Nelle chat segrete delle Ong il prete amico della Boldrini – di Fausto Biloslavo

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Nei messaggi paralleli ai canali ufficiali di soccorso pure padre Zerai: indicava la posizione dei barconi

di Fausto Biloslavo

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Una chat, parallela ai soccorsi ufficiali, fra le navi delle Ong di fronte alla Libia. Un prete molto noto, che segnala nella chat dove andare a prendere i barconi e viene accolto con tutti gli onori alla Camera dalla presidente Laura Boldrini.

E una rete pro «invasione» finanziata pure dall’Arci, che si scaglia contro le autorità italiane che vogliono vederci chiaro sul ruolo delle organizzazioni umanitarie negli arrivi dalla Libia.

Dall’inchiesta di Trapani sulla Ong tedesca Jugend Rettet stanno saltando fuori piste interessanti ancora tutte da chiarire. Le intercettazioni che hanno portato al sequestro di nave Iuventa, che si faceva portare i migranti sotto bordo dai trafficanti, hanno svelato l’esistenza di una chat parallela ai canali ufficiali di soccorso fra i responsabili delle navi delle Ong di fronte alla Libia. E nella chat arrivano i messaggi di padre Mussie Zerai, che avrebbero indicato i barconi pieni di migranti da recuperare. Il prete cattolico è considerato un’icona buonista dell’immigrazione, ma in realtà potrebbe nascondere interessi politici o altro. Gli inquirenti non parlano di casi singoli per evitare di rivelare attorno a chi stanno stringendo il cerchio, ma la Marina militare aveva più volte segnalato il ruolo ambiguo di personaggi come Zerai. «Il sospetto è che pure gente con l’abito talare non si prodigasse solo per fini caritatevoli – ha rivelato una fonte de il Giornale – Ci chiamavano segnalando l’arrivo dei barconi sottolineando che stavano registrando la telefonata. Una specie di ricatto».

Le intercettazioni di due responsabili della sicurezza di nave Vos Hestia dell’ong Save the children aprono un altro capitolo del caso. «C’era una community, una chat, una cosa del genere… so che arrivava sul telefono dei team leader di Save the Children» e di altre Ong al largo della Libia dice uno degli intercettati riportato dal quotidiano la Repubblica. Un canale via Whatsapp parallelo a quello di soccorso ufficiale della Guardia costiera. Ed ogni volta, si verificava «la stranezza del fatto che noi ci recavamo sul posto e trovavamo il gommone». Le Ong ammettono l’esistenza della chat parallela, ma mettono le mani avanti sostenendo che i messaggi non sono mia giunti dalla Libia.

Le segnalazioni, come dicono gli intercettati, arrivano anche da padre Zerai. Nel 2013 era stato accolto con tutti gli onori alla Camera dalla presidente Boldrini. L’eritreo giunto in Italia nel 1992, a soli 17 anni, ha ottenuto asilo politico e studiato prima a Piacenza e poi all’università Pontificia diventando sacerdote nel 2010. I suoi fan lo hanno addirittura candidato al Nobel per la pace. Zerai si crede Mosè. A tal punto che ha intitolato un suo libro autobiografico Padre Mosè – Nel viaggio della disperazione il suo numero di telefono è l’ultima speranza. Don Zerai si vanta di aiutare i migranti a sbarcare in Italia da 15 anni. Non è un caso che il Vaticano abbia deciso di trasferirlo da Roma alla parrocchia svizzera di Friburgo.

Padre Zerai con la sua onlus Habeshia ha ispirato WatchTheMed, un portale telefonico europeo su internet per aiutare chi vuole arrivare da noi sui barconi. Dal sito si può addirittura scaricare un’app per i diversi tipi di cellulare e lanciare l’«alarm phone», una telefonata d’emergenza così ti vengono a prendere in mezzo al mare. Sul portale uno dei cofondatori, Lorenzo Pezzani, ricercatore di un’università londinese, si scaglia contro l’Italia per il pugno di ferro con le Ong. «Gli attacchi contro i salvataggi nel Mediterraneo devono finire – scrive – Le recenti proposte italiane ed europee (il codice di condotta delle Ong, nda) è l’ultimo passo di una campagna di delegittimizzazione che mette a rischio migliaia di vite in mare». La lunga denuncia è stata pubblicata su Open democracy, un sito d’informazione finanziato anche dal miliardario George Soros.

Non solo, Sea Watch, una delle Ong tedesche più radicali impegnate nel Mediterraneo fa parte dela piattaforma WatchTheMed legata a padre Zerai. Il sito, che serve a recuperare in mare profughi e clandestini senza distinzione, è nato grazie alla campagna internazionale «Boat4people», che ha come aderenti l’Arci, l’associazione della sinistra italiana.

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fonte: Il Giornale

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17 commenti su “Nelle chat segrete delle Ong il prete amico della Boldrini – di Fausto Biloslavo”

  1. normanno Malaguti

    Impossibile un commento, senza finire nel turpiloquio.
    Il fatto postulerebbe un’inchiesta del nostro parlamento e di tutte le forze politiche oneste, sperando che ne esistano ancora, giocando il tutto per tutto, per distruggere questa congerie di associazioni per delinquere che inquinano alla radice, la nostra società.

  2. Andrea Griseri

    Creare il caos nei paesi africani, profittare dei disastri ecologici ( il Bangladesh finirà sott’acqua se non si ferma l’innalzamento del livello dei mari), gettare nella disperazione milioni di persone indicendole alla fuga: in tal modo a) si scaricano queste moltitudini sui paesi della vecchia Europa ( stremata dalla crisi economica) dove faranno una concorrenza al ribasso ai lavoratori locali vanificando quelle conquiste sociali di cui i Cattolici sono stati in primis i fautori b) metteranno in minoranza le tradizioni religiose e giuridiche su cui si è edificato il vecchio continente e c) libereranno territori per offrirli ai land grabber (o rapitori di terre vuote, questo il paradigma del colonialismo moderno molto più disumano di quello ottocentesco) cinesi e multinazionali. Già perché questi fenomeni non sono governati da stati nazione ma da entità econokiche mutlinazionali: che cosa sono del resto le ONG?

  3. non capisco perché non si possa esecrare come merita un personaggio del genere, amico certamente di Bergoglio, dal quale avrà sicura benedizione e incoraggiamento….un prete (cosiddetto) della nova chiesa che fa il mercante di carne umana per fini umanitari…

  4. Mi sembra che si stia parlando del penultimo atto del piano islamico che S.E. mons. Giuseppe Germano Bernardini Acìrcivescovo emerito di Smirne cercò di spiegare ai confratelli nell’ultimo sinodo cui partecipò nella propria veste, che completava quanto spiegato da p. Vincenzo Succi ofmcap, nel 1998 superiore dei cappuccini di Turchia in una sua conferenza (a quella ho partecipato, ma credo lo abbia diffusamente ripetuto).
    E a sentire quanto viene diffuso in questi giorni, sembra che voler difendere l’Europa sia classificato reato, quindi siamo quasi alla necessità di preparare nuovamente le catacombe….

    1. E’ reato esecrare l’immigrazione dissennata e la pederastia.
      Pronunciarsi negativamente sulla liberalizzazione della droga e sull’educazione sessuale agli asili nido è solo un illecito amministrativo.
      Ma ancora per poco.
      Bestemmiare la Bonino è peccato grave.

  5. Conosco da vicino le ONG , quelle di dimensioni internazionali sono macchine mangiasoldi i cui dirigenti vivono da nababbi. I cosiddetti volontari non esistono sono tutti pagati profumatamente. Nelle piccole ci sono sicuramente brave persone, ma la lettura della realtà è inficiata da un buonismo che impedisce di vedere e proporre soluzioni efficaci. Quelle cattoliche poi ormai rifiutano qualsiasi proposta di verità di fede , per molti e’ solo un modo per sentirsi utili e buoni. Vogliamo fare dei distinguo, facciamoli, ma questa è la mia esperienza.

    1. sono tutti pagati – anzi strapagati – da Soros, quello che Gentiloni ha accolto come un benefattore e divo del cinema!

  6. Stefano Mulliri

    Io credo, e qualche volta spero anche, che un giorno o l’altro vedremo le camionette e i blindati per le strade d’Italia: MAGARI FOSSE !!!!!!. Ma che a tutta questa anarchia anti italiana prendesse parte anche la chiesa proprio non lo accetto . Ora vi faccio una domanda, ma se tra qualche tempo scoppiassero delle persecuzioni alla Chiesa, in che posizione dovremmo stare noi ?

  7. …e li sentite ora i negrieri come strillano al primo ostacolo ai loro commerci d’uomini? Lo strillo per esempio, da riflesso pavloviano, dell’ agente sotto copertura che ha sede in vaticano, che lamenta la grande perdità di opportunità di crescita che noi ne avremmo? Ma – io mi chiedo – a ogni sparata umanitaria di questa truppa sorosiana, in sottospecie vaticana, quanta entrata finanziaria corrisponderà nelle casse della finanza bergogliana? Oh sì che io qui vedo una grande opportunità di crescita che verrebbe a compromettersi! I soldi a loro, e la merce a noi, chiamali fessi! E si fanno passare per buoni!

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