Nuovi compagni & Fondazione Agnelli: Fedeli al capitale – di Elisabetta Frezza

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E così la compagna Fedeli Valeria approderà al Consiglio di Amministrazione della Fondazione Agnelli, subentrando al compianto Sergio Marchionne.

Lo farà munita del suo diploma di terza media (se c’è) e forte della lunga carriera da sindacalista della CGIL nel comparto tessile che tante soddisfazioni le ha regalato dal giorno in cui, nel 2013, la politica l’ha chiamata a servire la Repubblica fondata sul “lavoro” delle piddine e dei piddini. Una vocazione adulta, la sua, carica di sincero afflato egualitario e riformista, che l’ha lanciata subito ad altezze siderali, anche grazie al traino coniugale.

Ecco il suo fulminante cursus honorum romano: capolista nelle fila del PD in Toscana; senatore; vicepresidente di Palazzo Madama; ministro dell’istruzione nel governo Gentiloni. Ora, il presidente John Elkann la vuole a tutti i costi con sé, come pare le avesse già promesso nel corso dell’idillio scoppiato e in parte consumato durante le gesta dell’ultimo esecutivo della banda radical-chicchina.

La rossa signora, dunque, farà il suo trionfale debutto nel gotha finanziario e industriale nonostante la legge sul conflitto di interessi preveda l’incompatibilità per un lasso di almeno dodici mesi dalla dismissione di una carica pubblica connessa per materia al nuovo incarico. Ma in certi casi l’Antitrust può fare miracoli, e così a tempo di record, dopo un’istruttoria lampo, la nostra fu-ministro con portafoglio ma senza istruzione ha avuto l’agognato via libera dall’autorità di vigilanza.

Da notare che la Fondazione creata nel 1966 da Susanna Agnelli – senatore e ministro pure lei, in quota repubblicana, che tanto si è spesa per portare il libero aborto in Italia appigliandosi all’incidente di Seveso – si occupa in particolare “di politiche scolastiche, evoluzione della didattica, formazione di docenti e dirigenti della scuola e della università e sistemi di valutazione dei singoli istituti”. “Ogni anno” – scrive ItaliaOggi – “compila le pagelle alle varie scuole pubbliche e private italiane, con una classifica in ogni comune o provincia italiana che fa sempre molto discutere”. Dunque, come si può vedere, non c’è proprio motivo alcuno di sollevare questioni di conflitto di interessi. Zero.

Quando la nuova consigliera si manifesterà agli altri membri e membre del CdA, proletari e proletarie quali Tiziana Nasi, Anna Agnelli, Gianluigi Gabetti, Francesco Profumo, Tancredi Campello della Spina, Giorgio Barba Navaretti, Salvatore Rossi – anche loro sicuramente in possesso del diploma di scuola media – e avviserà colleghe e colleghi che “ognuno ha la propria opinione e anch’io ho la propria”, alla famiglia Agnelli/e salirà una lacrima di commozione, perché sembrerà un po’ come quell’orologio indossato sopra il polsino della camicia, un tocco di classe e fantasia che da tempo, in casa, mancava. Un soffio di aria nuova in un ambiente asfittico da rinfrescare. La stessa nota, forse, che ha reso la Fedeli Valeria tanto popolare anche nella chiesa postcattolica, così charmant da essere prescelta come prefattrice dell’imperdibile libro di Jorge Mario Bergoglio, ”Imparare ad imparare”, edito dalla Marcianum Press (casa editrice creata dal fu patriarca lagunare ciellino Angelo Scola).

In effetti c’è sempre per tutti noi qualcosa da imparare stando alla finestra che si affaccia sui piani alti di questa Italia spaccata e ferita, ma sempre prodiga di spettacoli pirotecnici commissionati da signorini e signorine accomodati fissi nelle poltronissime.

Si può imparare, per esempio, che più del prestigio, più della convenienza, più dello spauracchio del ridicolo, più del decoro e più della faccia, contano i nessi invisibili e profondi su cui si reggono le sorti delle generazioni future, di cui bisogna accaparrarsi i cervelli e ipotecare le vite. Per una paladina del genderismo, dell’omosessualismo, del femminismo e dell’abortismo, della lotta alle discriminazioni e agli stereotipi, soprattutto fautrice instancabile dell’indottrinamento precoce a tutte le aberrazioni diaboliche del tempo presente, si spalancano magicamente le porte sia dei posti chiave dai quali spargere la propaganda, sia degli epicentri morali e finanziari in cui si annida il male assoluto. Conflitti di interesse e/o analfabetismi primari, non ostano.

Crozza, pensaci tu.

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12 commenti su “Nuovi compagni & Fondazione Agnelli: Fedeli al capitale – di Elisabetta Frezza”

  1. jb Mirabile-caruso

    Indubbiamente, se un terrestre dovesse mai trovarsi nella necessita di spiegare il significato della parola ‘parodia’ ad un marziano appena atterrato sul nostro pianeta, la Fedeli Valeria sarebbe la migliore analogia vivente disponibile a cui ricorrere.

  2. Cesaremaria Glori

    Siamo messi proprio male. Valeria Fedeli nella fondazione Agnellli al posto di Marchionne!? Siccome la signora Valeria non è affatto cresciuta in prestigio e cultura – e se qualcuno può provarne le recondite qualità si faccia avanti – non resta altra spiegazione se non quella che gli attuali membri di quel consesso la ritengono del loro stesso livello. Complimenti per la loro autostima!

    1. appunto, a dimostrare che tale era il livello del celebrato Marchionne?
      Ma più della qualità del prodotto materiale del marchio Agnelli, ora con altri con-fuso , quindi svalutato, a lor importa, a questi Agnelli dal cuore di Caproni (pentalfa) il prodotto ‘spirituale’ che si ottiene dall’ incontro micidiale di genderismo, omosessualismo, femminismo e abortismo, prodotto che ha nel volto della neo-eletta il suo logo perfetto!

  3. Ormai c’è solo da sperare nei maceti delle ormai centinaia di migliaia di bambini ventenni, che vengono fatti viaggiare sulle navi militari per essere condotti sul “nostro” suolo, la cui serenità nel viaggio viene garantita dalla magistratura, che prima o poi mostreranno il loro volto di saraceni in una nuova Otranto globale.

    1. una Otranto però senza i martiri di Otranto….Una Otranto globale da subito sopraffatta con grande giubilo dei sopraffatti!

    2. Mi fa ridere quando dicono che su questa gente vengono fatte le cosiddette operazioni di riconoscimento. Riconoscimento di cosa, se sono privi di qualsiasi documento? Gli guardano in bocca come ai cavalli? A ben guardarli, i “bambini” fatti scendere dalla nave, non sembravano così bambini; dunque, ci prendono per scemi? Per esperienza personale, posso raccontare che al tempo della mia attività di insegnante avevo in classe un “marcantonio” nordafricano che nei documenti ufficiali risultava della stessa età dei suoi compagni, ma in realtà e per sua stessa ammissione, era nato almeno tre anni prima. E se ci fate caso, come mai gran parte di costoro risulta nata il primo gennaio?

      1. Mi perdoni signora Tonietta, lei è leggermente fuori tema, oltre tutto essendo un insegnante come lei stessa afferma dovrebbe saperlo molto bene: l’articolo parla della Fedeli non di giovani immigrati. Comunque è proprio vero: la lingua batte dove il dente duole. Secondo lei tenere persone prigioniere su una nave è molto, moltissimo cristiano e cattolico, a prescindere dalla loro età?

        1. comunque, Fedeli o Marchionne , Agnelli o Elkan e Lapo…capitale predatorio…MIGRAZIONI… tutto rientra nel grande spartito: ITALY, EUROPE, MUST PERISH!
          Se a lei non duole il dente, vuol dire che a lei è piace questa musica!

          1. Voglio riportare non un mio pensiero, ma quello di Monsignor Paul Hinder, Vicario apostolico per l’ Arabia Meridionale e che quindi conosce molto bene il problema: “il problema non è la forza dell’Islam, ma la debolezza del cristianesimo”. La vostra purtroppo è la politica degli struzzi.

  4. La presenza della Dottoressa S. L: Fedeli ( per i “poveri” ignoranti Dr. S. L., significa Dottore Senza Laurea, titolo che riporto anche sul mio biglietto da visita, con tanto di copyright) nel salotto più che migliore (SIC), è comprensibile usando come termine di paragone una barzelletta genovese.
    Due amici genovesi si incontrano all’ombra della Lanterna.
    “Ciao, Baciccia, hai saputo che è morto Parodi?”
    “Eh, se è morto avrà avuto la sua convenienza …!”

  5. Giuseppe Schieppati

    Appunto, avranno la loro convenienza. Se si considera che gli Agnelli sempre sono stati contigui/congeneri/consustanziali ai governi che si sono succeduti, possiamo dedurre che gli stessi investono sul governo venturo, ritenendo ahimè che l’attuale avrà vita grama e breve. E tanto più grottesco è il personaggio, tanto più netto l’endorsement.

  6. Non solo ci hanno avuto la loro ‘convenienza’ (che ridere!), ma Elkan, che è americano anche se noi lo consideriamo un Agnelli, non tiene ai titoli di studio.
    In effetti è difficile che uno stupido faccia certe rapide carriere. Ci sono plurilaureati incapaci di inserirsi e di muoversi nel mondo del lavoro.
    La Fedeli (che io non conosco) se avesse voluto avrebbe potuto farsi convalidare il titolo senza fatica come hanno fatto in tanti quando ancora era permesso. Non lo ha ritenuto necessario al punto in cui era arrivata. Non si capisce dunque la tardiva debolezza di tentare di taroccarsi il curriculum.
    La terza media no invece, non può essere in discussione perché risulta un breve periodo di insegnamento all’asilo comunale di Milano.
    O, nel ’70, si poteva fare i maestri senza terza media?

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