Mons. Ravel: la jihad “fa 17 morti, l’aborto 200 mila l’anno”

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Finalmente c’è qualcuno che lo dice senza giri di parole. Mons. Luc Ravel, Vescovo delle forze armate francesi, nel suo editoriale apparso sul mensile della Cappellania militare cattolica, a proposito degli attentati di Parigi è molto chiaro: «Scopriamo di dover scegliere in quale campo collocarci; scopriamo di armarci contro il male manifesto senza prender posizione contro quello subdolo. Il cristiano si sente preso come in una tenaglia tra due ideologie: da una parte, quella che fa la caricatura di Dio sino a disprezzare l’uomo; dall’altra, quella che manipola l’uomo sino a disprezzare Dio. Da una parte, avversari dichiarati e riconosciuti: i terroristi della bomba, i vendicatori del profeta; dall’altra, avversari non dichiarati però ben noti: i terroristi del pensiero, promotori della laicità, gli adoratori della Repubblica. In quale campo situarsi come cristiani? Noi non vogliamo essere presi in ostaggio dagli islamici. Ma non ci auguriamo nemmeno d’esser presi in ostaggio dai benpensanti. L’ideologia islamica ha fatto 17 vittime in Francia. Ma l’ideologia dei benpensanti fa ogni anno 200 mila vittime nei grembi delle loro madri. L’aborto inteso come ‘diritto’ fondamentale è un’arma di distruzione di massa».

Dunque, per mons. Ravel, che ha precisato d’aver parlato «da militare», gli «adoratori della Repubblica» – di cui non fa esplicitamente i nomi, benché non sia difficile individuarli… – sono i responsabili della morte di queste «200 mila vittime» dell’aborto. Ma non solo: «Non dobbiamo assecondare le follie dell’eutanasia, del ‘matrimonio per tutti’ [definizione data in Francia alla campagna pro-‘nozze’ gay – NdR] o delle vignette di Charlie Hebdo».

Che tali affermazioni abbiano colpito nel segno, lo dimostrano le vibrate reazioni registrate sul web. Soprattutto ha fatto infuriare molti dei «benpensanti» di cui parla mons. Ravel il fatto che queste frasi siano apparse su una pubblicazione, che reca anche il logo del Ministero della Difesa francese. Era ora di sentire parole tanto schiette, chiare e dirette, quanto mai opportune e di raro vigore, assolutamente coerenti con la Dottrina cattolica: parole, che incoraggiano e fanno sentire anche meno soli quanti si battono per la vita e quanti si pongono sul serio alla sequela di Cristo.

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fonte: NoCristianofobia

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7 commenti su “Mons. Ravel: la jihad “fa 17 morti, l’aborto 200 mila l’anno””

  1. Finalmente un Vescovo che parla da Vescovo: speriamo che al Sinodo (se parteciperà ad Esso) e, soprattutto, nel POST-SINODO, abbia il coraggio di opporsi alle eventuali eresie.

  2. La posizione di Mons Luc Ravel non solo e’ del tutto comprensibile, ma e’ un monito contro un’ Europa che assume sempre piu’ le sembianze della bestia dell’Apocalisse. Si avverte lontano l’eco di Fatima nelle parole del vescovo laddove viene detto che in Portogallo sara’ sempre preservato il dogma della fede. Se un continente rinuncia alla propria fede, cioe’ smarrisce completamente il senso del peccato,l’aborto come diritto ne e’ l’esempio piu’ drammatico, oppure rinuncia al proprio dogma, cioe’ al proprio credo, il risultato e’ egualmente tragico.

  3. Molto consolata da questo articolo: il Signore protegga, sostenga e benedica questo
    Santo Vescovo!!!
    E condivido gli ottimi commenti fatti!!!

  4. Ogni tanto c’è qualche stella che brilla nelle tenebre. Grazie monsignor Vescovo Ravel, che Dio la benedica .

  5. Bene! Benissimo, direi!
    Stamperò queste parole di verità e le appenderò in ufficio, come giusto monito e interpretazione dei “diritti” che la modernità ci offre.
    Purché ciò non sottintenda la democristianissima scelta del “male minore”; pertanto l’aborto è un abominio contro gli innocenti così come è un abominio ciò che fa la cosiddetta “cultura” cosiddetta “islamista” (prima o poi capiremo chi arma realmente la mano di questi “terroristi”…) che uccide 17 “non innocenti”, così come è un abominio quel che avviene quotidianamente nel mondo, soprattutto in Medio Oriente, dove attentati con 17 morti sono all’ordine del giorno e non trovano più nemmeno posto nelle “brevi di cronaca”.
    Né con i benpensanti – stragisti di innocenti – né con i terroristi – stragisti al tritolo – né, tantomeno, con coloro che strumentalizzano queste tragedie per lucrare affari e miliardi e potere sotto la bandiera della guerra sedicente “santa”, causando danni e disgrazie ancor più grandi.
    E, soprattutto,…

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