“Obamacare” impone ai medici il “gender diktat”  –  di Rodolfo de Mattei

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Le disposizioni dell’Obamacare a favore del transgenderismo sono l’ultimo tassello dell’imponente campagna a favore della “normalizzazione” di ogni devianza sessuale.

di Rodolfo de Mattei

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Il programma sanitario Obamacare, ufficialmente denominato Patient Protection and Affordable Care Act (PPACA), è la normativa federale firmata da Obama il 23 marzo 2010 – effettiva a partire dal 1 gennaio 2014 – che rappresenta la più sostanziale revisione regolamentare del sistema sanitario degli Stati Uniti dall’approvazione delle normative del Medicare e Medicaid nel 1965.

Grazie ad Obamacare l’amministrazione Obama ha potuto “rivedere” ed accelerare le politiche federali a favore dell’aborto, dell’eutanasia, della contraccezione e della sterilizzazione.

Non poteva certo mancare il “gender” e, a questo proposito, ora l’Affordable Care Act potrebbe costringere i medici ad eseguire forzatamente le procedure di transizione di genere.

DAL “SESSO” AL “GENERE”

Il giornalista americano Michael Cook nel suo editoriale “Obamacare now has a transgender mandate” scrive infatti come, nello spazio di un anno, gli atti dell’Amministrazione Obama siano passati dalla “discriminazione di sesso” a quello di “genere”.  Se l’anno scorso il Dipartimento di Salute e Servizi Umani (HHS) aveva pubblicato un’interpretazione della Sezione di Obamacare 1557 in cui si proibiva la discriminazione sulla base del “sesso”, l’interpretazione pubblicata nel registro federale del 18 maggio, vieta la discriminazione anche sulla base della “identità di genere”.

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Leggiamo infatti:

“gli stereotipi sessuali possono includere l’aspettativa che gli individui si identificano consistemente con uno solo dei due generi (maschio o femmina), e che essi agiscono in conformità con le espressioni legate agli stereotipi di genere associati a tale genere.

gli stereotipi sessuali possono includere anche la convinzione che il genere possa essere solo binario, e quindi che gli individui non possono avere una identità di genere diverso da quella maschile o femminile (…) l’identità di genere di un individuo implica l’interrelazione tra la biologia, il genere, il senso interiore di sé e  l’espressione di genere relativa a questa percezione; in tal modo, lo spettro dell’identità di genere comprende una serie di possibili identità di genere al di là di maschio e femmina”.

MEDICI COSTRETTI

Come risultato – scrive sempre Cook, riportando un caso noto come Franciscan Alliance, Inc., v. Burwell – i medici potrebbero essere costretti a eseguire interventi chirurgici transgender su bambini e adulti, anche se questo confligesse con la loro opinione professionale riguardo la reale “bontà” dell’operazione.

Le nuove norme affermano infatti chiaramente:

“Un fornitore specializzato in servizi ginecologici che precedentemente ha rifiutato di fornire una isterectomia medicalmente necessaria per un uomo transgender dovrebbe rivedere la sua politica di fornire la procedura per transgender nello stesso modo in cui fornisce la procedura per altri individui”.

Della vicenda si sta occupando il Becket Fund for Religious Liberty che ha sottolineato come il governo non ha abbia alcun bisogno di MedicareMedicaid per coprire queste procedure di transizione di genere, in quanto l’HHS ha già riscontrato quanto fossero alti rischi e quasi nulli i benefici.

In particolare, uno studio estremamente dettagliato riguardo i presunti benefici delle operazioni di cambiamento di sesso è stato condotto dal Centers for Medicare & Medicaid Services (CMS) nel mese di giugno.

POCA RICERCA

Attraverso tale studio, il CMS ha potuto verificare come sia stata fatta pochissima ricerca riguardo i benefici per la salute derivanti da un intervento chirurgico di riassegnazione del sesso. Riguardo al materiale a disposizione, il suo staff ha analizzato 33 studi pubblicati tra il 1979 e il 2015 e il responso parla chiaro:

“Sulla base di un esame approfondito delle prove cliniche disponibili in questo momento, non ci sono prove sufficienti per stabilire se un intervento chirurgico di mutamento di sesso migliora i risultati di salute per i beneficiari Medicare con disforia di genere. Ci sono stati contrastanti (incoerenti) risultati dello studio – tra gli studi meglio progettati, alcuni hanno riportato benefici, mentre altri hanno riportato danni. La qualità e la forza delle prove erano basse a causa dei disegni di studio per lo più osservazionali senza gruppi di controllo, potenzialmente confondenti ed eseguiti su campioni di piccole dimensioni”.

Tuttavia, dopo la determinazione da parte del HHS, un medico che cita questa prova in un caso specifico potrebbe paradossalmente violare il nuovo mandato transgender di Obamacare e dover affrontare cause legali o la perdita del suo stesso lavoro.

INTOLLERABILE INGERENZA

Lori Windham, del Fondo Becket, ha denunciato senza mezzi termini l’intollerabile ingerenza del governo in questioni famigliari, dichiarando:

“Nessun medico dovrebbe essere costretto a eseguire una procedura che lui o lei crede faccia male ad un bambino. (…) Le decisioni sulle cure mediche di un bambino dovrebbero essere prese tra le famiglie ed i loro medici, non dettate da politici e burocrati del governo.”

Il Fondo Becket ha inoltre pubblicato un sito web dedicato agli importanti dati statistici relativi alla dannosità e inutilità di tali pratiche. Tra questi, una studio dello stesso governo che riporta come fino al 94% dei bambini con disforia di genere (77 al 94% in una serie di studi e il 73 a 88 % in un altro), crescendovedrà scomparire naturalmente il proprio problema di disforia e non avrà bisogno di alcun intervento chirurgico o trattamenti ormonali per tutta la vita. Gli stessi studi attestano anche i numerosi effetti negativi ai quali vanno incontro i bambini sottoposti a cure ormonali per il cambiamento di sesso, come ad esempio un aumento del rischio di malattie cardiache,diabete di tipo 2 e cancro al seno, alle ovaie e alla prostata.

Le disposizioni dell’Obamacare a favore del transgenderismo sono solo l’ultimo tassello dell’imponente campagna dell’Amministrazione Obama a favore della “normalizzazione” di ogni devianza sessuale. Un folle ed ideologico piano, contro la scienza e contro la natura, portato avanti in nome del rispetto della diversità e della non discriminazione che paradossalmente zittisce e calpesta qualsiasi ragionevole voce di dissenso.

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fonte: Osservatorio Gender – Famiglia Domani     

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