L’OLIGARCHIA NASCOSTA – di Federico Gatti

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di Federico Gatti

 

Lo storico settimanale del Regno Unito, The Economist, espressione dell’elite finanziaria mondiale (Evelyn Rotschild ne detiene la quota di controllo giusto per capire), in un recente articolo ha dipanato ogni dubbio circa il ruolo che gli esclusivi club mondialisti hanno sulle principali decisioni riguardanti le sorti politiche, monetarie e sociali a livello planetario. Non proprio dei benefattori filantropi questi signori che si riuniscono alle riunioni annuali di Bilderberg e Trilateral, direttore dell’Economist in testa of course. Nessun complotto, parola abusata da chi vuole screditare questo stato di cose, ma un lucido disegno di governo globale  guidato da una oligarchia che non ama troppo i riflettori e che è capace di influenzare le vite di sei miliardi di persone.   streghe

Il placebo democratico somministrato ai sonnacchiosi popoli occidentali e la condizione di perenne povertà e corruzione del terzo mondo sono il migliore dei mondi possibili per l’oligarchia nascosta.

Ma andiamo ad analizzare un po’ più approfonditamente alcuni di questi cenacoli elitari…

Trilateral Commision: nata nel 1972 su iniziativa di un ristretto gruppo di americani, europei e giapponesi, tenne la sua prima riunione a Tokyo l’anno dopo, nel 1973. Fra i suoi membri di spicco, i soliti onnipresenti David Rockefeller e Zbigniew Brzezinsky. Come affermato in uno studio pubblicato col titolo “Hegemony, consuens and Trilateralism”, la Trilaterale è “forse la più importante istituzione per promuovere l’egemonia di una classe capitalista supernazionale e di incorporamento di elementi subalterni nell’alveo di tale egemonia”.

Bilderberg Group: fondato nel 1954 da Joseph Retinger (personaggio di spicco negli ambienti mondialisti tanto da essersi meritato il soprannome di “Sua Grigia Eminenza”) con il determinante appoggio della famiglia Rockefeller. Più elitario rispetto alla Trilateral Commission, riunisce personalità di spicco nell’ambito prevalentemente bancario-finanziario. Fra gli italiani che hanno partecipato alle ultime sessioni del Bilderberg ricordiamo tra gli altri Tommaso Padoa Schioppa, Mario Monti e Franco Bernabè.

Council of Foreign Relations: creato nel 1919 in una riunione presso l’Hotel Majestc di Parigi, fu avviato nel 1921 con i finanziamenti della JP Morgan, Rockefeller, Warburg e altre potenti famiglie. Dalla sua fondazione il CFR ha assunto il ruolo di intermediario fra il mondo dell’alta finanza, delle multinazionali e il governo USA. La sua influenza è tale da essere considerato il vero motore della politica americana

Tavistock Institute of Human Relations: nato nel 1920 come clinica psichiatrica, questo istituto iniziò a condurre ricerche sulle psicosi traumatiche da bombardamento nei reduci della prima guerra mondiale per identificare scientificamente la soglia di rottura della resistenza di un essere umano sottoposto a sollecitazioni al limite. Nel 1947 assume l’attuale denominazione di Tavistock Institute of Human Relations con il progetto nientemeno di applicare al corpo sociale i risultati degli studi sul “punto di rottura” messi a punto per distruggere ogni resistenza psicologica nell’individuo mettendolo così alla mercè della volontà degli organismi mondialisti sovranazionali. La stessa divulgazione dell’LSD è opera del Tavistock.

Club di Roma: nacque nel 1968 per volere dell’economista e dirigente della FIAT Aurelio Peccei con la sponsorizzazione della Fondazione Agnelli. Con la frode pseudoscientifica  del famoso studio battezzato “i limiti dello sviluppo”, il Club di Roma cavalcò l’onda maltusiana del birth control. Secondo questo studio infatti le risorse petrolifere, idriche e di terreni coltivabili si sarebbero esaurite in fretta a causa del, a loro parere, esagerato numero di abitanti del pianeta. Limitazione delle nascite e incentivazioni all’aborto furono da subito le sciagurate politiche portate avanti da questo ristretto e influente gruppo. L’uomo visto dunque come parassita nello stile della più classica delle convinzioni ultra ecologiste dal retrogusto nichilista.

Non è che un piccolo assaggio del sistema che tiene le redini del mondo globalizzato, poche centinaia di uomini che stanno trascinando al collasso un intero pianeta.

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