No alle guerre nel ricordo dei piccoli martiri di Gorla – di Luciano Garibaldi

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di Luciano Garibaldi

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E’ partita da Milano una grande campagna contro la guerra e a favore della pace tra i popoli. Protagonista, l’ «Associazione nazionale vittime civili di guerra» (ANVCG) il cui presidente, avvocato Giuseppe Castronovo, ha scelto l’anniversario della strage dei bambini di Gorla per il lancio della campagna.

L’occasione è stata la celebrazione del 73° anniversario della strage, consumatasi la mattina del 20 ottobre 1944, allorché il comandante di una formazione di bombardieri americani B24 e B27, al rientro da una fallita operazione su obiettivi militari, ordinò di scaricare le bombe sulle case del quartiere di Gorla, a Milano. Uno degli ordigni centrò la scuola elementare “Francesco Crispi” causando la morte di 184 alunni, del direttore della scuola, di 14 insegnanti, di 4 bidelli e di una assistente sanitaria. I resti di quei martiri riposano oggi nel sacrario situato sotto il monumento ai piccoli martiri. Come ogni anno, una intensa e commossa folla ha assistito alla Santa Messa, celebrata, ai piedi del monumento, da monsignor Franco Agnesi, vescovo ausiliario della Curia di Milano.

Al termine del rito religioso, la professoressa Rossana Mondoni, presidente della sezione di  Milano dell’ANVCG, ha introdotto gli interventi. Il primo dei quali, ed anche il più atteso, è stato quello dell’avvocato Giuseppe Castronovo, presidente nazionale dell’Associazione, cieco civile di guerra dall’età di 9 anni. Dopo aver ricordato il grande numero di civili italiani (più di 120 mila) uccisi o rimasti mutilati e invalidi per sempre nel corso della seconda guerra mondiale, Castronovo ha definito la guerra, ogni guerra, «una vergogna e la negazione di ogni sentimento umano», annunciando l’inizio di una campagna per la formazione di un “movimento per la pace”. «La promuoveremo in tutta Europa», ha detto Castronovo, «all’insegna della nostra parola d’ordine: “Mai più guerre!”».

L’Associazione Vittime Civili di Guerra promuove ogni anno diverse commemorazioni a ricordo dei 154 mila cittadini italiani che perdettero la vita a seguito degli eventi bellici tra il 1940 e il 1945. «Affinché», come afferma il presidente Castronovo, «le nostre sofferenze siano motivo di dignità, esempio di vita e messaggio di pace».

Su proposta dell’ANVCG, il Parlamento ha approvato, quest’anno, la legge istitutiva della “Giornata nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo”, che sarà celebrata, a partire dal 2018, il 1 febbraio di ogni anno, al fine di “promuovere la cultura della pace e del ripudio della guerra”, come recita il testo della legge. La ricorrenza sarà ricordata, ogni 1 febbraio, in tutte le scuole di ogni ordine e grado. In merito a questa importante decisione legislativa, l’avvocato Castronovo ha dichiarato: «La ricorrenza, che aspettavamo ardentemente da ormai quasi 70 anni, aiuterà l’ANVCG a svolgere con maggior forza quella funzione di ponte tra le generazioni e tra il presente e il passato,  di cui ha parlato anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Questa funzione costituisce una delle più profonde ragion d’essere dell’Associazione e svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo di quella  cultura di pace e di solidarietà che tutti noi vittime civili di guerra vogliamo costruire nella società».

Per quanto riguarda la strage dei bambini di Gorla, va detto che mai, fino ad oggi, i poteri pubblici hanno mostrato di volerne fare un capitolo fondante della malvagità della guerra. Basta considerare che la stessa costruzione del monumento e della cripta che raccoglie i resti dei piccoli martiri dovette essere realizzata a spese delle loro famiglie. Tutto ciò è attribuibile ad un senso di inferiorità e di timidezza verso la potenza responsabile del vergognoso massacro, cioè gli Stati Uniti, che, a loro volta, non punirono mai, neppure con un richiamo, i loro piloti che, per incapacità, superficialità e indifferenza, avevano scaricato le loro bombe, anziché sugli obiettivi militari (fabbriche, ponti, eccetera), sui quartieri di Turro, Gorla e Precotto, nella zona Nord di Milano.

Sorta il 26 marzo 1943, in piena guerra, l’ANVCG divenne ente pubblico il 23 ottobre 1956, con funzioni di “rappresentanza e tutela degli interessi morali e materiali dei mutilati e degli invalidi civili e delle famiglie dei Caduti civili per fatto di guerra”. Numerosi i riconoscimenti ottenuti in questi decenni nel corso dei quali ha rappresentato a tutelato 120 mila tra mutilati e invalidi civili di guerra, vedove e orfani di civili Caduti.

«Oltre ai tradizionali compiti di tutela», dice la professoressa Rossana Mondoni, che presiede la sezione di Milano dell’Associazione, «intendiamo essere particolarmente attivi nella promozione della cultura della pace: compito quanto mai opportuno, se si pensa che ogni anno, nel mondo, circa 500 mila civili muoiono, vittime della violenza bellica».

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La vignetta e il dipinto di Gino Boccasile, in ricordo dei piccoli martiri di Gorla

 

particolare del monumento

 

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