L’Università di Udine patrocina la parata LGBT+ del Triveneto – di Luca Romani

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di Luca Romani

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La città di Udine si prepara ad ospitare il gay pride del Triveneto. L’Osservatorio ne aveva dato notizia già ad ottobre ma solo dopo la conferenza stampa dello scorso 21 febbraio presso Palazzo D’Aronco la candidatura del capoluogo friulano per l’evento gay più importante del nord Italia ha raggiunto il “grande pubblico” dando vita a prevedibili malumori e polemiche.

Il prossimo 10 giugno la comunità arcobaleno del Triveneto sfilerà dunque per la prima volta per le strade del capoluogo friulano «per rafforzare un percorso di cambiamento e sensibilizzazione della cittadinanza regionale» come si legge nel comunicato diffuso dalle cinque associazioni promotrici: Arcigay Friuli, Arcilesbica Udine, Arcigay Arcobaleno Trieste e Gorizia, La Fenice Fvg e Associazione universitaria Iris.

A suscitare le più accese proteste è stata però la notizia che la parata LGBT+ del Friuli Venezia Giulia abbia ricevuto il patrocinio dell’Università di Udine.

LE REAZIONI

In proposito, Mario Pittoni, responsabile federale Istruzione della Lega Nord ha promesso battaglia in Parlamento, dichiarando:

“Sulla questione del patrocinio dell’Università di Udine al Fvg Pride, come a suo tempo per la Festa dell’Unità organizzata e promossa dal rettore Alberto De Toni nei locali dell’ateneo friulano, presenteremo un’interrogazione parlamentare. Fatti del genere, che non appartengono alla sfera accademico-scientifica, costituiscono infatti un precedente che rischia di consegnare alla politica l’intero sistema universitario” 

“L’Università – chiarisce Pittoni – deve cioè astenersi dallo schierarsi pro o contro posizioni di tipo valoriale e ideologico-politico, come invece avviene approvando, attraverso il patrocinio, valori di una minoranza che altri possono non condividere”.

Dal canto suo il rettore dell’Università Alberto De Toni si è giustificato così, ricorrendo al solito concetto “magico” di “non-discriminazione”:

«L’Ateneo in quanto sede di libera ricerca e formazione ha concesso il patrocinio al Fvg Pride in considerazione delle attività di ricerca, in particolare del Dipartimento di scienze giuridiche, con la produzione di numerosi saggi, e di alta formazione per avvocati, magistrati e forze dell’ordine sui temi della tutela delle persone contro ogni forma di discriminazione, incluse quelle fondate all’orientamento sessuale e sull’identità di genere, come previsto dalla Convenzione europea dei diritti umani, dalla nostra Costituzione e dalle sentenze di Cassazione e Corte costituzionale».

WORKSHOP ALL’UNIVERSITA’

Oltre al patrocinio l’Università di Udine il 31 marzo parteciperà anche ad un Workshop “preparatorio” dal titolo inequivocabile “Dai movimenti femminili ai movimenti Lgbtqia (n.d.r. Lesbian, gay, bisexual, transgender, queer, intersex, asexual). Tracce di un percorso” organizzato in collaborazione con il Comune di Udine e la Casa delle Donne del Comune di Udine.

FALSA TOLLERANZA

Come al solito i paladini del politicamente corretto si appellano ai falsi e strumentali concetti di rispetto e tolleranza per imporre la loro paradossalmente radicale visione ideologica. L’assoluta neutralità valoriale proclamata dagli ideologi del gender è di fatto una posizione ideologica intollerante e totalitaria.

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fonte: Osservatorio Gender – Famiglia Domani

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3 commenti su “L’Università di Udine patrocina la parata LGBT+ del Triveneto – di Luca Romani”

  1. Continua lo sperpero dei soldi dei contribuenti a quanto pare. Non credo che i friulani siano contenti di tutto cio’ ma fino a quando ci sono i quattrini tutto va bene. Spero che si rendano conto, se non l’avessero gia’ capito, che la Serracchiani e’ stata una scelta pessima.

  2. Conformisti! Accodati al pensiero globale! Democratici! Uniformati all’aria-che-tira! Saliti o salienti sul-treno-che-passa! Suonatori di pifferi! Tienitori di famiglia! Associati, affini, condomini e coinquilini dei nuovi diritti! ADUNATA! In fila e AVANTI-MARCH!!!

  3. Udine ormai, tra Honsell, De Toni, Englaro e compagnia varia, è diventata il cimitero della civiltà umana e della ragione.
    Una Università nata sull’onda emotiva del terremoto del ’76 non poteva che finire così! Sarà durissimo ricostruire le macerie dello spirito e dell’anima create nella società friulana!
    Con la complicità attiva di vari cattolici a partire dagli autoproclamatisi preti di frontiera friulani che hanno con sistematicità demolito la chiesa locale e il cuore di tanto fedeli sposando la causa demoniaca dei sopracitati individui.

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