Mattarella se ne va. Considerazioni di un malpensante

Sul settimanale diocesano reggiano La Libertà qualche giorno fa è comparso un imbarazzante articolo titolato Il mio Presidente, in omaggio e saluto a quella bravissima persona che si appresta a lasciare il Quirinale. Forse.

“Un italiano vero. È prendendo in prestito i versi di Toto Cutugno che si può definire nel miglior modo possibile Sergio Mattarella, presidente della Repubblica in scadenza di mandato”.1

Capite l’imbarazzo, già dalle prime righe.

Nessuno, e sono serio, credo possa dubitare che il privato cittadino Mattarella sia veramente una bravissima persona, forse come poche altre. Ma a noi del privato cittadino in questo caso importa ben poco: cosa ci interessa sapere che il suddetto si fermi con l’arancione, raccolga lo sterco del cagnolino, rispetti la fila, elargisca generose elemosine, sia stato fedele alla consorte e abbia sempre pagato le tasse fino all’ultimo centesimo? Nulla di nulla. Essendo stato il Presidente della Repubblica ci interessa capire effettivamente come ha operato nel suo ruolo istituzionale: ha servito lo Stato? Ha rappresentato tutti gli italiani? Ha fatto rispettare la Costituzione? E altre cose del genere.

Continua La Libertà:

“È anche grazie a figure come Sergio Mattarella, cui aggiungo papa Francesco, che ci siamo stretti a coorte, per citare il nostro inno, e abbiamo affrontato i mesi lunghi della pandemia senza farci sopraffare dalla paura, dallo smarrimento e dalle divisioni interne”.2

A parte la compagnia (che del resto ci sta benissimo), non siamo sicuri di aver letto bene. Rileggiamo, ricordando che gli ultimi due governi hanno fatto di tutto per spingere il paese in uno stato di ingiustificato terrore sanitario, farci sentire soli e indifesi in preda alla prepotenza di una politica decisa a cavalcare l’infausta situazione psicopandemica per oscuri fini e fomentare l’odio sociale creando due categorie di persone completamente incomunicanti tra di loro, esponendo il paese ad una guerra civile (per ora disarmata) che non si vedeva da quasi un secolo. Ebbene, chi ha approvato firmando tutte le orribili leggi, gli scandalosi decreti, gli incostituzionali DPCM, e chissà quali altre deprecabili scartoffie questi ultimi due governi (Conte bis e Draghi) gli hanno impudentemente sottoposto? Chi lo ha fatto senza battere ciglio alcuno? Chi lo ha fatto con quella solenne, ingessata, perfetta canizie, che probabilmente sarebbe rimasta perfettamente intonsa anche qualora avesse dovuto approvare un ipotetico provvedimento a sancire la “soluzione finale” per i dissenzienti, ovvero, ai giorni nostri, i non vaccinati?

Sì, sono domande irriverenti poste in modo fastidioso. Ma non sono campate per aria. È stato lo stesso Presidente che in occasione delle giornate della memoria, riferendosi a Italia e Germania, diceva:

“Paesi di antica tradizione cristiana e umanista, culle del diritto, dell’arte, del pensiero, della civiltà” che “le dittature” fecero precipitare “in un universo tetro, senza libertà e senza umanità. Una dimensione fatta di odio e di paura che, inevitabilmente, portò alla soppressione fisica di chi veniva definito diverso e scatenò – per brama di conquista e di potenza – il più micidiale e distruttivo conflitto che la storia dell’uomo rammenti”3

Sì, a oggi siamo arrivati a metà dell’opera, siamo alla parola inevitabilmente. Possibile che a forza di celebrare la memoria si sia diventati tutti ciechi, a partire dalle più alte istituzioni? A cosa è servito farci una testa così con i cliché del “dobbiamo ricordare perché non accada mai più”? O il Signor Presidente si aspettava che quelli là sarebbero tornati con gli stessi baffetti, la medesima mascella e gli stivaloni d’un tempo, e allora sì che li avrebbe riconosciuti, altroché!

Invece sono tornati ma sono altri, esteriormente molto diversi: eleganti, preparati, grigi, insospettabilmente seri. Sono tornati dopo essere stati a scuola nelle grandi banche d’affari, negli organismi mondialisti, nelle multinazionali, nei consessi privati transnazionali, nelle istituzioni europee. Ma come fate, ugualmente, a non riconoscerli, se a guardarli bene hanno un ghigno ancora più spaventoso di quelli vecchi?

“Galantuomo d’altri tempi, personaggio che ancora incarna la Politica come nobile arte del prendersi cura della cosa pubblica, in Mattarella si riconosce la matrice democristiana del buon senso, quando essere persona di centro era sinonimo di rappresentare gli interessi di tutti”.4

Sì, in effetti la matrice democristiana è ben visibile. Quella matrice talmente di buon senso che non ha impedito a una combutta di specchiati democristiani di approvare nel ’78 un provvedimento per legalizzare il crimine naturale di aborto che ancora oggi ci pende sul collo come nazione.

“Firmarono la legge Giovanni Leone (presidente della Repubblica), Giulio Andreotti (presidente del consiglio), Tina Anselmi (ministro della sanità), Francesco Bonifacio (guardasigilli) e altri ministri come Tommaso Merlino e Filippo Maria Pandolfi. Tutti politici democristiani. D’altra parte era in carica il governo monocolore Andreotti”.5

Ma si sa, allora era più importante non far cadere il governo, chissà cosa sarebbe successo. Già, cosa sarebbe successo di peggio rispetto ai milioni di aborti pagati dallo stato che poi abbiamo avuto? Non riesco a immaginarmelo. La peggiore delle ipotesi poteva essere i comunisti al governo, ma alla fine ci sono andati ugualmente col prefisso post-, quindi non vale.

Chissà cosa sarebbe successo, tornando al 2016, se Mattarella non avesse firmato la legge sulle “unioni civili”6. Completamente inimmaginabile. E non v’è dubbio alcuno che lo stesso avrebbe sottoscritto volentieri e in scioltezza anche una ancor più incivile legge Zan, qualora gli fosse arrivata sottomano (e c’è mancato davvero poco).

Così come non riesco a immaginare oggi cosa possa succedere di peggio che essere governati da mentitori professionali che hanno ridotto il paese ad un fantasma di quello che potrebbe essere.

Calunnie? Ma quali calunnie! Un piccolo campione di menzogne, pardon, verità un po’ “ricamate” da governativi:

“L’appello a non vaccinarsi è un appello a morire”.7[Piuttosto c’è da sperare che non sia vero il contrario]

“Non ti vaccini, ti ammali, muori; oppure fai morire”.8[Tanto per non farci sopraffare dalla paura]

“Il green pass non è un arbitrio, è una misura che dà serenità”. 9[S’è visto come siamo sereni oggi]

“Il green pass è una misura con cui gli italiani possono continuare [a svolgere le proprie usuali attività] con la garanzia però di ritrovarsi tra persone che non sono contagiose”.10[Quando sente questa ride anche il mio gatto]

“L’economia va bene, si sta riprendendo e l’Italia cresce a un ritmo anche superiore a quello di altri Paesi europei”.11[Ditelo ai commercianti, ai ristoratori, al settore turismo, eccetera]

“Il vaccino non è sperimentale, è una bugia”.12 [Sileri, poveraccio]

“Vaccinarsi è un atto d’amore”.13 [Come ‘cosa c’entra Francesco’, non era sodale di Sergio?]

Le ormai classiche, reinterpretate:

Ne usciremo solo col vaccino! [Quando non c’era il vaccino, ma c’erano cure funzionanti che sono state proibite, così come le autopsie, e tutto ciò che poteva servire a qualcosa]

Col 60% di vaccinati torneremo alla normalità. Poi col 70%. Poi con l’80, col 100%, poi col 110%. [Poi, evidentemente, mai]

Basterà una dose. Poi due. Poi tre, c’è il booster. [Poi il richiamo del booster, il superbooster, e via discorrendo]

E lui, il Presidente, dov’era mentre venivano spacciate queste corbellerie galattiche? Forse a preparare il discorso di fine anno:

“Ricordo la sensazione di impotenza e di disperazione che respiravamo nei primi mesi della pandemia […] Cosa avremmo dato, in quei giorni, per avere il vaccino?”14

Nulla, verrebbe da dire, perché dopo un anno di foga vaccinale ossessivo compulsiva la situazione sociale è perfino peggiore.

Qualcuno si ricorda come mai nel 2021, caduto il Conte bis, non siamo andati al voto? Ce l’ha spiegato sempre l’ottimo Presidente: primo, non si poteva perdere tempo in lunghe, inefficienti (e tutto sommato inutili, diciamolo) procedure democratiche, secondo

“In altri Paesi in cui si è votato – obbligatoriamente, perché erano scadute le legislature dei Parlamenti o i mandati dei Presidenti – si è verificato un grave aumento dei contagi”.15

Naturalmente poi si è saputo che altri paesi più seri del terzo e quarto mondo sono andati al voto e non è successo niente di peggio di ciò che è successo da noi. Anzi, a noi c’è toccato Draghi, la vera calamità, altro che il virus; che è l’esatto e preciso motivo per cui il democraticissimo Presidente non ci ha concesso il vetusto privilegio di andare alle urne.

E poi la Costituzione, tanto grottescamente venerata quanto ipocritamente disattesa da tutte le maggiori cariche dello Stato in materia di diritto al lavoro, pari dignità sociale, non discriminazione, inviolabilità della libertà personale, libertà di cura, sovranità del popolo, garanzia dei diritti inviolabili, diritto a riunirsi pubblicamente, eccetera.

Chi, in assenza d’altri, se non il Presidente della Repubblica avrebbe dovuto vigilare su tutti questi diritti che negli ultimi due anni sono stati clamorosamente e sistematicamente calpestati da chi era al governo, in televisione, e sui giornali?

E i discorsi sugli “eccessi di democrazia”? Dove si trovava il Presidente quando venivano pronunziati? Vuoi vedere che era d’accordo con costoro? Il Presidente di una Repubblica Democratica, ma non troppo.

Già, perché ricordiamo un discorso molto particolare, di qualche anno fa.

“I problemi – e non solo di politica internazionale – necessitano, infatti, di essere affrontati in un’ottica multidimensionale. Da qui la perdurante utilità di un foro di dialogo che possa favorire, avvalendosi di una ampia varietà di esperienze, una prospettiva strategica, di lungo periodo, sganciata da ogni ufficialità”.

Era Mattarella, il 15 aprile 2016, eletto da pochi mesi, che faceva gli onori di casa alla Trilaterale16 in visita al Quirinale. Notare il sapiente uso del linguaggio: affrontare i problemi in ottica “sganciata da ogni ufficialità”, tradotto dal tecno-grembiulese, significa che le politiche possono, o meglio devono essere decise in consessi para-democratici, cioè da gente non eletta che decide al di sopra dei governi e delle nazioni, nella penombra, in totale assenza di responsabilità.

Le risposte che alcuni Paesi, anche membri dell’Unione Europea, cercano di dare su base individuale sono spesso inadeguate e miopi.

Traduzione: non sempre la democrazia funziona bene, perciò abbiamo questi centri di potere non eletti che, se necessario, le rimettono in carreggiata. Il paradosso è che è vero: non sempre la democrazia funziona bene, ma non funziona bene quando legifera contro natura, quando non tiene conto della dignità dell’uomo, della sovranità necessaria degli stati, della necessità di governare e limitare lo strapotere dei mostruosamente giganteschi conglomerati finanziari. Insomma, “non funziona bene” proprio quando va nella direzione auspicata da queste conventicole. Le risposte “inadeguate e miopi” lo sono agli occhi di Mattarella così come della Trilaterale, del Bilderberg, di Davos, di Black Rock, di Pfizer, Google, di Amazon, di Gates. E quando sono inadeguate per questi, state pur tranquilli che sono adeguatissime per la gente comune.

“Luoghi di incontro come la Trilaterale sviluppano un metodo di lavoro che consente, attraverso il confronto tra sensibilità presenti nei gruppi dirigenti, la comprensione delle sfide che le nostre società si trovano a dover affrontare.

I rapporti elaborati dalla Trilaterale costituiscono, da più di quarant’anni, un interessante stimolo per i policy makers”.

Traduzione: Trilaterale propone, politici dispongono. Traduzione ancor più esplicita: chissenefrega degli elettori e di ciò che è il loro interesse, il loro bene.

“Un italiano vero” di cutugnana memoria? Può essere. Se per italiano intendiamo il tipico personaggio affabile che ti sorride amichevolmente avvolgendoti in innocue ovvietà quando ce l’hai davanti, ma appena ti volti cerca di fregarti con ogni mezzo, mettendosi a zerbino verso chi è appena un poco più potente di lui, e facendo tutto questo sempre in modo elegante, impeccabile.

Riprendiamo Veneziani, che ci piace sempre:

“[…] troppe volte avremmo voluto che l’arbitro della Repubblica arbitrasse, che il Garante dello Stato garantisse. Troppi nodi irrisolti, troppe storture, troppi sfregi alla Costituzione, alla libertà, alla democrazia, alla divisione dei poteri… Dalla pandemia al pandemonio. E invece, dal Colle solo sermoni congelati, messaggi come moduli prestampati, predicozzi e rituali ovvietà. Più il solito politically correct, il solito antifascismo rituale, il solito luogocomunismo in apparenza ecumenico”.17

In conclusione, in risposta a La Libertà, non mi sembra eccessivo affermare: Il mio Presidente un par di ciuffoli.

1 La Libertà – settimanale cattolico reggiano, 12 gennaio 2022.

2 Idem

3 https://www.agensir.it/quotidiano/2021/1/27/giorno-della-memoria-mattarella-la-costituzione-ha-cancellato-le-ignominie-della-dittatura-ma-non-vanno-dimenticate-leggi-razziali-infami-e-infamanti/

4 La Libertà – settimanale cattolico reggiano, 12 gennaio 2022.

5 https://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=61969

6 https://www.repubblica.it/politica/2016/05/20/news/unioni_civili_mattarella_ha_firmato_la_legge-140235722/

7 https://www.youtube.com/watch?v=erVlkCexGLM

8 https://www.youtube.com/watch?v=erVlkCexGLM

9 Idem

10 https://www.youtube.com/watch?v=OslfweEBszs

11 https://www.rainews.it/archivio-rainews/articoli/Draghi-conferenza-stampa-green-pass-covid-variante-delta-ca93a3f4-1891-434b-adc5-8b590814bc9d.html

12 https://www.tgnews24.com/lendocrinologo-giovanni-frajese-no-non-vaccinero-mia-figlia-scontro-in-diretta-tv-contro-sileri/

13 https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2021-08/videomessaggio-sulle-vaccinazioni.html

14 https://www.youtube.com/watch?v=4weHRHxU0Kc

15 https://www.quirinale.it/elementi/52009

16 Come ha scritto bene l’Avv. Marco Mori: “La trilaterale è un’associazione a delinquere che riunisce i più influenti esponenti della finanza del Nord America, Asia, Oceania ed Europa, con lo scopo dichiarato di imporre una governance mondiale basata su un’elité di tecnocrati, che dovranno dire ai popoli quello che dovranno fare nei prossimi anni, al fine di mantenerli sempre subordinati al loro potere finanziario”.

Da: https://scenarieconomici.it/vergognati-mattarella-indegno-inchino-alla-trilateral-commission-al-quirinale-e-alto-tradimento/

17 http://www.marcelloveneziani.com/uncategorized/il-silenzio-tombale-di-mattarella/

4 commenti su “Mattarella se ne va. Considerazioni di un malpensante”

  1. Don Ettore Barbieri

    Democristiano di sinistra, ossia cattoprogressista: come i suoi simili, ha sempre più annacquato i contenuti “cattolici” per assumere quelli degli altri e approvarli. Il progressismo cattolico che, in nome del “dialogo”, diventa prostituzione.

  2. Grazie Dr. Manfredini!
    Elencate punto per punto le “performance” di questo personaggio che asserisce di lasciare al suo successore un Paese Unito.
    Unito, come giustamente sostiene la Dottoressa Frezza, nell’obbedienza, più o meno cieca più o meno sofferta, a un sistema MOSTRUOSO.

    claudio servalli

  3. GRAZIANO LUCHETTI

    Non avrei avuto capacità e memoria per poter mettere il concetto così in chiaro ma è assolutamente quello che penso da almeno 2 anni.
    Mattarella non è stato il mio Presidente! E nemmeno altri che l’hanno preceduto. Non è stato il Presidente di tutti gli i italiani ma solo di una parte. Non è stato assolutamente in grado di svolgere il proprio compito di garante, di collante, di giustizia ecc. Solo propedeutico all’imperante pensiero unico, di sx naturalmente.

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