Nella Chiesa un disastro il metodo delle “primarie”

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Già nelle scorse settimane sulla successione al card. Agostino Vallini come Vicario generale del Pontefice per la Diocesi di Roma si era scatenato un autentico putiferio, che peraltro prosegue anche oggi: benché il passaggio del testimone sia previsto per fine giugno, infatti, il nome di chi sia chiamato ad assumere tale incarico potrebbe esser annunciato dal Papa molto prima.

Molti i potenziali candidati già dati per probabili nel totonomine vaticano, da mons. Nunzio Galantino al Vescovo di Albano, mons. Marcello Semeraro, da mons. Rino Fisichella all’arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, mons. Luigi Moretti. Indubbiamente la posta in gioco è alta, tanto che la si voglia guardare nell’ottica di un servizio alla Chiesa quanto che si prediliga uno sguardo più mondano al prestigio implicito nel ruolo, ancor più se, com’è tradizione, ad esso sia annessa la berretta cardinalizia.

Ciò che però proprio non va è il metodo. Ed i risultati già oggi lo dimostrano. Da più fonti autorevoli si segnala la costituzione di vere e proprie cordate a sostegno di aspiranti successori, ciascuno col proprio seguito di “fedelissimi” convinti forse di veder un giorno eventualmente “premiato” il proprio zelo. Quella che pare si sia scatenata a Roma è una sorta di guerra intestina, un tutti contro tutti con tanto di colpi di scena e lettere anonime contro gli avversari. Quella che si denuncia è un’atmosfera a dir poco avvelenata, sintomo patologico di un metodo fallimentare, quello da tempo invalso purtroppo tra le mura vaticane, pronto ad accogliere il peggio della democrazia e ad innestarlo impropriamente in una struttura che è provvidenzialmente gerarchica, la Chiesa, come specificato in più punti dal Codice di Diritto Canonico, nonché dalla Costituzione dogmatica Pastor Aeternus del Concilio Vaticano I, ribadita poi anche dal Vaticano II nella Lumen Gentium.

In un contesto così il sistema delle “primarie”, già malconcio in politica, si dimostra addirittura disastroso. Ciò cui si sta assistendo è inaudito, mai visto e per molti versi umiliante, poiché, ad essere infranta, è l’unità ecclesiale. Ne val la pena? (M. F.)

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fonte: Corrispondenza Romana

6 commenti su “Nella Chiesa un disastro il metodo delle “primarie””

  1. Quando il clero tradisce, è più che mai necessario che i laici tengano duro.
    E’ ciò che faremo, perché, come scriveva il beato cardinal Newman, molte volte nella storia sono stati i cattolici laici a salvare la Chiesa dai suoi ecclesiastici.

    (www.libertaepersona.org)

  2. Una ulteriore dimostrazione che questa non è più la Chiesa di istituzione divina dove la democrazia non ha assolutamente ragion d’essere. Questa è una pseudo-chiesa di istituzione puramente umana. Dunque, una chiesa fasulla.

  3. Il metodo delle primarie mi ricorda qualcosa di simile che scrisse il profetico Cardinale Giacomo Biffi nel suo magistrale Quinto Evangelo , dove se non sbaglio, Gesù non dà direttive agli Apostoli ma apre il dibattio o consultazioni per prendere delle decisioni…..

  4. E mi ricorda anche ,se non sbaglio, la visione delle due Chiese di Caterina Emmerick :” Vidi Cardinali contro Cardinali”……….. sempre più profetica Emmerick…..

  5. Ma perché no? In fin dei conti sarebbe l’ultima evoluzione della Chiesa: da Corpo Mistico ad istituzione adeguata alla più moderna mondanità. Tutto sommato sarebbe la realizzazione della speranza nata dal Con.Vat.2: la Chiesa siamo noi. Dossetti, Bianchi, Kung e loro sodali vedrebbero finalmente realizzati i loro sogni. E non sarebbe neppure una novità; ci avevano già provato nel ‘400 con le tesi conciliatoriste, che poi sono riemerse nella teoria della collegialità episcopale. Arriveremo quindi al congregazionalismo senza neppure passare dal presbiterianesimo. La strada della trasmutazione protestante e’ già bella e pronta, basta solo un ritocco alla liturgia della Cena eucaristica e siamo pronti. Ci aspettano tempi duri.

  6. Carla D'Agostino Ungaretti

    Neppure stavolta c’è da stupirsi. La Chiesa come istituzione anche mondana ha sempre subito gli attacchi dell’ambizione umana. Basti pensare ai Papati rinascimentali e al veto che potevano esercitare gli Imperatori d’Austria come Francesco Giuseppe che impedì l’elezione del Card. Rampolla, aprendo però la strada a S. Pio X, segno che Dio può può tirare fuori il Bene anche dal Male. Dico questo per confortare e convincere anzitutto me stessa perché i nomi dei presunti aspiranti successori del Card. Vallini mi parlano troppo di cattolicesimo “adulto”. Che Dio assista e protegga tutti i vecchi (e autentici) romani come me che amano tanto la Sede di Pietro da vedere in essa la vera Incarnazione di Cristo e la renda inattaccabile agli assalti del nemico. .

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