March for Marriage: cronaca di un evento boicottato – di Rita Bettaglio

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“… Ogni bambino viene da un uomo e una donna e ha il diritto, il diritto umano naturale, di conoscere ed essere conosciuto dalla propria madre e padre. Questo è il grande bene pubblico cui il matrimonio è orientato e protegge. La domanda allora è: la società ha bisogno di un’istituzione che unisce I bambini alle madri e ai padre che li hanno messi al mondo, o no? Se sì, quell’istituzione  è il matrimonio: nient’altro dà ai bambini questo bene basilare”.

di Rita Bettaglio

 .

RNS-MARRIAGE-RALLYGuerra di cifre sulla seconda edizione della March for Marriage che si è tenuta a Washington lo scorso 19 giugno.

C’è chi parla di 5mila persone, chi di 2mila. L’anno scorso erano 10mila.

Si fa fatica a trovare notizie sulla marcia. Ho cercato con molta attenzione, ma, se sono presenti molti articoli che mettono in ridicolo i partecipanti e li descrivono come estremisti religiosi e istigatori all’odio, pochi sono gli interventi che descrivano la Marcia così come si è svolta e gli interventi dei relatori che si sono succeduti sul palco a Washington.

Moltissimi dimostranti erano ispanici e questo, nell’America del politicamente corretto, dove non si può discriminare nessuno (tranne i cattolici e i cristiani in generale), autorizza a parlare dell’evento come di una manifestazione di retrogradi, pressochè analfabeti… non certo WASP come il mainstream si picca d’essere. I contestatori, apprendiamo, non erano più di una 15na d’individui.

Il Media Research Center (http://www.mrc.org/cmi/surprise-liberal-media-bash-march-marriage) sottolinea che i media liberal hanno quasi ignorato l’evento o ne hanno parlato in chiave negativa e fondamentalmente errata, dipingendola come una marcia anti-gay.  Il Washington Post ha titolato: “Migliaia alla manifestazione all’U.S. Capitol contro il matrimonio gay”.  Più brillante il titolo di Daily Beast: “ Crocifissi, gorilla e pannolini per adulti: la mia marcia contro il matrimonio gay”.

Notevole il discorso tenuto dall’arcivescovo di San Francisco, Salvatore Cordileone cui erano state fatte notevoli pressioni perché non prendesse la parola alla Marcia. Si erano scomodati addirittura lo speaker della Camera, la democratica e sedicente cattolica Nancy Pelosi, il sindaco di San Francisco e il governatore della California: Cordileone avrebbe, per il bene comune e la pace sociale, dovuto desistere dal suo insensato proposito. Ovviamente, nomen omen, non lo ha fatto. Assai interessante l’articolo di Crisis Magazine su chi e cosa ci siano dietro l’intervento della Pelosi su Cordileone (http://www.crisismagazine.com/2014/whats-behind-pelosis-attack-archbishop-cordileone ).

Il leit-motiv dell’intero, lungo discorso si può riassumere in poche parole: carità nella verità. Senza quest’ultima non ci può essere l’altra.

Il presule ha ricordato la millenaria tradizione di amore e compassione nella verità di milioni di cristiani nella storia, a partire dai primi secoli, sotto le persecuzioni del potere imperiale romano. L’amore per la persona umana e la coscienza della verità su di lei ha portato a costruire ospedali, scuole, orfanotrofi.

Cordileone ha fatto cenno alla recente vicenda che ha visto protagoniste le Little Sisters of the Poor, suore del Colorado cui l’Obamacare (piano sanitario varato dal presidente USA) voleva imporre l’obbligo di fornire contraccettivi e farmaci abortivi ai propri dipendenti. Le suore  si erano rivolte alla Corte Suprema per ottenere l’esenzione da tale obbligo presente nell’Affordable Care Act, noto come Obamacare.  La Corte Suprema, a fine gennaio 2014, aveva concesso alle Piccole Sorelle la possibilità di una sorta di obiezione di coscienza, almeno temporanea. Piccole Sorelle, ma davvero coraggiose, soprattutto se pensiamo che la loro azione legale farà giurisprudenza e servirà a molti altri soggetti e istituzioni.  “Nel 1839 Jeanne Jugan incontrò uno di questi figli di Dio senza valore, una vecchia donna cieca di cui nessuno si prendeva cura. Quella notte, Jeanne la portò in casa sua e la mise a dormire nel proprio letto. Da questo profondo incontro sono nate le Piccole Sorelle dei Poveri, che anche oggi amano, curano e danno un tetto a migliaia di anziani che necessitano di dignità quanto di cure.  Queste sono le suore che stanno fronteggiando la possibilità che venga loro impedito di diffondere l’amore di Gesù a causa del loro rifiuto di adeguarsi ad un imperativo del sistema sanitario che viola le loro convinzioni morali, convinzioni che si basano sulla verità della basilare dignità umana”.

  Ecco altri stralci del suo accorato discorso.

“L’amore è la risposta. Ma amore nella verità. La verità è che ogni bambino viene da una madre e un padre, e privare deliberatamente un bimbo della conoscenza e dell’amore di sua madre e suo padre è un’aperta ingiustizia. Questa è la nostra vera natura e nessuna legge può cambiarla. Chi ha potere temporale su di noi potrebbe scegliere di cambiare nella legge  la definizione di matrimonio  anche contro tutto ciò che noi abbiamo realizzato attraverso una partecipazione molto generosa al processo democratico, ma la nostra natura non cambia. Se la legge non corrisponde alla nostra natura, allora c’è un conflitto tra legge e natura: scommettiamo chi vincerà? E la gente sa come finirà”.

“Noi ora, nel nostro tempo, abbiamo bisogno di proclamare e vivere la verità con carità e compassione come ci viene richiesto oggi: la verità di una famiglia unita, basata sull’unione in matrimonio del padre e della madre dei figli  come bene fondativo della società. Ogni bambino viene da un uomo e una donna e ha il diritto, il diritto umano naturale, di conoscere ed essere conosciuto dalla propria madre e padre. Questo è il grande bene pubblico cui il matrimonio è orientato e protegge. La domanda allora è: la società ha bisogno di un’istituzione che unisce I bambini alle madri e ai padre che li hanno messi al mondo, o no? Se sì, quell’istituzione  è il matrimonio: nient’altro dà ai bambini questo bene basilare”.

“Siamo qui oggi alla Marcia per il Matrimonio per sollevare la torcia e trasmettere ad una nuova generazione la verità sul matrimonio, non una verità astratta, ma la realtà viva che fa la differenza nella vita dei bambini. Così, amici miei, noi non dobbiamo mollare: la verità  non sarà cancellata e neppure noi. Abbiamo a cuore il mandato che abbiamo ricevuto, riponiamo la nostra fiducia in Dio e andiamo avanti per costruire una civiltà di verità e amore”.

L’intero discorso di Cordileone si può trovare alla pagina http://www.catholicworldreport.com/Blog/3201/abp_cordileones_speech_at_the_march_for_marriage_full_text.aspx

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6 commenti su “March for Marriage: cronaca di un evento boicottato – di Rita Bettaglio”

    1. Negli USA i cattolici sono pochi, ma agguerriti. Là essere cattolici è una scelta e ha il suo prezzo da pagare. Per questo, forse, sono così coraggiosi! Poi c’è da tener conto della componente d’immigrazione ispanica che è in buona parte cattolica. Questo fa in modo che l’elettorato cattolico, poco importante fino a pochi turni elettorali fa, sia divenuto molto importante.

  1. Nel loro stolto furore pregressista, gli americani sembra non si rendano conto di rinnegare se stessi, di screditare i loro padri; i quali, nonostante tutto, rispettavano ancora certi principi della legge naturale. Essi stanno là ad accusare i propri discendenti, succubi di una libidine di libertà e di diritti falsi e ignominiosi.
    Ancora negli anni ’50 l’aborto era severamente punito dalla legge USA, e l’omosessualità godeva del solo diritto di una certa tolleranza, in una società che la biasimava e la costringeva alla debita correttezza.
    Oggi, accusando o compatendo i difensori della morale cattolica, gli americani che “contano” danno dell’imbecille oscurantista al loro nonno, che di sicuro si rivolta nella tomba.

    1. Forse nonni e bisnonni degli attuali liberal avevano a loro volta le loro colpe ed esse hanno poi dato come frutto tali pronipoti. Gli alberi solitamente hanno radici profonde. Comunque ci sono molti americani che credono nei valori tradizionali e combattono per essi.

  2. Giorgio Rapanelli

    I clericali si stanno scavando la fossa da soli, nella quale li getteranno i laicisti e i musulmani. Stanno creando un Cristianesimo “dal volto umano”, accettabile dal luogo comune della libertà individuale. “Fai ciò che vuoi sarà tutta la legge” – enunciava Aleister Crowley. Facciamoci il Cristianesimo che vogliamo… allarghiamo la via e lastrichiamola perfettamente per arrivare meglio al Nulla cristiano.

  3. Abbiamo abrogato anche: «Onora il padre e la madre»

    La mutazione morale e culturale del nostro tempo è data dalla stupefacente capacità – anche per la funzione suadente dei media – ad abituarci a considerare non solo accettabili e normali, ma addirittura giuste e doverose, cose che solo fino a qualche decennio fa ci sarebbero sembrate inaccettabili degenerazioni.
    Si prenda, per esempio, l’idea di considerare legittime le unioni di persone dello stesso sesso e così – com’è giusto che sia, se non altro per afasia – porre fine alla diatriba su questa costumanza che si trascina dai tempi di Sodoma. Ma equiparare queste unioni socialmente e giuridicamente al matrimonio, pur essendo i soggetti privi di quella che è la principale peculiarità di questa istituzione, ossia la capacità di procreare, e pertanto autorizzate, anche, al diritto di adozione e quindi titolari di un effettivo rapporto genitori-figli: è una stravaganza assoluta.
    Ebbene, questa strana idea che pervade questa strana Europa – e sembra essere l’unica idea unificante – che effetti avrà nell’istituzione della famiglia, i cui fondamenti per qualche millennio, un po’ ovunque su questo pianeta, sono rimasti immutati?
    Beh, che gli effetti siano inquietanti, oltreché inverosimili, è a indicarlo il fatto che non si tratta solo di aprire il matrimonio esistente a persone dello stesso sesso, ma di trasformarlo affinché queste persone possano entrarvi. Quando marito e moglie, come prevede la legge approvata dal Parlamento francese il 23 aprile scorso e riguarda naturalmente tutti i cittadini, senza fare distinzione tra coppie eterosessuali e omosessuali, vedranno che sul loro libretto di famiglia non sono più padre e madre ma genitore 1 e genitore 2; quando a un bambino verrà chiesto non più «come si chiama tuo padre» ma «qual è il nome del tuo genitore 1», è evidente che per le coppie eterosessuali non resta tutto come prima e si sta trasformando la famiglia in altra cosa, decretando così la fine della società familiare e del vincolo di sangue.
    E l’Italia? Altro che Paese arretrato e retrogrado, altro che oscurantismo cattolico! Con il riconoscimento della centralità della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna, difendendo la generazione padre-madre-figlio come madre natura ha stabilito, e contro l’astrusa teoria dell’«identità di genere», l’Italia sta dimostrando di avere anticorpi morali, sociali e culturali necessari per non smarrire la diritta via. O no?
    L’odierna crisi dell’Europa (e dell’intero Occidente) prima ancora che politica ed economica è crisi morale, etica, crisi dell’anima, della coscienza: è crisi dell’Uomo stesso.

    soter 13 giugno 2013

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