Marco Doria, emblema dello chic islamofilo  –  di Piero Vassallo

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Alla fine degli anni Cinquanta, un eminente studioso dell’Islam, il padre domenicano Théry, pubblicò, firmandolo con lo pseudonimo Hanna Zacharias, un saggio, “Vrai Mohammed et faux Coran”, che ha dimostrato, senza lasciare ombra di dubbio, la derivazione del fatalismo a sfondo pessimistico, che sta alla base della teologia di  Maometto, dalle elucubrazioni eterodosse di cristiani eretici e di talmudisti, animati da una fanatica, tenebrosa avversione al Dio dell’Antico e del Nuovo Testamento.

di Piero Vassallo

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zzslmI comunisti erano nemici della religione. Al proposito si rammenta lo spigoloso/astioso saggio di Karl Marx sulla questione ebraica. Negli anni della rivoluzione russa i marxisti, militanti nel partito di Lenin o nella gloriosa Armata Rossa di Trotzki sterminavano i cristiani ortodossi e i cattolici uniati, abbattevano chiese, conventi e moschee e affiggevano manifesti pesantemente blasfemi.

La sinistra odia l’islam e l’islam odia la sinistra: il sanguinario, criminoso attacco alla rivista libertaria di Parigi è il prodotto di un’avversione irriducibile.

 Il filo-islamismo che circola nell’Europa crepuscolare è una chimera concepita e nutrita dalla imperdonabile dolcezza mentale dei teologi modernizzanti, in festa nel Concilio ecumenico Vaticano II e negli autorevoli baci sul Corano.

Dopo il tramonto del potere sovietico, il fantasma del cattocomunismo si è rovesciato nell’eccitamento pseudoecumenico.

Nella penosa, umiliante attualità di Genova, ultima roccaforte della sinistra, ecco un discendente dell’ammiraglio genovese a  Lepanto,  il prof. Marco Doria, calato nel ruolo paradossale di islamofilo da palcoscenico.

Un comunista fittizio e avventizio, oppresso da un cognome lepantino, diventa il perfetto interprete dell’ecumenismo chic con pizzi e gorgiera.

La delicata figura del professor Doria non rappresenta la solidarietà nei confronti della classe operaia ma l’incentivo a quel rovente ecumenismo, che giustifica l’immigrazione selvaggia oltre a promuovere matrimoni in tutte le direzioni.

Il programma ecumenico del professor Doria non ha origine dall’operaismo ma dalla senescente sacrestia del compianto cardinale Carlo Maria Martini.

Dal furente disprezzo dichiarato verso gli italiani refrattari al cosmopolitismo e all’avventizia teologia, l’intrepido cardinale  Martini aveva dedotto il piano di un’invasione purificante, ossia un’immigrazione funzionale all’abbattimento della nostra (da lui cordialmente disprezzata) identità nazionale.

Questo scivoloso disegno è condiviso dai rampolli della Genova crepuscolare, signorini ecumenici, che hanno costituito un elegante/esclusivo clan inteso al degrado dell’ordine civile.

Ora l’idea di aprire l’Occidente all’invasione dei non cristiani ha una non lontana ascendenza nella sgangherata teologia dell’anomalo gesuita Karl Rahner.

Rahner elaborò una curiosa dottrina, secondo cui Gesù Cristo si era incarnato in ogni uomo. Secondo Rahner, dunque, ogni uomo, lo sapesse o no, lo volesse o no, era cristiano. Di qui la fantasiosa tesi intorno ai cristiani anonimi – i cristiani non cristiani! e il devastante ecumenismo in circolazione nei frettolosi e fumosi corridoi del Concilio Vaticano II.

Acceleratore della teologia rahneriana (e dalle fantasticherie di Roger Garaudy intorno all’espoir de l’islam) fu la confusione – benedetta dal Vaticano II – tra moderati (letteralmente: le persone riflessive) e modernisti (gli infatuati dalle mode anticristiane).

In breve: la curiosa tendenza al fraintendimento politico e al galoppante sincretismo fu  incoraggiata dalla filologia dilettantesca dai predicatori da cabaret.

Detto questo è utile rammentare l’inequivocabile giudizio sul fondatore dell’islam, formulato dall’autentico moderato, San Tommaso d’Aquino nel Liber De Veritate: “Coloro i quali introdussero partiti basati su dottrine erronee, procedettero per una via contraria a quella seguita dal magistero divino, come è evidente in Maometto, il quale attirò i popoli con la promessa di piaceri carnali, alla cui bramosia istiga la sensibilità inferiore. Egli dette precetti conformi alle promesse, accondiscendendo alla voluttà carnale; ai quali precetti è ovvio che si obbedisca da uomini carnali. Né produsse documenti di verità, se non quelli che facilmente possono essere conosciuti da ognuno mediocremente sapiente, per naturale ingegno; che anzi le verità che insegnò, le mescolò con molte favole e falsissime dottrine. Non usò segni, fatti soprannaturalmente, coi quali, solo, si rende testimonianza alla divina ispirazione, mentre l’operazione visibile, che non può essere se non divina, mostra il dottore di verità, come spiritualmente ispirato, ma disse di essere mandato in potenza di armi: segni questi che non mancano anche ai ladroni e ai tiranni. Né, da principio, gli credettero uomini sapienti nelle cose di Dio, esperimentati nelle cosa divine e umane, bensì uomini bestiali del deserto, affatto ignoranti di ogni divina dottrina, per mezzo dei quali, con la violenza delle armi, costrinse gli altri alla sua legge. Nessun oracolo dei precedenti profeti, rappresentanti autentici del Magistero divino, gli rende testimonianza, che anzi deprava quasi tutti i documenti del Vecchio e del Nuovo Testamento, con favoloso racconto, come è evidente a chi dia una scorsa al Korano; perciò con astuto consiglio non lasciò leggere ai suoi seguaci i libri del Vecchio e del Nuovo Testamento affinché, per mezzo loro, non fosse accusato di falsità. Così è evidente che coloro, i quali prestano fede alle sue parole, credono con  leggerezza – leviter credunt”.

Alla fine degli anni Cinquanta, un eminente studioso dell’Islam, il padre domenicano Théry, pubblicò, firmandolo con lo pseudonimo Hanna Zacharias, un saggio, “Vrai Mohammed et faux Coran ”, che ha dimostrato, senza lasciare ombra di dubbio, la derivazione del fatalismo a sfondo pessimistico, che sta alla base della teologia di  Maometto, dalle elucubrazioni eterodosse di cristiani eretici e di talmudisti, animati da una fanatica, tenebrosa avversione al Dio dell’Antico e del Nuovo Testamento.

 L’odio islamico nei confronti degli infedeli, ha infatti origine dalle dottrine ereticali, che contemplavano l’irriducibile opposizione dei veri spirituali (pneumatici, nel linguaggio gnostico) e gli infedeli, animali parlanti, da asservire alla punitiva autorità islamica.

Ci chiediamo allora: su quale fondamento il professor Doria  costruisce il suo progetto di Genova città aperta all’immigrazione islamica? Su quali basi i buonisti, che occupano le pagine dei giornali e gli schermi delle televisioni teologicamente corrette, pensano di costruire la convivenza pacifica con gli islamici? Quale utilità pensano abbia l’immigrazione di estremisti strutturali in una società debilitata da una devastante crisi demografica e da un galoppante declino economico? Mah, direbbe l’ingegnere Giovanni Volpe.

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fonte: blog dell’Autore   

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10 commenti su “Marco Doria, emblema dello chic islamofilo  –  di Piero Vassallo”

  1. Grazie per queste preziose riflessioni e per la citazione del Dottore Angelico, che non conoscevo. Vien da concludere che, eterodiretti o no, questi fighetti del bel mondo progressista e martiniano stanno rovinando l’Italia.

  2. Condivido al 100% quest’eccellente articolo!
    “Né, da principio, gli credettero uomini sapienti nelle cose di Dio, esperimentati nelle cosa divine e umane, bensì uomini bestiali del deserto, affatto ignoranti di ogni divina dottrina, per mezzo dei quali, con la violenza delle armi, costrinse gli altri alla sua legge”.
    “Coloro i quali introdussero partiti basati su dottrine erronee, procedettero per una via contraria a quella seguita dal magistero divino, come è evidente in Maometto, il quale attirò i popoli con la promessa di piaceri carnali, alla cui bramosia istiga la sensibilità inferiore. Egli dette precetti conformi alle promesse, accondiscendendo alla voluttà carnale; ai quali precetti è ovvio che si obbedisca da uomini carnali”.
    Se Doria fosse intellettualmente onesto basterebbero queste due frasi a fargli cambiare idea sull’islam, ma purtroppo lui preferisce Rahner e Martini a San Tommaso!

  3. Da genovese quale sono, non posso che confermare e condividere quanto scritto in questo articolo magistrale. Marco Doria: il simbolo di una società in putrefazione. Sono lontani i tempi in cui dalla vecchia Repubblica di Genova si scriveva a Roma supplicando il Papa di essere annessi allo Stato della Chiesa, piuttosto che al Regno del Piemonte. Mi risulta che scritti di questo genere siano conservati presso il seminario vescovile di Savona. Sarebbe interessante una ricerca in merito. Per ora… addio Liguria, addio Italia, addio Europa….speriamo non per sempre.

  4. federici roberto

    su questo “personaggio” risolvererei un vecchio slogan pubblicitario “doria, un nome da imparare a memoria”!

  5. PERCUTO SECURI

    DA GENOVESE NON POSSO CHE RAMMARICARMI DEL FATTO CHE I MIEI CONCITTADINI DA DECENNI NON FANNO CHE ELEGGERE SINDACI SOCIALISTI,COMUNISTI,PIDIESSINI…NON RIUSCIAMO AD USCIRNE;LA SINISTRA DOVRA’ GOVERNARE GENOVA PER SEMPRE?

  6. giacomo da foligno

    purtroppo l’Italia è governata da aristocratici affranti, da donnette sculettanti e da da gagà precocemente estenuati

  7. Per quanto concerne l’avversione al Dio dell’AT e del NT, consiglio vivamente il ‘terrificante’ capitolo che il professor Vassallo dedica a Simone Weil, contenuto nella sua fondamentale opera Icone Della Falsa Destra. Nelle pagine 38-40, il professor Vassallo palesa intuizioni degne di un intelligenza fuori dal comune.

  8. Le assicuro , Prof. Vassallo , che di questi utili idioti e’ pieno l’intero occidente . Sono quelli di cui Churchill diceva che ‘ danno da mangiare al coccodrillo , sperando di essere gli ultimi a venire sbranati ‘ . A Londra sono quasi tutti laboristi o far-leftists , stipendiati tutta la vita dallo Stato che a parole disprezzano , ed amano appassionatamente i musulmani , purche’ se ne stiano almeno a 15 miglia di distanza . Loro invece vivono nelle ville dei quartieri bene , possibilmente con guardie del corpo armate , cani feroci e mura di cinta alte almeno 5 metri.

  9. giacomo da foligno

    rammento all’amico Alessio che, prima del 1960, Genova era stata governata da sindaci eletti o da maggioranze centriste o da maggioranze di centro-destra – i fatti del 30 giugno 1960 (violenza bestiale di piazza) e il rifiuto di Almirante di trasferire il congresso del Msi nella sicura delegazione di Nervi causarono la fine del centro destra a Roma e a Genova – i comunisti sono eredi di una violenza di piazza (e della inopportuna intransigenza di Almirante) –

  10. Paolo Tomasello

    Il Vescovo si dovrebbe vergognare, questa gente stà rinnegando CRISTO. Per quanto tempo ancora dovremo vedere gli infedeli islamici seguaci del falso profeta per eccellenza Muhammad, calpestare il SACRO SUOLO CRISTIANO d’Italia???

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