L’Italia, uno stivale mal piazzato nella sindrome della discordia – di Francesca Bonadonna

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di Francesca Bonadonna

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zzitdstrttI sintomi sono chiari e palesi. Se la Francia, la Germania o la Spagna starnutiscono,  l’ Italia si ammala.

E’ il virus dell’ influenza europeista,  che sta mietendo milioni di vittime.  Uno stivale mal piazzato che si sta usurando velocemente, mentre i paesi dell’  Unione europea “ci fanno le scarpe”, per corromperci e illuderci con false promesse economiche e finanziarie che “sbloccherebbero” una situazione di stallo, prevista e pianificata al vertice.

Uno scenario drammatico, quello della nostra cara Italia, fiore all’ occhiello di questa ambigua Europa, che richiama di riflesso e per desiderio di aiuti celesti,la magnifica visione di San Pio V e l’intervento della Madonna delle Vittorie a Lepanto contro le influenze e i pericoli nefasti del tempo, umanamente impossibili da sconfiggere. Così il valoroso san Pio X, quando contrastò con le sue encicliche gli errori del modernismo che serpeggiavano nella Chiesa. Dall’ Europa unita del cattolico Carlo Magno,  specchio di un passato luminoso, all’ Unione europea, contraffatta, della divisione e della discordia dei conflitti internazionali.

L’Italia geme; oggetto di una crescente immigrazione proveniente dall’ Africa, dalla Siria, dall’ Egitto, o da qualsivoglia paese in continuo conflitto, è il calderone di pericolose convivenze che potrebbero scoppiare e farci affondare come uno di quei barconi in mare aperto, senza gli  “aiuti fraterni” degli stati europei, che se ne sono anzitempo lavati le mani, sostenuti dallo spirito di carità cristiana del Papa, che ci incoraggia in questa direzione, all’ accoglienza dei deboli e degli indifesi. Allora ci si domanda: il nostro Paese  che ruolo svolge in questo machiavellico teatrino europeista? Un’ Italia che non risponde agli interrogativi degli italiani; un Italia al voto, divisa in mille pezzi, disorientata da mancate promesse; un’ Italia manovrata, oggetto internazionale di poteri forti; un’Italia jolly, al servizio delle lobby più disparate, apparentemente disconnesse tra loro, ma dietro le quinte, in reciproca collaborazione. Parlano di pace e preparano la guerra.

Cosa comporterebbe allora l’ uscita dell’ Italia dall’ Unione europea, con il ripristino della nostra bella moneta? Nessuno può rispondere a questo crescente interrogativo, se non la  fantasia patriottica degli italiani di vecchia generazione, nella speranza di un ritorno alle certezze di un tempo, il diritto al lavoro, ad una casa, e così la possibilità di convolare a nozze e formarsi una famiglia, la stessa a cui si rivolge il grande pensatore e scrittore russo, Fëdor Michajlovič Dostoevskij  Ho sempre pensato che non v’è nessuna felicità maggiore di quella della famiglia”..

Di tutto ciò non si parla, anzi, si depista, c’è crisi, le emergenze sono altre e il cappio al collo si fa sempre più stretto. Costretti a batterci per i valori non negoziabili quali vita e famiglia, secondo la legge naturale, mentre mons. Galatino, vice segretario della Cei, trova inespressiva la preghiera del rosario, recitata dal Presidente della Conferenza Episcopale Statunitense, Mons. Joseph Kurtz, davanti alle cliniche abortiste.

Un disordine ed un richiamo all’ ordine, quotidiano, in una società universalmente scristianizzata, bersaglio di errori e di sconfitte di un passato che ritorna sui suoi passi con tutte le angosce e le conseguenze  degli errori nefasti, commessi, e fino ad oggi mai ritrattati, se non da sporadiche e lucide osservazioni citate dalla buona stampa. Per citare un esempio, il grande scrittore cattolico Eugenio Corti, premiato dall’indifferenza della distorta cultura italiana che ha ben altro a cui pensare… Così la tenacia del professore Mario Palmaro, uno dei migliori studiosi e difensori della fede cattolica, che ha dato la sua vita, battendosi per la buona causa.

Un’ Italia scritta nero su bianco in pasto a quintali di carta stampata per promuovere false ideologie, figlie del relativismo perpetrato a passo camaleontico, di nazione in nazione, di decenni in decenni. Piccoli tasselli di un unico mosaico, la nostra storia, tra cadute e fugaci riprese, tenendoci con il fiato sospeso.

Eccoci ad attendere la ripresa del nostro paese, la nostra Italia, l’ Italia profonda, l’ Italia desiderata dalle coscienze, patrimonio inesauribile di valori e tradizioni, maestra di civiltà cristiana, terra benedetta dalla presenza del Vicario di Cristo, bagnata dal sangue di migliaia di martiri, circondata dalle acque profonde dei mari che hanno visto le più ardite e strepitose vittorie, le stesse che in tempi e modalità impreviste si attueranno, spiazzando così, a ciel sereno, l’ irreversibile cecità della Rivoluzione.

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