NUOVO REFERENDUM ABROGATIVO DELLA L. 194 : ABORTO E MONDO ECCLESIASTICO – di Pietro Guerini

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di Pietro Guerini –         Portavoce nazionale no194

 

per leggere il precedente articolo di Pietro Guerini, clicca qui

 

 

Le argomentazioni a sostegno dell’iniziativa neo-referendaria , a cui si può aderire attraverso il sito www.no194.org sotto “ Aderisci ! “ , alla quali da sempre faccio richiamo, sono essenzialmente di carattere razional-giuridico .

Ciò non solo per la mia formazione , ma soprattutto perché nessuno ( neppure un ateo ) , in quanto cittadino , può sottrarsi al confronto sui parametri giuridici , a differenza di quanto può avvenire per quelli religiosi .

Un’impostazione di fondo che non prescinde , ovviamente , dall’alto valore spirituale delle tesi cosiddette antiabortiste .

Lungi da me l’intenzione di strumentalizzare opinioni tanto autorevoli come quelle espresse in materia di aborto dai Pontefici , ma , in quest’epoca caratterizzata da una certa confusione , trovo interessante ricordare gli interventi effettuati degli ultimi Papi su tale tragica piaga .

Il 22 maggio 2003 , in occasione del venticinquesimo anniversario dall’entrata in vigore della 194 , Papa Giovanni Paolo II dichiarò : “ Non può esserci pace autentica senza il rispetto della Vita , specie se innocente e indifesa come quella dei bambini non ancora nati . “ , “ Nessuna azione per la pace può essere efficace se non ci si oppone con la stessa forza agli attacchi contro la Vita in ogni sua fase , dal suo sorgere sino al naturale tramonto “ .

Del resto nella “ Evangelium vitae “ del 1995 , il Pontefice polacco affermò inequivocabilmente che “ L’aborto procurato è l’uccisione deliberata e diretta , comunque venga attuata , di un essere umano nella fase iniziale della sua esistenza , compresa tra il concepimento e la nascita “ .

Papa Benedetto XVI  , in occasione del trentennale dall’entrata in vigore della legge che vogliamo abrogare , quindi il 22 maggio 2008 , non fece certo affermazioni di tenore diverso : “ L’aver permesso di ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza ha aperto un’ulteriore ferita nella nostra società. Difendere la Vita umana è diventato oggi praticamente più difficile , perché si è creata una mentalità di progressivo svilimento del suo valore “ , “ Da quando in Italia è stato legalizzato l’aborto ne è derivato un minor rispetto per la persona umana , valore che sta alla base di ogni civile convivenza , al di là di ogni fede “ .

Di recente , il 27 febbraio 2011 , Sua Santità ha sottolineato come L’aborto non è mai terapeutico, i medici che convincono le donne ad abortire le ingannano “ .

Come si può notare , la condanna espressa dal vertice assoluto della Chiesa cattolica è rivolta non solo contro l’aborto , ma pure esplicitamente contro la legge 194 .

Questo in risposta a certi macchiavellismi che pervadono anche il cosiddetto mondo antiabortista , secondo i quali l’aborto sarebbe un fenomeno tragico e gravissimo , ma la legge 194 sarebbe intoccabile , anzi da attuare pienamente , sotto il profilo di una valorizzazione dei consultori familiari , quale unico elemento di dibattito con l’area ha partorito tale legge .

Una linea che trova una robusta sponda politico-parlamentare , al punto di essere ufficialmente condivisa dal leader dell’UDC Pierferdinando Casini .

Ed una linea che è presente pure all’interno della Chiesa , mi auguro in misura decisamente minoritaria .

Don Gallo , in una recente intervista televisiva a “ Le invasioni barbariche “ , ha criticato espressamente “ la chiusura ecclesiastica sul tema dell’aborto “ , difendendo una volta di più il tenore della 194 .

In pratica , il Sacerdote genovese , con la sua posizione , compie una rilettura dei princìpi fondamentali che caratterizzano il cattolicesimo , che si può tradurre come segue : “ Ama in modo tanto onnipotente te stesso al punto che , qualora ne ravvisi la necessità , puoi sopprimere il prossimo tuo “ , “ Onora il padre e la madre , ma, se vuoi , elimina tuo figlio “ , “ Gli ultimi saranno i primi , sempre che tu ritenga necessario farli nascere “ , “ Non uccidere , al limite sopprimi un individuo durante il concepimento “ .

Le teorie innovative di Don Gallo rappresentano solo la versione esplicita di un atteggiamento conservatore anche interno al mondo ecclesiastico verso la legislazione vigente in materia .

Quando ho cercato di organizzare la mia prima conferenza , mi sono rivolto ad un anziano collega del prevosto ligure , il quale , dopo un certo entusiasmo iniziale , ha preferito soprassedere dai suoi propositi , esprimendo il timore che le mie posizioni potessero suscitare polemiche .

Meglio il quieto vivere .

Ecco che , ragionando a tale stregua , il popolo si creerebbe la propria religione , storicizzando quella precedente ed indicando implicitamente alla Chiesa i princìpi che deve professare , con l’incombente sanzione dell’impopolarità e della polemica .

In realtà , questo atteggiamento si traduce in una sottomissione acquiescente a tendenze sostenute da ambienti organizzati e minoritari , creando controproducente sconcerto e disorientamento in coloro che invece si riconoscono nel messaggio cristiano .

Pertanto , la legge 194 ha “ creato una mentalità di progressivo svilimento del valore della vita , al punto di renderne più difficile la difesa “ , ed ha legalizzato “ l’uccisione deliberata e diretta di un essere umano nella fase iniziale della sua esistenza “ , ma sarebbe opportuno non appoggiare neppure nelle forme più indirette iniziative oggettivamente dirette ad ottenerne l’abrogazione .

In tal modo si avallano le tesi e gli auspici laicisti secondo cui gli appartenenti al clero debbono essere spettatori dei mutamenti sociali , quali unici cittadini esclusi dal dibattito democratico , ai quali dev’essere negato il diritto di esprimere le proprie opinioni e di agire a sostegno delle stesse .

Nella fattispecie , se una legge viene così duramente stigmatizzata dai Pontefici ( che ricoprono un ruolo anche gerarchico all’interno della Chiesa ) , credo sia ovvio dedurre che essi siano contrari alla sua vigenza e siano , dunque , favorevoli alla sua abrogazione .

L’abrogazione di una legge non può che avvenire nel rispetto dell’ordinamento giuridico a cui essa si riferisce .aborto

Nel nostro paese , in astratto , ciò potrebbe compiersi solo in due modi : per via parlamentare o per via referendaria .

Il curriculum antiabortista dei nostri parlamentari , maturato in questi 33 anni dalla promulgazione della 194 , è totalmente nullo , se è vero che essi , compresi i sedicenti cattolici , non hanno ritenuto opportuno presentare un solo disegno di legge contro quella legge .

Non vi è , dunque , altra via che quella referendaria .

Se davvero si vogliono tradurre in concreto dei princìpi , è inevitabile sostenere le iniziative che si muovono in quella direzione .

Ecco perché confido in un appoggio logistico da parte delle strutture che ruotano attorno al mondo ecclesiastico , a partire dalle parrocchie , una volta che la nostra operazione avrà raggiunto un numero di aderenti ( ad oggi circa 600 ) tale da poter pianificare con gli stessi sul territorio la materiale raccolta delle firme .

Il tutto nella piena consapevolezza che la Chiesa non può farsi promotrice di un referendum , il che consente anche di scongiurare in radice la riferibilità ai suoi componenti dell’umana ( non diffusissima e non costruttiva ) tendenza a considerare errato ed inopportuno tutto ciò che , pur in linea con i propri princìpi , non si propone in prima persona , per poi tentare grottescamente di giustificare tale atteggiamento psicologico con contradditorie argomentazioni per nulla razionali , attinte in modo paradossale e significativo dal versante ideale opposto .

Sarebbe anche l’occasione per dimostrare una volta per tutte ed inequivocabilmente all’intera collettività, ai fedeli in particolare ed a se stessi che la Chiesa cattolica si muove di fatto in linea con il Magistero del Sommo Pontefice ( e nel rispetto della sua autorità spirituale ) e non di Don Gallo .

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