L’INVULNERABILE ORTODOSSIA E L’INUTILE CHIASSO DEL DELIRIO TEOLOGICO – di Piero Vassallo

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di Piero Vassallo

 

 

I teologi parlano e parlano, imperterrita la verità definita dal credo niceno continua a illuminare la mente dei fedeli. Per alterare o addirittura liquidare il credo niceno, infatti, sarebbe necessaria la pubblicazione di un documento fondato sull’infallibilità di un magistero che, mediante tale atto, smentisce e nega la fonte della propria infallibilità.

E’ pertanto lecito affermate che l’ortodossia è custodita gelosamente dall’impotenza dei suoi avversari clericali. E’ certo che i dogmi del cattolicesimo non sono alterati e neppure minacciati dal fracasso causato da teologi affascinati dalla modernità agonizzante.

Vanamente i rumorosi seguaci di Karl Rahner inseguono, nella nebbia della loro mente, la verità nascosta in un sillogismo a quattro termini: la seconda persona della Santissima Trinità si è incarnata soltanto nella persona dell’ebreo Gesù, dunque si è incarnata nell’intera umanità.

In un singolo uomo, Gesù di Nazareth, il delirio teologico si ostina a contemplare l’umanità universa, mentre il sillogismo naufraga nel doppio senso e nel pirandellismo: uno, tutti, nessuno.

L’assurdo e il grottesco, peraltro, battono alla porta della teologia novista, poiché affermata l’incarnazione della seconda Persona della Santissima Trinità in tutti gli uomini, si è costretti ad ammettere che a chiunque è conferito il potere di camminare sulle acque. Sulle acque della laguna di Venezia Massimo Cacciari potrebbe danzare il valzer con la profetica Littizzetto. O no?

xpUn autentico miracolo del pensiero sarebbe invece la salvezza universale promessa da Rahner ad uomini senza vera fede e senza meriti. Promessa infondata e vana, dal momento che il Credo niceno annuncia che Gesù Cristo verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti, e non per condurre in cielo tutti gli uomini, credenti e non credenti, buoni e malvagi, santi e peccatori ostinati fino all’ultimo respiro.

Teologi più o meno autorevoli predicano la doppia verità,  i buonisti censurano la nozione d’inferno,  Rahner, sotto lo scrosciare di applausi festosi, estrae dal manuale della falsa logica [il cane abbaia, una costellazione è cane, dunque una costellazione abbaia] una teologia abbaiante alla luna, la sfida al senso comune getta l’ombra del dubbio su una o due affermazioni tortuose, consegnate a documenti pastorali del Concilio ecumenico Vaticano II … questi imbarazzanti fatti gettano l’ombra del sospetto  sugli innovatori rampanti e tuttavia non turbano la coscienza dei fedeli.

Ultimamente i teologi divagano anche ad alto livello. Insinuano, ad esempio, l’opinione secondo cui le pratiche oblique, suggerite da fondatori di religioni non cristiane o anticristiane, producono benefici spirituali. Se non che nel Vangelo i fedeli leggono la seguente, contraria testimonianza degli Apostoli: Signore, Tu solo ha parole di vita. La tesi di alcuni arditi teologi, secondo cui anche Lao-Tse, Budda, Confucio, Mani, Maometto, Lutero, Calvino e (perché no?) Hegel, Marx e Cicciolina hanno parole di vita, non modifica ma rafforza la fede di sempre. La stupidità dell’errore conforta i credenti e aumenta la loro fede nella Verità rivelata.

In definitiva il deragliamento nell’assurdo del giornalismo teologico, quantunque autorevoli e solenni siano i suoi banditori, non può intaccare e debilitare la fede genuina.

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