North Carolina. Il sogno americano è finito al cesso

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I difensori della libertà LGBTCKXYZecc. si battono fieramente contro una legge che regolamenta l’uso dei gabinetti pubblici. Scende in campo anche la rockstar Bruce Springsteen per difendere il diritto alla pipì libera e democratica. Massacrato il senso del ridicolo, la “cultura” a stelle e strisce finalmente arriva al suo naturale approdo: il cesso.

Redazione

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zzzzsgnSembra una storia da manicomio, invece è vera. La storia da manicomio, ma vera, inizia perché evidentemente nello stato americano del North Carolina non tutti sono pazzi, però molti lo sono, tant’è che diventa un oggetto di discussione l’uso dei bagni pubblici. Dacché esistono, questi utilissimi strumenti di sollievo pubblico sempre sono stati distinti in “maschi” e “femmine”, perché, com’è noto (o meglio, era noto) esistono due sessi, il sesso maschile e quello femminile. Tra le altre faccende, che attengono al buon senso, alla decenza, al diritto alla riservatezza e così via, ci sono anche particolari tecnici universalmente noti – sui quali è perfettamente inutile soffermarsi – in base ai quali un maschietto e una femminuccia fanno la pipì in modi differenti.

L’inarrestabile marcia dei diritti umani però non si può arrestare. Infatti è inarrestabile. E così quei vari poveracci che il giovedì si sentono donne e il martedì pomeriggio uomini, o che si sentono donne tout court pur essendo uomini, o viceversa, insomma, quel guazzabuglio che va sotto il nome di perversioni sessuali, questi poveracci, dicevamo, vogliono conquistare un nuovo diritto: usare il bagno pubblico a scelta, in base al sesso “percepito”.

La cosa evidentemente non risulta gradita a tutti e così capita che nello stato del North Carolina debba intervenire il Parlamento per emanare una legge che prescrive ciò che è noto anche a un bambino scemo, ossia che i maschi devono usare i gabinetti per maschi e le femmine quelli per le femmine. Manca la firma del governatore, e poi la legge entrerà in vigore.

Scoppia la guerra. Grandi aziende minacciano di ritirare i loro investimenti dal perfido stato del North Carolina. Quattrini e posti di lavoro a rischio se il governatore firmerà la legge liberticida (vedi Rodolfo de Mattei su Osservatorio Gender). E poi, la notizia clamorosa. Bruce Springsteen, detto “The Boss”, rockstar di fama mondiale, scende in campo. Sono gli stessi diretti interessati a gioirne. Se non state leggendo mentre siete in fase digestiva, andate sul sito “Gaypost” e arricchite il vostro animo con le parole del “Boss”: Annullato il concerto previsto a Greensboro, North Carolina. “Ci sono cose più importanti del rock e questa battaglia contro il pregiudizio e il bigottismo, che si sta svolgendo mentre scrivo, è una di queste. È lo strumento più forte che ho per alzare la mia voce contro chi continua a volerci riportare indietro invece che farci andare avanti”.

Ricordate il “sogno americano”, o lo “spirito della frontiera”? Non si è mai capito cosa fossero con precisione, ma anche per questa vaghezza erano così affascinanti.

Si è visto però la strada percorsa per realizzare questi “ideali”. Dal massacro di una decina di milioni di pellirossa (già, per quell’olocausto però non si fanno “giornate della memoria”), all’esportazione della democrazia, bene così prezioso da dover essere imposto magari con un po’ di bombette, se del caso anche atomiche, alle ideologie malate degli anni sessanta dello scorso secolo, esportate nel mondo, alla devastazione in Europa e dintorni (primavere arabe e altre porcherie). E ci sarebbe molto da aggiungere, magari l’incosciente politica di provocazione continua verso la Russia, il maledetto imbroglio dell’Ucraina, eccetera, eccetera, eccetera. E la Banca Mondiale e il Fondo Monetario e un tale alla Casa Bianca che tra le “priorità” ha messo il matrimonio tra invertiti.

Il sogno americano è l’incubo che sta rovinando il mondo. Il sogno americano è ora approdato finalmente alla sua meta naturale: al cesso. Vi sprofonderà dentro?

È quanto ci auguriamo, per il bene di tutti.

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15 commenti su “North Carolina. Il sogno americano è finito al cesso”

  1. Cara Redazione ok, il sogno americano è finito al cesso. Ma dalle prime avvisaglie ho paura a leggere l’esortazione apostolica ‘familiaris laetitia’. Non vorrei che il sogno vaticano fosse finito anche peggio….

  2. “massacro di una decina di milioni di pellirossa” : voglio ricordare qui Maria di Agreda, la cd “lady in blu” (autrice della vita della Madonna “La mistica città di Dio”) che aveva evangelizzato e convertito le tribù id pellerosse dell’Oest americano prima che vi giungessero gli yenkies, (grazie al suo dono della “bilocazione”). Al loro rrivo, infatti, i coloni si meravigliarono di trovare indigeni già convertiti, e seppero che a convertirli era stata una misteriosa “signora in blu” (il colore dell’abito monacale indossato da suor Maria). Quella era vera evangelizzazione missionaria cristiana, non lo sfruttamento degli yenkies, né l’attuale “cura delle ferite nelle periferie” di cui parla mister Bergoglio.

  3. Che pena Bruce Springsteen: da “The River” a “The Flush” (Lo Sciacquone). La poesia degli orinatoi… Attenzione a tirare l’acqua. Se si ingombra lo scarico e torna indietro?

  4. Buona domenica a tutti. In fin dei conti, la lezione del prof. Marcuse (“L’uomo ad una dimensione”) sta dando i suoi (orrendi) frutti. Ma non c’è da preoccuparsi: Dio e’ un oste, che presto o tardi il conto lo presenterà.

  5. il problema non sono gli americani, il problema è quella feccia dell’umanità che governa gli americani da quando esistono. Tutti gli stati sono governati dalle rispettive fecce, quella americana è la peggiore perchè la più potente.

    1. Perdonami Ozzy; se è vero che ogni popolo ha il governo che si merita (attribuita a Churchill), allora gli americani se la sono cercata. Chi ha permesso a Marcuse di scrivere della liberazione sessuale, senza che nessuno gli rispondesse per le rime (come dovrebbe accadere in una sana democrazia)? La Summer of Love, l’Università di Berkeley, i moti del Stonewall-Greenwich village? E’ tutta roba targata 1968-USA. Non ci si può vantare di essere la maggiore democrazia mondiale, e poi leggere che “alle elezioni presidenziali di quattro anni fa andò alle urne il 63,6% dei potenziali aventi diritto al voto” (dati di aspenistitute.it). Se ne deduce che evidentemente la “land of freemen” si è dimenticata del proprio “manifest destiny”, ed ha preferito dare retta (2 Tim, IV, 3-4) ad altri “maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole”. Approvo la tua censura verso chi avrebbe dovuto governarli secondo rettitudine, ma siamo sinceri: chi li ha scelti?

  6. Mi permetto un’ultima considerazione: vi prego, non chiamatemi antiamericano. Io non mi sono mai macchiato di scemenze del tipo “fuori l’Italia dalla NATO”, oppure “Yankee go home”, e non saprò mai esprimere la mia (massima) gratitudine verso chi ci ha difeso dall’impero sovietico del male. Non posso e non voglio dimenticarmi del 1789-1793, quando i rivoluzionari francesi bruciavano le effigi di S.S. Pio VI, e poi si dedicavano alla ghigliottina anticlericale, mentre nella neonata Repubblica dell’oltreoceano a Baltimora si eleggeva il primo vescovo degli USA. Credo che la Fallaci, nel definirli un elefante rozzo fin che si vuole, ma coraggioso (e senz’altro preferibile a qualche imbelle cancelleria del vecchio continente, a qualche gerontocrate russo, a qualche sceicco arab-islam-mediorientale) avesse perfettamente ragione. Vorrei solo una cosa: che la loro capitale tornasse ad essere Washington e non Hollywood, che il loro presidente sia Truman non una popstar. Tutto qui.

  7. Il problema è che l’America di cui parli tu Alessandro non esiste più: secondo un recente sondaggio la metà o poco meno dei giovani americani dichiarano le loro simpatie socialiste mentre rischiamo di ritrovarci tra i piedi un presidente USA liberal che detterà l’agenda massonica anche all’Europa. Siamo tutti grati agli USA per ciò che hanno fatto in passato, ma ora se non ce ne emancipiamo affondiamo con loro. Paradossi della storia e quindi di Dio: la nazione guida della cristianità ha apostatato, mentre quella che voleva cancellare la religione dalla storia è diventato un bastione della cristianità. Se consideriamo che anche in Cina si registrano conversioni abbondanti c’è da sperare che in un futuro non troppo lontano il cristianesimo bandito in occidente rinascerà in oriente. Speriamo non troppo tardi per scamparci dall’islamizzazione forzata d’Europa.

  8. Ciao Marco, fondamentalmente hai ragione: ho descritto un’America che non esiste più. C’è però un problema: se siamo costretti a sperare che la Russia ortodossa salvi questa cività occidentale ormai stracotta, se siamo ridotti ad augurarci che la Cina si converta finalmente a Gesù, vuol dire che siamo proprio alla fine. Forse siamo arrivati al capolinea, che possiamo scorgere nell’avanzare di un Islam, che non nasconde (e perché dovrebbe?) il proprio odio per Roma cristiana. Forse i “profetici segni dei tempi” stanno nella legge Cirinnà, nei transgeneder che ormai imperano a scuola, in TV, senza che nessuno abbia il coraggio di sfidare il (ridicolo) ricatto di omofobia. Ma allora perchè la Russia o la Cina dovrebbero intervenire? Bismarck diceva che “L’insieme dei Balcani non vale le ossa di un singolo granatiere della Pomerania”: quale ragione le ossa di un marianaio russo o di un soldato cinese dovrebbero essere spese per salvare una Chiesa ed un Occidente che non credono neppure in se stessi?

  9. Interverrebbero per una questione molto semplice: due idee, due diverse visioni dell’uomo e del mondo si scontreranno così come democrazie e monarchie -anche nella loro versione aggiornata dei totalitarismi – si sono scontrati nella prima e nella seconda guerra mondiale. Il piano mondialista è appunto mondialista, per cui lor signori non si accontenteranno di dominare l’occidente, ma anche l’oriente. O sarà il masso-liberismo occidentale a distruggere la teocrazia cristiana a oriente o viceversa. Quest’ultima dovrà intervenire o anch’essa sarà fagocitata come dimostrano le contnue campagne denigratorie contro Putin. Quest’ultimo sta vicariando il ruolo di leader della cristianità attualmente vacante a causa delle defezioni clericali anche ad alto livello, ma soprattutto è l’unico leader mondiale dotato di senso della realtà, sa bene che il progetto mondialista è planetario. “O li fermiamo oggi a casa loro o dovremo fermarli domani a casa nostra” disse dell’is. Idem riguardo la pornocrazia occidentale

  10. Ciao Marco, la tua analisi è buona, ma non mi convince in un punto. Facciamo pure l’ipotesi che Putin, allo scopo di eliminare il progetto massoliberal, si allei con la Cina e con l’India (idea non del tutto peregrina: si stanno accorgendo come l’occidente sia stracotto e le forze islamiche pericolose anche per loro). Lo schieramento sarebbe (approssimativamente) questo: da un lato, la cricca anticristiana liberal, alleata all’islam (che non aspetta altro se non conquistare Roma), e dall’altro la triplice Mosca-Pechino-New Delhi. Per quanto sia preferibile la vittoria di questi secondi, la situazione per la (disastrata finché si vuole, ma amata) Chiesa Cattolica non è allegra: non credo che un ortodosso, un ateo, e un idolatra stiano spasimando per le sue sorti. Ammettiamo che vincano, e nel loro esclusivo interesse: quale sarà il prezzo che noi dovremo pagare (non illudiamoci: il conto lo presenteranno, e sarà caro e salato)? Sta delineandosi un futuro da “guerre e rumori di guerre” (Mt, XXIV, 6), in mezzo…

  11. Carissimo un ortodosso è un cristiano, la Cina si sta rapidamente cristianizzando tanto da avviarsi a essere il paese cattolico con più alto numero di fedeli soppiantando il Brasile con 260 milioni di cristiani,gli indiani, sono gente pacifica. Detto questo permettimi: se gli USA per battere Hitler si sono dovuti alleare all’Unione Sovietica e Putin – intelligentemente – per battere l’is si è alleato ad Assad – a maggior ragione noi dobbiamo sperare che una Triplice Intesa – o Santa Alleanza – Russia, Cina, India ci libera dall’idiozia laicista che ci vuole poveri, ignoranti e sradicati. Confido in questa Triplice – specialmente se a guida russa – anche perché per me resta valida la consacrazione del 1984 di GPII della Russia al Cuore Immacolato di Maria: cerco sempre di osservare la realtà e quindi non posso fare a meno di notare che da allora è crollato il comunismo insieme al mitico muro e la Russia conosce un’epoca di grande sviluppo morale, umano e anche economico.
    La salvezza viene da est.

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