L’uomo del Ventunesimo Secolo dei King Crimson

 Nel 1969 usciva un album: “In the court of the Crimson King” di un gruppo divenuto leggendario e che ha festeggiato quest’anno il 50° di attività musicale, con una serie di concerti anche nel nostro Paese. I personaggi principali di questo gruppo progressive, i King Crimson, erano sostanzialmente due: Robert Fripp (1946), polistrumentista e geniale musicista che ha influenzato notevolmente tutto il panorama culturale dell’epoca, attorno cui sono ruotati tantissimi artisti di fama internazionale inglesi e statunitensi e Peter Sinfield (1943), produttore e autore dei testi riprodotti all’interno dell’album, considerato uno dei più grandi poeti del periodo pop degli anni 60-70. Questo primo album dei King Crimson si è avvalso anche dei disegni paradossali delle copertine, che l’hanno reso ancor più famoso, in cui all’interno, accanto ai testi di Sinfield, si vede il “Re Cremisi”, sinonimo del principe del mondo, Belzebù, che con una mano invita ad entrare alla sua corte e con l’altra imita il gesto di chi vuole spazzare via ciò che lo rende sazio, l’uomo. Ebbro di sangue umano, i denti infatti alludono a Dracula, gli occhi sono schizzati di sangue, lo sguardo è intriso di soddisfazione flaccida e volgare. La prima di copertina rappresenta invece l’urlo dell’uomo “schizzato” del Ventunesimo Secolo, così come si evince dal testo 21st century schizoid man :


La zampa del gatto, artiglio di ferro
I neurochirurghi urlano a lungo
Alla velenosa porta della paranoia
Uomo schizoide del ventunesimo secolo

Un tormento di sangue, filo spinato
Un rogo di politici
Innocenti stuprati con il fuoco del napalm
Uomo schizoide del ventunesimo secolo

Il seme della morte, la cupidigia dell’uomo cieco
Poeti affamati, bambini sanguinanti
Non ha realmente bisogno di nulla di ciò che ha
Uomo schizoide del ventunesimo secolo

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21st century schizoid man (L’uomo schizzato del 21° secolo)

Qui sotto si può ascoltare una versione live all’Hyde Park di Londra del 1969, che rivela la rabbia urlata dalla voce di Greg Lake (che successivamente formerà il trio celeberrimo Emerson, Lake and Palmer) che rappresenta la follia dell’uomo moderno, l’uomo dei nostri tempi, concepita da Sinfield 50 anni fa. Sangue, stupri, morte, cupidigia dell’uomo entrato alla corte di Re Cremisi.

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In questa “cultura di morte”, alla corte di King Crimson, rimane emblematica la canzone di addio, l’epitaffio struggente e disperato dell’uomo dilacerato, fatto a pezzi e confuso, che ha rinnegato la legge naturale e i comandi divini (“La conoscenza è un amico mortale quando nessuno fissa le regole”) e che ora teme di non potersi più salvare (“Ho paura che domani piangerò”). Un brano, Epitaph, da ascoltare e meditare a lungo.

King Crimson – Epitaph – YouTube

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Epitaph:

Il muro su cui scrissero i profeti
Si sta rompendo alle giunture
Sotto gli strumenti di morte
La luce del sole splende raggiante

Quando ogni uomo è fatto a pezzi
Con gli incubi e con i sogni
Ci sarà qualcuno che poserà la corona d’alloro?
Mentre il silenzio sommerge le grida

Confusione sarà il mio epitaffio
Mentre striscio per un cammino crepato e sfasciato
Se ce la facciamo possiamo sederci tutti, e ridere
Ma ho paura che domani piangerò
Sì, ho paura che domani piangerò
Sì, ho paura che domani piangerò

Tra i cancelli di ferro del destino
Vennero seminati i semi del tempo
e bagnati dagli atti di coloro
Che conoscono e che sono conosciuti

La conoscenza è un amico mortale
Quando nessuno fissa le regole
Il destino dell’intera umanità, per quel che vedo
È nelle mani degli idioti

Il muro su cui scrissero i profeti
Si sta rompendo alle giunture
Sotto gli strumenti di morte
La luce del sole splende raggiante

Quando ogni uomo è fatto a pezzi
Con gli incubi e con i sogni
Ci sarà qualcuno che poserà la corona d’alloro?
Mentre il silenzio sommerge le grida

Confusione sarà il mio epitaffio
Mentre striscio per un cammino crepato e sfasciato
Se ce la facciamo possiamo sederci tutti, e ridere
Ma ho paura che domani piangerò
Sì, ho paura che domani piangerò
Sì, ho paura che domani piangerò

5 commenti su “L’uomo del Ventunesimo Secolo dei King Crimson”

  1. Ho l’età di Frip…lo ascolto da sempre, almeno tre volte a settimana ed ogni volta è come fosse la prima! GRANDIOSO!!! ✌️💪😍

    1. Se dovessi salvare 10 opere dalla completa distruzione di ogni memoria musicale, per il pop non esiterei a scegliere questa!!!

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