Nelle Università californiane immatricolazioni e servizi Lgbt

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zzzzunvrstNon c’è che dire, le matricole resteranno sorprese. I moduli per loro predisposti dalle università statali della California proporranno di scegliere come definirsi tra ben sei possibili «identità di genere»: maschio, femmina, transgender maschio, transgender femmina, queer o altro. Anche toilette e spogliatoi sono stati ripensati ed attrezzati secondo le stesse “classificazioni”.

La popolazione studentesca colpita dalle sconcertanti “novità” riguarda circa 238 mila giovani, distribuiti in dieci differenti campus universitari, tra cui quelli notissimi di Berkeley e dell’Ucla. Addirittura, l’ateneo del Vermont consente di registrarsi con un nome non corrispondente al proprio sesso e di pretendere d’esser chiamati, a richiesta, con un pronome neutro, anziché con il dovuto pronome personale maschile o femminile.

Del resto, l’ideologia gender è ormai entrata prepotentemente negli statuti e nei regolamenti accademici, sono stati istituiti Dipartimenti e Centri Studi, avviati corsi di laurea con specializzazioni sempre più mirate e precise. Il che implica stanziare ingenti risorse, sviluppare metodi di ricerca interdisciplinari, strategie di insegnamento e di “supporto educativo”, predisporre programmi, servizi ed informazioni, in una prospettiva che non è solo teorica.

Non si tratta semplicemente di fare dell’accademia, infatti, ma – come codificano i lavori già elaborati dalle università della California – ci si propone, molto più concretamente, anche di osservare come cambino nell’immaginario collettivo e nel sentire popolare le concezioni sul sesso e sul gender, di mettere in rete e finalizzare i vari movimenti intellettuali e sociali per coordinare l’attivismo gender ovunque, dall’ambito locale a quello nazionale, nonché di studiare e promuovere l’ecofemminismo, soverchiando i compiti propri di un Ateneo, richiesto di uno studio, di un indirizzo, per diventare piuttosto ideologia militante, costruita su strategie volutamente studiate a tavolino. Già a partire dai moduli per l’immatricolazione…

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fonte: NoCristianofobia

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7 commenti su “Nelle Università californiane immatricolazioni e servizi Lgbt”

  1. Che peccato non essere là nel Vermont, mi piacerebbe iscrivermi all’università dicendo che sono un gatto …
    Tutto questo sarebbe da ridere, se non fosse che è da piangere perchè questi signori (ops … si offenderanno se uso un sostantivo maschile per di più plurale?) fanno sul serio! Che fare?
    Siano benedetti i siti come questo, in cui si parla ancora la lingua cattolica; siano benedette le iniziative, troppo poche ahimé, in cui si cerca di metter un po’ d’ordine nelle idee confuse delle persone, Ed infine: metter tutto nelle mani della Madonna Santissima.

  2. Non so neppure cosa dire leggendo o ascoltando certe notizie. L’Umanità ormai ha perso chiaramente la strada maestra. A questo punto io e mio marito ringraziamo il cielo di non avere avuto figli e quindi eventuali nipoti perché dovremmo vivere preoccupati dalla mattina alla sera. Ci dispiace tanto per i bambini che crescono o nascono adesso, che futuro avranno povere stelle?
    Credo che un bel giorno il Cielo darà un basta e farà una bella pulizia perché non è possibile che si continui così. È tutto completamente sbagliato ed il demonio certamente se la ride, non credo però per molto tempo ancora…almeno così spero.
    Che il Signore e la Madonna proteggano le persone di sani principi e di buon senso perché sennò finiremo tutti male.

    1. Grazie cara Michela, delle sue belle parole; chi, come me, ha avuto figli ed ora a nipoti (per adesso solo il primo, anzi la prima) non può certo dormire sonni tranquilli, sempre sul chi a là nel timore dell’ingresso del gender e delle perversioni fin dall’asilo infantile, come è successo a Treviso e a Trieste, come voleva farlo succedere a Venezia l’assessora “lgbt” della giunta Orsoni (cattolico?). Che fare? pregare e sperare, pregare e sperare, e poi “resistere, resistere, resistere”, come diceva il giudice Borrelli a proposito della riforma della giustizia propugnata da Berlusconi presidente del consiglio.

  3. Già una volta, commentai che questa purtroppo è la vera faccia dell’America, una nazione, nata calvinista, e quindi, fuori dall’orbita della verità Cattolica, quella vera , naturalmente.

    1. Caro Stefano, mi permetto di fare una osservazione: questa è la vera faccia dell’America
      del demoniaco Obama!
      IN questo sito l’America è stata criticata molto, e quasi sempre giustamente.
      Però non si può negare il bene che c’è stato: Bush fece togliere TUTTI i finanziamenti in
      TUTTO il mondo ai centri per l’aborto.
      Di questa iniziativa non ne fu parlato né scritto da nessuno, tranne che da Repubblica:
      questo “cattolico” quotidiano scrisse addirittura una mezza pagina con grande titolo e
      ovviamente criticò “moltissimo” questa santa, no mi sbaglio, questa tragica iniziativa.

      Quindi, mi ripeto, bisogna essere cauti con le condanne “totali”: c’è sempre il bene mischiato
      con il male, e spesso è il male che dilaga.
      Purtroppo…

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