L’Europa e i rintocchi di una lenta e penosa morte  –  di Cristiano Lugli

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Giornata mondiale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia” … oggi le campane dovrebbero suonare a morto, oggi come 9 anni fa, oggi come tutti i giorni dovrebbero rintoccare i colpi da requiem, per ogni abominevole ed ingiusta campagna mediatica che viene mossa anzitutto contro Dio, e poi contro l’innocenza dei bambini che vengono istruiti a colpi di perversione.

di Cristiano Lugli

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zzzzbndrfnLa peggior forma di disuguaglianza è chiamare allo stesso modo cose diverse. Così diceva il Gigante di Stagira due secoli e mezzo fa.

Oggi, 17 maggio 2016, si ricorda, come ogni anno dal 2007 – anno in cui il Parlamento europeo la istituisce – la “Giornata mondiale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia”, termini questi ultimi partoriti in seno ad una rivoluzione del linguaggio che non ha precedenti storici.

In molte città d’Italia e del mondo, oggi saranno fatti proclami che non solo falsano completamente la realtà oggettiva che in particolare riguarda l’Europa, ma sarà dato un ulteriore incentivo allo “stile di vita omosessuale”.

I presupposti di una terminologia priva di criteri logici farà da padrona in un giorno in cui vengono invece fatti avanzare ulteriori passi di demolizione per l’essere umano.

Il sistema mass-mediatico, gestito dalle migliori leadership gay-friendly, appoggia e promuove da anni questa enorme farsa che porta il nome di “omofobia”, un ulteriore richiamo verso uno stato di paura che le lobby LGBT vogliono e riescono a creare per meri scopi propagandisti.

Puntualmente oggi si fa sentire l’Ilga ( International Lesbian, Gay, Bisexual and Trans and Intersex association ) con il consueto report annuale che il quotidiano Repubblica descrive come  “una fotografia del mondo, con i colori a raccontare diritti che arrivano, nazioni dove si è ancora costretti a nascondere le proprie scelte d’amore, condanne e leggi antidiscriminatorie che avanzano a fronte di un’ondata omofoba che dall’est dilagala nei paesi dell’ex blocco sovietico”. 

Uno studio che ha ovviamente tutte le caratteristiche per essere ritenuto fallato e privo di fondamenti onesti e precisi; uno studio che esorta a meditare i problemi che ancora affliggono le comunità omosessuali nel mondo, ma che allo stesso tempo elogia i grandi passi avanti fatti in molti stati, tramite leggi anti-discriminatorie. Viene in qualche modo criticata anche l’Italia, che avrebbe l’imperdonabile colpa di non aver ancora approvato l’aggravante omofoba sui reati di discriminazione: Renzi&Boschi gay-corporation hanno però già provveduto.

Si attacca ovviamente il nord-Africa in cui l’omosessualità è punita con la pena di morte o la lapidazione, salvo poi dimenticarsi che in molti casi questa è prevista anche per i cristiani.

Nello studio vengono elencati i 70 stati che hanno leggi contro la discriminazione sul lavoro, 22 che riconoscono le “nozze” gay, fra cui – dice sempre Repubblica – “la cattolicissima Irlanda dopo uno storico referendum“.

Ilga avrebbe raccolto 100.000 interviste in tutto il mondo per captare quale sia la visione globale che emerge verso le persone omosessuali; un dato – ammesso che sia vero- tutt’altro che sfavorevole: il 67% pensa che gli omosessuali dovrebbero avere gli stessi diritti degli eterosessuali.

Le comunità LGBT fanno però sapere che il pericolo sarebbe ancora imminente in un’ Europa ancora infarcita di pregiudizi “tradizionali” ed influenzati da un Cristianesimo ed una chiesa che discriminano i comportamenti omosessuali, non equiparandoli al modello di famiglia vera.

Se l’anno scorso però Ilga vedeva l’Italia come un paese arretrato rispetto agli altri, quest’anno pare proprio che qualcosa sia cambiato, e che l’Italia sia riuscita a guadagnarsi le giuste simpatie accaparrando un dato percentuale del 78% per ciò che concerne il livello di accettazione verso l’omosessualità.

Ebbene, anche oggi le campane dovrebbero suonare a morto, oggi come 9 anni fa, oggi come tutti i giorni dovrebbero rintoccare i colpi da requiem, per ogni abominevole ed ingiusta campagna mediatica che viene mossa anzitutto contro Dio, e poi contro l’innocenza dei bambini che vengono istruiti a colpi di perversione.

È ora di cominciare a reagire in maniera decisa e forte, come poco tempo fa diceva il Professor Viglione, per non far parte di quei pavidi che parlano vergognandosi di dire per quale Stendardo combattono, intonando come controparte un vuoto aconfessionalismo che, oltre a non portare frutto, risulta inopportuno e ridicolo.

Il termine “omofobia”, così come il termine “discriminazione”, viene vergognosamente inventato ed abusato dalle associazioni LGBT, contro chiunque si opponga alla loro patologica ed illiberale concezione di “uguaglianza”. Con questo meccanismo sono finalmente riusciti a decostruire di sana pianta la trasparenza del linguaggio, e ciò si riscontra in tutte le persone che cercano di giustificare la propria posizione contraria rispetto all’omosessualità: sempre infatti si sentirà uscire dalla bocca di costoro la frase “io non sono omofobo...”, con la conseguente “giustificazione” di tale posizione controcorrente, se così si può definire.

“Uno stato dev’essere laico, gli stati confessionali finiscono male” – docet Franciscus, dunque invece che indire atti pubblici di riparazione contro le offese che vengono commesse contro il Sacro Cuore di Gesù e Maria da parte dei governi mondiali, si pensa a come convivere con chi ha in mente di tagliarci la gola, si paragona la loro “credenza” alla nostra. Si parla di medesima venerazione verso la Vergine Maria.

Ecco perché si permette di “commemorare” a livello mondiale una giornata contro l’ “omofobia”, senza che nessuno ormai batta più ciglio, ma anzi, con il presidente della Repubblica Italiana che offre un invertebrato e squallido discorso nel nome della tolleranza e della non discriminazione, offrendo così al gay-PD la possibilità, proprio oggi, di chiedere lo sblocco per il c.d. ddl Scalfarotto ancora fermo in Senato.

Ecco i frutti di uno stato che deve essere assolutamente laico, detronizzando Cristo ed esaltando i moloch laicisti della “libertà”, dell’ “uguaglianza” e della “fratellanza”, da 60 anni cari anche alla chiesa con impronta vaticansecondista.

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13 commenti su “L’Europa e i rintocchi di una lenta e penosa morte  –  di Cristiano Lugli”

  1. A quando la Giornata mondiale contro la famigliofobia? Scusate, dimenticavo, questa è europa è famigliofobica.

  2. Il “punto” è verso la fine: la riduzione della Fede a “credenza”.
    Fede è il libero assenso dell’intelletto a Dio Rivelante; credenza è “Mi pare che sia così”.
    Fede si basa su di Lui -Lui Incarnato, Vicino e Presente; credenza si basa su di me -me stravolto, isolato con il mio proprio fragile “self”, roso dal dubbio e atterrito.
    Fede presuppone che l’uomo abbia bisogno di vedere e toccare Dio -che gli si è fatto visibile e toccabile; credenza presuppone che l’uomo RIFIUTI l’Incarnazione, per poter “costruire la PROPRIA Torre di ipotesi su Dio”.

    La Massoneria nacque dopo gli inestricabili dilaniamenti delle innumerevoli sette protestanti fra loro (mille “Mi pare”); si rivolse però, e si rivolge, contro l’unica Sponsa Christi, che non è per nulla un club di opinione

  3. La UE mostrerà il suo vero volto (nella parte bassa e posteriore del corpo umano) questa estate,non ricordo se in luglio od agosto,mi sembra ad Amsterdam,comunque in Olanda durante un gay pride internazionale. Ci sarà infatti il carro omosessuale in rappresentanza della UE. Come dice Mourinio nella nota pubblicità :” Più chiaro di così”.. Però anche allora non so se avremo toccato il fondo,perché pare ormai che non ci siano limiti e freni.

    1. Cristiano Lugli

      Ha più che mai ragione, caro Professor Vassallo. Non lo è. Per questo va rigorosamente usata la minuscola, giusto per definire un insieme di patologiche cose, come Lei dice, rappresentate da un altrettanto insieme di patologici individui.

  4. In questo giorno gravissimo, il disertore Bergoglio si nasconde dietro discorsi di ovvia e demagogica moralità, confermando il suo delitto di omissione.

  5. Confermo. Su internet potrete trovare la notizia che questa estate una barca della Commissione Europea parteciperà al gay pride di Amsterdam tra i canali della città. D’altra parte uno di questi “europeisti” che spinge di più per il riconoscimento dei “diritti” lgbt è Junker. Chissà se poi i partecipanti della barca della Commissione Europea parteciperànno poi ai vari festini che in serata ci saranno……

    1. la diffusione delle pratiche omosessuali è direttamente funzionale al piano strategico di distruzione della famiglia come cardine di una società.Tutto poi verrà venduto all’asta.

  6. Tutto questo nel silenzio micidiale di una gerarchia cattolica (nazionale e continentale) che tace in TV, tace in radio, tace sui giornali, tace dai pulpiti. Che senso ha predicare dall’altare l’avvento dello Spirito divino, chiedere che ci faccia pregustare le cose sante, invocarne la luce, e poi tacere inesorabilmente di fronte ad un male che dilaga perchè non trova non dico una diga, ma neanche un cespuglio a frenarlo? Se i pastori non guidano il gregge, che senso ha lamentarsi che questo non segua più i pastori? E mentre preti, frati, vescovi si aggrovigliano in contraddizioni, Lucifero se la ride a crepapelle, ed è sbronzo a furia di brindare.

  7. Caro Alessandro, lucifero ha più poco tempo per ridere a crepapelle e per sbronzarsi……sa che stanno per scadere i cent’anni che Dio gli accordò per mettere alla prova la chiesa (vedi la famosa visione di Papa Leone XIII del 1884)

  8. A costoro porranno fine quei musulmani che essi stessi si gloriano di far entrare. Dopo il lavoro sporco fatto dagli islamici, arriverà l’Armata Rossa a rimettere le cose a posto. Oramai si è arrivati al punto di non ritorno. Tra 20 anni si saranno perse le tradizioni orali e le testimonianze dirette di una Fede e di una Civiltà. Arriveranno i barbari e poi un nuovo Carlo Magno. Mettiamoci l’anima in pace.

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