Moderna sovversione gesuitica – di Belvecchio

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di Belvecchio

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Nelle ultime notizie da Santa Marta Sandro Magister cita un brano di un articolo sulle donne prete scritto dal gesuita Giancarlo Pani e pubblicato su La Civiltà Cattolica.
In esso abbiamo notato un passaggio curioso che ci ha fatto riflettere su una certa doppiezza ormai divenuta tipica dei moderni figli spirituali di Sant’Ignazio.
Dimentichi degli insegnamenti e del carisma del loro Santo Fondatore, sembra che i nuovi gesuiti facciano di tutto per avvalorare quell’accezione popolare del termine “gesuita” inteso spregiativamente come sinonimo di doppiezza. D’altronde, da dopo l’era di Bergoglio, tale accezione negativa sembra destinata a rimanere l’unica rispondente alla realtà.

Il vice direttore de La Civiltà Cattolica scrive:

“Non avrebbe senso sostenere che la Chiesa deve cambiare solo perché i tempi sono cambiati, ma resta vero che una dottrina proposta dalla Chiesa chiede di essere compresa dall’intelligenza credente.”
Il ragionamento è più articolato, ovviamente, ma il nostro gesuita ci rivela una cosa incredibile: che sarebbe insensato che la Chiesa cambiasse a seconda dei tempi, ma che è necessario che essa insegni in modo che possa essere compresa dall’intelligenza comune degli uomini del tempo.
Insomma, come dire: è insensato che la Chiesa cambi, ma se non lo fa non la capisce nessuno, ergo, la Chiesa deve cambiare per essere compresa.
Tutto questo per dire che bisogna giungere all’ordinazione sacerdotale delle donne perché altrimenti “non [si] riesce a comprendere come l’esclusione della donna dal ministero della Chiesa possa coesistere con l’affermazione e la valorizzazione della sua pari dignità”.

Ora, che non lo capisca il Pani, passi, ma che egli voglia sostenere, autorevolmente ?!, che non ci sia nessuno che possa capirlo, è cosa che scaturisce dalla spocchia dei nuovi preti della neo-chiesa, i quali hanno fatto la guerra al clericalismo preconciliare per sostituirlo con quello postconciliare, sebbene sprovvisto di quel minimo di arredo culturale che sosteneva il primo.
Tale forma mentale, schiava del mondo che cambia, non riesce ad ammettere che si possa parlare della dignità della donna e insieme acconsentire al divieto di ordinarla prete, che è certo una legge ecclesiastica, ma che deriva direttamente dalla manifesta volontà di Nostro Signore di trasmettere il sacerdozio solo agli uomini.

Ora, sarà anche possibile, bestemmiando, sostenere che Nostro Signore fosse “maschilista”, ma è un dato di fatto che all’Ultima Cena, per Sua manifesta volontà, non era presente neanche la Santa Vergine, mentre era presente nel cenacolo il giorno della Pentecoste.
Queste cose un prete dovrebbe saperle e un gesuita dovrebbe essere in grado di spiegarle, invece di farsi venire le doglie dell’incomprensione di una cosa così elementare.

D’altronde, la discesa dello Spirito Santo su Maria Santissima, non basta a lui e ad altri, a fondare quella dignità della donna di cui oggi tutti si riempiono la bocca e di cui tutti ignorano il vero significato. Senza contare le migliaia di riferimenti che in tal senso si ritrovano nella Sacra Scrittura e in tutta la storia della Chiesa con le sue innumerevoli Sante; e senza contare altresì il palese riconoscimento di tale dignità che si ritrova in tutta la storia ordinaria della Cristianità, fatta di famiglie religiose rette da donne virtuose che hanno amorevolmente e cattolicamente sostenuto i mariti ed educato i figli – senza di che avremmo avuto da gran tempo l’inciviltà che oggi si diffonde a macchia d’olio anche con l’aiuto di gesuiti come il nostro Pani.

La verità è che i nuovi preti della neo-chiesa non pensano a riconoscere la dignità della donna, ma vogliono piegare indegnamente la Chiesa cattolica ai dettami del mondo, e l’ordinazione delle donne è uno dei punti chiavi per demolire la Chiesa voluta da Nostro Signore e tirarne su un’altra voluta dall’Anticristo.
In altre parole: fino a quando la Chiesa cattolica rimarrà più o meno integra, essa sarà da ostacolo all’avvento dell’Avversario: stravolgendola, trasformandola, umanizzandola e mondializzandola essa sarà il varco per il quale passerà il fiume impetuoso che distruggerà prima la Chiesa, nei limiti voluti da Dio, e poi il mondo e l’uomo.

Che farà Francesco?
Domanda oziosa: Francesco ha già deciso e fatto… e per cominciare ha fatto scrivere l’articolo in questione al suo compagno di merende.
Lo scopo del prossimo Sinodo dei Vescovi sarà di sancire l’ordinazione femminile e omosessuale, con grande giubilo dei modernisti e col plauso del mondo anticattolico… sempre che il Signore non provveda prima in qualche modo.
E cosa faranno i vescovi “conservatori”? Proporranno nuovi “dubia”, mentre intanto la Chiesa continuerà a sgretolarsi lasciando i veri fedeli di Cristo in balia di se stessi e che potranno confidare solo nell’aiuto di pochi veri sacerdoti rimasti che li aiuteranno a perseverare nella fede, magari fuori dalla struttura ufficiale della Chiesa, ormai in mano agli anticristi.

Per concludere, si è obbligati a pensare a coloro che sembrano morire dalla voglia di abbandonarsi tra le braccia della misericordia di Bergoglio. Noi pensiamo che sarebbe bene che costoro riflettessero prima della fatidica scadenza.

Si dice infatti che il “timbro” mancante per l’abbandono nelle braccia amorevoli di Bergoglio, potrebbe portare la data del 7 luglio 2017, decennale del Summorum Pontificum che sancì magisterialmente che la S. Messa degli Apostoli è oggi per la Chiesa cattolica un fattore “straordinario”, a fronte di quello “ordinario” rappresentato dalla nuova Messa riformata che è di fatto un consistente stravolgimento della prima.
Quasi a sancire che la rivoluzione continua: da Ratzinger a Bergoglio, passando per il plauso di Fellay.
E si dice anche che tale timbro potrebbe portare la data del 13 maggio 2017, centenario della prima apparizione di Fatima. Quasi a permettere a Mons. Fellay di gridare al miracolo per l’ottenuto riconoscimento in seguito alle sue ripetute crociate del Rosario.

Ci pensino bene i desiderosi dell’abbraccio di Bergoglio e si ricordino che nel 2012, dopo altre crociate simili, Mons. Tissier de Mallerais parlò di intervento salutare della Madonna per lo scampato pericolo dell’abbraccio di Ratzinger, non meno mortale di quello di Bergoglio.
E si ricordino altresì che questa volta si va incontro all’accettazione, seppure tacita, della distruzione dello scopo della Fraternità Sacerdotale San Pio X: la preservazione del vero sacerdozio cattolico.

Un vecchio proverbio ammonisce: “meglio soli che male accompagnati!”.

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fonte: UnaVox 

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11 commenti su “Moderna sovversione gesuitica – di Belvecchio”

  1. “Gesuita” non è certo sinonimo di affidabilità, e comunque Bergoglio ieri, in un intervista, ha detto che ricorre al menefreghismo. La sua “sovversione gesuitica” è (solamente) l’attuazione di un piano deciso da tempo nelle “alte sfere”, ben supportato dagli scagnozzi “guardiani della revolucion”.

  2. Le donne pretesse! Ormai basta con questa storia del cambiamento. Non se ne può più. Bergoglio vuole rovesciare pure l’irrovesciabile.
    L’ultima è che si preoccupa molto quando un istituto religioso ha tante vocazioni: è sintomo non della presenza dello spirito, ma del potere carismatico del fondatore che sa come attrae i giovani anche per scopi poco chiari. E si gloria di questi successi con un deprecabile trionfalismo. Pessimi istituti, questi,con altrettante pessime tendenze al “restaurazionismo” e perciò (ma questo lo dico io):
    brr…per carità, meglio eliminarli subito, disperderli, massacrarli e nel caso,mandarli in galera come assassini, perché no.
    E questa Madonna che tanto venerano, capufficio postale che manda messaggi oggi sì e domani pure, come una superstar con voglia di protagonismo, pensate forse che sia cattolica? Certo che no.
    Scrolliamoci di dosso tutte queste rigide anticaglie e corriamo lieti incontro al futuro.
    E per stare tranquilli menefreghismo ci vuole… dormiremo almeno sei ore.

  3. Carla D'Agostino Ungaretti

    Potete immaginare il dolore che provo io, che sono sempre stata una grande ammiratrice dell’ingegno dei gesuiti nonché allieva e collaboratrice di un grande scrittore della CIVILTA’ CATTOLICA, P. Piersandro Vanzan, scomparso nel 2011, visceralmente attaccato alla bimillenaria Tradizione Cattolica! Ora penso che il loro 4° voto (totale e incondizionata fedeltà al Papa) sia diventato il loro handicap anche perché il Papa è uno di loro. Ma S. Ignazio non aveva stabilito che i suoi seguaci avrebbero dovuto essere sempre e soltanto insegnanti, educatori e missionari e non diventare mai vescovi e men che meno papi? Se ricordo male, qualcuno che ne sa più di me sarebbe così gentile da illuminarmi? Grazie!

    1. È così, cara signora.
      La catastrofe attuale nasce il giorno (29/12/1979) in cui S. Giovanni Paolo II fece il professor Martini, rettore del Pontificio Istituto Biblico dal 1969 e poi dell’Università Gregoriana, Arcivescovo di Milano. Con il senno di poi, possiamo dire che certamente egli insegnava delle semi-eresie.
      Immagino che l’idea del Papa sia stata: “Mettiamo un professorone gesuita che tende a dissolvere la Chiesa a lavorare nella gestione della Diocesi più grande… Passerà dalle carte alle persone”.
      Errore drammatico. Nel 1983, alla (ovvia) creazione come Cardinale, scattò la battuta “Oggi abbiamo il Martini Rosso – domani avremo il Martini Bianco”. Eccoci qui con il Martini Bianco: un suo amico, sodale, confratello e conterraneo.
      Chiedo scusa per la mia insistenza, ma davvero mi è evidente che chi non è piemontese (papa Wojtyla, per esempio) non sa rendersi conto del fatto che quell’appartenenza ambientale è più forte di ogni altro elemento.
      Un prete piemontese legge “La Stampa”, abortista, eutanasica ecc., perché è fatta a Torino. Stop

    2. Esatto! Quando il cardinale Carlo Tommaso Odescalchi decise di entrare nella Compagnia di Gesù rinunciò preliminarmente a tutte le sue cariche e dignità. Qualche anno fa gli Atti e Memorie della Deputazione di Storia Patria per le Antiche Province Modenesi pubblicarono uno studio sul caso

  4. Al tempo di Pio X i gesuiti erano tra i maggiori baluardi della fede. Oggi sono tra i maggiori agenti della corruzione rivoluzionaria in atto. Forse ogni tempo ha i gesuiti che si merita.

  5. Cosa faranno i vescovi “conservatori”? La parte del “poliziotto buono”. Quello cattivo picchia e quello buono gioca la parte di paciere, ma sempre in funzione del cattivo.

    1. Certamente hai ben presente il “regime Napolitano”, caro Feder. “Che ragazzacci questi politici ! Sempre ad azzuffarsi ! ” (= odio mortale rovesciato ogni giorno su Berlusconi, Bertolaso ecc. da parte dei media e dei Magistrati). “Adesso intervengo io, una Figura Istituzionale al di sopra delle contese, e nomino una Figura di livello europeo, facendolo senatore ! ” (= chi è stato scelto dagli Italiani NON PUO’ governare, perché lo diciamo “Noi”. E incomincio dalla soppressione per fame di Eluana:il tassello che manca alla Triade anticristica Divorzio/Aborto/Eutanasia).
      “La CEI è con me ! ” (vero)

    2. Come ho più volte ripetuto, i” conservatori conciliari ” sono più nocivi dei modernisti, perché offrono la foglia di fico per coprire le vergogne di questi ultimi.

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