Ma chi è il legittimo Papa? La risposta debole di Socci  –  di Marco Bongi

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di Marco Bongi

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ITALY-VATICAN-POPE-FRANCIS-BENEDICT XVIE’ probabilmente una deformazione tutta moderna quella di chi sostiene, nei fatti più che nelle dottrine, l’assoluta indefettibilità dei Sommi Pontefici, nelle interviste ai quotidiani come nel sostegno politico a questo o quel paese in guerra, nei commissariamenti degli ordini religiosi fino ai siluramenti dei cardinali di Curia… Tutto è giusto, tutto è santo, tutto è indiscutibilmente la scelta migliore possibile…

Ovviamente questo atteggiamento “culturale” – anche i cortigiani infatti, sia pur in tono minore, possono fare cultura – non ha nulla a che vedere nè con il Dogma dell’infallibilità, nè con il Cattolicesimo tout court.

Eppure… Così stanno purtroppo le cose in molte teste di persone, magari ottime,  specialmente in Italia. Si tratta quasi sempre di articolisti od ecclesiastici considerati conservatori, benpensanti, poco avvezzi ad usare la ragione, che pure hanno in abbondanza, ma assai abili nell’arte oratoria dell’arrampicata…

Il “normalismo” però, quando supera i limiti umani della resistenza, espone talvolta a rischi preoccupanti.

Già in passato, ad esempio, mi sono soffermato a riflettere sui legami, apparentemente incomprensibili, fra normalismo e sedevacantismo. Questi due orientamenti, in un certo senso opposti, derivano tuttavia entrambi da quella convinzione, completamente infondata, dell’assoluta indefettibilità pontificia, in ogni manifestazione pubblica o privata della persona Papa.

I primi, in altre parole, si arrampicano sui vetri all’inverosimile per tentare di far quadrare sempre il cerchio: ogni dichiarazione, ogni starnuto, ogni pillola di Misericordina elargita, che so, a padre Manelli…, è sempre in continuità con i predecessori, con la Tradizione, con la Chiesa di sempre…

I secondi invece, convintissimi comunque anch’essi dell’assoluta indefettibilità, ma constatando, per il principio di identità e non contraddizione,  l’impossibilità concreta di conciliare determinate posizioni con la Dottrina, decidono  semplicemente che il Papa non c’è e la Sede è vacante.

Il mio ragionamento è ovviamente estremamente sintetizzato: non è questo del resto l’argomento principale che voglio affrontare in questo articolo.

E dove voglio allora arrivare? Ecco subito il nocciolo.

Oggi lo scenario sembra arricchirsi di una nuova posizione intermedia: con l’uscita infatti del nuovo volume di Antonio Socci “Non è Francesco” si affaccia una tendenza, sempre comunque figlia dell’indefettibilità papale assoluta, che potremmo definire “antipapismo”.

In cosa consiste nella sua essenza? L’elezione di Papa Francesco sarebbe nulla ma… ciò non porterebbe il Socci al sedevacantismo per il semplice motivo che il predecessore di Bergoglio è ancora in vita e quindi sarebbe lui il vero Sommo Pontefice.

A sostegno di questa tesi il Socci porta, almeno a quanto sembra prima di aver letto il libro, argomentazioni tutto sommato abbastanza inconsistenti: una supposta votazione in più, la talare bianca che Ratzinger continua ad indossare, qualche speculazione araldica sullo stemma del “Papa Emerito”, qualche elucubrazione sulla formula utilizzata nella dichiarazione delle dimissioni… Un po’ pochino anche per un giornalista non propriamente esperto in Diritto Canonico.

Il fenomeno Socci apre tuttavia una breccia, piuttosto inattesa ma indubbiamente reale, nel fronte del conciliarismo più o meno conservatore. Egli infatti non perde occasione di magnificare i gesti ed il Magistero di Giovanni Paolo II, il Papa di Assisi, dei polli scannati sugli altari, del bacio al Corano, dei “mea culpa” per le Crociate e l’Inquisizione. Non contesta minimamente i documenti del Concilio Vaticano II, ama la liturgia sciatta del nuovo Messale, segue le Apparizioni carismatiche di Medjougorje. Un cattolico conciliare dunque a tutti gli effetti.

Eppure… di fronte all’irruzione sulla scena vaticana del Vescovo di Roma Bergoglio… anche un ciellino conciliarista come Socci rimane sgomento. Lo scatto in avanti è troppo violento, troppo evidente il contrasto con i predecessori più immediati, troppo stridente la discontinuità del suo presunto Magistero.

Ed ecco che il buon Socci, che, bisogna ammetterlo, è comunque una persona intellettualmente onesta, non ci si ritrova più e cerca disperatamente una via di fuga che possa farlo uscire dal dramma teologico dell’attuale situazione ecclesiale. Pensa che ti ripensa… il nostro scrittore non trova di meglio che rifugiarsi nell’anticamera di una sorta di neo-sedevacantismo conciliare.

Posizione francamente debole, anzi debolissima. Oggi, tanto per fare un esempio, Socci può infatti ancora più o meno sostenere che il vero Pontefice continuerebbe ad essere Benedetto XVI. Ma…, cosa succederebbe, facendo i debiti scongiuri, alla morte di Papa Ratzinger?

E se, per continuare con le ipotesi tutt’altro che di scuola, il successore di Bergoglio riconoscesse il suo predecessore argentino e si impegnasse a proseguirne l’opera di smantellamento del Cattolicesimo?

Cosa farebbe Socci in tale situazione?

E se infine il medesimo Benedetto XVI, come ha abbondantemente dimostrato nei mesi scorsi, riconoscesse esplicitamente di non avere alcuna intenzione di opporsi alla potestà di Bergoglio e di non sentirsi depositario di alcun munus?

Le domande potrebbero continuare ancora a lungo. Occorre comunque, a conclusione di questo articolo,  ipotizzare almeno qualche risposta plausibile.

A mio parere non ci sono scappatoie di sorta se non quelle offerteci dalla sana Dottrina e dalla storia della Chiesa. In poche parole: ci sono sempre stati Papi ottimi, buoni, mediocri e pessimi.

Quelli negativi sono stati inflitti ai cristiani sicuramente a causa dei loro peccati.

I Pontefici pessimi lo sono stati non solo per motivi di vita morale ma anche, seppur in misura minore, per incertezze ed errori nel loro insegnamento magisteriale (Papi Vigilio, Liberio, Giovanni XXII ecc.)

I santi, come S. Atanasio o S. Caterina da Siena, in quelle circostanze non hanno quasi mai contestato la legittimità dell’elezione ma si sono semplicemente opposti agli errori e impegnati affinchè i medesimi Pontefici potessero riconoscerli e correggerli.

Perchè dunque oggi non dovrebbe essere così? Perchè oggi i Papi possono essere soltanto o tutti santi o non Papi? Un po’ di buon senso allora, unito alla preghiera, ci sarà certamente di grande aiuto nella lettura di questi anni tribolati della storia ecclesiale contemporanea.

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28 commenti su “Ma chi è il legittimo Papa? La risposta debole di Socci  –  di Marco Bongi”

  1. Credo che, quella dell’articolista, sia l’unica via possibile, anche se il giudizio vero e definitivo lo dara’ la storia.

  2. Federico Fontanini

    Ottimo articolo con opportune precisazioni perché Socci – ferma restandone l’onestà intellettuale – in questo caso ha fatto davvero un brutto scivolone e – data la notorietà della persona – col suo libro potrebbe fare de danni!

  3. Un articolo pieno di buon senso ma anche di sapienza, che aiuta molto chi non sta più capendo cosa fare e chi ascoltare. Le soluzioni semplici sono sempre quelle giuste e questo articolo ne è la conferma. Prego e spero che chi ha le capacità e gli strumenti per contrastare, sul piano dialettico, la disastrosa situazione odierna, alzi fermo e sereno la sua voce, nel segno della retta dottrina che Santa Madre Chiesa ci ha per fortuna tramandato.

  4. Non ho capito,Socci avrebbe scritto un libro in cui teorizza l’ illegittimità canonica dell’elezione di Bergoglio aSommoPontefice,adducendo come argomentazione delle presunte e assai improbabili irregolarità procedurali nello svolgersi del Conclave?Sembrerebbe che tale errore,secondo Socci,consista nell’aver dato luogo a 5 votazioni,di cui una successiva a quella in cui durante lo spoglio si è contata una scheda in più bianca,quando invece in una giornata ne sono previste4;tuttavia basta vedere l’articolo68della Cost.Ap”UniversiDominici gregis”in cui è tassativamente prevista una immediatamente successiva votazione sostituiva e NON aggiuntiva di una eventuale precedente votazione nulla.O Socci s’è ammattito oppure ci sarà dell’altro in questo volume prossimo ad uscire. Se mai ci si dovesse interrogare circa la legittimità canonica dell’elezione di Bergoglio, allora sarebbe più sensato considerare l’unico elemento oscuro della faccenda:la validità o meno della rinuncia di…

    1. Giovanni di Pannonia

      Ratzinger non ha detto “rinuncio ad essere papa”, ma, nel discorso con cui si è dimesso, ha detto “dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice”, il che vuol dire che lui cessava di essere papa (visto che non possono esserci due papi contemporaneamente e che il Conclave si tiene solo quando la sede pontificia è vacante). Porta la veste papale, ma non sta facendo il papa: da quando si è dimesso, non ha nominato cardinali, non ha fatto encicliche, non ha fatto nessun atto da papa.

  5. Molto molto interessante questo articolo, ma sento la necessità di fare
    queste osservazioni:
    1 – Benedetto XVI appena eletto dichiarò “ricordatevi che anche il
    Papa può sbagliare.
    2 – L’elezione del Papa non può essere considerata nulla.
    Ma se c’è un “PRESUNTO Magistero” la Dottrina Cristiana non corre
    il rischio di essere distrutta? E infatti dice che c’è uno smantellamento
    del Cattolicesimo: bisogna accettarlo silenziosamente?
    Socci non ha provato a criticare questo smantellamento?
    “Ci sono sempre stati Papi ottimi, mediocri, ecc. e ci sono stati
    S.Atanasio e S.Caterina”.
    Ma ora chi c’è?
    A parte che io confido in Riscossa Cristiana e in molti dei suoi
    OTTIMI commentatori!

  6. Non sono esperto in Diritto Canonico. Nè ho studiato Teologia. Ho solo notato molte cose “insolite” riguardo a questo Papa “Santo” e quella che più mi lascia davvero perplesso è la -storiella- “simpatica, bella che ha fatto sorridere tutti, lui compreso: Maria sta all’interno della porta del Paradiso; San Pietro non sempre apre la porta quando arrivano i peccatori e allora Maria soffre un po’, però rimane lì. E la notte, quando si chiudono le porte del Paradiso, quando NESSUNO VEDE e NESSUNO SENTE, Maria apre la porta del Paradiso e FA ENTRARE TUTTI.
    La cosa davvero strana è che nessuno pensa che magari la Suora può aver capito male la “storiella”…. Nel prossimo sinodo la Chiesa può porsi in palese contrasto con quanto ha affermato Gesù. Ma come dicono molte persone sicuramente meno eretiche del sottoscritto: “ASPETTIAMO”—-http://it.radiovaticana.va/storico/2013/08/15/il_papa_alle_clarisse_se_pietro_chiude_le_porte_del_paradiso%2C_maria/it1-719819

  7. Patrizia Proietti

    Non posso giudicare. Cristo me lo ricorda. La sola cosa che vedo , è che le piazze sono sempre più affollate e le chiese sempre più vuote

  8. Credo anch’io che il sinodo imminente farà aprire gli occhi a chi ancora crede che il tanto enunciato Spirito Santo vada contro il Santo Vangelo. Se così fosse di sicuro lo Spirito Santo in quel Sinodo non vi farà parte perché Dio non potrà mai contraddire Se Stesso.

  9. finalmente un articolo equilibrato. Ci sono troppe prime donne e socci è fra questi. Guardiamo a Maria per favore unico modello da imitare (in cuor suo serbava la sapienza e la esercitava in umiltà).

  10. Anche Radaelli, mesi fa, scrisse sulla inammissibilità delle dimissioni di Benedetto XVI. Anche Gnocchi parla di Vaticano III. Mi perdoni, Dott. Bongi, ma leggiamo questo libro coraggioso, prima di cestinarlo. Mi sembra che siamo noi, in caso contrario, a volerci rassicurare a tutti i costi….
    Bruno – Tobia

  11. Per me la questione è molto semplice ed è stata spiegata in ottimi articoli da persone competenti. La rinuncia di Benedetto è stata volontaria, il conclave valido, e il Papa è uno solo, quello regnante. Il Papa emerito è una figura strana, ma possibile grazie alle innovazioni portate dal concilio, ma non avendo più potere di giurisdizione Benedetto non è più Papa, è appunto “Papa emerito”, che è tutta un’altra cosa, anche se poi offrirà tutte le sue preghiere e sofferenze per aiutare la Chiesa in questo difficile momento, ma questo “supporto spirituale” è comunque tutt’altra cosa dal potere di giurisdizione del sommo pastore. Ergo, piaccia o no, bello o brutto, simpatico o meno, Francesco è il Papa felicemente regnante in questo periodo. Tutto il resto è fantasia per scrittori di romanzi. Povero Socci, mi dispiace, perchè in fondo è una buona persona, ma qui siamo proprio fuori del seminato. E dovrebbero capirlo in tanti!

    1. Caro Federico è proprio sicuro che Socci sia “proprio fuori del seminato” e che Bergoglio sia “felicemente regnante”?

      1. A parte il “felicemente” per il resto sì , dispiace ma non si capisce come abbia fatto a tirare fuori un volume da elementi tanto blandi. Probabilmente è solo una critica a tutto campo verso Bergoglio. Ma qui non servono particolari rivelazioni.
        Come per i sedevacantisti , “dal momento che tizio dice cose sui generis , allora non è papa”. Una scorciatoia rapida ma scivolosa

    2. Ho letto il libro tutto d’un fiato, conosco Socci e ho anche cenato con lui (ai tempi dell’uscita del suo libro su Padre Pio). E’ una persona di grande fede, totalmente ortodossa e giornalisticamente parlando ineccepibile.
      Ho affrontato questo libro in modo scettico e pensando a un colpo di testa del pur bravo Socci ma avere una posizione aprioristica è sbagliato, soprattutto se un tale libro è scritto da un fervente cattolico quale è Socci.
      Consiglio vivamente di leggere il libro. Chi non l’ha letto non può giudicarlo (come chi giudica un film senza averlo guardato)
      Purtroppo condivido la posizione di Socci…il passo indietro di Benedetto XVI mi turbò molto e capii subito che qualcosa di gravissimo stava per verificarsi (memore anche dei messaggi di Fatima)
      Socci documenta fatti, documenta dichiarazioni. Questo è il punto. Su questo bisogna fondare i propri giudizi. Perché se è vero quello che documenta…beh…Socci non c’entra più…il problema è oggettivamente serio…

  12. Grazie del suo equilibrio e del suo buon senso di cattolico. È merce piuttosto rara di questi tempi. La logica e la ragione oggi sono patrimonio di pochi, almeno nel mondo cattolico mediatico. Per fortuna ci sono quelli che sgranano il rosario e pregano Nostro Signore di trattenere a Sua ira e di rimandare d’incenerirci tutti come meriteremmo. Bravo Bongi!

  13. Articolo molto interessante. Personalmente, per il nulla che vale il mio pensiero, considero Socci uno dei pochi di cui ci si può fidare, in quanto mi appare sorretto da fede retta e sincera, almeno sulle questioni fondamentali. Leggendo i suoi libri e articoli, tuttavia, mi ha sempre lasciato perplesso quando si lanciava in sperticate e, soprattutto, incondizionate agiografie su tutto ciò che il Papa (Giovanni Paolo II e Benedetto XVI) diceva o faceva. Sembrava di ascoltare la voce dell'”house organ” vaticano anche quando ciò non era richiesto e, sinceramente, mi dispiacevo per lui, perché consideravo quegli articoli una sorta di piccola “forzatura” (o violenza?) al suo intelletto di buon cristiano cattolico.
    Ora, tutto d’un tratto, mi passa “dall’altra parte della barricata”: pur non avendo ancora letto il libro, sono sicuro che le sue argomentazioni, anche se deboli, saranno sicuramente animate da buona fede. Il rischio, tuttavia, è che ci si chieda dove abbia vissuto…

  14. In realtà Socci non è poi così entusiasta della liturgia postconciliare, ha preso posizione pubblicamente (se ricordo bene sul Foglio) a favore della Messa tridentina.
    Comunque, il grande S.Pio V con la bolla di scomunica a Elisabetta I di fatto consegnò indirettamente al boia i cattolici inglesi. Il grande Pio XI, quello della Quadragesimo Anno e della Quas Primas, condannando l’Action Francaise diede di fatto il via libera all’egemonia democristiana nei decenni successivi. Insomma, gratta gratta di perfetti ci sono solo il Signore e la sua Madre Santissima. Forse più che discutere non ci resta che pregare.

  15. Giovanni di Pannonia

    In una lettera al teologo Hans Kung, Ratzinger ha scritto:

    “Io sono grato di poter essere legato da una grande identità di vedute e da un’amicizia di cuore a Papa Francesco. Io oggi vedo come mio unico e ultimo compito sostenere il suo Pontificato nella preghiera.”

    Quindi riconosce Francesco come Papa.

  16. Giovanni di Pannonia

    Ecco il testo della lettera del Papa emerito:

    Egregio Signor Tornielli,

    Grazie per la Sua lettera del 16 febbraio! Alle Sue tre questioni rispondo così:

    1) Non c’è il minimo dubbio circa la validità della mia rinuncia al ministero petrino. Unica condizione della validità è la piena libertà della decisione. Speculazioni circa la invalidità della rinuncia sono semplicemente assurde.

    2) Il mantenimento dell’abito bianco e del nome Benedetto è una cosa semplicemente pratica. Nel momento della rinuncia non c’erano a disposizione altri vestiti. Del resto porto l’abito bianco in modo chiaramente distinto da quello del Papa. Anche qui si tratta di speculazioni senza il minimo fondamento.

    3) Il prof. Küng ha citato letteralmente e correttamente le parole della mia lettera indirizzata a lui.

    Spero di aver risposto in modo chiaro e sufficiente alle Sue domande.

    Suo nel Signore
    Benedetto XVI

  17. Giovanni di Pannonia

    Unica condizione della validità è la piena libertà della decisione. E nel suo messaggio di dimissioni, Ratzinger ha dichiarato di rinunciare “con piena libertà”. Quindi la rinuncia è valida.
    Socci nel suo libro non contesta le suddette affermazioni di Ratzinger, anzi dice di non aver mai messo in discussione la piena libertà della rinuncia.

    La frase successiva “Speculazioni circa la invalidità della rinuncia sono semplicemente assurde” è una risposta chiara alle speculazioni che già all’epoca Socci andava facendo al riguardo.

  18. Socci ha ottenuto un buon successo editoriale perchè le vicende della Chiesa attirano sempre. Ma è un romanzo privo di fondamento giuridico. Il Conclave ha ritenuto valida l’elezione di Bergoglio.
    Nessun cardinale ha contestato. E allora è sufficiente.

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