Lgbt: la retta Dottrina è molto chiara, ma i Vescovi molto confusi

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp

Pessime notizie. Da una parte un Vescovo, che afferma la retta Dottrina, viene perseguitato; dall’altra un Vescovo, che tradisce la retta Dottrina, viene osannato. Incredibile, ma vero.

.

zzzzvscvcfIl caso del Vescovo di Chur

Partiamo col primo caso. In Svizzera, un gruppo di attivisti omosessuali, denominatoPink Cross, appartenente alla Swiss male homosexuals, ha annunciato di aver sporto querela nel Canton Grigioni contro il Vescovo Vitus Huonder di Chur, accusato come al solito di «omofobia» e giudicato “reo” di aver citato il Libro del Levitico nel corso di una conferenza tenuta lo scorso 31 luglio a Fulda, in Germania, conferenza dal titolo «La gioia nella fede», promossa da un’organizzazione laicale, il Forum Deutscher Katholiken. Al termine dell’evento, è stato emesso un comunicato, in cui sostanzialmente si ribadisce la retta Dottrina della Chiesa in fatto di morale sessuale.

Mons. Huonder ha semplicemente mostrato, alla luce della Sacra Scrittura – Antico e Nuovo Testamento – i brani, che consentono di comprendere il piano di Dio circa matrimonio e famiglia. In particolare, a proposito dell’omosessualità, ha letto due brani tratti appunto dal Levitico, che la condanna, ponendo chi la pratichi in una condizione di «peccato grave». Ma – ha spiegato il Vescovo di Chur – già l’ammettere l’esistenza di più modelli di matrimonio o di famiglia rappresenta, di fatto, «un attacco al Creatore, ma anche al Redentore ed al Santificatore, vale a dire alla Santissima Trinità». Per questo ha invitato tutti a rifugiarsi nella fede, che «è un aiuto per tutti», anche per «riorientare queste inclinazioni, controllare le proprie passioni e vivere virtuosamente, in accordo coi Comandamenti di Dio».

Le feroci, ingiuste ed ingenerose polemiche seguite al suo intervento hanno indotto Sua Eccellenza ad emanare un comunicato in data 3 agosto, comunicato in cui spiega come le critiche dipendano dall’aver «equivocato» le sue parole e come non fosse assolutamente sue intenzione «sminuire gli omosessuali», bensì proporre in merito l’insegnamento della Chiesa, come ha dimostrato citando i relativi passi del Catechismo.

Ma il presidente della Conferenza episcopale svizzera, mons. Markus Büchel, anziché esprimergli solidarietà, ha preferito prender le distanze dal suo Confratello, dicendo che non importa quali siano gli orientamenti sessuali di un individuo, purché si comporti in «modo responsabile». Mathias von Gersdorff, autore cattolico e convinto pro-life, ha notato come gli attacchi più pesanti e le intimidazioni più violente siano giunti a mons. Huonder proprio da quegli stessi ambienti ecclesiali progressisti, che spingono perché il prossimo Sinodo stravolga la retta Dottrina, allineandola all’agenda Lgbt. Il Vescovo di Chur – si noti -, se riconosciuto colpevole, rischia fino a 3 anni di carcere oppure una pesante ammenda.

Il caso del Vescovo di Cadice

Contemporaneamente, le agenzie, tra cui Médias-PresseInfo, hanno battuto la notizia del secondo caso: il Vescovo di Cadice e Ceuta, in Spagna, mons. Rafael Zornoza Boy (nella foto, a sinistra, assieme a papa Francesco), ha ammesso un transgeder nato donna, Alexander Salinas, come padrino per il battesimo di suo nipote, il figlio di sua sorella. All’inizio aveva respinto la sua richiesta, come previsto dalla Chiesa, ma partendo già col piede sbagliato, ovvero senza contestargli il perseverare in una condizione di oltraggio alla morale cattolica, bensì soltanto il fatto di non condurre «una vita cristiana coerente, a prescindere dalla condizione sessuale». In ogni caso, alla fine, complice anche una campagna, mediatica e di piazza, totalmente avversa, ha ceduto alle pressioni Lgbt ed acconsentito all’improbabile richiesta, motivando ciò in modo sconcertante: il futuro “padrino” «non vivrebbe in maniera scandalosa la sua condizione, quindi non sussisterebbe alcuna ragione canonica per dir di no».

Ovviamente soddisfazione in merito è stata espressa dall’estrema sinistra gay friendly, ad esempio dal segretario generale della sezione di San Fernando di Podemos, Ernesto Diaz, che ha interpretato l’accaduto non come l’ennesimo, indebito cedimento di un prelato, bensì come una «vittoria della comunità Lgbt, vittoria ottenuta grazie alla mobilitazione sociale».

La questione, in realtà, è molto semplice e non ammette fraintendimenti: il Catechismo della Chiesa Cattolica al n. 1255 specifica come il padrino per un Battesimo debba essere un «credente solido, capace e pronto a sostenere nel cammino della vita cristiana il neo-battezzato», essendo il suo compito è «una vera funzione ecclesiale». Ora, è evidente come tutto questo non possa né darsi, né ritrovarsi in chi sia transgender impenitente.

E’ sintomatico l’accaduto, poiché mostra la tendenza di ampi settori della Chiesa ad affrontare le pressioni Lgbt, tanto strumentali quanto organizzate, in modo personalistico, quasi umorale, anziché farsi forti della Scrittura, del Magistero e della Tradizione, come dovrebbe essere, ed anzi emarginando chi lo faccia.

.

fonte: NoCristianofobia

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

7 commenti su “Lgbt: la retta Dottrina è molto chiara, ma i Vescovi molto confusi”

  1. Nemo propheta in patria. Ed è proprio la “Patria” di Gesù, la Sua Sposa Mistica, ad essere oggi attaccata ab imis. Come già evidenziato nell’articolo non tutti i Vescovi e Sacerdoti sono uguali. Non tutti si lasciano travolgere dalle vergognose follie in auge. La maggior parte soffre e prega in silenzio per non alimentare lo scandalo. Siamo e saremo sempre dalla loro parte, dalla parte di Dio e del Vangelo.

  2. Purtroppo c’è poco da commentare! La Chiesa ha ormai preso una tale china che per rimetterla in carreggiata le forze umane non sono assolutamente sufficienti : occorre solo un intervento Divino. Noi credenti possiamo solo chiedere quest’ultimo attraverso una fervente e costante preghiera.

      1. Ma per essere molto pratici: una cosa è la piccola cerchia rivoluzionaria che spadroneggia dal Vaticano “okkupato” (mons. Galantino, il commissaro dell’ “Opus Dei”, i commissari mandati nelle Diocesi “preoccupanti” -cioè non-rivoluzionarie- come Vescovi Ausiliari, i commissari degli Ordini Religiosi), un’altra cosa è “la Chiesa”.
        Voglio dire che, proprio guardando in faccia gli okkupanti e i loro intenti, bisogna anche guardarli come abusivi, e non come Cavalieri dell’Apocalisse.

        Il livello è particolarmente basso, non particolarmente alto.
        Sono “forti” soprattutto mediaticamente, perché lavorano INSIEME a Scalfari e compagnia cantante. L’opposto esatto dii papa Benedetto

  3. sono d’ accordo con tutti voi, sembrerebbe che il clero di e’ oscurato, sembrerebbe che non c’e’ piu’ la luce divina ad illuminare la chiesa e i suoi ministri, e anche molte creature umane, noi dovremmo essere il sale della Terra, ma se questo sale diventa insipido, anche la terra e la chiesa diventano insipidi, se poi vanno a cambiare anche i precetti divini, le verita’ rivelate si crea ancora piu’ confusione, tra’ i Vescovi i Cardinali, e di conseguenza tra’ i fedeli, viene a mancare la vera luce che illumina le genti.
    Signore Gesu’ il cielo e la terra passeranno, ma le tue divine parole non passeranno mai, la fervente preghiera, la penitenza, offrire tutto a Gesu’ ci tiene legati alla sua luce, al suo amore divino, che e’ la via, verita’ e la vita, senza di lui non possiamo fare nulla.
    SIA LODATO GESU’ CRISTO

  4. Carissimi, condivido pienamente i vostri commenti, e confido nell’amorevole aiuto della SS. Vergine che ci mantenga saldi nelle vera fede.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Seguici

Chi siamo

Ricognizioni è nato dalla consapevolezza che ci troviamo ormai oltre la linea, e proprio qui dobbiamo continuare a pensare e agire in obbedienza alla Legge di Dio, elaborando, secondo l’insegnamento di Solženicyn, idee per vivere senza menzogna.

Progetto Mondo piccolo

Vogliamo dimostrare che vivere guareschianamente è possibile, per questo collabora con i tanti mondi piccoli sparsi per tutta l’Italia: aziende agricole, produttori, artigiani e qualsiasi attività in linea con i principi di un mondo buono e a misura d’uomo, per promuoverne lo stile di vita e i prodotti. Scopri di più!

Emporio Mondo piccolo

Ti potrebbe interessare

Eventi

Sorry, we couldn't find any posts. Please try a different search.

Iscriviti alla nostra newsletter

Se ci comunichi il tuo indirizzo e-mail, riceverai la newsletter periodica che ti aggiorna sulla nostre attività!

Torna su