Padova città aperta/2. Primo atto di governo – di Elisabetta Frezza e Patrizia Fermani

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di Elisabetta Frezza e Patrizia Fermani

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Siccome Forza Nuova aveva organizzato un sit-in di protesta contro lo ius soli davanti alla prefettura, e siccome la città, la prefettura e anche il suolo sono ormai “cosa loro”, i compagni giustamente hanno pensato che “voi non sapete chi siamo noi”, ora. E freschi dall’insediamento della nuova amministrazione aperta e inclusiva, nonché forti di una legittimazione istituzionale nuova di zecca, i centri sociali incartati dentro Coalizione civica, incartata a sua volta dentro la carta da pacchi arancione della lista Lorenzoni – quella delle belle persone molto colte della Padova bene – si sono esibite nella loro vera parte.

Guerriglia urbana, bombe carta, fumogeni, petardi, manganelli, poliziotti feriti, al grido di «fuori i fascisti e i razzisti dalle nostre città».

Sindaco e vicesindaco – già uniti in unione civile celebrata dal vicario diocesano agli affari sociali – in presa di posizione congiunta, si sono dissociati da ogni forma di violenza e hanno rassicurato la cittadinanza che continueranno «a battersi per il dialogo nel solco della legalità». La legalità, ça va sans dire, è quella modellata sulle leggi fatte da loro: a dover essere applicate, difese e debitamente inculcate nelle teste dei sudditi sono le leggi aberranti confezionate da governi democraticamente non eletti, e la somministrazione precoce e a tappeto dell’edificante concetto sarà assicurata in città dalla neoassessora alle politiche educative e scolastiche con delega alla legalità (di cui sopra).

Dunque sono bastati due giorni (anche loro vanno al mare il fine settimana) perché le belle persone dei centri sociali – neoconsigliera pasionaria rossa in testa – scendessero in piazza a scatenare la guerra democratica contro chi l’inno di Mameli lo vorrebbe cantare col cuore e non come spot pubblicitario. E sono arrivate le botte contro i soli nemici rimasti a contrastare la svendita dell’Italia alla oligarchia mondialista per farne una terra di nessuno dove tutto si può distruggere e tutto si può sperimentare, come in una di quelle infelici isolette usate dai vincitori della guerra mondiale per continuare a far esplodere le proprie atomiche.

Gli abitatori dei centri sociali sono una delle poche specie non in pericolo di estinzione. Non devono essere protette, in quanto si riproducono da mezzo secolo per scissione molecolare da un’unica cellula originaria degenerata, immutati e immutabili perché privi di materia cerebrale e quindi sempre pronti per l’uso democratico.

Fuori di metafora, la farsa sessantottina che ha aperto la strada all’annientamento morale, culturale, politico e religioso, ha preparato la tragedia della morte collettiva spirituale e materiale cui siamo stati avviati. Considerati apparentemente marginali, gli artefici di questa farsa si sono assunti il compito di produrre per ogni evenienza il linguaggio delle formule fisse prive di pensiero e in sostituzione di questo, da inoculare fino a penetrazione completa nell’orecchio distratto e intorpidito della gente, di creare miti negativi con cui giustificare la propria esistenza in vita, di scatenare la bagarre di piazza per spegnere la voce di chi si oppone alla follia distruttiva ed è quindi pericoloso per il sistema, provocando soprattutto reazioni che possano essere denunciate come prova dell’esistenza di forze sovversive sempre in agguato.

Queste formazioni, rette dal vuoto pneumatico intellettuale e culturale, non varcherebbero la soglia del folklore metropolitano se non servissero al sistema di potere delle eterne sinistre riciclate, rigenerate, tinteggiate, sciacquate, ma immarcescibili nella inesausta ansia di egemonia totalitaria, così come servirono al comunismo ancora strutturato “i compagni che sbagliano”, cioè gli allegramente sanguinari e illuminati brigatisti rossi tuttora a carico del contribuente per incarichi di interesse pubblico. È bene ricordare per inciso che Padova è stata teatro del primo assassinio proletario, quello dei missini Mazzola e Giralucci, e per la cronaca la figlia di quest’ultimo, forse morsa dalla stessa sindrome di Stoccolma che colpisce paradossalmente tanti figli di vittime di terrorismo e mafia, è stata aspirata nelle fila dei compagni e siede oggi in consiglio comunale.

La fauna dei centri sociali, residuo inorganico di quella stagione tanto politicamente fruttuosa per la politica e per la nazione, è ora la truppa di sfondamento di cui si serve la bella borghesia buona per tutte le stagioni, con l’aiuto elettorale imprescindibile della chiesa ex-cattolica e della massa irresponsabile di preti e di monache, portata materialmente a votare per aiutare i poteri che l’hanno assoldata al fine di distruggere quel piccolo residuo di una nazione che, per avere insegnato al mondo la civiltà, viene ora data in pasto ai barbari. Alla barbarie culturale, alla barbarie morale, alla barbarie sessuale, alla barbarie degli invasori prezzolati (dai Soros invocati come profeti dal nuovo vicesindaco).

Nella turbolenta serata padovana, di botte, bombe, fumogeni e manganelli, funestata peraltro dal ferimento di un poliziotto, l’assessora alla pace non si è vista in piazza. Ma pare sventolasse commossa la bandiera arcobaleno dalla finestra di casa sua.

L’elettore distratto o assenteista presto comincerà a rimpiangere il sindaco tradito.

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vedi l’articolo pubblicato ieri: Padova città aperta

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le immagini in apertura sono tratte dal sito di PadovaOggi

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10 commenti su “Padova città aperta/2. Primo atto di governo – di Elisabetta Frezza e Patrizia Fermani”

  1. Paola Ghidoni

    Care Elisabetta e Patrizia concordo perfettamente con quello che pubblicate e sapere che ci sono ancora persone che la pensano come me, mi rincuora, giacche sempre più spesso, mi sembra di essere l’unica persona di buon senso rimasta…

  2. Arriverà anche per loro la resa dei conti. Certo non avendo materia grigia dentro il cranio, saranno meno colpevoli di coloro che li hanno creati, certamente meno colpevoli dei tanti cattolici (specialmente ministri di Dio) che hanno disertato, tradito la vera Fede e di conseguenza anche l’amore per la propria patria, propria famiglia e per il semplice buon senso. Fanno veramente pena, sono zombie e credono di essere liberi, buoni ed intelligenti, ma i responsabili maggiori risiedono tra Santa Marta e Vaticano, che avendo il dovere di conoscere e trasmettere la Verità non hanno scusanti per come hanno ridotto la Chiesa e la società.

  3. Non è scritto che “non habemus hic manentem civitatem”? A noi è tolta, la cittadinanza, per essere data agli IMPORTATI ( mi piace questa definizione): che se la godano, tra cento e cento razze culture e religioni e lingue diverse, che finiranno per sbranarsi fra di loro! A fare i furbi la si paga sempre! Peccato che il Pappimbroglio attuale non sarà più qui a godere dello spettacolo da lui anche allestito!

    1. su questo non vi è dubbio: proprio ora ho letto su repubblica un titolo (l’ennesimo) avente come argomento da un lato le esternazioni di Boeri che, ribadisce il Concetto per cui per pagare le pensioni future abbiamo sempre più bisogno degli IMPORTATI, dall’altro le lamentazioni di confindustria che attribuirebbe la lentezza della ripresa all’emigrazione sempre più frequente dei giovani

      1. Quos vult Iupiter perdere dementat prius…

        Boeri è uno di questi ‘dementi’ … Peccato che a essere puniti siamo noi; lui, da bravo sinistro, il suo xxxx se l’è già parato….Ma ci sta bene la punizione, a noi che non siamo capaci di ribellarci alla demenza di chi ci ‘guida’, che si chiami Boeri, si chiami Gentiloni, si chiami Bergoglioni…

  4. normanno Malaguti

    Sono spiritualmente e intellettualmente vicino alle Dott. Elisabetta Frezza e Patrizia Fermani in questa battaglia che coinvolge una delle parti più belle e più nobili della nostra Patria, in un’ora buia terribile, ma con la certezza che … NON PREVALEBUNT !

    Normanno Malaguti

  5. Carlo Zanardi

    Desiderio di autodistruzione. Padova, come molte altre città d’Italia. Come hanno potuto voltare le spalle a Bitonci? Maledetto Paese, che si è consegnato nelle mani della sinistra, senza nemmeno sparare un colpo. Ora ci teniamo per governanti dei mostri alieni, che come nel film alien, ci infettano nei gangli vitali e sono inestirpabili. Maledetti i cosiddetti moderati, che per timore, continuano a dare il voto ai sedicenti liberal, perché Lega e FN non si può, guai, sono troppo estremisti. Salvo poi venire bastonati e magari lamentarsi sulle pagine dei giornali moderati, che li sbeffeggiano. L’elettorato medio, servo sciocco. Maledetta anche l’attuale chiesa cattolica (non la Chiesa Cattolica, ormai altro da quella), che ad ogni livello si è venduta all’ideologia vincente e trascina nel baratro i fedeli e ne distrugge la Fede. L’eresia trionfa, e chi doveva fare argine ha tradito. Spiace dirlo, ma è così. Anzi, ascoltando certi personaggi, non spiace per nulla.

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