Non si sa cosa sia peggio – di Marco Manfredini e Cristiano Lugli

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Non si sa cosa sia peggio

Perché le elezioni italiane sono un evento tragico, ma non serio.


Ogni calcolo o pronostico, ad oggi, risulterebbe essere avventato e particolarmente fuori luogo in ragione del fatto che, volente o nolente e visti i risultati, dovremo attendere ancora un lasso di tempo necessario per provare a fare chiarezza. Chiarezza che, a quanto pare, non hanno nemmeno coloro i quali sono usciti da queste elezioni con le percentuali più alte, e quindi vincenti. Nel gran circo del Parlamento italiano, tuttavia, siamo pronti a vederne delle belle: trapezisti intenti ad inciuciarsi fra un numero e l’altro. Grilli parlanti che aprono coscienze e trovano accordi, persino con il Pinocchio per antonomasia. Cavalieri giunti all’ultima cavalcata e, fra buffoni di corte e fantocci, qualche animaletto che prova a fermare l’avanzata Pidiotica e Grillinica.

Apriamo dunque il sipario:

+Europa

Un nome, una minaccia. Potevano chiamarsi “+Poveri” oppure “+Tasse”, vista la predilezione per i grandi finanzieri e la tosatura del gregge. Potevano chiamarsi “EntrataLibera” oppure “Italia-agli-stranieri”, ma anche “Fuori-gli-italiani” data la preferenza per le politiche invasioniste. Potevano chiamarsi anche loro “PdF” (Partito del funerale) o “Decesso-per-tutti” (come simbolo una pompa da bici), poiché in genere si premurano più di eliminare la gente che di farla vivere. Potevano chiamarsi “Nessuno-tocchi-Caino-e-chissenesbatte-di-Abele”, vista la simpatia manifesta per i criminali e l’indifferenza per le vittime. Ma come al solito hanno voluto esagerare, e per non sbagliare si sono chiamati “+Europa”, un nome che evoca tutte assieme le tragedie sopraelencate.

Nonostante ciò esiste uno zoccolo duro di italiani (2,5%) che li vota, e probabilmente li voterebbe anche se si chiamassero in modo ancora più esplicito “Asino-chi-vota”, oppure “Ti-svuoto-il-conto-in-banca-e-lo-giro-a-Soros”. Prendiamo atto che mediamente un italiano su quaranta soffre di masochismo compulsivo cronico e tendenze autolesioniste aggravate.

PD

Persi il 30% dei voti rispetto al 2013, Renzi si è immediatamente veltronizzato, annunciando solennemente “Mi dimetto, ma anche no!”. A questo punto speriamo che si tenga ben saldo allo scranno, e nel giro di breve non sentiremo più parlare di questa triste e inutile aggregazione a delinquere contro la legge naturale e l’intelligenza degli italiani.

I reduci dal vecchio comunismo, ideologia di cui hanno conservato i difetti (enormi) e rigettato i pregi (pochi), si sono ritirati ormai una parte sull’appennino tosco emiliano a mo’ di resistenti partigiani, e un’altra dalle parti del Sud Tirolo. Dopo i “successi” governativi degli ultimi anni pare abbiano compreso che se non vogliono assaggiare le punte dei forconi dei cittadini incavolati sulle loro delicate terga, faranno bene a rifugiarsi ad alta quota.

Quando fra poco riprenderanno le prime escursioni primaverili in montagna, confidiamo di poter scorgere un qualche esemplare ancora vivo di Cervus Leopoldensis, di Rupicapra Sinistrata, o perlomeno un Capreolus Prodato Europirlensae.

LeU

Una figura molto Magra da parte di Grasso. Nella conferenza stampa a seguito dell’imbarazzante risultato a 3% e rotti, il leader appare impacciato, quasi senza parole. Lui, Boldrini, D’Alema & Co. vengono spazzati via. Un esperimento fallimentare, degno della più fallimentare sinistra. Il dato positivo è che la Boldrini e le sue “Fake News”, conteranno sempre meno da ora in avanti.

In campagna elettorale avevano sperato che a settant’anni dalla fine del fascismo, di antifascismo si potesse ancora campare. Zio Benito, si sa che hai fatto tante cose buone, ma tra le cattive che oggi ti rimproveriamo sta il fatto che molti di questi, se non fosse per te, avrebbero dovuto trovarsi un vero lavoro già da tempo. Speriamo che l’abbiano compreso.

I cortei antifascisti nel 2018 accendono l’inconfessabile desiderio di iscriversi alla RSI nel più moderato e pacifico degli uomini normalmente dotati di sole due narici. A forza di evocarlo, questo fascismo, prima o poi lo si riesumerà; per ora “é tornato” solo al cinema, però chissà!

Di certo non potrà essere peggiore di questa sua differita e ridicola antitesi.

CivicaPopolare

Il partito della “petalosa” Lorenzin, che forse per rifarsi alla Margherita occupata ha scelto i petali, si piazza fortissimamente con uno 0,5 a Camera e Senato. Nella sua insignificanza, però, passa alle uninominali di Modena rimanendo, forse, di fatto, fra i piedi. Neanche il gomito alzato e gli stravaganti dialoghi con i delfini hanno fermato la Beatrice, in preda ad una carriera in ascesa che pare non arrestarsi di un millimetro. Potrà forse fare parte di una misera opposizione? Vedremo. Intanto lei si dice soddisfatta: “Stiamo crescendo – afferma – di poco ma stiamo crescendo”. Avrà usato un vaccino anche contro il raggiungimento 3%? Sembrerebbe proprio di sì. Meglio: sventata l’epidemia dei petalosi!

CS (Cattolici Sparsi)

Sembra uno scioglilingua, ma in queste elezioni i cattolici si sono divisi sommariamente in Adinolfiani e Gandolfiniani. I primi ovviamente accaniti sostenitori del PDF del simpatico Marione e optanti per il voto di coscienza, i secondi accaniti nemici dello stesso e cultori del famigerato voto utile, esercitato contrassegnando uno qualsiasi dei partiti della coalizione di centro-destra, purché respiri.

Riteniamo che vi siano ragioni da entrambe le parti, e siano rispettabili entrambe le posizioni, anche se non ci sono piaciuti gli strali lanciati da una fazione all’altra e ritorno, da parte di gente perbene, almeno fino al giorno prima.

Legittimi gli uni, legittimi gli altri.

Ai catto-gandolfiniani: dovrebbero smetterla di denigrare Adinolfi insinuando le peggiori nefandezze sulla sua persona, e di ricattare prima, rimproverando poi, i suoi elettori di aver fatto il gioco della sinistra, di esserne stata la quinta gamba, o il partito civetta. Un elettore potrà essere libero di preferire un programma che non presenta grosse pecche, lo fa stare bene, sentire tranquillo e beatamente inutile, piuttosto che una coalizione allegramente sgangherata dove possiamo trovare insieme bene e male, un Bagnai e uno Zanetti, un Pillon e una Bongiorno? Potrà votare in relativa serenità senza doversi sobbarcare di calcoli probabilistici astronomici o algoritmi spaziali per valutare se il voto che toglierà al centrodestra sarà determinante per eleggere nel suo collegio un sinistrato Pdista? Pensiamo di sì.

Non pare credibile, anche col senno di poi, che uno 0,66% sposti pericolosamente gli equilibri del nostro povero paese.

Ai catto-adinolfiani: stessero pure tranquilli che non hanno ricevuto nessuna investitura dall’alto che li legittimi a ritenersi gli unici immacolati e portatori del vero verbo. Qua di immacolati non se ne vedono, a partire dal loro leader, che esultò quando venne eletto presidente Mattarella pensando che fosse cattolico, e forse pensava lo stesso di Renzi quando era renziano; quel leader che se denuncia la Bongiorno per qualche malefatta privata, dovrebbe comprendere come gli avversari si sentano autorizzati a rinfacciargli le sue, di malefatte private. E’ vero, la Bongiorno ha usato per sé la fecondazione assistita, grave pratica contro la dignità della vita. E’ altresì vero che Adinolfi è divorziato, e il divorzio è stato il primo grande vulnus legislativo alla tenuta sociale del nostro paese, grave pratica contro la famiglia e la società.

Poi certo, la Bongiorno insiste anche con malefatte pubbliche che sono ben più gravi, e i due non sono certo paragonabili. Lui lavora per ricostruire (almeno così sembra), gliene riconosciamo il merito, e fino a prova contraria la buona fede; lei è in pista per decostruire, e confidiamo che i leghisti più ruspanti la tengano a freno negli ambiti dove potrebbe nuocere.

Insomma, in un attacco di buonismo, vorremmo la riconciliazione tra i due poli del cattolicesimo, in modo da poter morire tutti Gandinolfiani.

E i cattolici del PD?

Quali cattolici del PD? Abbiamo cercato a lungo ma non ne risultano.

PDF

Dopo questa conferma dell’insignificanza numerica è lecito chiedersi se abbia ancora un senso il proseguimento di questa esperienza. Ma non vogliamo sparare sulla Croce Rossa, né tantomeno su Adinolfi, che, perdonate l’allusione, sarebbe un bersaglio troppo facile.

Lasciamolo festeggiare, anche se non si capisce cosa.

M5S

L’aspetto più funambolico del loro exploit è stato il triplo salto mortale in cui si è prodotto Scalfari, ad urna ancora fumante, per salire sul carro dei vincitori, dopo aver detto le peggio cose su Di Maio fino al giorno prima.

Prima che ci lasci, Barbapapà è riuscito così a diventare anche grillino, dopo essere stato berlusconiano (per una mezza giornata), dopo essere stato del PD ma antirenziano, dopo essere stato renziano, dopo essere stato democristiano di sinistra, dopo essere stato comunista, dopo essere stato socialista, dopo essere stato radicale, dopo essere stato liberale, il tutto essendo sempre stato antifascista, giusto un attimo dopo essere stato, in origine, fervente fascista. L’ipotesi non ci fa impazzire, ma se Dio gli concederà ancora qualche anno di vita va a finire che ce lo ritroveremo pure sovranista, ovviamente quando sarà ormai troppo tardi. Tutto ciò, a pensarci, ha una sua perversa coerenza: quella del più sfacciato opportunismo.

Sul movimento non ci sentiamo di dire nulla che non sia banale, essendo esso fondato, a essere generosi, proprio sull’assenza di materia, e occupandosi di tutto fuorché dell’essenziale. Il vuoto cosmico inquadrato da una graziosa cornicetta di regoline; l’onestismo rampante di chi ancora non ha avuto le leve del potere fra le mani, e verosimilmente non si accorgerà dei fili penzolanti dall’alto che le fanno muovere. D’altronde sono noti i contatti avuti con conventicole paramassoniche internazionali, banche d’affari ed edge fund.

Un partito con un occhio all’assistenzialismo statal-meridionalista, e l’altro alla finanza predatoria mondiale, incrociati nello strabismo che, parola de Gran Maestro, guarda dritto dritto ai 34 massoni candidati.

Lega Nord

Una delusione totale. La Bongiorno, ok. I bordelli, passi. Ma l’elezione del primo senatore coloured scommettiamo che ha fatto cadere le corna da vichingo a non pochi leghisti veraci. Un’onta che non si potrà lavare facilmente, se non immergendosi con solenne rito purificatore nelle limpide acque del Po. E sperando di uscirne vivi.

Scherzi a parte, un fulgido esempio che si può non essere razzisti anche professando l’evidenza che le razze esistono, e che si pratica un antirazzismo molto più concreto nelle urne di certi vichinghi che nelle chiacchiere dei salotti bene.

 

Forza Italia

L’ultraottuagenario Cavaliere, oramai non più in grado di cavalcare nemmeno il periodo buio del PD, è il “colpevole” del non raggiungimento del 40% del Centro-Destra: con uno scarso 14%, non ha di certo aiutato la coalizione che poteva aspirare a governare in modo autonomo. L’era di Silvio è letteralmente finita. Può cavarsi la maschera – anche quella facciale – e dedicarsi al cagnolino della Pascale: chissà che il piccolo Dudù, in quanto cane, non porti più fortuna che i Lupi. E chi, scioccamente, ipotizza una coalizione fra Forza Italia e Partito Democratico, non ha capito che queste due “forze”, insieme, non avrebbero nemmeno i numeri per organizzare una briscola in cinque.

Maurizio Lupi

A proposito di Lupi: inutile nominare il partito, basta menzionare lui per esprimere un s.v. (senza voto). E vuol dire essere buoni.

FdI

Brava Giorgia, il selfie con Viktor Orbàn diffuso a pochi giorni dal voto è stato un vero colpo da maestra; molti di noi si sono sinceramente commossi. Interessanti anche i manifesti, ma vorremmo lanciare ora un sondaggio: secondo voi che incidenza percentuale hanno avuto parrucchiere, make-up, sarto, e soprattutto Photoshop nel risultato elettorale dei Fratelli?

A completamento del restauro, per le prossime campagne, un piccolo suggerimento: ce la facciamo a togliere anche quello sgraziato accento romanesco? Potremmo farne una star internazionale.

Anvédi questa!

Uninominali

  • La Boschi, in una Bolzano dove mezzo PD si è dimesso, acchiappa il 40%: i voti decisivi sono quelli Svp: una DC a cui piace il PD. Cosa pensare questo dato boschiano davanti alla debacle pidiana?
  • Lorenzin eletta a Modena (Ex FI), mentre la Pinotti e la Fedeli no: quella di Renzi è una banda, vera e propria.
  • Bolrini ripescata.
  • Fedeli ripescata.
  • Pinotti ripescata.
  • Minniti e Franceschini anche.
  • Grasso ripescato.

 

Legge elettorale

Nel Rosatellum 2.0 è stato messo dentro di tutto, ma proprio tutto il necessario per garantire l’ingovernabilità. Come si fa ad andare a votare con un sistema che è per due terzi proporzionale, ma anche un terzo maggioritario, che ha i collegi uninominali ma anche plurinominali, ha lo sbarramento di lista ma anche quello di coalizione, quello di lista è al 3% ma anche all’1%, le liste corte ma bloccate, le pluricandidature, le quote rosa e il tagliando antifrode? Viene il sospetto che ad essere fraudolento sia proprio il meccanismo elettorale. E’ un porcellum con dentro un matterellum introdotto dal consultellum nell’italicum.

Se non riusciranno a trovare l’accordo per formare un governo di legislatura dicono già che sarà necessario cambiare la legge elettorale per tornare presto al voto. Non si sa cosa sia peggio.

Qualcuno può spiegarci perché ad ogni elezione bisogna cambiare la legge elettorale? In particolare, perché va a finire che la nuova legge è sempre peggiore delle precedenti? E’ come se ogni settimana si cambiassero le regole di gioco nel campionato italiano di calcio a seconda della convenienza che una certa parte delle squadre pensa di ricavarne. Come si fa a sapere effettivamente qual è la squadra più forte? Cosa ci capiscono gli spettatori? Potrà mai avere validità un campionato simile?

Comunque prepariamoci, alle prossime elezioni sarà necessaria una laurea in matematica con specializzazione in calcolo probabilistico, un diploma in statistica, nozioni di algoritmica avanzata e un corso di origami per la corretta piegatura delle schede elettorali.

Poi si stupiscono che la democrazia non funzioni.

E per finire in bellezza, un po’ di circo transpartitico con annesso ripescaggio proporzionalista scaturito dalle uninominali andate male. Altro che Arca di Noé:

Lucia Annibali, Fratoianni, Crosetto, Paita, Giorgetti, Pollastrini, Valentini, Gelmini, Fiano, Manlio Di Stefano, Brambilla, Alfredo Bazoli, Guerini, Bitonci, Zan, Fedriga, Rosato, Serracchiani, Pini, Giulia Sarti, Sgarbi, Fassino, Paola De Micheli, Rizzo Nervo, Cantone, Biancofiore, Bergamini, Bonafede, Speranza, Borghi, Baldelli, Morani, Saltamartini, Polverini, Giacomoni, Calabria, Rampelli, Ruocco, Baroni, Daga, Angelucci, Anzaldi, Fassina, Campana, Rotondi, Pezzopane, Sibilia, Del Basso De Caro, Cirielli, Carfagna, Migliore, Paolo Siani, Elio Vito, Francesco Boccia, Enza Bruno Bossio, Santelli, Stumpo, Daniela Cardinale, Prestigiacomo, Epifani, Giulia Grillo.

ConclusioneRichiudiamo il sipario, che forse è meglio.

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8 commenti su “Non si sa cosa sia peggio – di Marco Manfredini e Cristiano Lugli”

  1. Maria Teresa

    Qui da noi, a Forlì, potete già ammirare, in questo periodo dell’anno, vari esemplari di “Capreolus Prodato Europirlensae”. Speriamo che si apra presto la stagione della …..caccia.

  2. Cosa c’è di “sgraziato” nell’accento romanesco?!
    Principi, Papi, Ambasciatori, Ministri romani avevano, hanno l’accento romanesco, e allora???
    Sia chiaro: solo nel romanesco, gli accenti fonici -gravi ed acuti- sono utilizzati in maniera perfetta.
    Così, “perméttere”, in romanesco, si pronuncia con la “é” acuta, e non “permèttere” grave; “perché” si pronuncia con la “é” acuta e non “perchè”; al contrario, “niènte” si pronuncia con la “è” grave e non “niénte” acuta, come in uso nel Settentrione, conferendo -qui sì- un tono “sgraziato” a questa e quelle parole…

    Quindi, Giorgia Meloni, di origini sardo-sicule, ha, nel suo eloquio, un accento perfetto.

  3. Ringrazio di cuore gli autori per le risate che mi ha procurate la lettura dell’articolo simpaticissimo. In tanta tragedia ce n’era proprio bisogno!

  4. Quali cattolici del PD? Con tutti i ripescaggi che ci sono stati il PD e’ il piu’ cattolico tra i partiti dell’arco costituzionale. Non erano forse pescatori i primi apostoli? Anche Rosato, tra l’altro, e’ stato ripescato, ne sentivamo la mancanza. Grazie alla sua legge elettorale non ci sono ne’ vincitori ne’ vinti, solo una cacofonia scomposta da cui dover partorire un brutto governo o un orrore giuridico che speriamo non veda mai la luce. Queste elezioni rappresentano per il PD quello che mani pulite ha significato per la DC. Abbiamo solo scoperto o scopriremo a piu’ presto che il nuovo e’ peggio del vecchio e che i guai non sono nelle cancellerie europee, ma nella testa degli italiani.

  5. Mi pare abbiate dimenticato anche lo zerovirgola dei fascisti del terzo millennio, ovvero quello pseudo partitucolo proto-radicale col pallino dei fasci littori che ritiene
    l’aborto gratis un diritto sacrosanto delle donne e l’eutanasia una libera scelta nel diritto di tutti.

    Se non fosse per le botte che si fanno dare dai drogati dei centri sociali si potrebbero facilmente scambiare per seguaci
    peronisti della mammana col turbante.

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