LIBIA, FALLISCE OBAMA. USA SENZA SOLDI PER LA GUERRA-LAMPO – di Piero Laporta

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Barack chiede aiuti agli alleati. Ma il Ramadam incombe

di Piero Laporta

da ItaliaOggi  (Gruppo Class)

obama

Il Ramadan è vocato alle guerre mussulmane contro gli infedeli. Nel 1967 Ramadan e Yom Kippur (a sua volta sacro nel calendario ebraico) coincisero e l’attacco dei mussulmani fu «destinato a cancellare Israele dalla faccia della terra» per ricordarsi come «guerra del Ramadan».

Fu invece battezzata «Guerra dei 6 giorni» e per cancellare la batosta dovettero guerreggiare un altro Yom Kippur nel 1973. Le cose andarono come si sa. Nonostante i ricorrenti colpi di sole, dopo 40 anni nel Mediterraneo c’era un equilibrio, non solidissimo, tuttavia in grado di reggere.

Invece tutto oggi rischia di andare in malora, dopo quattro mesi di guerra lampo della Nato, la più forte coalizione militare della storia, contro la Libia, che senza petrolio avrebbe meno della metà del Pil della Sardegna.

E così siamo alle svolte epocali. La superpotenza Usa invita gli alleati a investire sulla guerra lampo suddetta. Persino i fedelissimi britannici, male in arnese più che mai, girano la testa come gli altri.

Il Dipartimento del Tesoro, inoltre, con felpate circonlocuzioni, adombra un ritardo nel pagamento degli interessi sul debito pubblico statunitense, in scadenza il 2 luglio. Pechino risponde con la diplomazia dovuta: «Non scherzate col fuoco».

La libera stampa italiana non s’accorge di nulla, concentrata com’è sulla crisi greca, come se un default statunitense fosse una passeggiata.

Gli Usa non hanno soldi per l’escalation nella guerra lampo libica. Ripiegheranno sui bombardamenti anche nelle notti del Ramadan?

Il periodo sacro comincia fra poco più d’un mese, il 30 luglio e finirà un mese dopo. Se i bombardamenti notturni impediranno al popolo di Tripoli l’osservanza del Ramadan, sarà uno scherzo far sollevare l’Islam contro gli Usa.

Non per caso Saif Al Islam Gheddafi, figlio del colonnello, propone in queste ore elezioni entro tre mesi sotto il controllo di osservatori internazionali. Proposta respinta dagli Usa ma fortemente sostenuta da Mosca, dichiaratasi pure alquanto interessata ai pozzi petroliferi di Tripoli.

Inoltre Russia e Cina insieme accusano la Triplice di violare le risoluzioni Onu 1970 e 1973, per la costituzione della no fly zone e, si badi, per la protezione dei civili.

ItaliaOggi affermò quattro mesi fa che la Libia ridicolizzava la Nato e che questa guerra non è differente da una rapina in banca. Bene fa dunque Roberto Maroni a sollecitare la fine della nostra cobelligeranza, nella quale contribuì a gettarci un comportamento gravemente scorretto di Giorgio Napolitano.

Da qui alla fine del Ramadan la situazione non può stallare. Per la Libia oppure per la Triplice andrà peggio.

Ogni giorno che passa per la Libia è una vittoria. Chi è davvero in bilico? Gheddafi o la credibilità Usa? Tutti guardiamo al debito greco; siamo tuttavia certi, con le crisi finanziarie statunitense e britannica, che Atene sia il problema più pericoloso?

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