Lettera ai traditori dell’Occidente – di J. du Lys

di J. du Lys

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Signore, Signori, Signor*, come piace a voi,

oggi voglio scrivervi per chiedervi Perché. Il perché più importante di tutti, il primo, quello che giustifica le vostre azioni ed il vostro ancor più cocente Non-Fare.

Perché odiate la vostra terra, la vostra gente, la vostra storia? Perché vi odiate?

Una vita di rancore ed insuccessi, la rabbia ringhiosa del non-appartenente non bastano, da sole, a giustificare il vostro zelo nel distruggere tutto ciò che rimane di questa Europa, di questi Europei che ovunque, nel mondo, vogliono una sola cosa: rimanere se stessi.

E perché tanto amore, tanta adorazione per chi non è come voi, per chi vi odia, disprezza, deride? Perché vi assiepate nelle manifestazioni, intrigate nei parlamenti, strillate sui social network per affossare la vostra specie?

Non ne verrò mai a capo. Perché non siete tutti corrotti, tutti venduti, tutti in mala fede. Vedo tra voi persone di valore, che disperdono in propri talenti in atteggiamenti sofisticati, in auto-commiserazioni, in mea culpa che offrite – che regalate! – ad un mondo che non li comprende.

Poi ci sono i perduti, i capi delle vostre missioni, gli indignati per professione, i perbenisti, i benpensanti, magari con tante case al mare, con tante lezioni di danza per le figlie, con tante scarpe nell’armadio. Gli eroi dei “mi piace” facili, ma di loro non voglio parlare: sono condannati a morire nel branco, di vecchiaia, in un mondo che non sarà più loro.

Ma a tutti dico: placidamente, nei vostri letti, oppure nei ghetti che vi siete costruiti, fra molti anni – ma non così tanti, in fondo – saprete di non aver combattuto la buona battaglia. Saprete che la vostra buona fede, il vostro credo inclusivo, così pulito, così dolce, così conforme è stato soltanto un tassello del Quadro. Quel Quadro che ci oltrepassa, che scavalca le generazioni e ci segna come continuità nella Storia. Sarete le tinte fosche di questo dipinto, perché i colori dell’arcobaleno, se distesi, distesi, distesi su se stessi per decenni portano al grigio, all’oscurità che già ci avvolge.

Abbiamo bisogno di mani forti, di anime generose, di sorrisi in battaglia. I muri ideali e materiali che vogliamo costruire sono fatti per salvare anche voi, perché le barriere di oggi diventino il baluardo di una rinascita nostra, europea, vera. Le cime che non vogliamo abbandonare sono quelle della Tradizione, gli unici luoghi in cui i morti non sono dimenticati e ci incoraggiano a non cadere.

Non abbattete quei muri. Non giocate per il nemico. Loro ridono, vedendo il seme della distruzione avvinghiarsi alle nostre pietre millenarie. Smettetela di affilare i coltelli che vi uccideranno, di accogliere chi vi soppianterà. Ritornate a Casa.

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fonte: Ordine Futuro

9 commenti su “Lettera ai traditori dell’Occidente – di J. du Lys”

  1. Bella domanda.
    La risposta è in 2 Tess. 2, 11 “Perciò Dio manda loro una forza di seduzione, perché essi credano alla menzogna….”

  2. Per dire l’essenziale a volte bastano poche righe, come queste: così nitide, così a bersaglio. La domanda scritta in grassetto all’inizio è il mistero che dà ragione (fino a un certo punto: è un mistero) della nostra sconvolgente odierna crisi.

  3. La Vergine, a La Salette, lo disse chiaramente: “non ci sarà più amore per la famiglia e la patria…”. Amare la patria è da “fascisti”, nel migliore dei casi è da “dannunziani”.

  4. è così tanto assurdo da sembrare fantascienza, anzi frutto del peggiore film dell’ orrore, eppure è arrivato il tanto paventato momento: il mondo all’incontrario, l’autolesionismo patologico di distruzione. Mistero iniquitatis. Nel nostro piccolo quotidiano possiamo solo chiedere aiuto per continuare la buona battaglia fino alla fine senza cedere! Dirlo sembra scontato ma è tutto ciò che ci resta. Non praevalebunt!!

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