Papa Gregorio VII, un grande pontefice  –  di Giovanni Lugaresi

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Nel libro “Papa Gregorio VII/Ildebrando di Sovana”, la coinvolgente narrazione di Giancarlo Guidotti ci aiuta a conoscere un Papa di grande fede e di grande forza morale e intellettuale. “In tutto il medioevo … non troviamo certamente un uomo uguale per potenza di genio, per vastità di concetti, per sincerità d’intenti, per eroismo di sacrificio”.

di Giovanni Lugaresi

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zgdttNella memoria popolare, papa Gregorio VII è presente in una immagine “classica”: quella di Canossa, l’imperatore Enrico IV che attende tre giorni fuori dal castello appenninico, al gelo, sotto la neve, prima di essere ricevuto dal Pontefice, tanto che, “andare a Canossa” è diventato, nelle espressioni correnti, sinonimo di umiliarsi, ritrattare, ammettere di aver sbagliato… Immagine suggestiva davvero (e modo di dire), a tal punto, da essere passata attraverso i secoli per arrivare ai giorni nostri.

Ma Gregorio VII (Soana, 1020 circa – Salerno, 1085), al secolo Ildebrando Aldobrandeschi, non è passato alla storia, famoso pontefice, soltanto per via di quella lotta intensa, dura, avviata contro l’Imperatore, al quale venne sottratta la nomina dei vescovi, bensì e anche per quella azione riformatrice all’interno della Chiesa che lo vide acerrimo nemico della simonia e della corruzione del clero.

Saggio, colto, studioso, legato pontificio in Francia, quindi inviato alla corte imperiale tedesca, uomo di curia accorto in politica, ma all’occorrenza decisionista senza tentennamenti.

Nel 1074, Papa Gregorio convocò il suo primo concilio nel quale furono condannati tutti i chierici ordinati “per simonia”; ancora: i vescovi “che avevano ottenuto benefici in cambio di denaro, dovevano abbandonarli immediatamente, pena la scomunica”. Fu inoltre un deciso, convinto assertore del celibato ecclesiastico. E la sua fu un’azione forte, in un tempo di forti passioni, profondi contrasti, nel quale i poteri si confrontavano e si scontravano, con cambiamenti di fronte frequenti da parte di principi, duchi, nobili, prelati.

Fra i sostenitori di Gregorio, fedelissima si sarebbe rivelata, come noto, Matilde, grancontessa di Canossa.

Ora, queste figure, questi ambienti e questi eventi di mille anni fa, oggetto di interessi e di studio a vari livelli, rivivono nel libro di un bravissimo divulgatore.

Papa Gregorio VII/ Ildebrando di Sovana” (Cleup, pagine 249; Euro 14,00) è la coinvolgente narrazione proposta da Giancarlo Guidotti, autore di altri testi narrativi su base storica quali “Ghino di Tacco detto il Falco”, “Le pagine di Francesco”, “Il Conte di Carmagnola”, “Margherita Aldobrandeschi”, per fare qualche esempio.

In queste pagine, il duello tra Pontefice e Imperatore appare in tutto il suo compiuto e complesso svolgersi e spiccano, fra gli altri, i caratteri dei contendenti, profondamente convinti delle loro idee e delle loro azioni.

Guidotti non trascura certo i loro difetti, i loro errori, ma sottolinea, per esempio, a proposito di Gregorio, una grande attualità. “Lo troviamo sempre dove c’è un debole da difendere, un’ingiustizia da impedire…

“In tutto il medioevo – avverte – non troviamo certamente un uomo uguale per potenza di genio, per vastità di concetti, per sincerità d’intenti, per eroismo di sacrificio”.

Seppe andare pure controcorrente, come si addice a uomini che hanno una fede (nonché le idee molto chiare!) e la consapevolezza di doverla testimoniare.

Personaggi, psicologie, ambienti, temperie, eventi – diremo per concludere – Giancarlo Guidotti sa tratteggiare, descrivere, interpretare con una solida base storica e con una felicità narrativa esemplari. Pagine da leggere, da gustare (e sulle quali riflettere), insomma, le sue, come peraltro ci era accaduto con i libri precedenti.

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1 commento su “Papa Gregorio VII, un grande pontefice  –  di Giovanni Lugaresi”

  1. Nel secolo scorso un altro Gregorio doveva condurre la Chiesa. Ma si ritrasse per dei motivi oscuri che ancora devono essere sviscerati. Si tratta del cardinal Siri. Con lui avremmo evitato la deriva conciliare. E anche il primo Paolo VI ( ovvero il Bergoglio ante litteram dei suoi primi anni).
    Disegni della Provvidenza ? Spero che un giorno, in Paradiso, capirò. Perché così, frastornato dai tempi luciferini, faccio una gran fatica ad intendere.

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