NUOVO REFERENDUM ABROGATIVO DELLA L. 194 IN MATERIA DI ABORTO: APARTITICITA’ DELL’INIZIATIVA ED ESIGENZE DI DIVULGAZIONE – di Pietro Guerini

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RACCOMANDIAMO A TUTTI I NOSTRI LETTORI DI ADERIRE AL COMITATO NO194, PER UN NUOVO REFERENDUM ABROGATIVO DELLA LEGGE194, CHE HA CONSENTITO (PER ORA) L’UCCISIONE DI OLTRE CINQUE MILIONI DI INNOCENTI. UNA SOCIETA’ CHE SI DEFINISCE CIVILE DEVE FERMARE QUESTA ORRIBILE STRAGE

PD

schede

di Pietro Guerini – Portavoce nazionale Comitato no194

per leggere il precedente articolo di Pietro Guerini, CLICCA QUI

 

L’iniziativa neoreferendaria che ci riguarda ha un carattere fisiologicamente apartitico ed apolitico .

Apartitico già in quanto essa non è stata promossa da un partito ma da un privato , come il sottoscritto , non iscritto a formazioni politiche ( né ad associazioni o movimenti , tra l’altro ) e mai candidato in consultazioni elettorali ( neppure in elezioni circoscrizionali ) .

Corollario di tale apartiticità è , anzitutto , la mancanza di quei consistenti mezzi organizzativi ed economici di vario tipo ( pensiamo ai rimborsi elettorali , per tacer d’altro ) di cui si sono potuti avvalere in pratica tutti i comitati referendari in questi decenni , espressione diretta delle decisioni assunte dai vertici di partito .

Non puoi raccogliere 1.200.000 firme in 40 giorni ( pensiamo all’azione referendaria contro l’attuale legge elettorale ) se non hai alle spalle floride forze politiche che operano , di regola , perseguendo finalità pure strettamente politiche .

Finalità nelle quali si faticano a rintracciare motivazioni ideali ( di fatto in Italia nessun partito , quanto meno tra i maggiori , è rigorosamente e coerentemente favorevole alla scelta da parte dell’elettore sia del parlamentare che del governo ) .

Ma l’apartiticità implica anche un’assoluta libertà di movimento e di rivolgersi potenzialmente ad ogni singolo e ad ogni coscienza , senza che nulla possa essere obiettato circa le scelte compiute da altri , su temi eticamente sensibili e non .

L’apoliticità , poi , presuppone la mancata adesione ad una coalizione .

Per quanto mi riguarda , non fatico certo ad immedesimarmi in questa linea , giacché , se si svolgesse domattina una qualsiasi consultazione elettorale , non saprei quale scelta operare , non sussistendo nel pur variegatissimo panorama nazionale una sola forza della quale condivida tutte ( o quasi tutte ) le posizioni assunte sulle questioni etiche , economiche , istituzionali, in materia di giustizia , lavoro , ordine pubblico e politica estera .

Il singolo aderente , peraltro ed ovviamente , può trovarsi in una situazione ben diversa , quale quella di fedele elettore o addirittura di iscritto ad un partito politico .

Ogni aderente ha la medesima dignità , essenziale essendo solo il rispetto dei princìpi contenuti nel manifesto dell’operazione , che sottolinea come la stessa sia abrogativa , referendaria e non negoziabile ( nessun tatticismo sulla vita altrui ) .

L’ereticità di eventuali posizioni , significativamente difformi , può essere agevolmente opposta e comprovata sulla base del loro confronto con le tesi riportate sul sito www.no194.org ( attraverso il quale anche si raccolgono le adesioni ) .

Orbene , proprio il carattere apartitico ed apolitico della nostra battaglia e la conseguente necessità di non compiere discriminazioni tra le diverse forze , impone un duplice obbligo :

a ) quello di non invitare esponenti di partito in quanto tali come relatori a conferenze da noi organizzate ;

b ) quello , di contro , di accettare qualsiasi invito proveniente da formazioni politiche , con il solo limite rappresentato da ragioni di ordine pubblico che mettano in pericolo l’incolumità dei partecipanti .

Sotto tale ultimo aspetto , è sin troppo evidente che , se si è estranei alle problematiche politiche , non si possono effettuare dei distinguo , che sarebbero fondati su logiche che nulla hanno a che vedere con lo scopo dell’operazione .

Contrariamente ragionando , tra l’altro , si dimostrerebbe di non aver compreso l’importanza della divulgazione delle nostre tesi e , soprattutto , dei nostri concreti obiettivi .

Un’esigenza tanto più stringente in una realtà fortemente discriminatoria come quella con la quale siamo chiamati ad operare , nella quale agli avversari ideali ( dotati di grandi mezzi economici , sostenuti da potenti lobbies e , soprattutto , appoggiati dalla quasi unanimità di media e di gestori dell’informazione ) si ne aggiungono altri ( meno organizzati , ma più motivati e agguerriti ) , che dovrebbero appartenere ad un’area politico-culturale sensibile alle posizioni sottese alla nostra operazione .

Non possiamo sapere quali siano le ragioni di tale atteggiamento .

Va da sé che tanto più lungo sarà il cammino che riusciremo a percorrere , con il conseguente progressivo obbligo per tutti di prendere chiaramente posizione sulla condivisione di un’iniziativa inequivocabilmente ed esclusivamente diretta all’abrogazione della 194 , tanto più gli interpreti e beneficiari ( non solo all’interno del mondo politico ) della mera linea del meno peggio e gli autori di inutili ( se ed in quanto privi di prospettive concrete ) sermoni a difesa della vita ( magari effettuati in fiduciosa attesa di apocalittiche conversioni di massa ispirate dal fato e non dalla promozione di iniziative concrete che, avendo come oggetto i diritti dei singoli , aprano un vasto dibattito pubblico ) riveleranno pubblicamente la debolezza del loro pensiero ( che accomuna molti pro life tradizionali e taluni antiabortisti sedicenti duri e puri , più o meno compromessi con partiti e politici ) o la loro incoerenza , se non , nei casi più gravi , la loro cinica ipocrisia .

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