Macron ha tendenze autoritarie. Parola di Repubblica – di Marcello Foa

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di Marcello Foa

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Come i lettori di questo blog ben sanno, io non ho mai avuto fiducia in Emanuel Macron. Reputavo qualche settimana fa e penso ancora oggi che la sua ascesa sia il risultato di una sofisticata operazione di marketing politico, peraltro profetizzata dal suo maestro Jacques Attali con oltre un anno di anticipo.

Ritengo che le sue promesse di rinnovamento siano illusorie e che egli sia in realtà un rappresentante dell’establishment, il quale ha trovato il modo – abilmente, non c’è che dire – di indirizzare il dissenso e l’insoddisfazione dei cittadini a beneficio di un candidato giovane, per bene, presentabile, rompendo così la dinamica delle cosiddette forze populiste. lo schema funziona e, statene certi, verrà replicato anche in altri Paesi.

Io diffido, però, anche della personalità di Macron, che sospetto molto meno trasparente e immacolata di quanto sembri. Ieri Repubblica ha pubblicato un reportage rivelatore. Titolo:

Macron, un bonapartista all’Eliseo
“Governa a colpi di mano”

Si, avete letto bene. Dalla corrispondenza di Ettore Livni si apprende che Macron viene accusato di derive assolutiste sia da sinistra che da destra. Che il suo partito ha occupato tutte le cariche istituzionali, anche quelle solitamente riservate all’opposizione. Che prevarica i poteri del primo ministro. Che convoca il Congresso a Camere riunite a Versailles con finalità inusuali. Che annulla la conferenza stampa del 14 luglio perché, come spiega l’Eliseo

” il suo pensiero è troppo complesso e non si presta al gioco domande -risposte dei giornalisti”.

Che sberla per i giornali, che, però statene certi, ora non avvieranno una campagna mediatica contro Macron, il quale continuerà a beneficiare dell’indulgenza della grande stampa, che adotta, come sempre, due pesi e due misure, Spietata con Trump, soave con Macron anche quando, come Trump, insulta la categoria.

E il fatto che riveli tendenze bonapartiste ovvero, per essere meno eleganti, autoritarie passerà come un peccatuccio veniale.

All’Enfant Prodige si perdona tutto. Perché lui è dalla parte giusta. Lui è gradito, lui è protetto.

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fonte: Il Giornale

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13 commenti su “Macron ha tendenze autoritarie. Parola di Repubblica – di Marcello Foa”

  1. Cesaremaria Glori

    Non è più il tempo per un Napoleone III. I tempi sono mutati: le rappresentanze politiche non sono facilmente assoggettabili ad un pensiero unico frastagliate come sono e ideologicamente frenate dal loro relativistico modo di pensare; la o le polizie non sono facilmente al servizio0 di un Potere che si ponga sfacciatamente contro le masse popolari. Credo con fondamento che questo regime iniziato come Macron terminerà come Micron perché potrebbe perdere il sostegno da coloro che lo hanno votato e che non sono legati a lui che da un sottile legame: quello della paura. Paura che potrebbe diventare minore di quella data dalla sua presenza al comando della Nazione. La Francia è veramente alla fine della sua esperienza rivoluzionaria iniziata nel 1789. Potrei sbagliarmi ma gli elementi per il suo disastro politico e ideologico ci sono tutti. Manca la fede in un avvenire compatibile con la weltanshauung delle élite francesi. Si richiamano ad un passato che è finito. Ripeto F I N I T O! Ora c’è soltanto la paura e si sono aggrappati ad un giovane e arrogante uomo lanciato da un’élite…

    1. Maria Teresa

      Sono perfettamente d’accordo con questa analisi politica.
      Si tenta di far trasfusioni di sangue ad un cadavere….

  2. Mi domando pero’ come sia riuscito a sbaragliare tutti gli altri partiti alle elezioni. Poi in fondo il signorino era ben conosciuto con la sua legge sul lavoro che ha fatto rischiare le barricate. E allora? Noi, gli italioti, saremmo stati giustificati a eleggerlo, proprio perche’ siamo italioti, ma ai francesi notoriamente quarantottini che e’ successo? Cerco una spiegazione e non riesco proprio a trovarla. E questa cosa e’ molto molto pericolosa e giustamente, come e’ stato detto, si replichera’. Ma siamo impazziti? Brogli?

  3. Stefano Mulliri

    Caro Marcello, le dico a occhiometro che questo bamboccio , sa un po di viziatello , con relativa puzza sotto il naso tipica de la gauche al caviale e un po di anticristo, con una propensione più per la seconda. Che questo pupetto sia il risultato di “alchimie ” particolari lo capito da subito se vuole le faccio un piccolo esempio; La inversione del rapporto di coppia con lei che è più grande di lui, quasi una mamma, tipica situazione gnostica con la società tradizionale che avrebbe visto meglio l’uomo più grande di età. E poi lui quasi perfetto dall’aspetto fisico, alla mimica sembra proprio il tipico prodotto prefabbricato. Se avesse un’etichetta , si leggerebbe fatto con materiale biologico di riciclaggio. Quasi quasi rimpiango Hollande! .

  4. Di Macron conosciamo quello che ci hanno detto. E non è tanto. Ho l’impressione che sia tutto più complesso e più semplice ad un tempo. Non ho pezze d’appoggio, solo ipotesi ed impressioni personali. Aspettiamo di vedere lo svolgersi della matassa.

    1. Stefano Mulliri

      Cara Irina, mi permetto di dirle che per capire chi è il sopracitato personaggio, basta a leggere qualcosa sul suo padrino, tale Jacques Attali, per capire bene chi abbiamo di fronte. Quest’ultimo plurimassone faccente parte delle più alte e ristrette cerchie di potere, qualcuno lo ha definito il vero erede di Jean Monnet. Un oligarca a tuttotondo ,cinghia di trasmissione di quei poteri che da almeno tre secoli tengono il mondo stretto in una morsa dalla quale è molto difficile liberarsi se non a prezzo della vita.

      1. Jacques Attali, massone ed ebreo. Solita feccia alla Soros, soliti potentissimi mezzi. Il fatto però che tal Ettore Livni (evidentemente della stessa genìa dei due succitati) scarichi il Micron sulle pagine del giornalone progressista, e che tal Foà (aridaje) sul Giornale avalli lo scaricamento, mi fa presagire una possibile frattura fra il giovanotto pompato ed i suoi mandanti. Che sia la repentina chiusura ai “migranti”? Che siano le parole poco lusinghiere per l’Islam? O altro che non ci è dato sapere? Fatto sta che il bimbo non se la passa bene. Se poi nei prossimi giorni ci sarà un “attentato” di “sicura matrice islamica” da parte di un “elemento radicalizzato” (quante virgolette!), avremo la conferma che al giovine conviene cercare conforto fra le braccia della nonna, ehm, moglie.

        1. Stefano Mulliri

          Caro Alessandro sul cugino……della signora Tsyppi mi hai preceduto diciamo di un ora, ma devo dirti che sono praticamente della tua idea.

  5. come si dice a Milano…me pareva de savèll…..bamboccione prezzolato che deve attuare un disegno altrui, e deve attuarlo in fretta…

  6. normanno Malaguti

    Macron fa paura per via di suoi padroni, felpati, abili, danarosi senza tetti visibili, tutti ben allacciati con logge potenti, creatrici e e manovratrici di logge silenti e obbedienti e,come tali, pericolosissime.

  7. A Macron piacerà pure far la parte dell’ autoritario, ai Gentiloni Mattarella invece quella del semplice gregario…Due popoli e due misure: che i Francesi- o quello che ne resta – vedano rispettata almeno l’apparenza della dignità nazionale; per gli Italiani, adusi al servilismo (infatti, generati e liberati dallo Stranier) , nessun riguardo: che obbediscano tacendo, o, al massimo, frignando, tanto per consentire loro un minimo sfogo, il piagnisteo di chi vorrebbe ma non può… Intanto la nostra riforma epocale è quella di farci invadere in maniera plateale, ‘et cum iure’: una patria e una nazione ridotte a territorio, ‘ suolo’ da calpestare, un pollaio inverecondo…Ma si sa quale è la fine dei tanti galli in un pollaio, e del pollaio istesso …AUGURI!

  8. Macron è un mistero che i nostri acutissimi analisti non hanno indagato a fondo. Potrebbe essere anche l’emergere di un desiderio di dittatura, un desiderio che ogni tanto viene fuori inconsciamente. Tuttavia come dittatore per ora sembra un po’ timido. Ma anche i francesi sono indecifrabili. Macron è diventato famoso con la legge sul lavoro che provocò tumulti tali da portare il governo vicino al crollo. Probabilmente è una carta che deve ancora essere giocata. Con i suoi precedenti e con i suoi sostenitori tutto è possibile. Intanto la Francia sta conducendo indisturbata una dura politica di sfruttamento in Africa. E’ certo che se noi proseguiamo con la nostra tradizionale debolezza inconcludente per noi si prevedono tempi amari.

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