Manifesto della fierezza e dell’identità europea

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Noi, figli dell’Europa, un mattino ci siamo svegliati e ci siamo accorti che l’Europa, la vera Europa, non c’era più. Ci era stata sottratta da una classe dirigente di traditori, al soldo d’interessi stranieri, soprattutto di carattere finanziario. 

Ci siamo accorti che quasi tutti i politici e i governanti, gli intellettuali e gli uomini di cultura, i giornalisti e gli insegnanti, per non parlare dei banchieri e degli azionisti delle multinazionali, avevano stretto un patto malefico per espropriarci della cosa più preziosa, la nostra identità, allo scopo di riduci allo stato di un gregge senza nome, senza coscienza, senza dignità, e quindi, inevitabilmente, senza diritti reali. 

Per giungere a tanto, essi hanno creato una vera e propria fabbrica di diritti: diritti aberranti, folli, distruttivi, come quello di cambiare sesso e di farlo cambiare ai propri figli preadolescenti, il tutto a spese della sanità pubblica, cioè prelevando il denaro dalle tasche dei lavoratori e dei pensionati; e autorizzando una massiccia propaganda transgender nelle scuole e sui mass-media pubblici e privati. 

Ma ciò non era ancora sufficiente: bisognava attaccare l’identità europea alla radice; dunque bisognava attaccare l’idea di patria, l’idea di famiglia e l’idea di Dio, i tre pilastri sui quali si è retta, per oltre mille anni, la nostra civiltà.

Bisognava far passare l’idea che credere nella Famiglia, nella Patria e in Dio è un male, è un comportamento antisociale e incivile: perché la famiglia “tradizionale” è omofoba, discrimina i diritti degli invertiti; la patria è razzista e fascista, in quanto difende i confini e quindi cerca di opporsi all’invasione; Dio, poi, è l’oppio dei popoli di marxiana memoria, e ormai possono credere in Lui solamente gli sciocchi o i delinquenti.

Così, un mattino, noi europei ci siamo svegliati e ci siamo accorti che la nostra identità ci era stata sottratta, che poggiavamo i piedi sul vuoto; che non avevamo più punti di riferimenti, perché la tradizione era stata adulterata, stravolta e distrutta; che non avevamo più qualcuno che vigilasse su di noi, che ci proteggesse, che ci incoraggiasse, perché tutte le istituzioni, dalla famiglia alla scuola, dallo Stato alla Chiesa, erano state infiltrate e in gran parte occupate da forze estranee ed ostili, forze interessate alla loro distruzione e alla nostra totale sottomissione. 

Tali forze avevano giocato d’astuzia: avevano lavorato con tenacia e pazienza, guadagnando una posizione alla volta, senza fretta, metodicamente, silenziosamente. Erano riuscite a far passare, in successione, il divorzio, l’aborto, le unioni omofile, presentandole come conquiste di civiltà; stanno facendo passare l’eutanasia, le fecondazione eterologa e l’utero in affitto; il passo successivo sarà la normalizzazione della pedofilia e la libertà di abusare i bambini alla luce del sole.

Nello stesso tempo si è fatto credere che per amare l‘umanità bisogna odiare il proprio Paese; che desiderare l’indipendenza della propria patria è una cosa brutta e malvagia; che rifiutarsi di subire l’invasione afro-asiatica di marca musulmana, fatta passare per emergenza umanitaria e per solidarietà cristiana, è segno di durezza d’animo, chiusura verso il prossimo, ottusità e meschinità, e incomprensione del Vangelo. 

E così siamo arrivati al punto di tollerare un ”papa” che non parla mai di Dio; non s’inginocchia davanti a Dio; non indossa volentieri il Crocifisso, ma, se appena può, manifesta una diabolica contraffazione del Vangelo, specie quando deve incontrarsi con gli esponenti delle altre religioni, in particolare la giudaica; un papa che fa apertamente campagna elettorale, lui e i sui cardinali, vescovi e preti, contro un partito politico che ha il torto di voler difendere la religione cattolica, la Patria e la famiglia, e il torto ancor più grande di mostrare il Crocifisso e invocare la benedizione della Vergine Maria sull’Italia.

Tutto questo è successo per gradi e solo negli ultimi anni le forze oscure che mirano alla nostra sottomissione, o, per dir meglio, alla nostra sostituzione, praticando il doppio binario dell’incoraggiamento all’omofilia, alla sterilità, all’aborto, alla libertà di drogarsi, e al tempo stesso dell’accoglienza indiscriminata di masse d’immigrati dagli alti tassi d’incremento demografico, hanno cominciato a mostrarsi apertamente. Pure, molti europei non se ne sono accorti e, imperterriti, come se nulla fosse accaduto e stesse accadendo, continuano ad accordare la loro fiducia a questi traditori, che in veste di statisti o di ecclesiastici hanno venduto la nostra identità, la nostra storia, il nostro futuro, e in cambio di vantaggi materiali, hanno creato le condizioni per la nostra scomparsa e la totale estinzione della nostra civiltà.

Le forze oscure interessate a realizzare questo diabolico piano sono all’opera da moltissimo tempo, da secoli, ma nel corso degli ultimi decenni hanno preso ardire e ormai agiscono quasi apertamente, senza preoccuparsi di salvare le apparenze, anche perché fanno conto, e non a torto, su un tale abbassamento del senso critico della gente, su un tale intorpidimento delle coscienze, su una tale ignorantizzazione delle masse e una tale deresponsabilizzazione dei cittadini e dei credenti, da non doversi preoccupare più di tanto di possibili reazioni. 

Ebbene, noi che ci siamo resi conto di quel che sta accadendo, vogliamo disilluderli nelle loro aspettative e contrastare fieramente i loro piani. 

Noi non ci lasceremo ingannare oltre, non permetteremo a nessuno di seguitare a trattarci come dei poveri idioti, come dei servi sciocchi, il cui destino è di servire e tacere, senza far domande e senza sollevare obiezioni all’operato del padrone. Al contrario noi intendiamo adoperarci per smascherare questo tradimento, per denunciare questo complotto, per indicare chiaramente la via del nostro riscatto, che passa necessariamente attraverso il pronto esautoramento di questa indegna classe di parassiti e traditori, che hanno ipotecato l’avvenire dei nostri figli in cambio di qualche poltrona, di qualche compenso economico e vantaggio materiale, facendosi complici di un inganno globale, quale mai si era visto nel corso della storia, e di una mistificazione così odiosa, così capillare, così pervasiva, che si stenta ormai a trovare un singolo ambito della vita pubblica e privata, dalla salute alla cultura, dallo sport alle arti, nel quale i registi di questa operazione non abbiano piazzato i loro uomini-chiave, non abbiano fatto passare le loro parole d’ordine, non abbiano imposto la loro visone del reale, anche servendosi di una spudorata e sistematica manipolazione del linguaggio. 

L‘inganno, infatti, è iniziato con l’adulterazione delle parole, e prosegue con uno stravolgimento sempre più accentuato del loro autentico significato. Da quando la sottomissione è stata fatta passare per dialogo; il disprezzo e l’odio di sé sono stati fatti passare per apertura e solidarietà verso l’altro; da quando la distruzione della tradizione è stata dipinta come una marcia gioiosa verso il futuro, e l’oltraggio alle cose più sacre come una forma di liberazione da tabù e pregiudizi; da quando un traditore vestito da papaha colpito al cuore la dottrina cattolica, e ha potuto farlo impunemente, e i capi di Stato e di governo delle nazioni europee si sono fatti zelanti promotori di una politica di distruzione dei valori tradizionali, all’interno, e di cooperazione all’auto-invasione dei rispettivi Paesi, all’esterno: da quel momento è divenuto chiaro che chi ama l’Europa non può accettare un minuto di più questa ignobile farsa; non può riconoscere come suoi rappresentati i traditori che occupano le posizioni di potere; non può considerare come veri sacerdoti e ministri di Dio questi cardinali, vescovi e preti viziosi, invertiti, superbi, demagoghi, avidi, ambiziosi, mestatori e politicamente impegnati a sostegno delle forze della dissoluzione. 

È necessario, pertanto, anche se ciò può risultare doloroso, rompere ogni remora e ogni senso di rispetto nei confronti di quelle autorità, civili e religiose, le quali non meritano alcun rispetto perché non sono legittime. Un’autorità cessa di essere legittima quando consuma un tradimento intenzionale nei confronti della propria ragione sociale: e questo è precisamente quel che sta accadendo, sotto i nostri occhi, a ritmo frenetico.

Sarebbe ingenuità, o peggio, perdere tempo a discutere con chi non è in buona fede, ma anzi ha già firmato un patto scellerato, nel quale è prevista la nostra cancellazione in tempi brevissimi. Stanno realizzando il Piano Kalergi, sui tre versanti previsti dalla loro strategia: quello biologico e razziale, mediante il meticciamento dei popoli europei e la scomparsa delle identità culturali; quello economico, mediante l’asservimento al capitale finanziario di tutte le risorse, di tutto il lavoro, di tutto il denaro, compreso il risparmio privato; e infine su quello spirituale e religioso, mediante la sostituzione del cristianesimo, e particolarmente del cattolicesimo (il protestantesimo essendo quasi scomparso nel vortice della laicizzazione del Nord Europa) con una “religiosità” immanentista di tipo massonico, sincretico, gnostico, che infine dovrà sfociare nell’adorazione, in Europa come altrove, di una piccola minoranza di esseri umani, gli “illuminati”: i padroni (per ora) occulti del mondo, i detentori del potere finanziario globale, già oggi padroni dei tre quarti delle risorse del pianeta.

Ebbene: noi, cittadini d’Europa e noi cristiani, che abbiamo compreso il gioco, che ci siamo accorti della grande menzogna e del grande tradimento, abbiamo ora deciso di non restare inerti e rassegnati ad aspettare la nostra fine e la distruzione di ogni speranza per le prossime generazioni, quelle dei nostri figli e dei nostri nipoti. Abbiamo deciso di batterci: di denunciare la manovra in atto; di incalzare i servi, i bugiardi, i traditori; d’inchiodarli alle loro menzogne e alle loro responsabilità; di contrastare attivamente i loro piani, sia sul terreno teorico, combattendo le loro idee e mostrando che sono aberranti, distruttive e anti-umane, sia sul terreno pratico, opponendoci ad essi in ogni luogo e momento possibile, resistendo alle loro quotidiane sopraffazioni, rifiutandoci di collaborare a tutti i livelli, cominciando dal primo livello, la mistificazione del linguaggio, fino ai livelli superiori, quelli riguardanti la politica, l’economia e la finanza.

Qualunque sia il ruolo che occupiamo nella società, come genitori, come risparmiatori, come lavoratori, come pensionati, come consumatori, come utenti dei pubblici servizi, come insegnanti, come medici o infermieri, come sacerdoti, come credenti, come cittadini, noi non piegheremo più la testa; non accetteremo passivamente la prosecuzione della manovra mirante alla nostra distruzione; non concederemo quartiere ai nostri nemici, chiamandoli sempre con il loro nome, anche se sappiamo che essi faranno di tutto per confonderci, intimidirci, fermarci, né lasceranno alcunché d’intentato per ridurci al silenzio e all’impotenza.

D’ora in poi, ogni volta che un professore, approfittando del suo ruolo istituzionale, invece di fare la sua lezione di latino o di matematica, si metterà a fare propaganda per l’immigrazione, porterà in classe dei sedicenti profughi e raccoglierà denaro per collette a sostegno dei clandestini, speriamo che i suoi alunni si alzino in piedi, e con fermezza, senza trascendere, gli dicano: Professore, non le è permesso fare così.

E ogni volta che un prete, sfruttando la sua funzione, trasformerà la chiesa in una tribuna politica, per fare propaganda contro un certo partito e a favore di certi altri, speriamo che i suoi fedeli si alzino in piedi, e civilmente, ma fermamente, gli dicano: Signor parroco, lei non ha il diritto di parlare in questo modo.

E ogni volta che un giudice rimetterà a piede libero un delinquente, e magari comminerà una sanzione alle forze dell’ordine che lo hanno fermato, o a un capotreno che lo ha fatto scendere, o a un cittadino che si è difeso da una aggressione o da una minaccia, speriamo che centinaia, migliaia di cittadini si levino in piedi e facciano sentire la loro voce, via mail, o anche di persona, proclamando forte e chiaro: Signor giudice, non le è consentito di agire in questo modo!

E ogni volta che un giornalista, sulla stampa o alla televisione, specialmente se del settore pubblico, ci rifilerà l’ennesimo servizio tendenzioso, partigiano, smaccatamente favorevole a una certa parte, e altrettanto smaccatamente contrario a un’altra, speriamo che migliaia, milioni di lettori o di telespettatori si rivolgano a quel giornale o a quella rete, inondando le rispettive direzioni coi loro messaggi di civile ma ferma contestazione: Signor direttore, lei non può consentire ai suoi giornalisti di fare una così sfacciata propaganda a certe idee o a certi partiti, specialmente con il denaro pubblico!

Ma il boicottaggio deve cominciare dal nostro stile di vita. Se il signor Fazio non avesse milioni di telespettatori, ecco che i suoi favolosi emolumenti comincerebbero a scemare. E se le multinazionali cominciassero a smerciare memo prodotti alimentari pieni di sostanze nocive alla salute, in seguito a un soprasalto di consapevolezza dei consumatori, ecco che la loro potenza comincerebbe a ridursi, e la nostra salute a migliorare. 

E se la gente smettesse di affollare i cinema, le discoteche, gli stadi, le sale per conferenze, dove vendono la  loro pessima merce dei registi, dei cantanti, degli sportivi e degli intellettuali che non meritano alcun credito, tanto meno ammirazione e stima, ecco che l’arroganza di quei signori riceverebbe una batosta, i loro cattivi esempi subirebbero un rallentamento, e sarebbe tanto di guadagnato per le abitudini di vita di tanta gente, specialmente di tanti giovani. 

E se cominciassimo a boicottare i telefonini, o almeno a farne un uso ragionevole e appropriato, e così pure cominciassimo a boicottare la televisione, la stampa, e tutte le “offerte” artistiche e culturali che provengono da quanti sono sul libro paga del potere che ci vuole sottomessi psicologicamente prima ancora che materialmente, sarebbe un significativo passo avanti sulla via dalla consapevolezza e perciò della nostra emancipazione.

Tutto questo è possibile e può, anzi deve, incominciare adesso. Fino a quando milioni di persone si lasceranno ingannare, dominare e sfruttare da poche decine?

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8 commenti su “Manifesto della fierezza e dell’identità europea”

  1. Il popolo ha già avvertito il malessere e i responsabili dell’impostura deleteria: non va a votare o dà molti voti a Salvini. Manca ancora una voce che chiarisca le idee alla massa costretta a subire. Occorrerebbe poi, chi, col sostegno popolare, rimetta le cose a posto.

  2. Ben detto! Ho stampato l’articolo perchè merita di essere diffuso, affinchè serva
    ad aprire gli occhi a tante persone: è ora di svegliarsi!!!

  3. Grazie. Ha scritto quello che ho nello stomaco da anni ormai. E non sarò certo l’unica a pensarla così. SARÀ UNA DURA LOTTA MA NON SIAMO DISPOSTI A BARATTARE LA NOSTRA RELIGIONE, LA NOSTRA PATRIA, LA NOSTRA CIVILTÀ, LA NOSTRA STORIA CON NIENTE A COSTO DELLA NOSTRA VITA.

  4. Concordo su tutto.
    Ma come si fa a liberare le masse dell’opinione pubblica, che già è stata dominata psicologicamente e spiritualmente dalle forze della dissoluzione?

  5. Perfettamente d’accordo , specie sulla “diabolica contraffazione del Vangelo “di questa neo-chiesa : definizione esattissima !!!

  6. Se lei crede che Salvini, in questo nostro tempo,difende la religione cristiana e la famiglia, allora si che vi siete fatti ingannare, anche voi, e malamente.

  7. Oriana Fallaci queste degenerazioni le aveva viste anzitempo e le denunciò con coraggio. I media asserviti al potere neppure la nominano.

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