Lettera di un Frate Francescano dell’Immacolata sotto Commissariamento Apostolico

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Lettera di un Frate Francescano dell’Immacolata sotto Commissariamento Apostolico

fonte: Chiesa e post concilio

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ffixSu segnalazione di un lettore riprendo lo scritto che segue: è l’esperienza di un Francescano dell’Immacolata sotto la sferza del commissariamento, pubblicata da Libertà e persona. Continuiamo così a seguire la dolorosa e sconcertante vicenda ancora lontana da una soluzione. Si tratta dell’esposizione dei provvedimenti e delle ricadute vissute sulla pelle e nello spirito del diretto testimone. Dalla cruda realtà dei fatti, privi di motivazioni chiare ed esplicite secondo ragione e Magistero, emerge tutta la drammatica e inesorabile liquidità dell’attuale temperie ecclesiale nella quale si sta manifestando un inusitato arbitrio.
Fatti eloquenti di per sé, oggettivamente, al di là di qualunque considerazione di parte.


Frater Vigilius

Da quando P. Fidenzio Volpi, Cappuccino, Commissario Apostolico, è subentrato alla guida del nostro Istituto dei Francescani dell’Immacolata, insieme a nuovi collaboratori, la nostra vita è molto cambiata. Direi che è stata totalmente stravolta rispetto al carisma originario conferitogli dai fondatori, P. Stefano M. Manelli e P. Gabriele M. Pellettieri ed approvato a suo tempo dalla Santa Sede (1/1/1998). La nostra vita si nutriva di spiritualità francescana, di studio delle fonti, di incontri di preghiera e convegni su testi biblici, liturgici, patristici. Attingeva alla ricchissima liturgia Cattolica, sia del Novus che del Vetuso Ordo, con i canti gregoriani del Liber usualis, del Graduale Triplex, con i canti polifonici della tradizione cristiana, ma anche con tanti canti popolari antichi e nuovi in lingua moderna per cui era stato compilato ad uso dei Conventi un apposito libretto. Ogni anno era progettato un simposio internazionale su un tema specifico di teologia cattolica: tutti potevano partecipare, non era chiuso a nessuno. Erano organizzate inoltre con cadenza annuale per i religiosi sia fratelli che sacerdoti giornate di spiritualità, giornate di studio, conferenze sul carisma dell’Istituto, ma anche su temi vari di spiritualità francescana e mariana, aggiornamenti sulla morale e sulla teologia del B. Giovanni Duns Scoto e di altri grandi teologi … Oggi non c’è più nulla di tutto questo! Non solo è venuto a mancare improvvisamente questo substrato spirituale e teologico, che è l’anima della vita interiore per ogni religioso, il suo nutrimento quotidiano per la meditazione e la preghiera, ma a questo non è stato sostituito assolutamente nulla! Solo un silenzio di tomba sull’essenza della vita religiosa e cristiana spira dalle nuove sedi e dai nuovi capi del nostro Istituto.

Il Commissario Apostolico – sempre con il suo fidato e vendicativo Segretario, P. Alfonso Bruno – non ha mai parlato in maniera diffusa e sistematica ai Frati; si è incontrato solo con alcuni ed in alcune case. Mai ci ha fatto una conferenza spirituale, mai ci ha spiegato un brano del Vangelo, degli scritti Francescani o anche solo del Catechismo della Chiesa Cattolica; mai ci ha parlato dell’Immacolata Concezione, caposaldo della spiritualità cristiana. In compenso ha emanato in abbondanza decreti, oltremodo minacciosi e oltraggiosi per noi tutti, rimproverandoci senza fornire alcuna prova o giustificazione di essere insubordinati, di essere contro il Papa, di essere contro il Concilio Vaticano II, di essere “lefebvriani”. Il rimprovero è pervicace ed ossessivo, martellante come le accuse false dei processi-farsa dei detenuti della Lubjanka nella Mosca stalinista. Si sostanzia di molteplici provvedimenti punitivi che si succedono a raffica dal giorno alla notte, senza alcuna spiegazione e senza alcuna finalità educativa o correttiva. Abbiamo l’impressione di essere solo puniti o di subire vendette senza motivo. La parola d’ordine è: obbedire senza pensare.

Se il capo vuole distruggere, deve distruggere. Lo vuole il Commissario. Quindi lo vuole la Chiesa ed il Papa.

I provvedimenti più importanti del Commissario infatti sono:

  1. L’obbligo di non celebrare più la Messa nel Vetus Ordo, promulgata dal B. Giovanni XXIII nel 1962. Perché? Nessuna spiegazione. E’ stato detto in un primo tempo ai nostri sacerdoti di fare domanda formale per iscritto al Commissario per celebrarla. Molti di loro (la stragrande maggioranza) hanno confidato in questa possibilità ed hanno scritto al Commissario. Nessuno di loro (tranne qualche risibile eccezione) ha avuto una risposta. E’ forse una messa cattiva quella del Vetus Ordo? Arguisco dalle minacce del Commissario che forse questa è una Messa “contro il Papa”, è “Lefebvriana”, e quindi non si può dire. Ma allora anche il B. Giovanni XXIII che l’ha promulgata, ed anche il Papa Benedetto XVI che ha ristabilito la disciplina di questa Messa, dando la possibilità a tutti i sacerdoti di celebrarla, sono “Lefebvriani”, sono “contro il Papa”; cioè sono contro se stessi?
  2. La proibizione di celebrare la liturgia delle ore nel rito latino ed anche di usare i rituali in latino, come permesso invece dal Papa Benedetto XVI. Qui allora non si tratta più della Messa, ma della lingua latina. La lingua latina, nell’intendimento del Commissario Apostolico, sembra essere anche essa in toto una lingua “cattiva”, “Lefebvriana”, “contro il Papa”, “contro il Concilio”. Non si devono usare testi latini, né studiarli? Ma la lingua della Chiesa è stata ed è tuttora il latino, come afferma lo stesso Concilio Vaticano II (Cf. Sacrosanctum Concilium n. 36). Come si può proibire lo studio e la pratica di questa lingua? Cosa c’è di “contro il Papa” in questo? Nella nostra biblioteca conventuale noto che c’è un testo del Concilio Vaticano II, in edizione bilingue. La lingua originale del Concilio Vaticano II, che è la prima nel testo, è il latino e non la lingua moderna. Dunque il Concilio Vaticano II sarebbe stato scritto, nella sua edizione originaria, in una lingua che è “contro il Concilio”?
  3. La proibizione di accostarsi al nostro fondatore, P. Stefano M. Manelli. Non possiamo scrivergli, né chiamarlo al telefono, né parlargli, né tantomeno andarlo a trovare. La proibizione su questo punto è assoluta e radicale. Sembra che tutto insieme sia diventato un pericoloso delinquente da tenere strettamente recluso. Cos’ha fatto di male? Perché nessuno può parlargli? Silenzio assoluto del Commissario Apostolico e delle altre autorità dell’Istituto. Eppure è lui che ci ha insegnato la vita spirituale e ci ha dato il buon esempio derivante dai grandi santi dell’Ordine: San Massimiliano, San Pio da Pietrelcina, San Francesco, Santa Chiara e tanti altri di cui ha scritto meravigliose biografie; è lui che ha scritto la “traccia mariana”, sotto la guida di San Pio da Pietrelcina, e gli altri testi fondanti la nostra spiritualità come Il voto mariano. Dobbiamo dimenticarci tutti i lunghi anni di formazione e di intensa vita spirituale vissuta fino ad oggi e tutti i suoi studi che abbiamo letto per anni per decreto del Commissario Apostolico e di qualche altra “autorità” a lui devota?! Viene da pensare che i nostri “nuovi responsabili” dell’Istituto non conoscano affatto la spiritualità e il carisma dell’Istituto.
  4. La proibizione di scrivere sui nostri settimanali, sulle nostre riviste, la proibizione di collaborare con la nostra casa editrice, la “Casa Mariana editrice”, la proibizione pure di diffondere i testi della “Casa Mariana editrice”. Questi provvedimenti draconiani somigliano a quelli dei regimi nazisti e paleocomunisti nei quali era vietata tutta la stampa che non era controllata dal regime: gli unici organi d’informazione erano quelli dello stato e del partito unico. Alla faccia della “libertà dei figli di Dio” tanto decantata e glorificata dal Commissario Apostolico! Qui da noi vengono violati dei diritti umani fondamentali, sanciti anche dalla Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo (1948), che recita così al suo articolo 19: «Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere», per non rifarci al Vangelo. Ci è negata dunque la libertà di pensiero e di espressione! Pure il pensare e lo scrivere o ricevere e diffondere libri sono attività “Lefebvriane”, “contro il Papa”, “contro il Concilio”? Mi risulta che la nostra casa editrice stampava testi di Sant’Alfonso Maria de Liguori, Dottore della Chiesa, di San Luigi M. Grignion de Montfort, di San Pio da Pietrelcina. Certamente anche questi sono autori “Lefebvriani”, “contro il Papa” e “contro il Concilio”, secondo il Commissario, e perciò bisogna vietarne la diffusione. Il nostro commissario Apostolico sembra aver ripristinato l’Indice dei libri proibiti, già solennemente abolito con decreto pontificio dal Papa Paolo VI (1966). Ciò dimostra che l’autorità canonica del nostro Commissario è superiore a quella del Sommo Pontefice!
  5. La proibizione di avere dei gruppi di laici che pur si sono formati negli anni intorno ai nostri conventi. Per quale motivo? Nessuna spiegazione. I nostri gruppi di laici sono sciolti e non possono portare più alcun abito religioso anche se hanno fatto la professione secolare nel Terz’Ordine Francescano dell’Immacolata. So di un gruppo di anziane signore abituate a dire il Rosario prima della Messa in un nostro Convento. Avevano chiesto di fare la professione secolare e così indossare l’abito religioso dei Terziari Francescani per morire con quell’abito, tanto caro anche al B. Pio IX e al B. Giovanni XXIII. Il Commissario Apostolico ha imposto di togliere l’abito religioso a tutti i Terziari Francescani dell’Immacolata. I Frati sono andati da quelle signore a dir loro che non potevano più portare quell’abito. “Perché?” – hanno chiesto. “Il Commissario Apostolico ha detto che siete contro il Papa” – hanno risposto i Frati. “E perché siamo contro il Papa?!”. A questa domanda i Frati non hanno saputo rispondere.
  6. La proibizione di avere un proprio Seminario di studi teologici. Perché? Nessuna spiegazione dal Commissario Apostolico. E’ abolito e basta. Eppure tutti i professori che vi insegnavano si sono laureati e licenziati nelle attuali Università Pontificie: la Pontificia Università “Antonianum”, la Pontificia Università “Lateranense”, l’Istituto Patristico “Augustinianum”, la Pontificia Università di “Santa Croce” dell’Opus Dei, la Pontificia Facoltà Teologica “Marianum”, ed altre assolutamente approvate dalla Santa Sede. Ma forse anche queste Università Pontificie nell’intendimento del nostro Commissario Apostolico sono sospette di attività “Lefebvriane”, “contro il Papa”, “contro il Concilio”. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Mi chiedo se anche il nostro Commissario Apostolico abbia studiato a suo tempo pure lui in una di queste università che ora sospetta di cripto-lefebvrianesimo.
  7. Anche la gestione dell’economia è argomento di severo e costante rimprovero per noi da parte del Commissario. Noi non sappiamo gestire i beni – ha sempre detto. Dunque abbiamo bisogno di lui per farlo. In effetti circola la voce che per i suoi augusti servigi all’Istituto il Commissario ed i suoi invisibili collaboratori percepiscano a spese delle casse dei Francescani dell’Immacolata qualcosa come 5.300 euro al mese. Non c’è che dire: il Commissario ha dato subito prova di saperci fare con i soldi! Soprattutto con quelli di un Istituto di Mendicanti Francescani che non ha alcuna attività lucrativa per mantenersi. Leggo però nel testo della Liturgia delle ore del Servo di Dio il Papa Paolo VI, alla festa di S. Francesco di Sales, 24 gennaio, un brano tratto dall’ Introduzione alla Vita devota (I, 1) dello stesso, in cui è detto: «Dimmi Filotea, sarebbe conveniente se il Vescovo volesse vivere in una solitudine simile a quella dei Certosini? E se le donne sposate non volessero possedere nulla come i Cappuccini?» (Liturgia delle ore secondo il Rito romano-serafico – III, Assisi 1975, p. 1254). Mi chiedo se P. Fidenzio Volpi, Cappuccino, conosca questo aspetto della povertà cappuccina messo in così bella evidenza dalla Liturgia delle ore del Papa Paolo VI.
  8. Ho saputo della prossima chiusura di alcuni nostri conventi da parte del Commissario. Guarda caso erano gli unici Conventi dove c’era il permesso di celebrare la Messa nella forma promulgata dal B. Giovanni XXIII del 1962. I Vescovi in quei luoghi erano consenzienti. Anche quei Vescovi sicuramente sono pericolosi per noi e per la Chiesa, nonché per il Papa perché forse cripto-lefebvriani, amanti di una Messa e di una lingua che non deve più esistere.
  9. Non possiamo liberamente telefonare o usare il cellulare od il computer. Ci è stato detto che i nostri telefoni ed i nostri computers sono tutti controllati grazie ad un sofisticato sistema di spionaggio elettronico e tutto quello che diciamo e scriviamo sarà riferito al Commissario Apostolico. Così dobbiamo stare attenti a scrivere ed a parlare. I cellulari ed i computers che usiamo, siccome siamo Francescani dell’Immacolata commissariati, non godono della normativa sulla privacy.

Proprio per quest’ultima disposizione interna si è creato veramente un clima di sospetto e di terrore tra noi. Non sappiamo più chi abbiamo vicino. Stiamo molto attenti anche a parlare. Guai a scherzare, soprattutto sul Commissario Apostolico. Qualche micro registratore potrebbe essere nascosto nelle tasche del saio di qualche frate-spia che potrebbe riferire tutto al Commissario o ai suoi devoti servitori. Qualcosa di simile mi sembra di aver letto nelle memorie dei dissidenti sovietici ai tempi della NKVD o del KGB e ai tempi della Gestapo nella Germania nazista. Il tuo vicino può non essere un tuo amico. Anche se è una persona che conosci da anni: può essere invece il tuo traditore. Potresti pagare caro un tuo innocente intervento di commento sull’operato del Commissario e suoi stretti collaboratori: sono ormai una casta sacrale ed intoccabile. So di frati che sono stati trasferiti in conventi di altri continenti per semplici considerazioni fatte amichevolmente con i Confratelli sul Commissario Apostolico e la nuova gestione dell’Istituto. Questo sarebbe il carisma che il nostro amato Commissario deve “raddrizzare”, come dice lui, nelle sue lettere. Forse deve riportarci al tempo del “Padre dei Popoli”, come si faceva chiamare amabilmente il compagno Stalin, o del Führer, Adolf Hitler, al tempo dei suoi campi di concentramento e delle leggi razziali.

In effetti, pensandoci bene, è proprio sotto il Führer che è diventato santo l’ispiratore del nostro carisma Francescano-Mariano: San Massimiliano M. Kolbe….

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18 commenti su “Lettera di un Frate Francescano dell’Immacolata sotto Commissariamento Apostolico”

  1. Dante Pastorelli

    In tutta franchezza detesto gli scritti anonimi che mi suscitan molte perplessità. In questo caso sull’effettiva provenienza della lettera dall’interno di uno dei conventi dei FI. Mi par più probabile opera di qualche laico più o meno vicino ai frati perseguitati. Una lettera non difficile da scrivere giacché tanta parte delle notizie contenutevi sono di dominio pubblico.
    Ma anonimato e autore a parte, non ci si può non por la domanda: i frati continueranno a rimaner nel loro silenzio? Sopporteranno ancora a lungo o per sempre lo smembramento del loro Ordine, la soppressione dei loro seminari e delle loro case di formazione? Continueranno ad obbedir dinnanzi alla devastazione della loro opera missionaria? Giudicano davvero doverosa l’obbedienza ad ordini che non appaiono irraggianti giustizia e spiritualità? In sostanza, cosa intendono fare? Quale futuro posson immaginare e cercar di realizzare in un clima ecclesiale di feroce ostilità? Chi tra gli alti papaveri vaticani o tra i meno alti assisi su troni episcopali ha mosso o ha intenzione di muover un dito per venir loro incontro? Si piegheran tutt’i frati ed i loro punti di riferimento nella Gerarchia ad una normalizzazione condotta con metodi di allucinante coercizione, se quanto sopra esposto e quanto si legge in vari servizi (e non ho motivo per dubitarne) risponde a verità?

  2. A proposito della triste vicenda, propongo un Articolo che riassume alcune tappe della Tradizione in senso storico, l’ autore a mio avviso, tratta l’argomento e le relative problematiche in modo eccellente.

    [… Premessa

    In questi mesi molti Cattolici sono sconcertati e addolorati per quanto avviene in seno all’Ordine dei Francescani dell’Immacolata, in particolare per i provvedimenti del Commissario Apostolico, padre Vincenzo Volpi. Proprio in questi giorni è apparsa su alcuni blog una lettera anonima di un Frate dell’Immacolata, in cui si denunzia la proibizione di celebrare la Messa tridentina, la soppressione del Seminario, il divieto di scrivere articoli sui settimanali cattolici, l’interdizione di dirigere gruppi di laici, oltre alla chiusura di Conventi ed alle misure di stretta sorveglianza cui sarebbero sottoposti i membri dell’Ordine.

    Pur non potendo non apprezzare l’opera svolta dai Reverendi Padri, e non volendoci esimere dall’esprimere loro il massimo appoggio – solidarietà, direbbero alcuni – crediamo nondimeno nostro dovere richiamare l’attenzione sugli aspetti di questa vicenda che i commentatori hanno sinora ignorato, e che a nostro avviso non dovrebbero esser trascurati, per trarne insegnamento.

    Vogliamo quindi esporre il nostro pensiero, confidando che esso possa suscitare una proficua discussione in seno alla comunità tradizionale e, a Dio piacendo, un sincero esame di coscienza da parte di alcuni Frati dell’Immacolata. Tutto questo in spirito di carità fraterna e con uno sguardo il più possibile soprannaturale…. ]

    continua su …..

    http://opportuneimportune.blogspot.it/2013/12/fsspx-e-ffi-due-casi-analoghi-dagli.html

    1. sottoscrivo!!!!

      e aggiungo:lo vuole il Papa e quindi la Chiesa….

      continuate,lo vuole il Papa è la Chiesa!!!!

      Non cadete nell’errore….della disobbedienza;

      ci sono passati i santi!!!!

      Secondo gli storici Padre Pio ha avuto ostacoli dal Beatissimo Roncalli;

      Don Bosco ha dovuto parlare direttamente con il Capo della Chiesa!!!!

      A Padre Pio fu inviato Padre Gemelli,senza allcun ordine scritto….

      I mediatori delle “Grazie divine”ci sono sempre stati!!!!

      Molto spesso,quando si fa bene,meglio di ogni aspettativa,soprattutto quando si rispetta l'”ordine soprannaturale delle cose”sono inevitabili

      “restrizioni”che paragonarle a regimi politici è sminuirle!!!!

      agginugo:lo vuole il Papa e la Chiesa.

      Failed.L’ultimo Figlio.

  3. Cesaremaria Glori

    I nostri frati Francescani dell’Immacolata non faranno nulla sino a quando il loro fondatore obbedirà in silenzio. Si farebbero uccidere piuttosto che disobbedire, perché nell’obbedienza sino all’autoavvilimento sta la loro debolezza e la loro grandezza. L’esempio di san Pio è ancora troppo vivo per non essere da loro ricordato. L’accanimento del soviet dei persecutori è strumentale per costringerli alla ribellione, perché è quello che costoro vorrebbero. Una ribellione li farebbe esultare per poi esclamare eccitati come Caifa: “vedete? Ecco come mantengono il giuramento di obbedienza. I F.I sono i nuovi gesuiti fedeli al loro giuramento perinde ac cadaver. I gesuiti attuali… Beh! Lasciamo perdere. Non facciamoci illusioni e non cerchiamo di coinvolgere direttamente i F.I. nella nostra campagna di opposizione e di protesta. La nostra è sacrosanta e doverosa. ma loro debbono essere lasciati in disparte. Il loro martirio silenzioso è la risposta migliore che essi possono dare. Al resto penserà la Provvidenza. Noi possiamo essere strumenti della Provvidenza, ma loro debbono essere salvaguardati e lasciati indisturbati nel loro silenzioso martirio. E’ questa la loro forza che fa inasprire la persecuzione che ora sta divenendo imbarazzante per gli stessi vertici che l’hanno autorizzata (Card. Braz de Aviz! e, forse, qualcuno ancora più in alto).

    1. L’esempio di san Pio è ancora troppo vivo per non essere da loro ricordato.

      ****
      Gentile Cesaremaria, mi permetta di correggerla. L’esempio di Padre Pio troppo spesso ed impropriamente chiamato in causa dagli stessi modernisti per obbligare a ubbidire ai loro dictat, non è nemmeno paragonabile, nè per il caso della Fraternità S. Pio X , nè per i FI.

      Perchè si chiederà? …cercherò di spiegare.

      S. Padre Pio non aveva la responsabilità di un Ordine e quindi di centinaia di subalterni, egli ha agito così perchè era lui stesso un semplice subalterno, non facciamoci trarre in inganno, mettendo legna da ardere nel camino dei nemici della Chiesa per favore….

      Se la Provvidenza non avesse mosso la ” disobbedienza ” di Mons. Lefebvre, agli errori ed orrori dei modernisti, oggi non staremmo a discutere del caso dei FI, ma soprattutto non avremmo avuto il Motu Proprio per la S. Messa Tridentina, MAI ABROGATA pena l’ anatema di S. Pio V.

      I modernisti conoscendo bene tutto ciò, (come i nemici del popolo che conoscono molto bene la storia) , hanno pensato che bastava fare cadere in oblio la S. Messa cattolica Tridentina, nascondendola, banalizzandola così che avrebbero potuto per distruggerla, senza incorrere in anatema…… ma soprattutto senza che i fedeli si accorgessero di nulla…..

      Ma a me pare che i Disegni di Dio sono altri. Non condiamo e/o confondiamo cose drammaticamente diverse, con l’obbedienza di S. Padre Pio.

      Cordiali saluti.

  4. Giovanni B Solinas

    JMJ
    E’ il momento di prendere in mano il vostro destino. Come ha detto Berg ai giovani a rio “fate c….”
    Prendete a calci fr Bruno e il commissario del KGB del CVII e diventate indipendenti,
    La Provvidenza del Signore (che è CATTOLICO) sa come assisterVi.
    Altrimenti sarete condannati ad un esilio peggiore di quello di Babilonia.
    Viva Cristo Re.
    Giovanni

  5. Dante Pastorelli

    Anch’io credo, e l’ho scritto altrove, che i FI eserciteranno l’obbedienza nella carità e che non bisogna trascinarli in polemiche o pur nobili difese che devon rimaner in ambito laicale. Il mio commento di sopra, con le sue domande, nasce dalla lettera del presunto frate (e se fosse un perfido provocatore?) e dalla voce assai diffusa d’una possibile richiesta all’Ecclesia Dei d’approvazione di un nuovo ordine da parte di un gruppo consistente, si dice maggioritario, dei membri della congregazione in via di disfacimento indotto.

    1. l’obbedienza nella carità….

      ***
      Certamente, sono d’accordo…. ma la vera CARITA’ esige che la si applichi nelle cose di Dio e della Sua Chiesa, di conseguenza alle anime che sono state lasciate senza la loro abituale guida, tra l’altro in un momento così triste e buio, sia per quanto riguarda il destino della Nostra Italia e della Chiesa, mai vissuto prima pur con tutte le tragedie che conosciamo …..

      Vedasi crisi economica ed estenuante invasione di extracomunitare di altre religioni contrarie e nemiche della Fede Cattolica, che con l’aiuto di un ecumenismo idolatra vaticanosecondista, hanno oramai preso il sopravvento, grazie alle “catechesi” e prassi non cattoliche da scuola biblica (condannata dalla Pascendi ) ….. quanto tempo ancora si dovrà attendere ad una presa di coscienza?

      La società di un tempo, malgrado le gravità cui furono sottoposti per certi periodi, non fu mai attaccata da tutti i fronti come invece lo siamo oggi. Si pensi ai Monaci che doipo la distruzione dell’Impero Romano, aiutarono le persone a risollevarsi malgrado le invasioni e distruzioni dei popoli barbari. A quel tempo la Chiesa Una Santa Cattolica, un solo Rito una sola lingua, definiva nero ciò che era nero e bianco ciò che era bianco…. oggi invece, viviamo lo stesso dramma di allora…. disfatta dell’impero romano = disfatta dell’Italia economica, politica e culturale, invasioni barbariche = invasioni di extracomunitari che vorrebbero farci schiavi ….. dei goim dei dhinni

      La Chiesa Cattolica fu sempre fedele a Cristo e al suo Deposito, e i fedeli non furono lasciati soli.

      Una gravissima malattia non la si cura con l’aspirina ….. mi dispiace per coloro che ancora credono in questo ” miracolo” . La Fede la si pratica e la si difende con la preghiera che non è mai disgiunta dai fatti. Questo è ciò che anche la Storia ci ha trasmesso, questo è ciò che la Storia insegna. Mai e poi mai farsi beffe o banalizzare la Storia, così come mai banalizzare il Magistero della Chiesa che di certo non è nato con il concilio pastorale vaticano II, ma è incluso nei XX Concili Dogmatici precedenti.

      E in tutto questo…il papa o vescovo di Roma come egli si definisce….continua a parlarci di accoglienza dei profughi ( invasione extracomunitari) ….. un giorno si e un altro si.

      A volte mi sembra che qualcuno parli come se avesse la pancia piena… ritengo invece che si debba pensare a chi è rimasto in un forzato digiuno voluto ed imposto da quando qualcuno decise di indire il C.Pastorale II…..questi sono i veri poveri e i veri profughi!!

      I FI dovrebbero, conoscere certe implicazioni ….. non stanno scegliendo solo per le loro persone …. ma a loro sono state affidate delle anime….. si regolino di conseguenza.

  6. Obbedienza! In nome dell’obbedienza i gerarchi della chiesa conciliare pretendono dai buoni cattolici che pongano fine all’opera santa che il Signore ha benedetto. Ma se in nome della santa obbedienza si può concedere che tacciano e si astengano dalla celebrazione della Messa cattolica, non si può chieder loro che celebrino in nel rito riformato, che nega a Dio il culto che Gli è dovuto e indebolisce nei fedeli la fede e la spiritualità. Obbediscano quindi, e preghino per i loro persecutori, ma non a scapito della Fede, perché ne dovranno render conto a Dio, che è un Dio geloso e che non tollera chi serve a due padroni.

    1. Dante Pastorelli

      I frati sapran decidere, ché ne hanno gli strumenti, qual via seguire per salvar la loro vocazione sacerdotale missionaria. Son essi, che vivon dall’interno e in prima persona la loro situazione drammatica, a dover tutto valutare ed analizzare le conseguenze dei pro e dei contra. Avendone ben conosciuto qualcuno, credo che, come ho già detto, procederan sulla strada dell’obbedienza nella carità. Non possiamo esser noi a stabilir i confini delle due virtù, restringendo o allargando la distanza tra i paletti ch’essi stessi vorran porre. Il tirarli di qua e di là su fronti contrapposti non serve a niente, e ad essi non reputo che tale tirar per la tonaca sia gradito. E quanto alla Fede non ritengo che qualcuno di noi ne abbia tanta e tanto più profonda da poter insegnargliela. Salir sul pulpito, dall’esterno, è molto facile.

      1. I frati sono religiosi e come tali la loro missione PRIMARIA sono le anime …. questa è la vera obbedienza nella carità……diversamente, sono al pari dei laici i quali devono pensare PRIMARIAMENTE a se stessi e alla propria anima….

        Noto che vi son persone che in un modo più o meno palese intimano il silenzio sul caso dei FI. C’è chi lo fa criticando aspramente il prof. De Mattei, chi invoca silenzio e preghiera, puntando il dito verso chi non si confae a tale ” invito ” addirittura accusando di aver arrecato danni ai FI….. ullalà….. questo si è parlar chiaro……

        Credo sia anche questo un modo come un altro, per salir sul pulpito dall’esterno avendo però la “pancia piena”. C’è chi al contario è costretto da 50 anni ad un digiuno forzato e giustamente si scandalizza e si indigna,……

        oppure chi, avendo assaporato l’ottimo cibo spirituale non accetta che gli venga privato….

        Se la Storia della Chiesa avesse seguito questo nuovo corso, intriso di uno strano modo di intendere l’ubbidienza a Dio…. non avremmo avuto nè Santi, nè Arte, nè Civiltà nè Cultura …..

        Prima l’ubbidienza a Dio e poi agli uomini. Gli Ordini Religiosi sono voluti da Dio….guai a quegli uomini che si azzardano a rovinare un’Opera di Dio.

        ….. la S. Messa Tridentina è il CUORE della Tradizione, condannare e denunciare orrori ed errori del concilio pastorale II è il DOVERE di ogni cattolico, specie se questi è religioso e ha responsabilità di anime. ….. Detto questo, detto tutto…. il resto son punti di vista personali, che ovviamente in tanti non condividono.

        Il coraggio è un Dono che viene dallo Spirito Santo che soffia dove, come e quando vuole …… e fa tremare gli empi…così nella Storia, passata presente e futura…..

        Auguro ai FI di farsi coraggio e di scegliere per il bene della Chiesa e delle anime a loro affidate, specie in un momento così terribile per l’umanità, ma soprattutto per la Nostra Italia,afflitta da politici che non meritano d’ esser chiamati tali ma con ben altri titoli….. un Italia e una Europa che non è più cattolica e ammorba dei peggiori vizi e drammi sociali, nonchè da future leggi assassine contro l’Istituzione della Famiglia…..ORA più che mai, i religiosi sono chiamati ad una altissima responsabilità…… si regolino di conseguenza…… e quasta è la vera ubbidienza nella carità.

    2. Mi permetta di complimentarmi con lei gentile ed acuto Cesare Baronio. Si, Dio il nostro Dio, la prima Persona della SS. Trinità è geloso e non tollera che si serva a due padroni.

      Ho dato un’occhiata al suo prezioso blog e ho notato che lei è stato vittima di minacce…. me ne dolgo profondamente!

      Ne approfitto per augurarle ogni bene e confidiamo che i responsabili di così gravi fatti, vengano identificati.

      Ho visto inoltre che ha appena scritto una notizia assai preoccupante, ossia l’ Ecclesia Dei avrebbe respinto la domanda di 230 frati dell’ Immacolata, nella quale chiedevano di costituire un Ordine come istituto regolato dal Motu proprio Summorum Pontificum.

      Inamissibile….. le motivazioni? ….. quelle vere forse non le sapremmo mai….. a meno che qualche frate non decida di smascherare i lupi e i rapaci.

      http://opportuneimportune.blogspot.it/2013/12/aggiornamento-sui-ffi.html

      1. Dante Pastorelli

        E’ molto facile, dall’esterno, ribadisco, salir sul pulpito ed addirittura insegnar ai frati come seguir la loro coscienza, specie se protetti da comodi nick.
        Saranno essi ad assumersi tutte le rersponsabilità davanti a Dio e alla Chiesa. Ho firmato l’appello di de Mattei che stimo, e che, credo, ricambi i miei sentimenti anche per comuni alte amicizie, e così stimo Deotto e Vassallo. Quest’ intellettuali cattolici ci metton la faccia in quel che scrivono e dicono perché son persone che alla dignità ci tengono.

        1. Si ricordi che:

          Non importa chi sia la persona che scrive, ma cosa la stessa scrive….. e mi permetta di aggiungere che non sta a lei dire e/o accusare se una persona sale o no sul pubblico …questo lo lasci decidere a Dio, che sa e conosce chi è “protetto anche da un comodo nick”……

          Per il resto, ribadisco quanto ho già scritto sopra.

  7. Sono molto colpito da questi eventi ma ad essere sincero mi sembrano fatti che deviano chi vede queste scene io da cattolico praticante resto deluso per tutti questi eventi che fanno capire sempre più l’attaccamento di alcune persone ai soldi e al potere a sfregio di chi veramente segue DIO .
    Forza Padre Stefano

  8. Giulio Rosati

    Sentite qualcuno sa perché c’è il Commissariamento? Dalla Rete risulta che le cause di questo commissariamento sono futili. In Rete si rinviene l’atto stesso che lo autorizza. Basta leggerlo per farsi un’idea basata su qualcosa di più reale che l’opinione di questo o di quello. Non si capisce proprio come sia stato possibile autorizzarlo. Sembra davvero solo un grave errore formale e sostanziale della Santa Sede. Un Commissariamento dovrebbe essere motivato da cause di una certa importanza. Sembrerebbe che andrebbe commissariata la Santa Sede. Ma tale commissario credo che sia già a lavoro e noi tutti lo chiamiamo Dio. Perché più in alto del Santo Padre e della Madre Chiesa c’è solo Lui. Il fatto che Papa Francesco abbia firmato e autorizzato il commissariamento e il fatto che di fa fotografare con alcuni dei frati dell’immacolata a Santa Maria Maggiore ( come a tranquillizzare che si sta prendendo cura di loro), non prova che sia al corrente in modo esatto di quello che sta succedendo. Che sia stato informato correttamente. Che venga informato e aggiornato correttamente. Lo stesso o gli stessi che gl i consiglierebbero di fare delle foto tranquillizzanti a Santa Maria Maggiore con i frati dell’Immacolata, potrebbe o potrebbero essere gli stessi che gli hanno messo sotto l’atto da firmare, informandolo chi sa come. E’ una coincidenza che l’autorizzazione di questo atto sia stata chiesta al Papa entrante e in tutti questi anni non sia stata chiesta al Papa uscente? Chi sa, magari chi l’ha chiesta perché riteneva necessario questo commissariamento sapeva che aveva qualche possibilità di ottenerlo solo con un Papa diverso dal vecchio? Papa Francesco, da poco insediato, con tante questioni prioritarie da affrontare, può darsi che non si nemmeno accorto di quello che stava firmando. Ora però di tempo e di comunicazioni per farsi un’idea più chiara dovrebbe averli avuti? Comunque da buoni cristiani rimettiamoci alle mani del Signore. Prima o poi, lo Spirito Santo riuscirà a fare ordine. Come sempre. E come sempre sarà. Come ci ha chiesto Lui stesso all’inizio del suo pontificato, preghiamo per Lui, che Dio lo aiuti a vedere chiaramente quello che succede e gli indichi la strada giusta da seguire. Buon 2014 a tutti.

  9. Parlando di misericordia e misericordina si dimentica la chiesa santa e cattolica. Dietro questo decreto non c’è il papa, che non ne sa niente, ma vecchi volponi. Ormai sono rimasti pochi fari di cattolicità. e ricordiamo al commissario che il concilio vaticano 2 non aggiunge nulla alla rivelazione..Frati resistete il SIGNORE ci manderà pastori più degni.

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