OGGI L’ELETTRONICA E GLI ALGORITMI SONO IN GRADO DI DESTABILIZZARE QUALSIASI PAESE DEL MONDO – di Piero Laporta

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Dietro i cicli economici ci sono anche mani tanto influenti quanto nascoste

di Piero Laportafonte ItaliaOggi – gruppo Class

 





 

 


 

Puntuale, come ItaliaOggi annunciò da due anni fa, torna il terrorismo delle bande apparentemente spontanee, che fanno velo agli staff prezzolati, irradiati nelle particelle politiche più improbabili, vestali di una violenza che appare casuale e persino disordinata, di tanto in tanto assopita per ricomparire a Genova, in Val di Susa e poi, indisturbata, a Roma. Intanto, come i pastori Masai alle loro mucche, ma senza ucciderle, vogliono succhiarci un po’ di sangue, poi ci lasceranno al nostro cammino. Saremo un po’ più poveri, alla fine di questo ciclo, ma ben decisi a ricominciare, a creare nuovamente ricchezza finché non decideranno entro il prossimo decennio di farci un’altra succhiatina e poi chissà.

Le crisi «cicliche», sono in realtà molto ben pianificate e, mano a mano che progredisce l’hitech, sempre più finemente governabili. Nel 1973 per innescare la crisi petrolifera e poi imporci l’austerity, ricordate?, dovettero scatenare il terrorismo palestinese prima e fare la guerra dello Yom Kippur poi.

vaderFra la fine degli anni ’70 e la metà del decennio successivo la tensione era così alta, ovunque nel mondo, che paradossalmente la guerra non era neppure necessaria per tenere alto il costo delle materie prime, dopo averci messo le mani sopra con guerre o rivoluzioni locali. Nel 1992 la tosata fu aperta con la tensione in Iraq mentre i Balcani erano stati infiammati ad arte. Oggi i Balcani paiono chetati, ma vi si alimenta il fuoco quel tanto che basti. Germania e Austria hanno impedito che la Serbia conseguisse lo status di paese candidato a entrare nella Ue. Questo rallenta la miccia nei Balcani, ma non la spegne del tutto, hai visto mai che possa servire ancora. L’aggressione alla Libia ha dimostrato una volta per tutte che la manipolazione delle informazioni è alla base delle macellerie umanitarie affastellatesi negli ultimi decenni.

Tutti hanno potuto osservare che le piazze colme di pacifisti agitanti le bandiere multicolori sino a pochi anni fa, solo tre anni fa: esse poi, d’improvviso, si sono svuotate da quando la Francia ha assunto un nuovo ruolo nella Nato (rientrando nel dispositivo militare dell’Alleanza atlantica, lasciato mezzo secolo fa) per assaltare con Usa e Gran Bretagna le casseforti e i pozzi della Libia.

Nei tempi passati, lo Stato, col suo monopolio della violenza, era al di sopra del potere finanziario. Oggi entità non statali, circoli ristretti ed elitari, ben più dell’ormai sputtanato Bilderberg, possono governare con algoritmi raffinatissimi e software adeguato, le variazioni istantanee degli scambi commerciali ad altissima frequenza, destabilizzando qualunque paese. In quanto al monopolio della violenza che fu degli Stati, è bell’e andato da quando chiunque abbia soldi può disporre di reggimenti di contractors e ciurme di pirati. Allo stesso modo, la politica, acquistabile al pari dei contractors, è strumento più o meno prezzolato, più o meno sorridente. Ricordate di nuovo i pacifisti. Quando il malcontento sale insieme con le tasse, la microviolenza è un sedativo. Osservate quello che è successo con l’attentato al direttore di Equitalia, Marco Cuccagna. Immaginate l’esultanza per un attentato a Silvio Berlusconi, minacciato nonostante abbia lasciato il governo. Questi sono i tempi.


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