LIBIA – GUERRA E NOTIZIE FALSE. E ANCHE AVVENIRE FORNISCE DATI FANTASIOSI – di Piero Laporta

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di Piero Laporta

Vedi anche il precedente articolo: “Il Cav nella morsa della triplice” di Piero Laporta

 

La Triplice possiede un esplosivo miracoloso: non uccide i civili. Distrugge le installazioni militari, sbriciola i bunker, massacra i carri armati, polverizza le fanterie di Gheddafi, ma i civili libici, quelli no, li scansa. Però c’è un fatto strano. I missili della Triplice, nonostante la miracolosa innovazione, hanno ucciso qualche civile. Pochi, si badi, anzi pochissimi, visto che nessun giornale né inviato li menziona. Si può affermare che i missili della Triplice scansano gli inermi civili. Bene, non è vero? Epperò, se vedono uno “scudo umano” perdono l’efficacia discriminante e implacabilmente lo colpiscono. Insomma, alla fine dei conti, le perdite civili sono tutte causate dai bombardamenti di Gheddafi e dal fatto che i missili della Triplice, pur essendo tarati per scansare doverosamente i civili, proprio non riescono a scansare gli “scudi umani”. Suvvia, facciamocene una ragione, la perfezione non è di questo mondo. Questa consapevolezza rassegnata, da alcune settimane è accoccolata sulle prime pagine dei giornali italiani.libia

Prendiamo Avvenire, per esempio. “Pioggia di Fuoco su Gheddafi” titolava il 20 marzo il quotidiano cattolico, dando notizia ai suoi lettori dell’avvio dell’Operazione “Odissea all’Alba”, della Triplice contro Gheddafi. Avvenire è certamente attendibile perché è cattolico e pacifista. Tutti ricordiamo le doverose lezioni di etica di pace date a George Bush ai tempi dell’Iraq. Quindi siamo certi che Avvenire è unicamente interessato alla pace. Sicché il 20 marzo ha annunciato in prima pagina che la Triplice aveva lanciato, nelle prime ore dell’attacco, 110 missili 110 Tomahawk, oltre alle bombe dagli aerei.

I bravi sacerdoti pacifisti che dirigono quel giornale cattolico non possono sapere che ogni Tomahawk trasporta mezza tonnellata di tritolo. Nelle prime ore della missione, pertanto, sulla Libia sono state scaricate 50 tonnellate di esplosivo, solo con i missili. Per ragioni tecniche che sarebbe troppo lungo spiegare, è lecito supporre che gli aerei della Triplice hanno a loro volta scaricato esplosivo in quantità doppia rispetto ai missili. In conclusione nelle prime ore della missione sulla Libia sono state gettate 150 tonnellate di esplosivo. Dopo 24 ore di attacchi, nel primo giorno, questa quantità è decuplicata, cioè 1500 tonnellate di esplosivo. Beninteso, per proteggere i civili, com’è stabilito nella risoluzione delle Nazioni Unite.

Dopo quattro giorni di bombardamenti, le 1500 tonnellate di esplosivo delle prime ore sono almeno dieci volte tanto, cioè 15mila tonnellate, ovvero un treno di 800 vagoni colmi di tritolo. Beninteso, per proteggere i civili, com’è stabilito nella risoluzione delle Nazioni Unite.

Dopo quattro giorni di bombardamenti, giovedì 24 marzo, Avvenire fa sapere due cose. Primo. I morti a Misurata sono più di 90 dall’inizio degli scontri, secondo fonti mediche. Sedici solo il giorno prima, colpiti dai cecchini, ha riferito un portavoce ufficiale dei ribelli. Cinque erano bambini. Chi ha sparato? Ovvio, i soldati di Gheddafi. Secondo. L’Italia è stato il maggior esportatore di armi verso la Libia.

Insomma è accaduto un altro fatto eccezionale. Quando Gheddafi attaccò i mercenari inviati da Francia e Gran Bretagna che fomentavano le rivolte in Cirenaica, tutti i giornali, compreso Avvenire, stimarono a quota “10mila” i morti sotto le bombe del colonnello. Il terremoto in Giappone ci ha fatto vedere che come sono 10mila morti veri.

I bombardieri governativi efficienti quando Gheddafi ha attaccato i ribelli prezzolati non erano più d’una quarantina, cioè meno d’un trentesimo degli aerei della Triplice, oltre ai missili. Quanti sono i morti civili ammazzati dalla Triplice? Zero. Questa è la verità propalata da un giornale cattolico e pacifista.

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