire – perché farlo è solo tempo perso ed energia sprecata – che le rape non siano donatrici di sangue presso l’Associazione Donatori di Sangue.

  8. Scusi, dott.ssa Stella, dove e quando il 4 gennaio Papa Francesco ha pronunciato la frase “le coppie gay propongono sfide educative inedite”?
    Anch’io avevo letto in un primo tempo qualcosa di simile, sul sito de La Stampa mi pare, in data 4 gennaio, ma era riferita al colloquio avuto nel novembre scorso con i superiori generali. Sono andata allora sul sito della Civiltà Cattolica e ho letto tutto il discorso del Papa lì riportato. Quella frase non l’ho trovata. Ho trovato, verso la fine, questo passaggio (dopo aver parlato della bambina triste perché la fidanzata della mamma non le vuole bene): “La percentuale di ragazzi che studiano nelle scuole e che hanno i genitori separati è elevatissima. Le situazioni che viviamo oggi pongono dunque sfide nuove che per noi a volte sono persino difficili da comprendere. Come annunciare Cristo a questi ragazzi e ragazze? Come annunciare Cristo a una generazione che cambia? Bisogna stare attenti a non somministrare ad essi un vaccino contro la fede”.
    Quella frase qui, per fortuna, non c’è. Il guaio è che i media cercano di fargli dire ciò che a loro fa comodo, aiutati in questo da certe sue frasi non ben chiare, che si possono prestare e equivoci. Già in altri commenti su questo stesso sito ha palesato la mia, diciamo così, perplessità di fronte a scelte e parole del nuovo pontefice; ora mi sono proposta di astenermi da critiche, di attendere e di pregare di più per lui. Ciò non significa che anche a me non abbiano fatto male – e molto – alcuni episodi e che tutto mi sia ben chiaro.
    Non parliamo poi di certi esponenti del clero che pare non si facciano più alcun problema ad uscire allo scoperto dietro al pensiero progressista dominante (ved. ultima dichiarazione del vescovo di Mazara, ex vicepresidente della Cei). Ma siamo solo all’inizio o verso la fine?
    Cordiali saluti

  9. complimenti Signora Stella, quello che scrive e’ verita’, in questi tempi cosi oscuri, beato chi riesce ad rimanere nella vera fede, dei comandamenti e i dogmi di sempre, quello che si ascolta dal Papa e’ la sua parola personale, ma non quella di Dio che ci ha lasciato, e che dovrebbe professare a tutte le genti, e poi noi dobbiamo mettere in pratica, una volta sentendo l’ angelus hanno intervistato una persona, e ha detto: io ho fede, ma non sono praticante 🙁 un giorno chiesi ad un mio collega, tu sei spostato in chiesa, ma ci vai in chiesa? lui mi rispose si vado con mia moglie, poi chiedendo la sua vera pratica nella sua fede, gli dissi, lo sai che se non vai alla Santa messa una domenica, se non giustificato da qualche malattia, o influenza e’ peccato grave ( mortale) no ma che dici come sei austero, adesso in noi creature si sta’ diffondendo una fede personale, libera, ma quello che preoccupa e’ che si sta’ dilagando nelle creature consacrate, che hanno dei poteri supremi, direi divini che il Signore gli da’ quando si consacrano a lui, ma a noi fedeli non c’e’ piu’ nessuno che ci istruisce nel vero catechismo di sempre quello di San Pio X
    PAX E BONUM

  10. Sono d’accordo con Claudia, la stampa travisa continuamente le parole del pontefice utilizzando frasi ambigue che lui inserisce involontariamente nei vari discorsi.

    Preghiamo perche Iddio gli dia il dono di una maggior chiarezza.

  11. Giorgio Rapanelli

    “I lupi si cammufferanno da agnelli, ma li riconoscerai dalle loro azioni” e “Gridarlo dai tetti”. Ho l’impressione che questo Papa gesuita parli di luoghi comuni, sfondando porte già aperte. Soprattutto non dimostri il coraggio necessario per gridare dalla finesta di Piazza San Pietro i crimini che vongono commessi contro i cristiani, i concepiti, gli affamatori dell’Africa, che sono i potentati dell’Est e dell’Ovest con i loro lacchè africani, criminali e ladri. Ci colpevolizza sul migranti clandestini… E’ forse un sostenitore del “Piano Kalergi” che vuole il meticciato (tanto caro alla Kyenge) in Europa, mescolando le razze bianche con le razze nere e asitiche per formare una nuova razza subumana da poter controllare facilmente, come espressamete afferma Richard Coudenhove Kalergi, ideatore del piano criminale per affossare la nostra secolare civiltà cristiana? La proposta del ministro Mauro di concedere lo “ius soli” a patto che gli immigrati facciano il servizio militare in Italia è in linea con il “Piano Kalergi”: sa cosa diventa un Africano quando veste una divisa ed ha un’arma in mano? La stessa Merkel è d’accordo ad ospitare un gran numero di Africani in Germania, sempre in linea col “Piano Kalergi”. La Chiesa intanto è divisa in sette, senza alcuna affinità tra di loro. Il Papa cerca di conquistare i relativisti e perderà metà dei cattolici. Non abbiamo bisogno di un Papa parroco. Di costoro ne abbiamo tanti ed eroici.

  12. Patrizia Stella

    Rispondo alla gentile signora Claudia che mi chiede dove io abbia trovato quella frase del Papa che dice “le coppie gay sono una sfida educativa..” In effetti è stata pubblicata dalla rivista dei Gesuiti il 4 gennaio ma riportava (casualmente?) un discorso che Papa Bergoglio aveva tenuto il 29 novembre ai superiori generali di varie congregazioni religiose. Parlava della necessità di educare oggi in un mondo dove la maggior parte dei ragazzi sono figli di coppie separate o di gay e si chiedeva, appunto, come intervenire in questa situazione… Lui vedeva questo fatto dei “figli di coppie separate o gay come sfida educativa inedita e difficile”.
    Cosa significa questa frase? E perché Civiltà Cattolica l’ha riesumata e pubblicata dopo circa tre mesi, il 4 gennaio, in concomitanza con le decisione del governo italiano, spinto da Renzi, di approvare i matrimoni gay?
    Che ciascuno tragga le sue conclusioni.

  13. francocordiale

    CHE QUESTO PAPA SIA AMBIGUO E AMPIAMENTE SCONFESSABILE, LO DIMOSTRANO INNANZITUTTO: POCHI E CONFUSI BALBETTII PIAGNUCOLOSI SULLE STRAGI DEI CRISTIANI NEL MONDO, AD OPERA DEI “FRATELLI ISLAMICI” E QUINDI LA OSSESSIVA LITANIA SULL’ACCOGLIENZA INCONDIZIONATA DEI “FRATELLI MIGRANTI”, TRAFFICATI DALLE MAFIE, SFRUTTATI ESSI STESSI E FONTE DI GRAVI PROBLEMI CON LE POPOLAZIONI CHE LI ACCOLGONO: COLONIA DOCET…

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