L’importanza dell’inferno – di Matteo Di Benedetto

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La “misericordia” che somiglia molto alla giustificazione per “sola fide” luterana (ma va anche oltre in un ecumenismo sfrenato) annulla il libero arbitrio, cancella la giustizia e diventa iniquità. In questo sfrenato dominio, però, perde anche se stessa poiché senza giustizia, senza distinzione netta tra bene e male, senza peccato da espiare, che cosa ci sarebbe da perdonare?

di Matteo Di Benedetto

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znfrndrComincia a dominare inesorabilmente, in ambiente cattolico, l’idea che l’inferno non esista o, al massimo, ammesso e non concesso che esista, che sia necessariamente vuoto. Come mai Dio buono e misericordioso condannerebbe qualcuno ad una eternità di tormento? È davvero necessario per un cattolico credere all’esistenza dell’inferno? Ho sentito diverse argomentazioni per giustificare l’esistenza della pena eterna. Ad esempio, che si offende l’infinita maestà di Dio e dunque anche la pena deve essere altrettanto infinita. A mio giudizio, vi sono altre ragioni ben più stringenti che vanno sicuramente pensate e considerate nella fede, prima di poter dubitare dell’esistenza dell’inferno. Vediamole in quattro punti.

Senza Inferno, niente Libero Arbitrio

L’inferno si sceglie. Come fu per Adamo ed Eva che scelsero liberamente di mangiare il frutto, così avverrà davanti a Dio nel giorno del Giudizio. Allora, tanti oggi si rassicurano, chi sceglierebbe mai di andare all’inferno? Molti purtroppo. Perché, infatti, non si può mentire a Dio, e, se non si ama Dio, lo si odia. Pertanto, se non si entra in Dio, per sempre, amandolo, si entra in Dio, per sempre, odiandolo. La scelta ultima sarà la più vera che abbiamo mai fatto e scaturirà dal nostro cuore per come lo avremo costruito in questo viaggio sulla terra. Libero arbitrio significa poter disporre liberamente della propria vita, avere nella propria volontà il potere di scrivere la propria storia. Ogni nostra scelta ha un suo effetto positivo o negativo, che si ripercuote su di noi e sul nostro prossimo. Tuttavia, se ci pensiamo bene, le scelte che facciamo qui sulla terra non sono mai scelte definitive. O meglio, lo sono tutte, ma solo perché, tutte zdntinsieme, vanno a costruire la nostra persona e il nostro cuore, preparandoci, così, all’unica vera scelta definitiva, che compiremo alla fine dei tempi: la scelta tra Paradiso e Inferno. Questa nostra vita ha senso soltanto se in essa ci si gioca l’eternità. È nell’eternità che ogni gesto acquista importanza assoluta e diventa irripetibile. Ogni istante di questa vita temporale si sostanzia e prende corpo perché affonda le radici nell’eternità, viene scritto nel libro della vita che appartiene a Dio. Ma affinché ci sia una scelta devono esserci queste due possibilità di bene e male. Come il libero arbitrio per poter esistere ha bisogno che si apra anche la possibilità del male così l’avventura della vita per poter esistere ha bisogno della possibilità del fallimento. Immaginate un romanzo in cui un gruppo di eroi parte per un viaggio al fine di svolgere un compito molto importante, e, tuttavia, fin dalla partenza essi sanno già che raggiungeranno inevitabilmente la loro méta. Supponiamo che tutti sapessero già che nulla potrà impedirgli di raggiungere il loro scopo. Quando è già tutto scritto, quando c’è la certezza matematica di riuscire a compiere la propria missione, che cosa distingue il viaggio dall’andare a fare shopping? Che cosa distingue questo viaggiare dal vagare senza senso? Se fossimo già tutti destinati al Paradiso, senza alcuna possibilità di rifiutarlo, nessuno sarebbe, in verità, libero. Tutte le nostre scelte non avrebbero il minimo potere di modificare questo esito eterno e nessuna nostra scelta avrebbe davvero valore eterno. Anzi, sarebbe, al massimo, un’accelerazione o ritardo sulla tabella di marcia del destino che, inevitabilmente, farà il suo corso. Anche ipotizzando la possibilità di un po’ di Purgatorio in più o in meno, a seconda di come ci siamo comportati, il male rappresenterebbe comunque solo una deviazione dall’inevitabile percorso. Saremmo come un cane legato a un carro che viaggia da sé. Il cane può anche spostarsi a destra o a sinistra, può credere di variare il suo tragitto ma è, in realtà, il carro a decidere dove andrà. Se non vi fosse alcuna scelta eterna richiesta all’uomo, sulla quale si giocasse la sua Salvezza o la sua Perdizione eterna, tutte le sue altre scelte non avrebbero alcun potere sulla sua vita. Non sarebbe affatto utile pregare per qualcuno e intercedere o predicare, o, in definitiva, nulla di tutto ciò che l’uomo può fare, ai fini della salvezza eterna delle anime, perché questa sarebbe già stata ottenuta comunque automaticamente per tutti. Nessun atto ha quindi più senso: comportarsi bene o male, essere santi o malvagi, non farebbe alcuna differenza poiché la méta definitiva del viaggio è già stata scelta dal carro e noi, in fondo, non siamo altro che un cane legato.

Senza Libero Arbitrio nessuna identità umana

Come appena compreso, nessuna nostra scelta sarebbe, in ultima analisi, nostra. Il Cielo, allora, diventa una soffocante cappa che schiaccia l’uomo nel nulla. Perché senza questa libertà Dio sarebbe come un tiranno che costringe i suoi servi ad adorarLo. Questo Dio avrebbe costruito delle marionette, dei robot che obbediscono automaticamente ai suoi comandi e non delle persone che liberamente scelgono ed amano. È più violento un Dio che punisce chi si rende responsabile del male o un dio che ti entra nella testa e ti fa il lavaggio del cervello finché non lo adori? Tutto questo inficia gravemente la dignità dell’uomo che, in quanto essere morale, è capace di porsi in relazione a Dio ed essere davanti a Lui responsabile del suo cammino. È davvero qualcosa di così sacrificabile questo nostro libero arbitrio? O valeva la pena per Dio aprire la possibilità del male e correre questo rischio, in nome della libera volontà, che rende l’uomo molto più perfetto, creato ad immagine e somiglianza del suo Creatore? Come potremmo essere diversi da un sasso che rotola lungo il fiume se non fossimo liberi di determinare il nostro futuro eterno? E come potremmo essere liberi se l’inferno non esiste e, quindi, se vi è un unico esito possibile? Vi sono solo due modi di essere al di là del bene e del male: o si è Dio, o si è una bestia. Il desiderio di essere Dio fu eccitato dal demonio ed è ciò da cui scaturì il Peccato Originale. Rifiutando la propria condizione creaturale l’uomo pretende di essere il dio di se stesso e soffre talmente tanto da desiderare di abbassarsi al grado di bestia (proprio come il figliol prodigo desiderò le carrube dei porci).

Senza Inferno nessun giudizio e nessun pentimento

Assistiamo chiaramente, oggi, all’inesorabile frutto di morte nato dall’esaltazione di una misericordia iniqua. Le persone non vanno più a confessarsi e cresce sempre più l’ingratitudine verso Dio, muore il senso del peccato. Come mai accade tutto ciò?

Figuriamoci nella mente un uomo colpevole di omicidio che deve essere giudicato in tribunale per ciò che ha commesso. Viene condannato all’ergastolo e sa che dovrà spendere tutta la sua vita in prigione. Improvvisamente si presenta un suo amico che si offre per subire al suo posto la pena, pagando il suo riscatto. La gratitudine del colpevole sarà immensa perché sa che il suo giusto destino era di finire in carcere ed è stato risparmiato. Immaginiamo ora lo stesso uomo che però già sa, in anticipo, che l’amico si ripresenterà a pagare il riscatto della sua pena ogni volta che lui dovesse finire nei guai. Egli non sarà mai davvero grato, né gli importerà mai di alcun processo perché non ci sarebbe mai, per lui, nemmeno un vero processo: sa di potersi comportare come più gli piace, andando realmente al di là della legge. Se volesse quest’uomo potrebbe picchiare, violentare, uccidere anche cento volte al giorno (come disse Lutero) e nessuno potrebbe mai condannarlo. Se questo reo non rischiasse mai di subire la pena definitiva, vivrebbe sapendo che tanto sarà un giorno per sempre libero, indipendentemente dalle sue azioni. Una salvezza automatica, che funziona come un ingranaggio, non conduce a nessun pentimento autentico bensì distrugge i presupposti della giustizia e abbatte lo stesso tribunale. Senza pena eterna non c’è nessun vero giudizio, poiché tutte le pene temporali diventano un mero ritardo della libertà eterna. Cade, inoltre, la ragione per cui si dovrebbe scegliere il bene piuttosto che il male dato che il male stesso non esiste se non come “bene in ritardo” e, quindi, il bene e il male sono la stessa cosa.

Senza Giusto Giudizio niente misericordia

Dio Padre ha rivelato in Gesù Cristo il suo volto giusto e misericordioso. Il nome di Dio non può essere solo misericordia ma anche giustizia così come non può essere solo giustizia ma anche misericordia. La misericordia è quella caratteristica di Dio che prova compassione per il cuore del peccatore, è lo strumento di grazia e di perdono mediante il quale il Signore ci salva e ci trasforma, concesso attraverso il Sacrificio di espiazione della Passione di Gesù Cristo Nostro Signore. Il perdono in sé, tuttavia, prevede l’esistenza di una legge, di un giudizio, di un’ira, scampati. Senza la possibilità del fallimento, dell’ergastolo, dell’Inferno, allora a che è servito il Sacrificio dell’Agnello senza macchia? Perché mai Dio ha deciso di salvarci tutti in questo modo? Per dare spettacolo? Se la Croce non è anche la manifestazione del patibolo che noi stessi dovevamo meritare, che ragione aveva Dio di salvarci in un modo simile? E soprattutto, se non ci fosse alcun giudizio, non ci sarebbe nulla da perdonare. Se il perdono fosse sempre gratuito e automatico, e non richiedesse la partecipazione della libertà con il pentimento, sarebbe davvero perdono? O non sarebbe altro che la cancellazione totale della giustizia? Senza un parametro di giustizia con il quale misurare, in base al quale giudicare, non ci potrebbe essere, infatti, alcuna misericordia. Questa misericordia che somiglia molto alla giustificazione per “sola fide” luterana (ma va anche oltre in un ecumenismo sfrenato) annulla il libero arbitrio, cancella la giustizia e diventa iniquità. In questo sfrenato dominio, però, perde anche se stessa poiché, infatti, come detto, senza giustizia, senza distinzione netta tra bene e male, senza peccato da espiare, che cosa ci sarebbe da perdonare? La giustizia è il parametro, la causa finale, la perfezione in vista di cui Dio, attraverso la Sua Misericordia, modella l’uomo. Oggi si sono invertiti questi parametri: è come se la figura di statua finale fosse diventata meno importante dello scalpello. E così, a forza di fissare lo scalpello, ci siamo dimenticati quale doveva essere la figura della statua. Lo scalpello senza statua non ha senso. La statua senza scalpello non si può modellare. La misericordia senza giustizia è un non senso. La giustizia senza misericordia di Dio ci è impossibile.

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19 commenti su “L’importanza dell’inferno – di Matteo Di Benedetto”

  1. “Dio esercita una misericordia giusta e una gustizia misericordiosa”.
    Questo belissimo adagio, che pare sia stato un “classico” nelle scuole teologiche prima dell’impazzimento di professori e superiori, mi è stato fatto conoscere da un amico (laico)

  2. Non dimentichiamo inoltre che l’inferno fu creato per satana e i suoi demoni che sono miliardi e da qualche parte dovevano pur stare dopo che furono cacciati dal Paradiso! Basterebbe già questo a provare l’esistenza dell’inferno….Chi nega l’inferno non crede neppure ai demoni.

  3. Il cardinale Giacomo Biffi scriveva che dell’Aldilà non conosciamo nulla: una esistenza senza spazio, senza tempo, senza materia non è alla portata dei nostri sensi e della nostra intelligenza. Parlare dell’inferno come di luogo fisico forse non ha senso. Dovremmo prendere in considerazione uno stato della coscienza, ammessa o esclusa dalla “presenza” di Dio e quindi dalla partecipazione ai suoi misteri (la Conoscenza). Possiamo fare riferimento alle sole Scritture le quali però, per rispetto del nostro libero arbitrio e per la nostra limitata capacità di comprensione, si esprimono con profezie/apocalissi o per mezzo di analogie fisiche (le fiamme ecc.). Anche il concetto di eternità è parimenti indefinito, come quello di infinito. E’ tuttavia indubitabile che premio/castigo attendono la fine dell’uomo e che alla beatitudine fa da contraltare una condizione di grave “eterna” sofferenza. Non sappiamo perchè al demonio è permesso di tentarci: non basta la nostra “carne” per farci cadere?

    1. Non sono sicuro ma mi sono fatto questa idea: anche noi possiamo tentarci gli uni gli altri e anche gli altri angeli possono aiutarci nella santificazione. Penso che sia il risultato del fatto che ognuno di noi è connesso con gli altri e ad ognuno di noi è affidata una grande responsabilità sugli altri. Pensa quanta responsabilità al contrario che ci arriva da quello che doveva essere l’angelo più bello. Tutto ciò che avrebbe dovuto fare e invece ha fatto il contrario è tutto il danno in tentazione che subiamo. Inoltre ora non siamo nell’Eden ma nel regno del principe di questo mondo e con una volontà corrotta dal peccato originale.. Non dobbiamo aspettarci rose e fiori. Tuttavia coraggio che Gesù è più grande e la grazia è una forza invincibile!

    2. Alcune precisazioni:
      1- il diavolo, odiatore di Dio nel Suo progetto di amore per l’uomo (creatura non angelica, di per sé meno “prestigiosa” degli angeli), cerca di coinvolgere nel suo peccato proprio i Beniamini di Dio, cioè noi. Essendoci purtroppo riuscito ab initio, non solo continua a tentarci, ma lo fa da una posizione di “conquistato dominio” sugli uomini.
      È ciò che la Sacra Scrittura chiama la condizione di “Principe di questo mondo” – che è stata oggettivamente vinta dall’avvento del “Re dell’Universo”
      2- Esiste l’Inferno fisico (che Gesù Cristo, molto concretamente, paragona alla Geenna, la discarica dei rifiuti di Gerusalemme, sempre incendiata). Infatti i corpi seguiranno le anime, dopo la fine del mondo. Famosa la visione dell’Inferno da parte dei Pastorelli di Fatima.
      3- Il Paradiso ha anch’esso una sua fisicità: vi dimoreranno i corpi gloriosi. Già vi dimorano, con i Corpi Gloriosi, Gesì Cristo e la Madre Sua

    3. Marina Alberghini

      Il premio e il castigo si spiegano anche con il Karma o Némesi, cioè il Bene e il Male ti ritornano sempre, in questa vita o una vita in cui ti rincarni.Nella mia lunga vita ho fatto l’esperienza che ciò che di bene-o male-fai, ti ritorna sempre.

  4. mi dispiace contraddire camerarata ma l’inferno non fu creato per, ma da satana,il quale nel suo eterno gesto di superbia (non serviam)rifiutò per sempre di vivere al cospetto di DIO, disprezzando il progetto d’incarnazione(CRISTO)e di sottomissione e venerazione alla SS.VERGINE totalmente e solo umana(REGINA DEGLI ANGELI). Le anime che vanno all’inferno non fanno che ripetere l’insano gesto del più grande perdente della Creazione negando la propria colpa e rifiutando li perdono di Dio fino all’ultimo.Accecate ormai dal puro odio satanico anche come anime immortali non potrebbero soppravivere un solo istante al cospetto dell’Altissimo che è PURO AMORE,e la misericordia di DIO si vede anche in questo:ha tanto amato il mondo,cioe’ l’uomo,da dare il suo unico figlio in sacrificio per rimediare a quel peccato che solo un DIO poteva RIPARARE…ma il cui sacrificio non poteva essere imposto all’uomo ma solo offerto e quindi liberamente accettato o rifiutato,come l’amore e l’affetto ad una persona.

    1. Satana non ha creato l’inferno in senso stretto perchè non ha potere creatore. Satana è una creatura come tutte le altre e nessuno a parte Dio può creare. L’inferno è una condizione esistenziale che dà vita a un luogo la cui possibilità era stata aperta dal Creatore per permettere il libero arbitrio. L’albero della conoscenza del bene e del male nel giardino chi lo ha piantato? Dio. Questo però non significa che Dio è cattivo perchè ha creato il male, ma che Dio ha creato l’uomo libero di scegliere Lui o meno. Dio ha creato la possibilità del male insieme con il libero arbitrio, possibilità che si è attuata quando angeli e uomini l’hanno scelta. E’ come se Dio avesse creato un inferno in potenza che non doveva mai attuarsi perchè uomini e angeli avrebbero potuto tutti scegliere di non attuarlo. Eppure alcuni lo hanno scelto. Dio non crea l’inferno ma la possibilità dell’inferno che viene messa in atto dal demonio per primo. In questo senso allargato si può dire che il diavolo lo abbia “attuato”.

      1. L’inferno è l’eterna assenza di Dio,è Satana stesso che l’ha voluto,per restare lontano da DIO,e DIO rispettando la sua libera scelta ha lasciato che cio’ si creasse.Inoltre caro Francesco il male è entrato nel mondo a causa del peccato e non per l’albero del bene e del male :se mangi di quel frutto sarai come DIO così ingannò satana i nostri progenitori e la superbia fu il loro peccato.Il male prima della ribellione di Lucifero non esisteva…nessun inferno in potenza,tutto venne in conseguenza. Cristo non doveva subire quella carneficina che ricordiamo nel Triduo Pasquale,se lucifero non si fosse ribellato a Dio e l’uomo non l’avesse seguito come un beota;la sua venuta sarebbe stata gloriosa.La ribellione di satana,il peccato dei nostri progenitori,l’adeguamento che DIO stesso ha dovuto fare per riaprirci le porte del Cielo è tutto ben spiegato nell’Apocalisse con la Donna Vestita di Sole, per questo chi raggiunge satana nell’ETERNA DANNAZIONE lo fa disprezzando il Sangue di Cristo e Maria…

  5. Marina Alberghini

    Intanto Cristo non era perdonista, perdonava solo se segue il pentimento ed era terribile contro i farisei, i pedofili, i mercanti del tempio. Il timore di Dio era un pilastro della Chiesa, mentre questo Padre bamboccione e buonista somiglia molto a quei padri che permettono tutto ai figli senza punirli e poi si ritrovano i delinquenti e disadattati in casa!La misericordia ben venga ma solo davanti a un pentimento sincero seguito dai fatti.

  6. Per Carlo: dubito che satana, per quanto potente, sia in grado di creare qualcosa dal nulla (solo Dio può creare dal nulla) quindi l’inferno non può essere stato creato dal diavolo,ma da Dio per dare subito a satana un luogo che ospitasse lui e i suoi demoni, poi gli umani ci sono entrati in un secondo tempo.
    Per Albert: da molte testimonianze di mistici e veggenti che furono anche trasportati a vedere l’inferno (santa Faustina Kowalska) risulta che l’inferno è proprio un luogo fisico con un mare di fuoco e vere fiamme inestinguibili (vedi visione dei tre pastorelli di Fatima) ed altri tormenti anche fisici oltre che spirituali; non è quindi un generico “stato della coscienza” esclusa da Dio (Papa Wojtila disse qualcosa del genere ma errò)….forse sarebbe troppo bello se fosse “solo” così!

    1. caro camerata le mie affermazioni non nascono da delle ipotesi ma visto che giustamente citi testimonianze di mistici e veggenti di invito a contattare padre Gabriele Amorth il quale ti confemerà che in numerosi esorcismi i demoni stessi affermano che sono stati loro stessi a”creare”l’inferno,in eterno odio a DIO.Che poi sia un luogo non vi è alcun dubbio visto che nel Credo si parla della resurrezione della carne come atto di Fede e tale corpo dovrà necessariamente avere un luogo che lo ospita.Ti invito anche a seguire le catechesi di Don Leonardo Maria Pompei dove potrai constatare che le mie affermazioni non sono farina del mio sacco,ma sana dottrina della Chiesa(sito Parrocchia San MICHELE ARCANGELO)Esistono ancora sacerdoti degni di tale nome e a cui fare riferimento per conoscere la Verità…anche questo è libero arbitrio!!!

  7. Stefano Mulliri

    Ottimo articolo ,sembra quasi assurdo , che dobbiamo assistere alla moltiplicazione , di giornali come questo , che grazie a DIO , ci sono ,e alla moltiplicazione , di articoli come questi e anche questo grazie a DIO , per riccordarci dell’ esistenza di queste verità eterne. Io credo che non più di due o trè generazioni fà non ci sarebbe stato bisogno di tutto questo , ed è ancora più allucinante , vedere che nella chiesa in pochissime e rarissime prediche si parla di queste cose , salvo poi che quando succede , si prendono provvedimenti contro quei saccerdoti , che ancora parlano mettendoci in guardia dai peccati che ci dannano eternamente.

  8. ci ritroviamo con un papa che ha abolito il peccato! quindi ( di conseguenza) anche l’inferno…
    Invece come la Madonna ha detto a Fatima, l’Inferno esiste ed è anche affollato.
    Ovvio, noi non crediamo…alla storia che ci propina bergoglio, e cioè che Dio nella Sua Misericordia, perdona tutto e tutti, e che alla fine… finisce a tarallucci e vino!
    Un Dio senza la Sua santa ira, senza la durezza della Verità, non è il vero Dio come lo mostra la Scrittura, ma una miserabile caricatura, qualcuno lo spieghi a bergoglio.
    solo gli stolti, possono credere che Dio possa essere preso in giro…il vero perdono è esigente, richiede una presa di posizione forte e decisa.

  9. Sappiamo con certezza che l’inferno esiste, perchè Dio ce lo ha rivelato nella Sacra Scrittura.
    Ciò che abbiamo appreso al di fuori di essa (ma ciò vale anche per il Paradiso) proviene da visioni, soprattutto mariane o da comunicazioni di origine divina, a grandi santi.
    Però le speculazioni sui motivi di Dio, mi sembra che sia prudente attenersi a quella visione ‘didattica’ che il grande sant’Agostino ebbe sul lido di Ostia, mentre stava ‘speculando’ sul mistero della Santissima Trinità.
    Rimandiamo dunque tutto all’istante eterno quando, vedendo Dio come Egli E’, saremo, a Suo dire, come Lui E’, sperando nella Divina Grazia-

  10. ma e’ normale che omissis & company facciano il loro plagio mondiale inzuppato di ipocrita misericordia, l’intento e’ la distruzione della Chiesa, oramai cosa dobbiamo vedere di piu’? Dalla Sacra Scrittura si evince chiaramente in piu’ punti che l’inferno esiste la geena.
    Il discorso molto intelligente e’ IL LIBERO ARBITRIO. Dio ci ama e permette persino la dannazione per non intromettersi nella nostra vita ma se diciamo un PADRE NOSTRO VENGA IL TUO REGNO SIA FATTA LA TUA VOLONTA’, diamo il benestare all’Unico Dio Uno e Trino ad intervenire nella nostra vita. Il nostro problema e che vogliamo fare la nostra volonta’ il nostro ego e non la volonta’ di Dio. Oggi il Rito romano parlava il Vangelo proprio di chi e’ fratello sorella padre madre di Gesu’ il Signore: DI COLUI CHE FA’ LA VOLONTA’ DEL PADRE MIO tutto per Amore. Ma se si osa MANIPOLARE IL VERBO FATTO CARNE, LA PAROLA DI DIO QUESTA E’ LA VOLONTA’DI DIO? IL karma e’ una MENZOGNA esiste il pentimento ed espiazione CRISTO PERDONA A…

  11. segue A CHI SI PENTE DAVVERO E CAMBIA VITA, con un condono falso di misericordia stiamo assistendo alle eresie piu’ diaboliche mai viste in tutti i tempi. Addirittura fare amoris letizia con cui cambiare il Vangelo. UNA VERGOGNOSA MISERICORDIA FALSA DEGNA DEL FIGLIO DELLA MENZOGNA DOVE OSA omissis chiedere preghiere per fare una religione mondiale ESISTE UN DIO CATTOLICO? O MA COME E’ BUONO FINALMENTE UNO CHE CAPISCE. Ho appena discusso con mia zia fortemente finalmente e’ arrivato uno che capisce ed e’ misericordioso. Gli ho detto che e’ un eretico. Lei mi ha detto che sono stata plagiata che lei e’ misericordiosa dando il BENESTARE ALL’EUTANASIA o povera Eluana soffrire 17 anni. Non potevo tacere per avere il consenso di un parente. STANNO CROCIFIGGENDO IL SIGNORE COME MAI E omissis mette il velo alla Madonna per non offendere i blasfemi luterani scomunicati? L’inferno e’ l’assenza di Dio e vita diabolica nel fuoco. CHI NON CREDE NEL DIAVOLO E NELL’INFERNO NON E’ CATTOLICO SIGNORE PIETA’

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