“L’uomo fortunato” degli Emerson, Lake &Palmer

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Una delle canzoni più belle del trio inglese di progressive rock degli Emerson, Lake & Palmer è stata, a mio avviso: Lucky man, contenuta nell’album ELP, omonimo del gruppo,del 1970. Le parole di questa canzone, come ha ricordato lo stesso cantante-chitarrista del gruppo, Greg Lake (1947-2016) sono state collegate, soprattutto nel vasto pubblico statunitense, alla guerra del Vietnam e all’assassinio del presidente John F.Kennedy, avvenuto il 22 novembre 1963.

Lake aveva precedentemente fatto parte dei leggendari King Crimson di Robert Fripp con l’album di esordio del 1969, per poi andarsene a formare l’anno successivo il trio con la partecipazione al celebre Festival dell’Isola di Wight. Keith Emerson (1944-2016), grande tastierista e compositore britannico, con trascorsi nella musica classica, aveva dato vita, con alterna fortuna, al gruppo dei Nice, miscelando tematiche classiche a innovazioni e sperimentazioni sui sintetizzatori Moog. Carl Palmer, il batterista, come gli altri componenti del trio, era dotato di incredibili doti tecniche e spettacolari che esibiva sui palcoscenici, assieme alle lotte accese con le tastiere di Emerson e alle ballate, sovente di derivazione folk, di Lake.

L’album che decisamente consacrò il trio al grande successo di pubblico fu Tarkus del 1971. Tarkus, come si evince dalla copertina dell’album,era un animale mitologico metà armadillo e metà carroarmato, creato dalla fantasia compositiva di Lake e l’intero album riguardava le battaglie (un brano emblematico fra tutti, The battlefield) da lui sostenute durante la prima guerra mondiale. Era chiaramente un inno antimilitarista e una metafora sarcastica dell’industria bellica e della potenzialità distruttiva della corsa agli armamenti. Un altro album di successo fu Pictures at an exhibition, ispirato dalle musiche del compositore russo Modest Mussorgskj.

Uomo fortunato (Lucky man)

Aveva cavalli bianchi
e donne a ventine,
tutte vestite di raso
e in attesa vicino alla porta.

Oh, che uomo fortunato lui era!
Oh, che uomo fortunato lui era!

Di pizzo bianco e piume
era fatto il suo letto,
un materasso coperto d’oro
su cui lui fu posto.

Oh, che uomo fortunato lui era!
Oh, che uomo fortunato lui era!


Andò a combattere guerre
per la sua nazione e il suo re,
del suo onore e la sua gloria
la gente cantava.

Oh, che uomo fortunato lui era!
Oh, che uomo fortunato lui era!

Un proiettile lo aveva trovato,
il suo sangue scorreva mentre piangeva.
Nessuna quantità di denaro poteva salvarlo,
Così si posò per terra e morì.

Oh, che uomo fortunato lui era!
Oh, che uomo fortunato lui era!

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