Oro alla patria. Una proposta controcorrente – di Piero Vassallo

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Oso rischiare le pesanti e illuminate accuse dei neocon di scuola brasiliana e affermo risolutamente che la soluzione alla crisi italiana dipende da una robusta tassa patrimoniale. Naturalmente la patrimoniale deve essere pagata, anzi tutto, dagli azionisti delle banche, dagli speculatori rifugiati in Svizzera, dagli industriali beneficiati dalle donazioni dello stato.

di Piero Vassallo

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oro_alla_patriaNella prima metà del Novecento agiva in Italia una solidarietà parentale, che era capace di intervenire efficacemente a sostegno di nuclei familiari in disgrazia. Nel 1901, ad esempio, morì prematuramente il mio nonno materno, e morendo abbandonò, senza adeguati beni di fortuna, una moglie e otto figli in giovane e giovanissima età.

 Si radunarono allora in assemblea (che il nostro cieco disprezzo del passato definirebbe tribale) i consanguinei benestanti, zii e cugini di mia nonna: ognuno di loro si fece carico delle spese necessarie all’educazione scolastica di un orfano, vero è che intorno al 1910 gli orfani erano in possesso di un diploma e quindi abilitati all’esercizio di una professione dignitosa.

 Sospendo il giudizio sul fascismo orrido immenso, non l’ammirazione per gli italiani, i quali, alla vigilia della guerra d’Etiopia, consegnarono enormi quantità di quell’oro, che per molti costituiva la riserva da usare per le emergenze, per tutti gli altri il simbolo della fedeltà  matrimoniale, in allora sacra.

 Metafora della generosità verso i consanguinei e verso la comunità nazionale, in altri tempi, era il cuore, onde le espressioni il buon cuore del tale uomo, il cuore della città, il cuore del popolo.

 Per carità non si dice l’amoroso “oggetto”, che nell’immaginario liberal-progressista ha sostituito il cuore.

 La cultura al potere disconosce l’uso tradizionale dei concetti di cuore e di Patria. Non può tuttavia negare l’esistenza del peso drammatico esercitato dal debito pubblico sulla vita della nazione italiana.

 Ora il soffocante peso in oggetto, secondo le illuminate e obbedite indicazione della Banca Suprema, è stato gettato sulle spalle (fragili) dei giovani e su quelle (transeunti) delle famiglie che li ricoverano.

 Si può tuttavia concepire un’alternativa alla sordida vigliaccheria che scarica sui deboli il debito dei potenti.

 Visto che i debiti contratti con gli strozzini europei si devono pagare, l’unica alternativa al loro rovesciamento sul futuro dei giovani e sul presente degli anziani genitori, si trova nella formula “oro alla patria” (debitamente aggiornata: oro al sociale, visto che grazie alla guerra dichiarata al quarto comandamento dai politicanti, il popolo italiano non è più patriottico) .

 Oso rischiare le pesanti e illuminate accuse dei neocon di scuola brasiliana e affermo risolutamente che la soluzione alla crisi italiana dipende da una robusta tassa patrimoniale.

 Naturalmente la patrimoniale deve essere pagata, anzi tutto, dagli azionisti delle banche, dagli speculatori rifugiati in Svizzera, dagli industriali beneficiati dalle donazioni dello stato.

 Inoltre non si può chiedere sacrificio ai cittadini primi di averli imposti, in drastica misura, alla casta politicante.

 E’ diritto degli italiani in difficoltà esigere che i politici si mettano severamente anzi severissimamente a dieta.

 E’ obbligo dei politici misurare, con timore, il disprezzo che gli italiani riversano sulla loro casta e trarne le debite conseguenze.

 Infine occorre che il governo decida di sfruttare in modo adeguato e razionale le risorse del paese, ad esempio i c. d. beni culturali (i tesori d’arte italiani superano e surclassano quelli della Francia e tuttavia la Francia attira un più alto numero di turisti, onde la domanda impellente sulla causa di un tale deficit), il petrolio della Basilicata, i terreni coltivabili abbandonati ecc.

 Non penso che il giovane Matteo Renzi abbia tempo e voglia di leggere la proposta formulata da un vecchio cattolico.

 Non dispero di convincere i lettori di Riscossa Cristiana sulla inevitabilità di una “patrimoniale” applicata con criteri diversi da quelli che hanno colpito la proprietà minima e “rispettato” il capitale finanziario e l’industria gonfiata dalle donazioni statali.

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7 commenti su “Oro alla patria. Una proposta controcorrente – di Piero Vassallo”

  1. Luigi Maria Ventola

    Egregio dott. Vassallo, purtroppo abbiamo a che fare con individui senza onore nè dignità nè coscienza; omuncoli che sono entrati in politica (sic), con l’unico fine di arricchirsi con i soldi della comunità che lavora e paga le loro gabelle. L’unico mezzo che abbiamo per uccidere il “mostro”, è privarlo del nostro danaro, non pagare più le loro gabelle, di nessun tipo e ridurre drasticamente tutti i consumi ma chi metterà daccordo sessanta milioni di persone?

  2. Lodevolissima la proposta di un galantuomo di onorare i debii contratti. Persino i debiti di gioco obbligano al pagamento. Ma l’obbligazione assunta con l’usuraio? Ma il denaro preso in prestito per il popolo da amministratori più favorevoli ai creditori speculatori che al popolo? I creditori sono forti e temibili? E noi così deboli da non avere alcuna forza contrattuale, per un’equa contrattazione?
    Forse non possiedo le conoscenze occorrenti per opinare. Forse ho posto delle domande fuori luogo.

  3. Raramente mi capita di essere completamente in disaccordo. Non riconosco l’italia giacobina come mia patria. Per una patria vera sarei disposto a morire; per uno stato che non difende i confini, che tollera parassiti e manda all’ergastolo senza prove degli innocenti, che per legge obbliga i bambini a cantare “siam pronti alla morte”, no. La prime cose da fare per “sopravvivere” sono comunque uscire dall’euro e denunciare vari trattati europei. Dobbiamo riprenderci la sovranità. I governanti attuali sono bravissimi nel perseguire i loro scopi; potremmo dissanguarci completamente che non avremmo fatto altro che agevolare i loro compiti.

    1. Concordo con lei tranne che sul metodo. Costi standard a tutti i livelli: mettiamo la catena alla bestia! Poi con meno spese da pagare potremmo abbassare le tasse o investire per controllare di più i confini, sia dagli africani che dalla Cei!

  4. piero vassallo

    i debiti cotratti con i potenti (il 45% del debito complessivo dello stato italiano) si pagano volenti o nolenti – i poteri forti (i poteri della finanza) sono in grado di metterci in ginocchio (e lo stanno già facendo) – l’Italia se vuole sopravvivere deve stabilire un equilibrio tra la giustizia e la corda dello strozzino euro-americano (al quale ci siamo incautamente affidati) – ci hanno fatto credere che dopo il fascismo orrido e immenso sarebbe cominciata un’età di benessere illimitato – il rapporto dell’Italia con i poteri forti e le nazioni forti (le solite: Usa, Inghilterra, Germania) è analogo a quello di Pinocchio con Mangiafuoco – sono convinto che la rivolta sia in sé* ottima scelta – ma per attuare una rivolta occcorrono rivoltosi rampanti, e noi siamo un popolo vinto:
    aa. in larga misura infettato dall’ateismo e/o dall’ecumenismo
    a. massacrato dalla maledetta legge abortista e avvilito dalla bestiale legge divorzista
    b. invecchato
    c. depresso e fragile (vedi, ad esempio la proliferazione dei suicidii)
    d. rassegnato al peggio
    e. preda di un’ira sorda e impotente
    f. flagellato dall’idiozia dei radical-chic
    g. dotato di una classe dirigente simile ai cartoni animati
    Se la mia analisi è falsa ritiro la proposta e chiedo scusa agli amici che non mi condividono. Amici che certamente sanno quanto vorrei sbagliarmi. Quanto vorrei evitare con una facile (e non del tutto onesta) mossa i guai incombenti su un popolo che possedeva la più nobile tradizione intellettuale (come affermava San Bernardino da Siena) ma è purtroppo traformato in popolo di Pinocchi dall’azzurra fatina catto-liberal-comunista ovvero dall’ectoplasma del Cln. A Treviso Matteo Renzi ha assaggiato la collera degli italiani. Credo che abbia capito la necessità di frenare la tendenza della “casta” allo spreco sontuoso e al furto sistematico. In caso contrario la casta andrà incontro all’ira incandescente. Oso sperare che questo non accada. La guerra civile non è mai stata cosa buona, anche se il ch.mo prof. Villari poensa il contrario. Presumo di conoscere il modesto valore di Renzi. Ma la leggerezza di Renzi è preferibile al livore dei comunisti ortodossi in circolazione sotto barbe finte. Purtroppo all’orizzonte non si vedono uomini migliori. Berlusconi è decotto. Fini è quel che sappiamo. Alfano? Gasparri? Storace? Lupi? Formigoni? Si faccia avanti chi crede in loro. Lo chiedo agli amici che hanno (forse) dimenticato l’idiozia che ha intitolato la buona destra “rivoluzione liberale” anziche lotta contro l’infezione liberale e la fine ingloriosa e pornografica della dinastia almirantiana.

    1. E’ l’italia stessa che è sbagliata, chiunque la governi. L’italia è stata voluta dalla massoneria contro la Chiesa.
      Tutto ciò di cui possiamo vantarci ha ben più di 150 anni. Ci sono vie e piazze intitolate a cadorna, cialdini, bixio ed altri massacratori. E’ una vergogna che di fronte al Duomo di Milano ci sia la statua di Vittorio Emanuele secondo (primo re d’italia); meno male che almeno i piccioni fanno il loro dovere. Quelli che hanno difeso la loro patria contro l’invasore sono stati chiamati briganti. Madre della patria per meriti speciali è una certa Contessa di Castiglione, mentre una donna che ha veramente amato il suo popolo è stata Maria Sofia di Baviera. Bava Beccaris per le stragi di Milano, Lamarmora per le stragi di Genova e Cialdini per la strage di Gaeta sono stati insigniti di grandi onorificenze.

  5. come facciamo a liberarci di questi parassiti se non ci lasciano andare a votare? E poi anche dopo aver votato, quelli che li seguiranno saranno dei peggiori ladroni dei predecessori….

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