I nuovi mostri. La banda della pederastia internazionale vuole portare anche i bambini nell’abisso – di Elisabetta Frezza e Patrizia Fermani

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… Il vero problema è come questa mostruosità possa, anziché venire rigettata come un’allucinazione, essere assorbita quasi passivamente da una società narcotizzata che ha perso i naturali criteri di giudizio… l’impossessamento dell’innocenza e della libertà dei bambini, la pretesa di oltraggiare l’infanzia, è l’ultimo approdo di una degenerazione collettiva

«Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare» (Marco: 9,42)

.

di Elisabetta Frezza e Patrizia Fermani

 

vedi anche i precedenti articoli: I deliri sessual-pedagogici dell’OMS e gli applausi di Avvenire  e  Il piano dell’OMS per la distruzione della dignità umana

 

abusi-2I programmi educativi approntati in seno a quegli organismi internazionali (OMS e affini) nati per combattere la vita e la famiglia in nome del benessere, della salute, della solidarietà, dell’equità, della autodeterminazione, del rispetto delle diversità, prevedono:

– per il bambino da 0 a 4 anni, l’apprendimento “del godimento e del piacere: la masturbazione della prima infanzia …. la scoperta del corpo e dei genitali”, l’esplorazione del proprio corpo e di quello altrui;

bndoms– per il fanciullo di 4-6 anni, la “condivisione dei suoi problemi sessuali”, nella certezza che “qualsiasi sentimento è ok”, la spiegazione della bellezza delle relazioni omosessuali e il consolidamento della propria identità di genere, in vista del conseguimento di una “favorevole disposizione verso l’uguaglianza di genere nei rapporti interpersonali e nella scelta del partner”;

– per il bimbo dai 6 ai 9 anni, l’acquisizione della consapevolezza dei “diritti sessuali dei bambini e delle bambine”, tale da consentire di decidere “in modo responsabile se avere o non avere esperienze sessuali”, con tutto il corredo di informazioni e competenze necessarie per districarsi tra le “differenti tipologie di contraccettivi” e per comprendere il loro uso;

– per l’adolescente dai 9 a 15 anni, l’acquisizione degli strumenti utili per gestire gravidanze impreviste o indesiderate, familiarizzare col diritto all’aborto, fare “coming out” dichiarando la propria opzione sessuale, avere la possibilità di ricorrere a tecniche di fecondazione artificiale e, quando necessario, alla maternità surrogata; per capire che esiste il “sesso commerciale (prostituzione, anche in cambio di piccoli regali, e pornografia)” e che la religione va considerata in modo critico perché può influenzare le scelte in ambito sessuale.

L’intenzione manifestata apertamente in questi documenti programmatici sovranazionali, elaborati al fine di essere recepiti negli ordinamenti interni, è quella di sollevare i genitori – che sarebbero per definizione sprovvisti di adeguati strumenti tecnici – dal compito di accompagnare i propri figli nella crescita. L’educazione viene trasferita di autorità allo stato, che la esercita per mezzo dei suoi esperti, secondo i famigerati modelli di ben noti regimi totalitari.

Ora, in condizioni normali, sarebbe legittimo chiedersi se tutto ciò non sia frutto di un delirio paranoide e maniacale. Invece, i tempi sono tali che il programma è stato commentato persino con un malcelato compiacimento dal più diffuso quotidiano “cattolico” italiano.

Il che spiega la apparente inerzia delle persone che, da un’informazione fuorviante, sono deprivate di quella che sarebbe una normale capacità di reazione a una conclamata mostruosità.

Il vero problema è come questa mostruosità possa, anziché venire rigettata come un’allucinazione, essere assorbita quasi passivamente da una società narcotizzata che ha perso i naturali criteri di giudizio. Proviamo ad analizzare le cause del fenomeno.

L’uomo-misura di tutte le cose, quello che si dà le proprie leggi senza un parametro superiore, approda inevitabilmente al proprio suicidio. Come la barca, che perde il timoniere o gli strumenti di bordo, e non vede più le stelle sopra di sè a darle l’orientamento.

Molto di quello che accade oggi è già accaduto nelle antiche città bibliche, nella dissoluzione della società romana, negli orrori rivoluzionari e di ogni regime sanguinario.

Di orrori, l’uomo è sempre stato capace. Ma, fin quando ha avuto un dio o comunque un’etica superiore a cui rispondere, ha sentito le proprie nefandezze come trasgressione, come peccato: e il peccato riconosce la legge che lo precede, che a sua volta non è cancellata dal perdono.

La degenerazione – che è la somma di tante degenerazioni – della società attuale, ha un aspetto nuovo rispetto al passato: il peccato non è più perdonato da un Dio misericordioso, che allevia così il peso della colpa senza per questo cancellare la legge che lo precede; il peccato, ora, è cancellato perché è cancellata la legge, sostituita dalla volontà legittimatrice dell’uomo.

L’approdo ultimo di questa corsa verso il baratro è il desiderio – autentica libidine – di appropriarsi dell’infanzia, per distruggerne l’innocenza.

Questa innocenza è la dote con cui ognuno viene al mondo.

Il bambino coglie d’istinto ciò che appartiene all’anima, quindi alla parte spirituale dell’uomo, perchè è vicino all’origine delle cose; egli si sente dipendente, e per natura riconosce una legge superiore. La sua innocenza, infatti, si manifesta anche nel senso del pudore – il pudore del corpo e quello dei sentimenti – così come nel senso del sacro, nella percezione del mistero. Tutto questo entrerà prima o poi in conflitto, in lui, con le pulsioni naturali della crescita. E qui entra in gioco l’educazione, che ha il compito di comporre il dissidio in un superamento armonico, in vista di una maturazione complessiva dell’individuo.

Da sempre, la funzione dell’adulto è stata quella di mettere la propria sapienza, che è conoscenza di sè e della vita, al servizio di chi quella vita deve ancora imparare. E-ducere significa “tirare fuori” ciò che di buono è connaturato, insegnando a controllare l’istinto; trarre a maturazione quel seme naturale che è racchiuso in ciascuno, e portarlo ad una forma compiuta.

Nel nostro tempo, questo rapporto atavico tra il bambino e chi ha la responsabilità di accompagnarlo nella vita è stato già, a poco a poco, capovolto: o perché l’adulto non riesce a immedesimarsi in una sensibilità di cui ha perduto il ricordo, o perché guarda ad essa in modo distratto e narcisistico, comunque incapace di custodire il mondo sacro dell’infanzia, o perchè, magari, intende per “educazione” la proiezione di una nostalgia che comunque gli fa osservare il bambino come un oggetto, come lo specchio dei propri desideri, delle proprie curiosità, dei propri rimpianti, delle proprie ambiguità.

Ma ora, improvvisamente, si va oltre tutto questo: l’adulto onnipotente allunga le sue mani sul bambino per appropriarsene come un giocattolo da manipolare a piacimento, e magari da distruggere e buttare via. Il fenomeno, isolato, come espressione di un delitto possibile, è raccontato dalle favole di sempre, che mettono in guardia il piccolo dalle insidie dell’uomo nero. L’uomo nero, adesso, è un mostro diffuso e indossa le vesti borghesi dell’accademico, del burocrate, del politico, dello scienziato, del filosofo impegnato, del moralista di avanguardia, e persino del prete “aggiornato”.

Costoro, tutti insieme – agghiacciante paradosso – si presentano nelle vesti di esperti benefattori, sensibili alle presunte esigenze delle vittime, disvelate attraverso l’occhio penetrante e infallibile della psicologia militante.

Il rapporto, comunque, è definitivamente quello tra un soggetto e un oggetto: è la prevaricazione dell’uomo sull’uomo, dell’uomo più forte nei confronti del suo simile più debole e privo di difese.

Come si diceva, le perversioni di oggi esigono anche un crisma di rispettabilità. Non  ammettono di essere catalogate nel libro della patologia o del peccato. Esigono di essere accolte, di entrare nell’uso comune, vogliono dispiegarsi nel vivere comune senza interferenze e senza polemiche. Per questo presentano delle credenziali, soprattutto spendono buone referenze, per eliminare l’ostacolo del senso comune, le difese naturali della società che spontaneamente individua i germi distruttori annidati nel suo tessuto ed è abituata ad espungerli.

Due le strade da percorrere: la legittimazione giuridica e la legittimazione morale.

La prima viene concessa agevolmente attraverso l’autorità usurpata dalle famigerate organizzazioni internazionali impinguate dai potentati economici, dove la pochezza dei singoli è mascherata dall’ipertrofia dell’apparato. E attraverso la contraffazione della parola “diritto”, che serve a coprire lo strapotere della libertà individuale e ogni suo possibile arbitrio.

In tutto questo, in un mondo che ha il vezzo di presentarsi comunque come il tempio dei “diritti dell’uomo”, manca però ancora l’afflato etico. Non basta la consacrazione pretesamente giuridica di scelte aberranti, si vuole che queste, oltre che legittime, siano considerate anche buone: il traviamento precoce del bambino deve avvenire – in modo inedito – per andare incontro alle sue esigenze psicofisiche!

In una parola, tutto è giustificato spudoratamente dall’amore. E qui c’è l’appropriazione di un principio cattolico – che ora torna utile a tutti, credenti e no – piegato come un ferro caldo per ogni uso. Questo è reso possibile dal fatto che è stato lo stesso cattolicesimo ad avere perso per strada la propria direttrice fondamentale. Perché anche per la chiesa nuova, aggiornata, e in felice corteggiamento del mondo (da cui è oculatamente ricambiata), in principio non è il Verbo, ma l’Amore. E l’amore che non discende dal verbo, dalla ragione superiore di Dio, può essere soltanto l’ombra di oscuri desideri o la speranza di vili guadagni. Può essere il rifugio ultimo della fuga dalla responsabilità e della fuga dalla verità.

Dicevamo che l’impossessamento dell’innocenza e della libertà dei bambini, la pretesa di oltraggiare l’infanzia, è l’ultimo approdo di una degenerazione collettiva. Di un corrompimento che è venuto da lontano e ha corroso prima lentamente, ora con inaudita voracità, le fondamenta fragili della società, già fiaccata da un pensiero malato e autodistruttivo.

A chi non vuole portare aiuto a questo immane sfacelo non rimane che raccogliere le proprie forze e spendersi senza parsimonia per risvegliare, nella marea che avanza e che tutto sembra inghiottire, almeno almeno lo spirito di autoconservazione.

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14 commenti su “I nuovi mostri. La banda della pederastia internazionale vuole portare anche i bambini nell’abisso – di Elisabetta Frezza e Patrizia Fermani”

  1. piero vassallo

    negli anni ottanta circolava un libro Il re degli anabattisti, in cui si narravano le aberrazioni dell’utopia radicale. il libro (se un editore coraggioso lo ristampasse) è il ritratto del finale tragico inseguito dalla cultura liberale nella convinzione che la caduta del muro di Berlino abbia aperto la strada alla libertà senza limiti – invece della libertà il liberalismo ha introdotto in occidente l’istituto del gulag pornografico, dove entreranno (e sono già entrati: il Forteto insegna) bambini e bambine. la società nella quale viviamo non è difendibile – le uniche risorse sono la nicchia e la denuncia, cercare rifugio nei circoli della minoranza irriducibile e non tacere – confesso che sono stupito dalla cecità e del silenzio del santo clero: è possibile non vedere l’orrore dilagante? come può un cristiano tacere di fronte all’orrore che avanza? il vostro articolo è magnifico ma cadrà nel silenzio clericale, purtroppo. il problema vero sono le tangenti… mah!

  2. Mi è capitato più volte di parlare con persone “normali” di questo folle tentativo di perversione di massa. Ciò che emerge è che nessuno sa niente di niente (sanno tutto di tutto, tranne questo… del resto, che vuoi, una notiziola così insignificante non può che passare nel silenzio generale…), e il tutto viene liquidato alla luce del buon senso, naturale autodifesa dagli assurdi eccessi del mondo attuale… siamo ancora un popolo di sognatori … intanto, colpetto dopo colpetto, viene sovvertito l’ordine naturale: dalla pseudo-famiglia omosessuale, alla teoria del gender, ai milioni di abortiti, agli uteri in affitto, alle adozioni gay, … e chi più ne ha … tutto già acquisito o quasi dalle legislazioni di paesi vicinissimi e potenti …
    Ma come si fa ad andare a letto la sera e dormire, pensando che il buonsenso ci difenderà ??? Ma come si fa a nemmeno accennare nelle omelie a questi catastrofici rischi ? Di questo passo il mondo diverrà un’unica gigantesca e tenebrosa “periferia esistenziale” … Beh, il continuo accennare del Papa al diavolo (cosa mai successa con tanta insistenza nelle ultime decine di anni) certamente non è casuale.
    Bisogna agire prima che sia troppo tardi. Il Padre Eterno, che sicuramente tiene alle sue creature e alla creazione, dovrà intervenire per forza per evitare l’autodistruzione del genere umano, ma, passati certi limiti, cio’ non potrà avvenire senza immani fiumi di lacrime e sangue per tutti gli uomini.

  3. “Lasciate che i bambini vengano a me”. Matteo 19,14-15
    Don Bosco affermava: “ricordatevi che l’educazione è cosa del cuore, e che Dio solo ne è il padrone, e noi non potremo riuscire a cosa alcuna, se Dio non ce ne insegna l’arte, e non ce ne mette in mano le chiavi. Studiamoci di farci amare, di insinuare il sentimento del dovere, del santo timore di Dio, e vedremo con mirabile facilità aprirsi le porte di tanti cuori e unirsi a noi per cantare le lodi e le benedizioni di colui, che volle farsi nostro modello, nostra via, nostro esempio in tutto, ma particolarmente nell’educazione della gioventù”.
    Credo che nessuno possa obiettare i risultati ottenuti da questo santo con la sua opera educativa..
    Mi nasce una domanda spontanea : noi con gli obiettivi che si propongono i programmi educativi dell’articolo in questione, verso chi permetteremo che vadano i nostri figli?

  4. Anche se l’uomo, vittima della seduzione dell’antico serpente è capace di ogni misfatto, la Divina Provvidenza prima o poi porra fine a tutta questa sporcizia di cui è pieno il mondo, ma è una questione di tempo.Intanto noi abbiamo l’arma della preghiera e della riparazione contro ogni misfatto umano e dunque dobbiamo sperare sempre nell’aiuto del Signore
    anche quando ci sembra che da certe situazioni non possiamo venirne fuori. Sperare negli uomini politici di oggi e davvero un non senso ma forse per Divina Volonta poterebbero sorgere fra di essi uomini politici saggio e assennati capaci di stoppare tutte queste sporcizie ma intanto speriamo nell’aiuto di Dio per la potente intercessione della Vergine Immacolata.

  5. carlo zanardi

    E’ il trionfo del conte Donatien-Alphonse-François de Sade, meglio conosciuto come Marchese de Sade. In questo si dimostra essere il pensatore più sottile dell’Illuminismo. François-Marie Arouet, detto Voltaire, e Rousseau, senza dubbio superiori dal punto di vista letterario , tuttavia indietro di qualche lega rispetto de Sade sul piano speculativo, se si ammette che colui, il quale porta alle estreme conseguenze certi principi di partenza, è maggiore di coloro che si arrestano in mezzo al guado. Questa rozza premessa soltanto per precisare che gli stolti, che pensano di attingere a Voltaire, in realtà stanno trascinando il mondo nel nero gorgo di De Sade. Il principio è molto chiaro e corrisponde in fisica alla pallaa posta su un piano inclinato: la palla raggiungerà inevitabilmente il fondo, non è pensabile che si assesti a metà percorso; allo stesso modo il razionalismo illuminista conduce non alle umane sorti e progressive, bensì alla cupa follia, all’involuzione tragica e violenta, dove il più debole è in balia del più prepotente. E’ un ottimo risultato, converrete. Due secoli in retromarcia, con un pilone di cemento alla fine della strada. Verrebbe voglia di brandire lo staffile e usarlo sui benpensanti, quelli che operano per la dissoluzione e i miserabili che li appoggiano. Perchè prima di sprofondare, qualche soddisfazione bisognerà pur cavarsela!

  6. Sarà ora di riunirsi in gruppi a pregare Iddio, per salvarci dallo sprofondare nello schifoso liquame che ci viene preparato e nella sua invadente e fetente marea.

    1. Caro Aloisio, credo che effettivamente ci vuole la preghiera, ma non per trasferire al cielo i nostri “doveri di stato” in quanto cattolici…
      quanto sarebbe meglio e “normale” che ognuno di noi – ed ogni cattolico – sentisse il dovere di protestare personalmente e subito – nelle maniere che il contesto consente – ovunque, in maniera eclatante perché forte: sentita, sicura e convincente. Ma non succede mai !! …Ti domando: “Ma esistiamo veramente, fisicamente e spiritualmente?” Ci hanno insegnato a stare buoni e dolci, ad essere remissivi sempre, anche al potere, sempre accomodanti. Pregando il Buon Dio e la Madonna ed i Santi Intercessori affinché ci proteggano, e proteggano le nostre famiglie, le generazioni presenti e future, e l’umanità tutta… Benissimo, ottimo, conveniente ed anche democratico. Senza accorgercene abbiamo scambiato la nostra insipienza per mitezza. Dimenticando che la mitezza di Cristo, era il calmo autocontrollo di sé, non il vile assenso e sottomissione al male, al fine di pace. No! Cristo affrontò la morte per non essere remissivo, ma fermamente assertivo della Verità fino alla Croce. Al potere del tempo, gli scribi ed i farisei, Cristo gridò in faccia che erano figli di satana, malefici e ipocriti, falsi e impostorie che l’avrebbero ucciso. Quando fu tra i mercanti nel Tempio, nella sua calma mitezza, si preparò una frusta a molte code, e – senza alcun aiuto dei discepoli – a frustrate e calci fece scappare e andar via, senza reazione alcuna, almeno un centinaio di mercanti in gran parte delinquenti. Fu violento? Sì, lo fu. Sta a noi spiegarci il messaggio e capire. Gesù non fu mai fisicamente violento; tranne quella volta. Avrete notato come mai nessun bravo Parroco si sofferma a spiegarci cosa avvenne allora e perché Cristo fu violento… Eppure il sacramento della Cresima, ci fa soldati di Cristo. Per molto tempo – fin quando il popolo di Dio usava difendere la sua Chiesa – la “Chiesa Militante”, in cui ogni cattolico sapeva di essere un “miles” e si sentiva impegnato in una guerra perenne: tra il Bene ed il Male; tra Cristo e l’Anticristo. Oggi il cattolico, a parte il tipo conformista, anagrafico, utilitarista e democraticamente accomodante – che non ha un Vangelo in casa – i più preparati, i cattolici informati e spesso intellettuali, senza mai affrontare aspre e dirette polemiche e – perché no – scontri e repressioni, pensano bene di rivolgere le loro armi intellettuali ed il loro fervore religioso, … contro il Papa. Oggi non sappiamo fare altro. Cioè niente, Non esistiamo spiritualmente. Blateriamo inutilmente. Ma preghiamo Dio…che possiamo supporre abbastanza sdegnato, ma giusto giudice. In effetti siamo sempre in quella guerra senza fine iniziata sul Golgota; ma noi non sappiamo più combattere. Amando Dio con i fatti, con le opere, dirette in difesa della Chiesa e del Vangelo, la Sua mano destrasi muoverà in nostro aiuto. Dio non ama i vili e confonde coloro che vuol perdere.

  7. Sono d’accordo con Piero Vassallo.L’articolo è magnifico ma cadrà nel silenzio perchè abbiamo un clero impegnato in faccende più “urgenti”. I gruppi di preghiera sono un ottima idea ma penso che i cattolici dovrebbero anzi tutto agire. Riunirsi e protestare pubblicamente, per esempio di fronte ai vescovado della propria diocesi e costringere i pastori ad agire presso le oppropriate sedi. I genitori (nonni e persone di buona volontà) devono essere disposti a dedicare energie e tempo. I nostri bambini sono ad altissimo rischio e non possiamo permettere che vengano pervertiti senza reagire con il massimo impegno. La società siamo noi. Senza noi non ci sarebbe una società. Bisogna fare capire ai nostri pastori e politici che non lasciaremo che lo stato perverta le menti dei nostri figli. Sarebbe anche ora che si comincisse a boicottare le scuole ed impartire l’insegnamento ai bambini con il sistema “home schooling” come già lo stanno facendo in certe città. Nemmeno le scuola “cattoliche” sono più affidabili. Con un po’ di buona volontà si può fare. Quanti insegnanti in pensione ci sono che potrebbero dare il loro tempo. Per me questo sarebbe il volontariato più meritevole, per ovvi motivi. Confido nei giornalisti cattolici come voi a non mollare, e a lettori come noi a sostenervi nelle azioni che vorrete proporre.

  8. Elisabetta Frezza

    Quanta ragione ha, cara signora Adriana. Sto toccando con mano la veloce degenerazione delle scuole di ogni ordine e grado. Non escluse quelle cattoliche, per gran parte delle quali l'”adeguamento” si prevede forse un pochino più lento, ma inesorabile. La responsabilità più grande di questa spaventosa accelerazione, che ci coglie in gran parte impreparati, è da attribuire alla perdita di identità della Chiesa e alla sua desistenza dalla battaglia sui principii non negoziabili (paiono ormai un pezzo di antiquariato!). Purtroppo, gli insegnanti inaspettatamente disposti a portare acqua al mulino del omosessualismo e del genderismo spuntano da ogni dove, e a tradimento. Il nemico ci entra così fin dentro casa, senza che ci sia data nemmeno la possibilità di riconoscerlo dalla divisa. Bisogna davvero che ci rimbocchiamo le maniche per preservare i nostri figli dalla marea montante.

  9. Se anche nelle scuole cattoliche si sta degenerando, che motivo hanno di esistere??
    E poi mi scandalizza che vi siano anche in queste scuole insegnanti che si adeguano. Non si possono prendere provvedimenti?
    Ho letto prima in un post che ( non ricordo dove ) stanno cercando insegnanti degni di questo nome, tra docenti in pensione per ristabilire ” un po’ d’ordine”, è fattibile questa proposta???

  10. Fabio Candalino

    Pregare, digiunare e … poi agire, approfondire, sensibilizzare Associazioni, Parrocchie, Sacerdoti, Vescovi, aderire o comunque collaborare col movimento dei “Veglianti”, ormai nato anche in Italia, mettere insieme tutte le realtà associative, senza steccati e divisioni, che danno tanta gioia al demonio.
    A Caserta il 15 novembre presso la Biblioteca del Seminario Vescovile ci sarà un importante convegno per dire no al DDL Scalfarotto (anti-omofobia) organizzato da Alleanza Cattolica con l’adesione dei Giuristi per la Vita, Oasi Mariana Betania e Associazione Nazionale Famiglie Numerose e vi parteciperà il Vice Presidente della CEI MONS. Spinillo.
    Diffondete e fate altrettanto nelle Vs. Diocesi e Comunità, nonchè associazioni…..
    A Patrizia ed Elisabetta dico un grande GRAZIE. Siete straordinarie.
    Fabio.

  11. sono d’accordo con voi, vorrei però sapere quando “Avvenire” e dove avrebbe applaudito allla proposta ONU.
    Io credo che l’azione sia importante , ma prima lasciamoci illuminare dalla preghiera allo Spirito Santo affinché ci suggerisca il miglior modo di agire.
    Ida

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