Lettera di un migrante, o profugo, o pusher…

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Non posso dire chi ha inviato in redazione questa lettera. Posso solo dire che il “signor X” che l’ha inviata sostiene che è una lettera indirizzata al Papa, intercettata dalla censura del carcere di Bologna. Sarà vera? Sarà falsa? Mah! Però è, diciamo così, verosimile. E come tale ve la proponiamo…

PD

.

zzmgrntBeatissimo Padre.

mi chiamo Mohammar Abdul, nel mio paese di origine sono stato condannato per vari reati, non di pensiero e di opinione contro un feroce regime dittatoriale, ma perché mi dilettavo a commettere furti e rapine, una volta ho anche ucciso un coetaneo, ma così, senza volere, eravamo solo alticci: tutta colpa dell’alcool di quella maledetta distilleria illegale che si trova dietro la grande moschea della mia città.

A quel punto ho deciso di fuggire clandestino dal mio paese, perché ero ricercato dalla polizia. Per scappare mi sono messo in contatto con degli scafisti che trasportano uomini, donne e bambini che fuggono da paesi in guerra e da regimi sanguinari, procurando a questi traghettatori molta povera gente disposta a pagare tutto ciò che avevano per intraprendere certi viaggi a rischio. Facendo così, io sono stato imbarcato gratis e con qualche soldo di percentuale in tasca.

In Italia ero già in contatto con diversi amici “profughi” già attivi sul vostro territorio, i quali mi avrebbero inserito nel giro dello spaccio di droga che mi avrebbe consentito di vivere. E così sono giunto “profugo” in Italia assieme a molti altri come me, tutti uniti a profughi provenienti da situazione davvero disperate. Tanto distinguerci gli uni dagli altri era impossibile, tutti avevamo distrutto i documenti.

Ho stuprato un paio di ragazze senza che nessuno mi beccasse, ho derubato qualche vecchio pensionato, ho causato la frattura al femore di una ottantenne, ma non perché volessi, è accaduto solo perché quella deficiente s’era aggrappata alla sua borsetta. Ma quanto sono attaccati ai loro maledetti soldi questi italiani, specie le vecchie carampane che prendono 650 miseri euro di pensione al mese!

Purtroppo, di recente, sono stato arrestato a Bologna, perché un gruppo di profughi del Magreb mi avevano affidato un chilo di hashish da spacciare e la polizia mi ha scoperto.

Se Vostra Santità potesse dire alle autorità giudiziarie italiane che bisogna essere accoglienti, includenti e misericordiosi, forse mi faranno uscire dal carcere e semmai lo Stato italiano potrebbe chiedermi scusa.

La ossequio ricordandole con l’occasione che tutti noi adoriamo lo stesso Dio, non presti dunque alcuna attenzione a quando i nostri più autorevoli capi religiosi vi chiamano “infedeli” e “idolatri”, lo fanno solo perché la nostra cultura è interamente impregnata da grande senso dell’umorismo. Come quando in certi nostri paesi scannano i cristiani, non lo fanno mica per cattiveria: lo fanno solo per scherzare.

 .

Mohammar Abdul

Profugo – incarcerato a Bologna per spaccio di droga

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9 commenti su “Lettera di un migrante, o profugo, o pusher…”

  1. Mi pare, come si dice a Roma, ‘nà sola.

    Costui si presenta come un novello S,Francesco, si lamenta perché non può rubare onestamente, spacciare o stuprare, ha fatto bene a scappare dal suo paese, se lo prendevano non avrebbe avuto più problemi, questi tipi i quali esistono a prescindere dalla lettera fasulla, dovrebbero essere resi inoffensivi per la società, qualche idea l’ho, ma credo che sia il caso che me la tenga per me.

    1. Ma Francesco, questa lettera chiaramente fasulla, è indirizzata a quell’uomo di cui parla Viglione
      ed é un altrettanto chiaro atto di accusa!!
      Un accusa fatta a presa di giro, o umoristica per essere più gentile, ma terribilmente vera e
      giustamente pesante!
      Complimenti caro PD!!

  2. Mi sembra un’immensa bufala, un mussulmano per quanto privo di senso morale e votato al male, mai si esprimerebbe così.
    Mi sembra scritto invece da qualcuno che vuole screditare ciò che l’italia fa, ma non soltanto, bensì anche per ridicolizzare chi protesta per gli sbarchi che ci stanno ulteriormente destabilizzando.

  3. mah…troppo sarcastica e paradossale per essere vera. va bene contrastare l’immigrazionismo, ma francamente l’aggettivo “verosimile” è quantomeno inopportuno.

  4. ah ah ah … molto divertente!
    La lettera è un falso, chiaramente (“Muhammar Abdul” – più o meno “Mario Rossi” – un musulmano che sa esattamente come riferirsi al Papa: “Beatissimo Padre”, “Vostra Santità”, suvvia!) ma è il ritratto di molti degl’immigrati – non voglio dire “di tutti” perchè sarebbe ingiusto – che ci stanno accanto grazie all’acquiescienza dei nostri politici ed alla complicità dei nostri preti!.

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