Lettera aperta a Padre Livio Fanzaga – di Marco Bongi

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di Marco Bongi

lgrmProvo sinceramente un sentimento misto di tenerezza e rabbia nell’ascoltare, in queste ultime settimane, la rassegna stampa quotidiana di Radio Maria. Perché tenerezza?

Perché è davvero commovente il sentimento di devozione al S. Padre che traspare dalle parole, seppur oggettivamente incomprensibili, pronunciate dal buon padre Livio Fanzaga. Il popolo italiano è davvero imbevuto di cattolicità fin nel più profondo della sua anima: amare e difendere, sempre e comunque, anche contro ogni ragione ed evidenza, anche in situazioni indifendibili, il S. Padre, ogni Suo atteggiamento, ogni suo comportamento, ogni suo starnuto, ogni suo sbadiglio… è indice di un sentimento rispettabile, certo decadente, ma comunque rispettabile: il sentimento profondo della Cattolicità.

Ciò premesso tuttavia non è più davvero possibile ascoltare, turandosi sistematicamente il “montanelliano” naso, le quotidiane arrampicature sugli specchi del bonario, ma non troppo,  sacerdote bergamasco.

Ogni giorno un goffo tentativo di gettare acqua sul fuoco, tutte le sante mattine un bislacco fervorino in diretta da S. Marta, accompagnato da generiche, quanto infondate intemerate contro i “critici improvvisati senza sale in zucca” o “quelli che vogliono insegnare il mestiere al Papa”. Il tutto, naturalmente, senza mai citare nomi e cognomi né, tanto meno, gli argomenti degli avversari.

Noi però, che, con tutta umiltà, ci sentiamo onorati di essere annoverati fra questi “paria” senza nome, proveremo a rispondere almeno a qualcuna di queste asserzioni del “direttorissimo” di Erba.

 Un’idea che oggi va dunque per la maggiore dai microfoni lariani è la seguente:

Papa Francesco è cosciente che il mondo contemporaneo è ormai completamente scristianizzato. Egli pertanto riterrebbe del tutto improduttivo insistere sulla Dottrina, sulla Morale, sul Catechismo ecc. ecc. Tutte cose che nessuno ascolterebbe più.

Bisognerebbe allora tornare al “primo annuncio”…

E cosa sarebbe questo primo annuncio? 

Qui padre Livio, comunque in ottima compagnia su questo fronte, inizia a sciorinare formulette sentimentalistiche quanto apparentemente coinvolgenti:

Bisognerebbe, in altre parole, dire a tutti: “Dio ti ama…, Gesù ci ha salvato…, Apriti fratello alla Misericordia di Dio…, Dio perdona tutti…, Dio conosce i tuoi affanni…” e via di questo passo, senza dogmi, senza appesantire il messaggio, senza sovrastrutture.  

Segue poi, come se fosse un’ovvietà, la battutina ripresa successivamente anche dall’ineffabile Antonio Socci: “Non si evangelizza brandendo il Denzinger ma portando il Vangelo!”. E tutti i critici sarebbero così, secondo il Fanzaga, messi a tacere per sempre.

Purtroppo però io ho il grave torto di pensare, di usare quel grande dono di Dio che è la ragione. O meglio: ci provo ad usarlo e mi piacerebbe che chi non condivide la mia idea, cercasse almeno di rispondere nel merito. Speranza però quasi sempre vana.

Ed ecco dunque qualche semplice domanda rivolta al direttore di Radio Maria:

1 – Lei usa, in modo chiaramente spregiativo il nome del “denzinger” per intendere la Vera Dottrina della Chiesa Cattolica e la contrappone forzatamente al Vangelo. Ma io rispondo: che differenza c’è fra il Denzinger e il Vangelo? Il primo non è infatti semplicemente la lettura e l’interpretazione autentica  del secondo?

2 – E sul punto direi ancor di più: il Vangelo non esisterebbe senza il Denzinger… E’ stata infatti la Chiesa a decidere, con il Suo Magistero e la Sua Tradizione,  quali fossero da considerare le fonti ispirate della S. Scrittura.

3 – Ad evangelizzare utilizzando la “sola scriptura” ci ha già provato qualcun altro alcuni secoli prima di Lei o di Papa Francesco: i risultati li vediamo molto bene nella situazione comatosa in cui si dibatte oggi il mondo protestante.

E veniamo dunque ora alla questione di questo fantomatico “primo annuncio”. Lei mi dovrebbe per favore spiegare, a questo proposito, una cosa molto semplice:

per quale motivo un nostro fratello uomo contemporaneo, completamente digiuno di cultura religiosa,  dovrebbe aderire a questo primo annuncio se questo non è accompagnato da un’argomentazione credibile, da un ragionamento sull’ordine che governa il mondo, da uno studio serio delle realtà naturali, della storia della Chiesa, dell’ordine dell’Universo, dell’incontestabile divinità di Cristo, della superiorità della Sua Dottrina ecc.? 

Per quale motivo, se si prescinde dalla Dottrina, il nostro catechizzando dovrebbe preferire il “primo annuncio” cristiano rispetto alle migliaia di “primi annunci” che ci raggiungono nella vita di tutti i giorni? da “Allah è grande” a “lo yoga libera il tuo spirito”, da “il sesso libero ci può dare la felicità” a “La lotta per l’eguaglianza sociale porterà il paradiso su questa terra” ecc. ecc.?

E’ verissimo infatti che la società contemporanea è completamente scristianizzata. Fin qui siamo d’accordo. Penso però che, se proprio bisogna ricominciare da capo, a ben poco possano servire formulette sentimentalistiche. I veri “primi annunci”, con qualche possibilità di successo,  sarebbero dunque proprio quelli più apologetici:

innanzitutto DIO ESISTE e possiamo conoscerne l’esistenza con la nostra ragione.

Poi GESÙ CRISTO è davvero DIO perché ha fatto miracoli, è risorto, ha fondato la Sua Chiesa che si è diffusa nel mondo senza né armi né eserciti, ha insegnato agli uomini una Dottrina eterna, trascendente e non relativistica, ha suscitato legioni di Santi e Martiri che hanno testimoniato con la vita la Verità di questa Dottrina ecc.

Da ciò discende infine che esiste una sola morale, in primo luogo naturale e poi, non in contrasto con questa, quella portataci dalla Rivelazione. Esistono dei “valori non negoziabili” che non piacciono a molti uomini ma sono comunque Veri.

Questi sarebbero i “primi annunci” che servirebbero davvero oggi. Ma il mondo non applaudirebbe certo chi avesse il coraggio di proclamarli senza paura. Già, caro p. Livio… queste cose le diceva anche Lei, fino a qualche mese fa… Come mai oggi ha così vistosamente mutato stile pastorale?

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45 commenti su “Lettera aperta a Padre Livio Fanzaga – di Marco Bongi”

  1. piero vassallo

    Egregio Professore Bongi, se San Paolo avesse applicato la pastorale oggi in uso non avrebbe parlato della resurrezione della carne e avrebbe trionfato nell’Areopago. Temo (e spero di essere in errore) che dai sapienti radunati nell’Areopago, i ragionamenti di padre Fanzaga avrebbero riscosso applausi da stadio.Gli applausi ai quali San Paolo ha rinunciato decidendo di annunciare la novità cristiana. Mi spiace dirlo, sono contento che ad Atene sia andato San Paolo. E che San Paolo non sia un Fanzaga.

  2. L’archeologismo anti-costantiniano (“Quando i Cristiani erano nelle catacombe” -cosa MAI avvenuta, si noti bene- “.. e non nella vita pubblica e nei palazzi, allora sì erano veri Cristiani !!”) è stata la lebbra degli anni del Concilio. Ovviamente questo “Nuovo Annuncio” veniva da Parigi (padre Chenu), cioè dall’ambiente che sia storicamente sia negli ultimi tragici 200 anni ha avversato Roma e la Cattolicità universale (quella non improntata gallicanamente né giansenisticamente).

    Oggi, però, padre Livio cade in pieno nella rete tesa dalla presunta autorevolezza della stampa borghese (= massonica). Sono i suoi commenti sull’attualità “politica” a lasciare senza fiato.
    All’opposto si situa, per vera coscienza e profondità, Riccardo Cascioli. che aveva tre minuti su Radio Maria alle 14. Non so se li abbia ancora.

  3. Gianni Toffali

    e poi padre livio si lamenta ogni giorno per le poche offerte che arrivano….evidentemente le calate di braghe non pagano….

    1. Sebbene poco delicato l’eloquio, mi vedo dolorosamente in linea con questo commento. Caro padre Livio, l’abbiamo seguita con affetto ma capiamo chiaramente che la preoccupazione sul riconoscimento delle Apparizioni di Madjugorje, ha fatto “entrare” qualcosa di umano nella strenua difesa che tutto il “gruppo” Madjugorje sta facendo del Papa. Questo però è un tradimento a Cristo, sappiate riconoscere dunque i tempi e di cosa è portatrice tutta questa ventata di malsana modernità diffusa dall’alto del trono di Pietro. Se radio Maria tradirà la Madonna, sarà la Madonna a tradire Radio Maria e credo ne stiano iniziando i primi segni.
      Di seguito riporto i commenti di numerosi Papi e Santi sul tema dell’obbedienza perché credo sia necessario capire bene a chi si ha l’obbligo di obbedire, non dimenticando che ci è stata lasciata una Apocalisse per indicarci che sarebbero arrivati tempi in cui avremmo vissuto l’assurdo. Non facciamo come gli ebrei cui era stato annunciato il Messia e non lo riconobbero perché non seppero o non vollero riconoscere che Cristo era veramente giunto loro….!

      Papa Innocenzo III: “Soltanto per il peccato che commettessi in materia di fede, io potrei essere giudicato dalla Chiesa” (Sermo IV in cons. Pont.. P.L. 217.670)

      Papa Felice III: “Non resistere all’errore è approvarlo, non difendere la verità è ucciderla. Chiunque manca di opporsi ad una prevaricazione manifesta può essere considerato un complice occulto” (citato da Leone XIII nella sua lettera ai Vescovi italiani 08/12/1892)

      Papa San Leone: “Anatematizziamo Onorio (Papa), che non ha istruito questa Chiesa apostolica con la dottrina della Tradizione apostolica ma ha permesso con un sacrilego tradimento che fosse macchiata la fede immacolata e non ha estinto, come competeva alla sua autorità apostolica, la fiamma incipiente dell’eresia, ma l’ha fomentata con la sua negligenza” (Denz.Sch. 563 e 561).

      Papa Adriano II: “Onorio è stato anatematizzato dagli Orientali: però si deve ricordare che egli è stato accusato di eresia, unico crimine che rende legittima la resistenza degli inferiori ai superiori, come anche il rifiuto delle loro dottrine perniciose” (Alloc. Ili lect. in Conc. XIII, act.VII – citato da Billot. Traci, de Eccles. Christi”, tom. I, p.619).
      Papa Leone XIII: “Allorché manca il diritto di comandare o il comandamento è contrario alla ragione, alla legge eterna, all’autorità di Dio, allora è lecito disobbedire agli uomini per obbedire a Dio” (Enc. “Libertas Praestantissimum n.15)

      Guido da Vienne (futuro Callisto II), S.Godofredo da Amiens, S.Ugo de Grenoble e altri vescovi, riuniti nel Sinodo di Vienna (1112), inviarono al Papa Pasquale II le decisioni da loro adottate (per salvaguardare la fede n.d.r.), scrivendogli anche: “Se, come assolutamente non crediamo, sceglierete un’altra via , e vi rifiuterete di confermare le decisioni di nostra paternità, che Dio ci aiuti, poiché così ci allontanereste dalla vostra ubbidienza” (citato da Bouix. Tract. de Papa”, tornii, p.650)

      “Decretimi” de Graziano: “II Papa da nessuno dev’essere giudicato, a meno che si allontani dalla fede” (Pars: I, dist.40, cap.IV, Canon “Si Papa”).

      San Tommaso d’Aquino, studiando l’episodio in cui S. Paolo ha biasimato S. Pietro (cfr. Gal.II, 11-14), scrive : “Ai prelati è stato dato l’esempio di umiltà, affinché non rifiutino d’accettare rimproveri da parte dei loro inferiori e sudditi: e ai sudditi (fu dato) esempio di zelo e libertà, affinché non temano di correggere i loro prelati, soprattutto quando il crimine fosse pubblico e risultasse di pericolo per molti (…). La riprensione è stata giusta e utile e il suo motivo non era lieve: si trattava di pericolo per la preservazione della verità evangelica (…). Il modo in cui avvenne la riprensione è stato conveniente, poiché fu pubblico e manifesto. Per questo S. Paolo scrive: “Ho parlato a Cefas” cioè a Pietro, “davanti a tutti”, poiché la simulazione praticata da S. Pietro portava pericolo a tutti” (ad. Gai. II, 11-14; lect. Ili; nn. 77; 83-84).

      San Tommaso d’Aquino: “Essendoci pericolo prossimo per la fede, i prelati devono essere ripresi, anche pubblicamente dai sudditi” (Sum. Teol. II-11, a XXXIII. IV, ad 2)

      San Roberto Bellarmino: “Così come è lecito resistere al Pontefice che aggredisce il corpo, così è anche lecito resistere a quello che aggredisce l’anima o che perturba l’ordine civile, o, soprattutto, a quello che tentasse di distruggere la Chiesa. Dico che è lecito resistergli non facendo quello che ordina e impedendo l’esecuzione della sua volontà” (“De Rom. Pont.” Lib.II. c.29).
      Il medesimo santo approvò la 15ª proposizione dei teologi di Venezia i quali dicevano che “quando il Sommo Pontefice fulmina una sentenza di scomunica ingiusta o nulla, non la si deve accettare”

      Dom Guéranger: “Quando il pastore si trasforma in lupo, è al gregge che in primo luogo tocca difendersi. Senz’altro normalmente la dottrina scende dai Vescovi al popolo fedele e i sudditi, nel dominio della Fede, non devono giudicare i loro capi. Ci sono, però, nel tesoro della Rivelazione punti essenziali, che ogni cristiano, in considerazione del suo stesso titolo di cristiano, necessariamente conosce e obbligatoriamente deve difendere” (L’Année Liturgique, festa di S.Cirillo di Alessandria, pp.340-341).

      Suarez: “E in questo secondo modo il Papa potrebbe essere scismatico nel caso non volesse avere con tutto il corpo della Chiesa l’unione e la congiunzione dovuta, come lo sarebbe (…) se volesse sovvertire tutte le cerimonie ecclesiastiche fondate sulla tradizione apostolica” (“De Cantate”, disp. XII, sect. I, n.2, pp.733-734).
      “Se (il Papa) emanasse un ordine contrario ai buoni costumi, non gli si deve ubbidire; se provasse a fare qualcosa manifestamente opposto alla giustizia e al bene comune, sarà lecito resistergli ” (“De fide”, disp. X, sect. VI, n.16)

      Cardinale Journet: “Quanto all’assioma “Dove è il Papa lì è la Chiesa” vale quando il Papa si comporta come Papa e capo della Chiesa; nel caso contrario, né la Chiesa è in lui, né lui nella Chiesa (Caietano, II, II, 39.1 “L’Eglise du Verbe Incarné”, voi. II, pp. 839-840).
      La Chiesa nelle Litanie dei Santi domanda a Dio: “Affinché vi degnate di conservare nella Santa Religione il Sommo Pontefice e tutta la Gerarchia, vi preghiamo, Signore, ascoltaci!”. Ne consegue che è possibile che il Papa si allontani dalla Santa Religione…

      Al di sopra del Papa, come espressione della pretesa vincolante dell’autorità ecclesiastica, resta comunque la coscienza di ciascuno, che deve essere obbedita prima di ogni altra cosa, se necessario anche contro le richieste dell’autorità ecclesiastica….. (Commentary on the documents of Vatican II, 1969)

  4. francesca poluzzi

    Purtroppo, anch’io che da tanti anni seguo quasi ininterrottamente Radio Maria, ho avuto le stesse impressioni di Marco Bongi. Speravo di sbagliarmi.
    D’altra parte, sono anni che cerco di promuovere nelle parrocchie il Catechismo a memoria, quello di San Pio X “per i bambini”, ma senza alcun ascolto da parte dei parroci.
    Francesca

    1. Bello, e pensare che io me lo ricordo tutto. ( o quasi)
      Cmq insisti, anzi coinvolgi anche i parroci perchè fose se lo sono scordato!!!

  5. don Marco Gamba

    Ottimo articolo, prof. Bongi, ma perché non chiede di pubblicarlo su “Il Foglio”? Sicuramente avrebbe una grande risonanza e penso che Padre Livio non potrà far finta che non è stato scritto (come temo che farà); E non sarebbe male che in questo ipotetico articolo pubblicato su “Il Foglio”, lei chiedesse chiaramente a P. Livio di argomentare una buona volta sul contenuto senza continuare ad offendere. A me pare che gli illustrissimi signori P. Livio e Socci, che una volta si impegnavano a difendere il magistero di sempre, per difendere l’indifendibile, o per non accettare assolutamente di rispondere con ragioni a, per me, giuste critiche, abbiano spento qualche lampadina in testa. Le loro reazioni alle critiche su alcune idee del Papa sembrano quelle di comare isteriche che lasciano basiti quelle persone che, come me, fino a ieri, li stimavano per il loro coraggio di difendere le verità di sempre. E’ triste e penoso leggere o sentire che, invece di portare ragioni a sostegno delle dichiarazioni del Papa, pensino solo ad usare il sistema che in politica usano quelli di sinistra per quelli che non sono d’accordo con loro. In politica si tira fuori la parola magica per zittire gli avversari: Fascista. Qui Socci e P. Livio usano un’ altra parola magica che dovrebbe chiudere ogni discussione: LEFEVRIANO (come se difendere la Tradizione fosse un insulto o un peccato mortale). Che triste! La prego dott. Bongi: lei, la Cristina Siccardi, Gnocchi e Palmaro e tanti altri che hanno il coraggio di usare la propria testa, cercate di stanare queste persone e invitatele a rispondere sul merito delle vostre critiche. Per questo la invito caldamente a pubblicare questa lettera sul “Il Foglio” di Ferrara. P.S. : Ma perché se Gnocchi e Palmaro erano due critici IMPROVVISATI E SENZA SALE IN ZUCCA li ha tenuti per così tanto tempo a Radio Maria?

    1. stefania magnifico

      Concordo in pieno con Don Marco, unendomi alle sue richieste….Sono stufa di essere chiamata farisea, lefevriana, conservatrice, tradizionalista e anche ..il colmo….C O M P L O T T I S T A

      1. Mi unisco al coro, sono anche io una “cattolica da pasticceria” che si è stufata di mangiare dolce e vuole cominciare a provare il salato…..perché questo noi siamo: sale e lievito!

  6. ) novembre 2013
    Assolutamente d’accordo col prof. Bongi. Il primo annuncio non può prescindere dalla ragione, dal legame tra Vangelo ed un modo di vivere ispirato a certi principi: altrimenti la conversione non ha senso. Se andassi da un non credente e gli dicessi che Gesù lo ha salvato, so per esperienza che mi sentirei rispondere: “Grazie dell’informazione. Ma da cosa mi ha salvato ? E chi è questo Gesù ? E da cosa mi ha salvato ? E perché dovrei credere a queste favole ? E se mi ha salvato non sono già a posto così ?” Il vero primo annuncio è quello di Gesù : Convertitevi e credete al Vangelo: convertitevi, cioè cambiate mentalità e vita; credete al Vangelo, cioè credete a quanto Gesù, gli apostoli, la Chiesa su di loro fondata ha insegnato e insegna. Ma oggi, anche in ambiente ecclesiale, sembra verificarsi quanto lamentava il non credene Carducci: “Amore, amore, amore . Il mondo nuota- tutto nel lattemiele… ” Brutta e infedele una Chiesa al lattemiele !

    1. Qual è la dottrina cattolica, caro signor Zanini?

      1- Gesù Cristo (e non “Gesù, l’amico”) ci ha REDENTI, cioè ri-comprati all’acquirente violento, ma non privo di diritti: Satana. Questo acquirente acquisì dei diritti decisivi su di noi con il Peccato Originale. Se questo peccato (di una donna e un uomo Innocenti, perché usciti buoni dalle mani di Dio) non avesse consistenza storica, tutta la Rivelazione sarebbe assurda. Fra parentesi: chi dice questo negli ultimi decenni? solo il professor de Mattei

      2- questa Redenzione, avvenuta in modo sovrabbondante, tragico e amorevolissimo, si applica a ciascuno -divenendo “Salvezza” della persona- nella misura in cui ciascuno le si apre. Il mondo è popolato non da “anime salve” (concetto neogiudaico), ma da peccatori cui sono state donate la Fede, la Speranza e la Carità (quando sono battezzati)

      3- la Salvezza delle persone diviene visibile in trasparenza nell’Oggi (azioni buone, sentimenti simili a quelli di Cristo… fino ai miracoli), e in evidenza nel Domani (Cielo, per chi vi perviene)

  7. Fabio Trevisani

    Ci vuole un po’ più di equilibrio. Dire: “Dio ti ama” et similia è un messaggio sentimentalistico? Ricordiamoci che il prezzo dell’amore di Cristo è stata la Santa Croce. Certo, siamo d’accordo che non si può completamente trascurare la dottrina e la verità delle cose, che sempre devono essere annunciate, ed è una preoccupazione comune quella di non annacquare il messaggio cristiano. E tuttavia è anche vero che oggi uno può essere disposto alle esigenze impegnative del messaggio cristiano solo se si sente amato dal Signore. Inoltre al Santo Padre è dovuta la riverenza e l’amore dei figli di Dio, anche quando la sensibilità del Padre diverge dalla nostra su alcuni aspetti. Le critiche, le diversità di idee ci stanno, ci mancherebbe; ma talvolta è dai tempi e dai modi più che dai contenuti che si capisce se c’è amore o no. Perché se certe cose vanno dette pubblicamente (e forse sarebbe meglio indirizzare le critiche in altre sedi invece che operare a mezzo stampa), bisogna pensarci non una ma 10 volte, e poi bisogna farlo con dolore, carità e moderazione anche nel “volume” degli scritti. Mi dispiace molto dirlo ma tutto ciò non l’ho visto in parecchi articoli comparsi ultimamente su queste pagine. Lo scopo degli scritti sia sempre quello di aiutare il Papa e la Chiesa, non quello di brandire un’arma per colpire l’avversario.
    Ripeto: io stesso ho un po’ di difficoltà con questa nuova “sensibilità” del Santo Padre, e tuttavia non possiamo nemmeno spaccare il capello in 4 tutte le volte che apre bocca o che fa il minimo gesto. Vogliamo dire che è un Papa eretico e quindi da destituire? Se è questo che pensiamo, allora diciamolo apertamente. Altrimenti cerchiamo di essere tutti più morigerati e di amare di più il Papa, non in quanto uomo ma in quanto vicario di Cristo, il dolce Cristo in terra. E’ lo Spirito Santo che sceglie e guida la Chiesa, e quindi, pur con tutti i suoi limiti, il Papa è stato scelto dallo Spirito Santo. Lo crediamo? Oppure si sbaglia anche lo Spirito Santo?

    1. Caro Fabio,
      nessuno ha accusato il Papa di eresia. Proprio per amore al Vicario di Cristo nascono inevitabili critiche. Quanto al dolore posso assicurarti che c’è nell’animo di chi scrive, come nell’animo di chi pubblica gli scritti e tutta la “polemica” (se così vogliamo chiamarla) è nata dopo lunghe riflessioni. Perchè mai si avrebbe l’intenzione di “colpire l’avversario”? Chi scrive e chi pubblica queste cose si è finora procurato solo problemi e lo ha fatto solo per sincero amore alla Chiesa e al Vicario. Quanto all’inviare le critiche “in altre sedi”, a quali ti riferisci? Purtroppo ci sono state in partenza iniziative a dir poco singolari (come le interviste concesse a Scalfari su Repubblica) che hanno imposto un certo livello di comunicazione.
      E chi mai direbbe che lo Spirito Santo possa sbagliarsi? Suvvia! Ma non possiamo nemmeno credere che lo Spirito Santo intervenga nelle interviste, nei discorsi improvvisati, in tutte quelle situazioni in cui il Papa non parla certo ex cathedra. Ergo, nessuna accusa di eresia: ma chi può negare che numerosi interventi e comportamenti di Bergoglio abbiano portato sconcerto e confusione? E che lo stesso plauso di un mondo laicista da sempre ferocemente anticristiano lasci quantomeno perplessi?

      con amicizia

      Paolo Deotto

  8. Sì professore, mandi il suo articolo al quotidiano “il Foglio”. Il P. Fanzaga che prima perdeva le bave per Papa Ratzinger e ora fa lo stesso con Papa Bergoglio dimostra che: o non conoscere il magistero del precedente pontefice o non conosce quello dell’attuale; oppure conosce entrambi ma fa finta che siano in perfetta continuità e cerca – arrampicandosi sui vetri! – di farlo credere a tutti i suoi ascoltatori. Io penso che sia più plausibile la seconda ipotesi, perché funzionale al mantenimento del potere che detiene con il monopolio assoluto di RM, assecondando e giustificando tutto ma proprio tutto quanto dice o fa Papa Francesco, e censurando pesantemente ogni possibile e motivata – e perciò doverosa – critica fatta da cattolici formati integralmente alla scuola della “sana Dottrina”. Come tutti i dittatori degni di tale appellativo il Fanzaga non sopporta critiche al suo operato; e come tutti coloro che sono al servizio del ‘Capo’ (che ha sempre ragione a prescindere!) per fargli da cane da guardia, così il Nostro morde rabbiosamente (‘rabbia’ dissimulata con linguaggio pacato e ironico) chiunque voglia anche solo pensare di contraddire a colpi di santa ragione il suo amabile Padrone…

  9. Concordo in tutto, carissimo Direttore, e non chiamiamo in causa lo Spirito Santo ogni volta che il Vescovo di Roma apre bocca!

  10. Cari amici,la Madonna da circa 2 anni nei suoi messaggi a Medjugorie ci esorta a pregare per i nostri pastori e di amarli.Noi quindi dobbiamo seguire questo consiglio e dobbiamo credere alla potenza della preghiera.Viva Gesù viva Mariaviva il Papa.Sò già che non mi pubblicherete e me ne dispiace perchè seguo questo sito da 2 anni e non perdo mai un giorno senza leggerlo.Ciao e grazie di tutto.

    1. È verissimo, caro Antonio: c’è grande insistenza sui “pastori” nei messaggi di Maria.

      Questo vuol dire:
      1- che sono insostituibili (noi tutti ne siamo convinti. Il prof. de Mattei, che citavo, ha detto più volte di trovarsi costretto a supplire un insegnamento sull’accordo tra Fede e ragione che dovrebbe venire dal Clero)
      2- che si trovano spesso in una situazione spiituale “non ottimale”, per così dire

      1. La Madonna ha più volte detto che i sacerdoti sono come un “ponte” che ci deve portare all’altra riva, di pregare perché abbiano la forza e l’Amore per Gesù necessari a questo compito. Quale compito? di quale forza hanno bisogno? Quella di dire la verità nei confessionali che si affollano di persone che cercheranno la Misericordia di Dio a buon mercato e cui Papa Francesco non ha accennato la necessità del pentimento per il proprio peccato. Sono personalmente a conoscenza di persone che a causa delle improvvide affermazioni sulla Coscienza, sono tornate a Messa, prendendo l’Eucarestia, bay-passando i confessionali, perché Papa Francesco ha affermato e ribadito che ciascuno deve seguire la propria Coscienza e compiere il bene così come lui lo concepisce. Non so quanti grazie a questa affermazione sono stati indotti in errore e quante Comunioni sacrileghe al momento vengano consumate. Di queste leggerezze Papi o non Papi si dovrà rendere conto a Dio…

  11. Sono anni che seguo la rassegna stampa in questione e debbo dire che ne ho tratto nel tempo molto conforto. Però anche a me è venuta questa impressione che ultimamente qualcosa è cambiato. Se ne accorta anche Famiglia Cristiana che, come ebbe a dire lo stesso padre Fonzaga, si è espressa nel senso di un “miglioramento”. Quindi se per i nostri fratelli di Famiglia Cristiana è migliorata vuol dire che non è come prima e questo giudizio può essere considerato in modo diverso. Chi sono io per giudicare se è migliorata o peggiorata? Sta di fatto che secondo il mio sentire non è più quella di sempre che condividevo. Adesso si criticano quelli che osano dire la loro su parole e comportamenti del Santo Padre e pare cher gli unici farisei sono loro. Comunque il mio contributo a Radio Maria non verrà meno: è troppo importante quello che fa.

  12. Roberto Bonaventura

    Il caro Padre Livio si sente in dovere, e fa molto bene, di aiutare i tanti fedeli disorientati e sconcertati da alcune affermazioni di Papa Bergoglio ben note a tutti noi. Tuttavia se in tanti si sono scandalizzati o smarriti e se padre Livio deve aggiustare il tiro con quotidiana insistenza un motivo ci deve pur essere. Se fosse tutto semplice, chiaro, ortodosso e tagliente non ci sarebbe la solita levata di scudi di Padre Fanzaga e forse, dico forse, non ci sarebbe il grande successo internazionalpopolarmediatico che il “mondo” sembra tributare al Vescovo di Roma.
    La cosa che mi addolora tantissimo però e sulla quale chiedo lumi, è che il Papa non si inginocchierebbe davanti al Santissimo, nemmeno alla Consacrazione Eucaristica.
    Alcuni dicono che avrebbe problemi alle ginocchia, ma poi mi risulta che si sia inginocchiato per la lavanda dei piedi il Giovedì Santo. Qualcuno mi aiuta a comprendere questa cosa gravissima?
    Preghiamo per il Vicario di Cristo con fede e amore a Dio e alla Sua Chiesa.
    In Gesù e Maria
    Roberto
    P.S. Dio è cattolico!…Ovviamente.

    1. anche io sono molto preoccupata perché come si dice Bergoglio non si genuflette davanti all’eucarestia.Bisognerebbe domandarlo a lui, come tutte le domande che gli fanno quando è in viaggio sugli arei ,comunque è sbagliato voler dare un messaggio evangelico basato sulle coscienze e dire dio è Misericodioso Dio ti ama , perché occorre dare un indottrinamento alle persone per sapere dove e perché seguire questa religione.Inoltre questo tipo di insegnamento non è conforme alla tradizionale magistrero della Chiesa ,quindi non dobbiamo aver paura di dire le cose come stanno ,perché Gesù deve essere predicato come ha voluto Lui stesso quando diede il mandato ai suoi apostoli di predicare il vangelo, enon sostituire nessuna parola di quello che in esso contenuto.

  13. padre Livio conduce un’ opera meritoria che in Italia e nel mondo mancava, anche se difetta di dispotismo e di petulanza nel chiedere a tutte le ore aiuti economici. Secondo il mio modesto parere fa bene a difendere il papa come una guardia svizzera perchè bisogna onorare il padre, anche se presenta qualche debolezza di sintassi e di padronanza dell’italiano.
    Ricordiamoci che Dio salva l’uomo secondo vie solo a Lui note, anche se il Vangelo sembra così severo sui non credenti.
    Io non starei a fare al papa la critica per ogni parola che pronunzia, anche perchè come Gesù pranzava con i peccatori, così Bergoglio cerca le pecore smarrite per convertirle, attirandole con l’amore.

    1. Il Vangelo punta sulla realtà costatabile: è durissimo contro chi vede e non crede. Vedi ad esempio Mt 21, 32.
      La decisione finale sul mandare a morte Gesù Cristo fu presa perché Lazzaro, già decomposto, era risorto, e molti accorrevano per VEDERE Gesù e Lazzaro: Gv 12, 9-11

  14. Marina Alberghini

    Buongiorno.E’ tutto vero, io ascolto Radio Maria per documentarmi e posso dire che, accanto a continue richieste di offerte, da quando c’ è il nuovo papa è un peana continuo che arriva alla santificazione e a una forma di culto.Anche le cose più banali che dice , se dette da lui assumono, con i commentatori e in special modo con padre Livio, un significato profetico imbevuto di santità.Ma siccome il troppo stroppia, tutto questo diventa un boomerang e anche molto fastidioso e francamente, a chi è capace di ragionare, fa l’ effetto contrario.Grazie dell’ articolo, per fortuna la ragione, che è il principale dono di Dio, abita ancora qua!
    Marina Alberghini

  15. stefania magnifico

    PER TUTTI COLORO CHE PENSANO CHE UN PAPA ELETTO SIA AUTOMATICAMENTE QUELLO SCELTO DALLO SPIRITO SANTO:

    È lo Spirito Santo il responsabile dell’elezione del Papa, cardinal Ratzinger? «Non direi così, nel senso che sia lo Spirito Santo a sceglierlo. Direi che lo Spirito Santo non prende esattamente il controllo della questione, ma piuttosto da quel buon educatore che è, ci lascia molto spazio, molta libertà, senza pienamente abbandonarci. Così che il ruolo dello Spirito dovrebbe essere inteso in un senso molto più elastico, non che egli detti il candidato per il quale uno debba votare. Probabilmente l’unica sicurezza che egli offre è che la cosa non possa essere totalmente rovinata. Ci sono troppi esempi di Papi che evidentemente lo Spirito Santo non avrebbe scelto» (AVVENIRE, 1997).

    «Qualcuno, in modo tanto romantico quanto surreale e irresponsabile potrebbe dire: “Ma non preoccuparti e non essere pessimista. Tanto ci pensa lo Spirito Santo!”. No. Non ci pensa affatto lo Spirito Santo. Perché Dio si propone, non si impone. Dio bussa alle porte, non le sfonda; e se la libertà dell’uomo non gli apre, lo Spirito Santo di Dio se ne torna da dov’è venuto. Dio ha bisogno del libero consenso degli uomini, per poter operare e compiere straordinarie meraviglie. Questo mi preoccupa in questo conclave: la libertà di non pochi uomini che nella loro vita liberi non sono mai stati, perché solo la Verità, come dice l’Apostolo Giovanni, ci farà liberi [Gv. 8,32]. E la Verità reclama sempre la nostra libertà» (Don Ariel S. Levi di Gualdo, PapalePapale.com, 12 marzo 2013).

    1. Grazie Stefania Magnifico di scrivere queste verità che sono taciute come fossero blasfeme, ai giorni nostri.
      Cerco di dirle spesso in altre parole, ma ,evidentemente sgradite a Riscossa.
      Purtroppo è un problema da sollevare e che mons.Lefebvre non volle sollevare,per ragioni che a lui parvero di opportunità, ma scatenando ora la divisione che c’è nella comunità che ha fondato.

  16. Ho provato anch’io, nel mio piccolo, di reagire con qualche osservazione, alle incredibili, stralunate accuse di Padre Livio nei confronti di chi non osanna l’attuale Pontefice. Senza, naturalmente, ricevere una pur minima risposta. Contrariamente ad altri fedeli di Radio Maria che continuano a finanziare la sua opera, mi sono sentita in dovere di sospendere il mio contributo economico (cosa alla quale Padre Livio non dovrebbe essere indifferente.) Dubito comunque che le sue finanze ne risentiranno in quanto ( suppongo, con qualche malizia) ne arriveranno altre di ben altro spessore! Grazie, Prof. Bongi, del Suo articolo che rispecchia in pieno anche il mio sentire. Spero di leggerLa ancora sullo stesso tema.

  17. In questo periodo sto soffrendo perché per me padre Livio è stato ed è ancora un punto di riferimento assoluto e insostituibile nella mia graduale conversione e successiva formazione cattolica negli anni. Un sacerdote straordinario per il bene incommensurabile che ha fatto per tante anime e che tutto merita tranne che astiosi e velenosi commenti.. Tuttavia mi trovo profondamente a disagio nell’ascoltare ultimamente la rassegna stampa, nell’accettare la linea di Radio Maria,. Che tristi tempi viviamo; la situazione attuale della Chiesa ci porta a fare valutazioni radicalmente diverse anche tra noi.. Anche tra chi ha sempre avuto una comunanza assoluta sulla vita e sui mali della Santa Chiesa cattolica..

    1. Rassegna stampa del 2 giugno 2015.Se il direttore si limitasse alle catechesi ed ai commenti al Vangelo farebbe cosa buona e giusta.Le castronerie su questioni politiche e fiscali che ho udito stamani voglio sperare siano frutto di profonda ignoranza in materia (cosa di per sé grave per chi ha un potere così grande tra le mani, il microfono) e non di “cattiva fede”.Ciò detto,in questo modo fornisce un’arma in più ai detrattori della Chiesa e delle religioni in generale,contribuendo ad ottundere la mente dei fedeli/cittadini con false informazioni,per quanto,dal mio punto di vista,pochi anche tra loro saprebbero cogliere la gravità di tali affermazioni,perché a loro volta plagiati dai mass media.Questa azione di disinformazione di cui lui si rende complice è la principale ragione della nostra incapacità di reagire alla crisi indotta.Se credenti e “credenti in altro” comprendessimo l’importanza di (ri)conquistare la piena Sovranità, l’Indipendenza, beh, avremmo risolto buona parte dei nostri…

    2. segue… problemi, non ultimo quello dell’aborto (almeno in parte), potendo contare su di un autentico stato sociale. Ma qui il discorso si fa lungo. Pace e Bene. Stefano.

  18. … leggo e rileggo quanto si scrive da e su Papa Francesco. Io so soltanto una cosa: questo Papa non riesce ad affascinarmi. Purtroppo non ci trovo nulla di straordinario.
    Abbraccia i bambini, bacia e benedice gli ammalati … e che è, il primo a farlo? Ci sono bellissime foto di Pio XII in mezzo ai bambini ed agli ammalati ed io ricordo i Papi che hanno regnato (si può dire “regnato”?) durante la mia vita (Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI): ho sempre visto far loro questi gesti.
    I cattolici scoprono che il Papa fa queste cose. O prima dov’erano? Perchè non hanno mai visto i Papi precedenti che facevano le stesse cose? Mistero!
    Piuttosto ciò che mi sconcerta è ciò che il Papa attuale dice … dice??? ma che dice??? alla fin fine o sono delle affermazioni più o meno “misteriose”, frasi molto poetiche ma – almeno per me – poco decifrabili, o delle ovvietà.
    Insomma, in nessun modo Papa Francesco mi scalda il cuore e non riesco a volergli bene.
    E’ un peccato, questo?
    I sacerdoti dai queli sono andato per confessarmi di questo peccato, non hanno riso forse per rispetto alla mia età ma m’è parso che ne avessero voglia. Comunque, m’han detto di preoccuparmi di me e di restare fedele a Nostro Signore Gesù Cristo, al Suo Vangelo ed al Catechismo.
    Il mio malessere perduta, tuttavia.
    Grazie per l’attenzione.

    1. Non è peccato sicuramente, sono i santi che scaldano il cuore…anch’io provo lo stesso, se la può consolare..Invece appena intravedevo Benedetto XVI mi commuovevo ogni volta, anche se lo vedevo da lontano all’Angelus..gli volevo bene perché in lui vedevo Gesù. per quanto fosse troppo intellettuale per me, nei suoi occhi vedevo la sofferenza di Gesù…quanto è stato sottovalutato e odiato questo Papa dalla gente! Come Gesù era segno di contraddizione che diceva la verità.

    2. sono nella stessa tua situazione ogni giorno c’è ne una il papa non attrae spiritualmente almeno a me e dice cose che mi lasciano senza parole per quel poco che ne so mi pare che desideri fare il curato non il papa ,lontano dalle stanze che avrebbe dovuto occupare, vive in un luogo Santa Marta ma a noi cosa importa? se almeno non avesse da fare dichiarazioni in pubblico con un linguaggio che lascia equivoci e allora come ci dobbiamo sentire noi povere pecore, smarrite , io sono tradizionalista non volto le spalle alla mia Chiesa di sempre, questo linguaggio non lo capisco Dio mi perdoni, cosa andiamo incontro? Padre Livio come dobbiamo sentirci se nemmeno tu ti accorgi che il papa sta Dicendo cose troppo importanti in linguaggio sbagliato? Dio mi perdoni non voglio giudicarlo ma noi come dobbiamo pensare degli omosessuali? sui perseguitati cristiani ? sulla partita di calcio per la pace anziché veglia di preghiera per la pace nel mondo,?

  19. Paola Maestri

    E’ la terza volta che scrivo un commento e non lo pubblicate… Io voglio solo dire che Padre Livio attraverso Radio Maria mi ha salvata perchè mi ha fatto conoscere Gesù e credetemi è la cosa piu’ bella che possa capitare nella vita perchè hai tutto …Lui ti da’ la Pace e la Gioia nel cuore anche nelle difficolta’ della vita…Lui ti fa amare gli altri …Gesù è meraviglioso ! Grazie a Lui sono guarita…quindi perfavore quando criticate Padre Livio tenete conto di tutto il bene che fa’ e che ha fatto attraverso Radio Maria…chissa’ quante persone come me si sono salvate e per salvate intendo salvate l’anima !!…io gli saro’ debitrice per tutta la vita…lo difendero’ sempre. Grazie Padre Livio, mio Buon Pastore…per favore pubblicate questo commento…farete contenta me e tante altre persone che si riconoscono in quello che ho detto…un abbraccio
    Paola Maestri

    1. Concordo anch’io, don Marco, però le chiedo una cosa: purtroppo devo dire per esperienza personale mia e di altri, che la maggior parte dei sacerdoti, quando si sentono rivolgere delle critiche (o meglio delle osservazioni che loro interpretano come critiche) da parte di semplici laici, seppur dotti, si sentono punti nell’orgoglio, per motivi ben comprensibili che non c’è neanche bisogno di spiegare. Invece di aspettare che questo articolo venga pubblicato sul Foglio, cosa che potrebbe anche non avvenire, provi lei a contattare p.Livio su facebook o via mail e, come ministro di Dio che ammonisce fraternamente un altro ministro di Dio, gli segnali o posti questo bell’articolo, magari con un suo commento….ad esempio che fare delle giuste osservazioni a un prelato o a un papa non vuol dire essere una persona malvagia o eretica ma anzi è un dovere di noi cristiani….soprattutto di voi sacerdoti che avete obbligo di obbedienza a Cristo, prima che allo stesso papa.

    2. Cara Paola, anch’io ascoltavo sempre P.Livio ed era molto importante per me, quindi la capisco. Qui, cara Paola, non si sta parlando male di p.Livio come persona e non si sta dicendo che lui non abbia fatto tutte le belle cose che ha fatto. Il Signore ci fa conoscere le persone giuste per scaldarci il cuore e portarci alla Fede in Lui. Dopo, però, che siamo approdati alla Fede in Gesù, non si può vivere di solo sentimento e bisogna usare anche la TESTA e cercare di approfondire le VERITA’ della nostra fede. Quindi, se un padre Livio, per quanto caro a noi, comincia, per motivi a lui solo noti, a scantonare clamorosamente, diventa non più un pastore d’anime da seguire ma un pastore che ha perduto la strada e che quindi può portare le anime che si affidano ciecamente a lui sulla strada sbagliata. A questo punto uno si deve chiedere seriamente e ti invito a farlo: “Io voglio seguire Gesù e la sua Verità immutabile o padre Livio perchè gli sono affezionata ed è tanto simpatico e le sue mezze verità?” attenzione perchè su queste cose non si scherza e le false dottrine penetrano nell’anima sottilmente avvelenandola. Certe volte bisogna avere anche il coraggio di lasciare certi contatti che non portano da nessuna parte, certe strade che magari all’inizio erano strade di vita e poi si sono trasformate in strade di morte. Io, da quando ho visto la sua deriva, anche se mi dispiaceva enormemente ho smesso di ascoltare Radio Maria e anche di aiutarla economicamente. Prego sempre per lui e chiedo a Dio di assisterlo e illuminarlo ma non posso, in coscienza, aiutare una Radio che, a mio parere sta tradendo quello per cui era nata. Fino a pochi mesi fa sembrava il paladino della fede e dell’ortodossia cattolica mentre ora, per rispetto umano e sua precisa volontà di accettare qualunque cosa gli arrivi dall’alto, fosse anche qualcosa che contraddice completamente ciò per cui si era strenuamente battuto, ha cambiato completamente registro.
      Quando p.Livio farà marcia indietro e comincerà a capire, allora riavrà il mio approccio e quello di tante altre persone come me che non sono disposte a barattare la Verità con la “simpatia” di certi personaggi.

  20. Paola Maestri

    Gesù ha detto “io sono la Verita’” e Lui che è la Verita’ ha detto “Tu sei Pietro e su questa Pietra edifichero’ la mia Chiesa e LE PORTE DEGLI INFERI NON PREVARRANNO CONTRO DI ESSA” qui non si tratta di sentimenti …fede alla Parola di Gesù Cristo , sostegno nella preghiera al successore di Pietro e a chi lo difende

  21. Io sono entusiasta di papa Francesco!
    Non ne potevo più di una fede fatta solo di morale. di etica ipocrita….di una fede che spesso era un misto di politica e clericalismo!

    Papa Francesco dice semplicemente una cosa : l’amore verso Dio e i fratelli…porta ad una etica, ad una scelta di vita!
    Senza questa scelta secondo non esiste il cristianesimo!
    Nella vita ci sono troppo moralisti e troppi che giudicano tutti (papa compreso) e tutto!
    Mi sento di stare dalla parte di Papa Francesco.

  22. Per Paola Maestri e per Gianni: Dio ha dato delle Leggi ben precise che NESSUNO, nemmeno Pietro, può cambiare…non è moralismo, chi non segue quelle Leggi finisce all’Inferno!
    Come si può poi definire ipocrita l’etica Cattolica, che ci è stata data da Dio? Un ripasso del Catechismo non farebbe male!

  23. Paola Maestri

    Certo ripassare il Catechismo è sempre giusto …è vero …pero’ io ripeto…. Gesù ha detto “io sono la Verita’” e Lui che è la Verita’ ha detto “Tu sei Pietro e su questa Pietra edifichero’ la mia Chiesa e LE PORTE DEGLI INFERI NON PREVARRANNO CONTRO DI ESSA”….penso che il Catechismo comunque sia vada sempre letto alla luce del Vangelo….se Gesù ha detto quelle parole io sinceramente anche se la pensassi diversamente ( e non è certo il mio caso) non mi sentirei di prendere posizioni contrarie….io seguo Gesù e la sua parola….piu’ Fiducia piu’ Fede alla Parola di Gesù Cristo , quindi ribadisco sostegno nella preghiera al successore di Pietro, Vicario di Cristo e a chi lo difende….il Piano di salvezza di Dio è troppo grande per pretendere di capirlo
    Paola Maestri

  24. Concordo con tutto caro direttore. Preghiamo per la santa Madre Chiesa. Grazie a chi mette in guardia dagli eretici

  25. hermanopascualcristianorural. Fratelli, l´infallibilitá del Papa e la rispettiva assistenza dello Spirito Santo – scusate l´intromissione – lo sappiamo tutti quando entrano in piena azione.. Ma se Papa Francesco s´é messo “Francesco” per essere francescanamente fratello, con un linguaggio semplice, imprevedibile e di stile apparentemente “approssimativo”, al modo latino-americano non vicino al nostro, perché dobbiamo pensare che il nostro Papa non é preciso, sincero, zelante…col solo proposito di essere pastore con tutti i sentimenti? Quando c´é la sana dottrina, anche la proprietá di linguaggio non perfetta non é un ostacolo per essere un buon Papa. Pensate se ci fosse lo stesso S.Pietro, con la sua indefinibile personalitá, fiorita di espressioni semitiche, sottolineata da affermazioni accomodanti, per dire… Sí, lo stesso Petrus: concilierebbe i gusti di tutti sul buon Gesú, il suo Messaggio e la sua Chiesa?… Allora? Allora il nostro amoroso dovere é di stare da parte del Papa, Vicario di Gesú. Inesattezze e…”scivolate secondarie”? Restiamo con lui…in buona…

  26. Il cristianesimo si è diffuso grazie all’ impero romano in realtà, diventandone la dottrina ufficiale .Ancora oggi Europa, Americhe e Russia ecc.vivono di questa eredità romana .Fa parte della nostra cultura russo-occidentale che uno ci creda o no! Esisterà fin quando aiuterà la nostra sopravvivenza poi cambierà o sparirà come tante sovrastrutture .Noi viviamo in una società postcristiana globalizzata e laica .Non so il futuro : non credo che sarà cristiano cmq Cristo è sparito all’ epoca con tutti i suoi seguaci .Appartiene al passato ormai .Andiamo oltre !

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